Convalmore 24y Rare Malts

Scheda Iniziale :

Distilleria: Convalmore

Imbottigliamento: OB, 1978-2003, Rare Malts Selection

Gradazione: 59,4%

Prezzo
: circa € 500

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Uhuu cosa beviamo oggi, un Convalmore del 1978! Brevissima storia e poi partiamo che non stiamo nella pelle!
La distilleria è nata nel 1893 nello Speyside, zona Dufftown, ad opera della Convalmore-Glenlivet Distillery Company. Il distillato prodotto veniva utilizzato soprattuto per la produzione del blend “Black and White”. Nel corso della sua travagliata esistenza (è anche bruciata nel 1909), la distilleria ha sperimentato  l’uso di alambicchi a colonna, ma con scarsi risultati. E’ stata utilizzata anche come alloggio di truppe durante la seconda guerra mondiale, per poi capitolare durante la crisi del whisky dei recenti anni 80 e venire così chiusa nel 1985. Attualmente il marchio appartiene al colosso Diageo.
La loro gamma Rare Malts Selection raccoglie malti di distillerie, generalmente chiuse, risalenti agli anni 70, 80 e 90. Sono autentiche gemme per noi bevitori e, ahimè, anche per i collezionisti, che ne fanno ulteriormente lievitare il prezzo. In ogni caso sono quasi sempre bottiglie che danno soddisfazioni, vediamo se anche questa sarà così!

Colore: giallo chiaro.

Naso: parte in maniera decisamente delicata, con  limone e melone. Sembra molto fresco, e l’impressione è confermata da una punta di mela acida. Facciamolo ossigenare un pò: oh my god, ritrattiamo tutto! Tanta cera con spruzzate di gasolio e un fumo quasi chimico a circondare il tutto. Gomma di pneumatici? Eppure, nonostante tutti questi elementi “appetitosi”, riesce a mantenere un’anima fresca. Concludono il tutto bacello secco di vanigia e noci appena sgusciate. Il naso, giusto per concludere, è decisamente particolare, o si odia o si ama. In ogni caso, non è dirompente….

Gusto: …al contrario della bocca! Ha un attacco fresco e frizzante con mentolo e tanto limone. Esplode poi in bocca con ancora agrumi e soprattuto con miele millefiori e un mix pungente di pepe, peperoncino e zenzero. Al momento della deglutizione appare un lato erbaceo. Mantiene comunque delle note oleose, (op op) “paraffian style”! Forse pochi elementi, ma perfetti, nessuno è fuori dal coro. Meraviglia!

Finale: lunghissimo, eucalipto, pepe e ancora cera. Il limone del palato si ripropone e vi accompagnerà per un bel pò, vero Andrea C.?

Abbinamento: sgombro affumicato a fette, olio extravergine di oliva, pepe e finocchietto.

Commento finale: frase retorica, ma di whisky così in giro temiamo che non ce ne siano più. Veramente buono, con un profilo che abbiamo adorato: sporco al naso e e brioso in bocca. Speriamo ricapiti l’occasione di berlo. Se il naso fosse stato travolgente come il gusto, avremmo avuto un campione fra i campioni, ma ahimè dovremo accontentarci! Anche al Bevitore Raffinato è piaciuto e concordiamo con lui col voto.
Grandi whisky oggi sui nostri canali!

Voto: 9,1

p.s. sabato 1 aprile saremo al RUM FESTIVAL , che si svolgerà presso l’ Hotel Marriott di Milano, dietro allo stand degli organizzatori: urca urca! Vi aspettiamo numerosi per due chiacchiere, ma soprattutto per bere, diamine!

Arran 6y for “Milano Whisky Festival”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Arran

Imbottigliamento: 2008 – 2014, sherry hogshead for “Milano Whisky Festival 2014”

Gradazione: 59,8%

Prezzo: circa € 99

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Eccoci qua a dare anche il nostro parere  sull’Arran, “vincitore” della serata dedicata alle selezioni del MWF.
E’ sempre un piacere vedere imporsi un whisky proveniente da una piccola realtà come Arran: rappresenta la qualità che vince sulla quantità. E in effetti -spoiler- questo imbottigliamento è veramente buono! Ora basta con i preamboli e versiamo!

Colore: ambra scura.

