Whisky Revolution 2018: resoconto

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Eccoci qua, come promesso, a farvi un corposo reportage dell’ultimo evento nato in Italia dedicato al nostro amato distillato: il Whisky Festival Revolution.
Ideato dai ragazzi del Blend Bar di Castelfranco Veneto, è stata una kermesse della durata di 3 giorni, da sabato 22 a lunedì 24 settembre, svoltasi nell’omonima cittadina presso l’Hotel Ristorante Fior.
La formula era semplice: aggiungere alle classiche sbicchierate agli stands e alle varie masterclass un qualcosa di più moderno, più rivolto ai giovani. E in tal senso il programma era veramente fitto.
Innanzitutto le “Tasting notes live con i blogger”, ovvero ci si trovava insieme ai suddetti, me compreso ahivoi, a scrivere insieme le note di degustazione di una bottiglia presa a caso. E’ sempre affasciante e divertente notare come ogni naso e ogni bocca dei partecipanti ragioni in maniera diversa, apportando una propria palette sensoriale.
Un commento personale: mi sono divertito a tenere la mia degustazione live, complice un pubblico decisamente “amico” e una bella bottiglia di Balblair, gentilmente offerta da Roberto del gruppo Meregalli. A breve pubblicheremo le tasting notes!
Simile la formula “Degustazione alla cieca”, dove, come avrete intuito, si cercava di intuire tutti insieme quale whisky fosse stato servito ai commensali presenti.
Questo taglio più fresco e giocoso è stato confermato anche dall’evento “Brunch in Piscina” che si è svolto la domenica a mezzogiorno.  Siamo in Veneto, una breve parentesi a prosecco era dovuta anche solo per far gli onori ai padroni di casa e col risotto ai finferli ci stava alla grande (ne è avanzato per caso?).
Claudio Riva, durante il brunch in piscina, ha battezzato a whisky il nuovo clan di Treviso, il quale va ad aggiungersi agli altri tre del Veneto. E’ importante che gli appassionati aumentino, vedremo poi il perchè! Un grazie all’importatore Beija flor per aver fornito…ehm…i liquidi per la cerimonia!
Sempre a proposito di cibo, il ristorante dell’hotel aveva preparato un menù studiato apposta per l’evento, con piatti deliziosamente abbinabili a dei whisky. Troverete delle foto sulla nostra pagina FB, in ogni caso veramente tutto molto buono. Ah, il fois gras con il petto d’anatra ci ha toccato il cuore!
Prima di potersi andare a divertire, c’è stato un “Talk Show”, dove esperti, appassionati e personalità del mondo del whisky si sono confrontati per un divertente scambio di idee e opinioni.
Finiti gli obblighi sociali, non poteva mancare un mondano “Cocktail party” in piscina, con una carta preparata da Valentina Crucil, curatrice della pagina “La ragazza che beve”. Veramente azzeccate le miscelazioni! Non è mancata neppure la musica con gruppi di jazz, ambient e simili ad allietare gli ospiti durante le serate.
Molto carina la presenza di uno stand durante tutto il festival dove si potevano acquistare delle magliette, fra l’altro di buona fattura, rappresentanti le varie zone whiskose della Scozia, alias Lowlands, Speyside, Islay ecc ecc.
Ma non parliamo delle bottiglie presenti? Arriveranno anche le loro schede, tranquilli! Solo un’anticipazione: al nostro stand spiccavano un Kilkerran 11yo sherry e un Longrow 14yo sherry entrambi a gradazione piena. Dei fuoriclasse!

stand

Un episodio a parte al di fuori della programmazione: lunedì mattina siamo andati a visitare il Blend Bar vicino alla piazza principale di Castelfranco. Ragazzi, un bar così farebbe impallidire molti locali a Milano, per non parlare della nostra Varese. Impressionante bottiglieria fra whisky OB, selezioni di Cadenhead e anche roba d’oltreoceano (Chichibu e Karuizawa, tanto per intenderci). La carta cocktail è poi qualcosa di pazzesco, con percorsi misti che spaziano dalla presentazione classica a rielaborazioni sensoriali, non so come meglio definirle, assolutamente stupefacenti. Personalmente mi sono innamorato della carta giapponese, strano eh? E l’ambiente, dove si passa dall’informale nella sala principale al raccolto con poltrone e tavolini nelle sale adiacienti, non è di certo da meno. Complimenti veramente!