Naso: che esplosione! Subito tanta arancia e sherry, poi ossigenandosi ecco spuntare cioccolato jivara e legno. C’è poi un buonissimo profumo polpa di fragola calda che ha preso il sole. Scusate l’espressione bucolica, in quanto non ci veniva in mente niente di meglio! Ecco poi un bel profumo di pelletteria, ci pare cuoio marrone. Una puntina di marzapane?  A condire il tutto, una bella spolverata di pepe e chiodi di garofano macinati.

Gusto: l’alcol si sente, ma relativamente, soprattuto se guardiamo la gradazione. Sessanta gradi e non venire ustionati non è roba da tutti i giorni. E’ molto coerente con il naso, abbiamo qua un corpo potente, ricco, eppure non è oloeso. Detto in termini più pratici, va giù che è un piacere! E’ un trenino di amarena, ciliegia nera e cioccolato fondente: sembra una torta foresta nera in piena regola! Non mancano poi una marmellata di arance leggermente amare e liquirizia. Siamo di fronte sicuramente ad una botte molto attiva che però, magia, ha mantenuto l’animo di questa distilleria senza snaturarlo o coprirlo. L’avevamo già bevuto a fine 2014 e che dire? Ci pare che, dopo due anni dall’imbottigliamento, si sia affinato ulteriormente.

Finale:  medio, piccante, con una liquirizia clamorosa e crema alla vaniglia (e non è un ex-bourbon!). In sordina, si affiancano fumo e thè nero.

Abbinamento: provatelo con una mortadella di fegato, diventerà una droga!

Commento finale: come già scritto nel resoconto della serata, ecco qua uno dei rari casi dove la giovanissima età dell’invecchiamento non conta. Abbiamo un whisky  di carattere, strutturato e delizioso da bere. Non è un legnoso come, ahimè, va di moda con molti NAS. Abbiamo visto che anche ai Facili è piaciuto parecchio, insomma basta leggere e andate a dissetarvi!

Voto: 8,9

Resoconto degustazione MWF 2017

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Eccoci qua a tirare le conclusioni della prima degustazione dell’anno organizzata in pasticceria. Abbiamo avuto con noi come ospiti i ragazzi del Milano Whisky Festival,  vediamo come è andata!
Durante la prima serata è stato con noi assetati (solo di conoscenza, eh) Gervasio, mentre per la seconda ci ha tenuto compagnia Andrea: i vantaggi di essere in due.
Ognuno dei due ospiti ha dato una sua personalissima direzione alla degustazione. Gervasio ha improntato l’evento su una cosa semplice, che spesso viene dimenticata: la bontà del whisky. Ci ha insegnato  ad apprezzare il momento di pace e di appagamento che un buon bicchiere del nostro distillato può dare. Edonistico e godurioso!
Andrea, invece, partendo dalle tre bottiglie in degustazione ha dato via ad un turbine di aneddoti, episodi, racconti sulle distillerie che hanno decisamente affascinato tutti noi.
Ora bando alle ciance e fuori i voti !

GLEN ELGIN con gnocchetti al taleggio di capra, noci e timo

naso = 6,30

gusto = 6.46

finale = 6.46

ARRAN con plum-cake ai profumi di Sicilia

naso = 7.30

gusto = 7.30

finale =  8.61

CAOL ILA con croccante di sesamo e ganache al cioccolato speziata

naso = 7.23

gusto = 7.46

finale = 7.07

Cosa notiamo? Già il Glen Elgin, nonostante fosse il primo whisky della serata e quindi per definizione il più bistrattato, è stato apprezzato. A detta dei commensali, si è poi sposato alla perfezione con gli gnocchi di Davide… Insomma, promosso!
Ma il preferito alla fine è risultato comunque l’Arran. Molto interessante il verdetto per due motivi.
Innanzitutto, ha vinto un “non torbato” e considerando i gusti di noi italiani è già un colpo di scena. Se poi consideriamo che con Arran parliamo di un whisky molto giovane (6 anni, dico sei!), beh cosa dire? E’ un grande imbottigliamento: la dimostrazione che, per la gioia delle signore,  alle volte l’età è solo un numero!
Complimenti ancora ai due mattatori della serata e ci sentiremo presto per le prossime degustazioni. Abbiamo delle idee in ballo e vediamo cosa va in porto!

Stay tuned Davide & Sebastiano.

P.s. sulla nostra pagina Facebook le foto dell’evento !