botti

Tornando al discorso del festival, va detto purtroppo che l’afflusso dei visitatori, soprattuto al sabato, è stato un po’ deludente. Abbiamo visto che paradossalmente sono mancati soprattutto i cosidetti “giovani”.
Vi facciamo un esempio a nostro avviso molto illuminante: andiamo a guardare il pubblico femminile. Le ragazze presenti erano tutte nella veste di morosa/fidanzata/amica trascinata dal proprio partner. Ergo, non si sono visti i gruppetti di ragazze entrate al festival con le amiche anche solo per il fatto che è di tendenza, cosa che invece è normalissima in altre location. Milano in primis. E tenete conto che siamo in Veneto, dove, come è noto, anche il pubblico femminile può vantare…ehm…elevati gradi di assorbenza di alcolici. Ora poniamoci due domande.
Questo cosa vuol dire? Semplicemente che, dal punto di vista diciamo culturale, questa regione d’Italia rappresenta ancora un territorio vergine per il whisky. Non appare ancora come una cosa “figa”.
Cosa si può fare? Per fortuna, tante cose! Ci permettiamo di suggerirle non per supponenza, assolutamente, ma perchè abbiamo visto una grande passione da parte di tutti gli organizzatori e ci piacerebbe che questa cosa venga ricompensata come merita.
Innanzitutto la sede: siamo onesti, Castelfranco Veneto è una chicca dove, per chi viene dalla città, si può veramente “respirare”. Questo suo pregio è contemporaneamente anche il suo difetto, ovvero la scarsa densità di popolazione e quindi di potenziali clienti.
In secondo luogo, e qui mi sono trovato in sintonia con Roberto, occorre coinvolgere i locali della zona, birrifici, cocktail bar ecc. ecc. in modo tale da pubblicizzare l’evento ai loro abituali clienti.
Infine, cercare di stringere più accordi possibili con altri espositori e rafforzare gli accordi con quelli già venuti per invogliarli a ritornare. La cosa non deve essere vista come una maggiore concorrenza sul posto, ma un “far fronte comune” per attirare quante più persone possibili.
Oddio, ma questo è un problema ben noto di chi scrive, anche una maggior presenza di cibo durante il festival non farebbe male, con postazioni sia per il dolce che il salato.
Vedremo l’anno prossimo cosa succederà, le potenzialità ci sono e sono tante, ora tocca all’alunno sfruttarle!

A tal proposito, voglio ringraziare tantissimo i ragazzi del Blend Bar di Castelfranco. Sono stati veramente supergentili, disponibili e alle volte con il dono dell’ubiquità per garantire a tutti la loro presenza e il loro appoggio.
Un grazie anche a Maurizio di Beija flor,  che ci ha ospitato presso il suo stand, e a tutti i compagni della ciurma, ovvero i Facili Giacomo&Jacopo, Scott Fraser di Tomatin, Jenna di Cadenhead, David Allen di Springbank e Will Pitchforth di Bladnoch. Ci siamo decisamente divertiti insieme, niente da dire!
E posso forse non salutare Federico Bosco di Cigarslover e Giuseppe Napolitano, alias IlBevitoreRaffinato, dopo aver condiviso con loro altrettanti momenti di risate? Sono la versione alcolica di Peppone e don Camillo, poche storie. O Andrea di Monkey Club? Gettate un occhio ai suoi eventi, datemi retta, il ragazzo ha roba interessante!
Un grosso saluto a Marco Maltagliati, anche se ha cercato di fregare a chi scrive l’ultima fetta di torta a colazione, ma cercheremo di perdonarlo! Ammirazione invece per Nicolò Veronese e Matteo Zampini, che hanno condiviso con noi le gioie (!?) di una bella birra geuze post lavoro!
Un grazie a tutti gli amici che sono venuti a trovarci anche da lontano, in primis Matteo e Martina. Lo sappiamo, l’avete fatto solo per il bere, ma ad una certa età un uomo deve imparare a non formalizzarsi e a guardare il risultato, no?
Un grazie anche a mia moglie Veronica che mi ha accompagnato in questa “trasferta”. Purtroppo non le è stato possibile seguire tutto il festival: avremo possibilità di rifarci!

Detto questo, vi informiamo che troverete sulla nosta pagina FB le altre foto dell’evento, taggatevi, cliccate, fate quel che volete, basta che le vediate!

A novembre, invece, vi aspettiamo ancora per scambiare due chiacchiere davanti a un bel bicchiere di whisky al Milano Whisky Festival, stesso luogo (Hotel Marriott) e stesso bar (stand Beija Flor). Per gli eventi presso la pasticceria, non disperate, stiamo lavorando per voi!

Prox articolo su queste pagine: il resoconto della degustazione live!

A presto, Davide & Sebastiano

 

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Whisky Revolution 2018

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Ragazzi, ci siamo! Adesso possiamo svelarvi cosa bolliva in pentola da qualche mese: un nuovo whisky festival in Italia, scusateseèpoco! Non perdiamo tempo, abbiamo tutti sete e quindi partiamo subito coi fondamentali:

QUANDO: 22 – 23 -24 settembre 2018
DOVE: Castelfranco Veneto(TV), presso “Hotel Ristorante Fior”
SITO WEB: http://www.whiskyrevolution.it/
PROGRAMMA: http://www.whiskyrevolution.it/programma/ 
ORGANIZZATORI: Blend Whisky Bar http://www.blendwhiskybar.it/ 

Se avete già cliccato sul sito, avrete notato come di carne al fuoco ce ne sia veramente tanta, e non è finita. Ma cosa offre di diverso questo festival? Come forse avrete intuito dal programma, lo scopo è dare un taglio più easy e moderno rispetto ad altri eventi. Fra brunch, musica jazz, cene, cocktail, talk show, tasting live ecc ecc non manca nulla per attirare più giovani possibili nel fantastico mondo del succo di malto. Complimenti davvero ai ragazzi del Blend che, dopo aver aperto un fantastico bar dedicato al whisky, ora ci offrono un intero nuovo festival! Chapeau!

Come se non bastasse, saranno presenti tutti i maggiori bloggatori e influenzatori d’Italia, sentite i nomi: WhiskyFacile, CigarsLover, LaRagazzaCheBeve, IlBevitoreRaffinato e altri sono in arrivo !

E’ tutto molto bello, ma c’è un “ma”: purtroppo i ragazzi del BLEND hanno avuto la sciagurata idea di invitare anche noi di Dolcemente Whisky…Ebbene sì. Quindi non solo ci troverete al banco di Beija Flor a sbicchierare per voi,  ma anche al “Salotto Social” dove potrete anche partecipare alla nostra tasting note live guidata. Come funziona? Verrà scelta una bottiglia da presentarvi e tutti insieme scriveremo una sorta di recensione collettiva in diretta su internet. Un’idea decisamente originale e divertente, per cui iscrivetevi numerosi, mi raccomando!  In ogni caso, vi aspettiamo al suddetto banco per almeno scambiare due chiacchiere davanti ad un buon bicchiere!

Ringraziando Beija Flor e Blend Whisky Bar per la duplice occasione che ci hanno dato, vi invitiamo a seguirci per aggiornamenti e cose simili!

A presto, Davide e Sebastiano

 

 

Resoconto degustazione “Valinch & Mallet 2018”

Venerdì scorso si è conclusa la serata che abbiamo dedicato ad alcuni nuovi imbottigliamenti della Valinch: come è andata? Diremmo piuttosto bene, a giudicare dal numero dei presenti e dalla loro partecipazione. Non sono mancate poi le sorprese, come leggerete più in basso!

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Solo una nota negativa: come d’abitudine, saremmo dovuti andare a vedere nel dettaglio i vostri pareri e fare le medie matematiche dei voti che avete dato ai whisky. Purtroppo, è sparita, ahimè, la cartelletta con dentro le vostre schede (e 30 penne!). Ebbene sì. E’ un peccato doppio perchè alcune schede erano state…ehm…compilate in maniera davvero divertente! Dovessero saltare fuori, promettiamo di aggiornare l’articolo!
Per lo meno, fortunelli voi (?!),  vi beccate la nostra minirecensione con il nostro personalissimo voto. Per la serie le disgrazie non vengono mai da sole!
Partiamo subito col racconto: vi abbiamo servito un Ledaig ex-bourbon, un Ben Nevis ex-bourbon e un Glenrothes ex-sherry, il tutto commentato da Davide Romano, cofondatore della Valinch & Mallet.

Ledaig 10y bourbon cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: minicroissant con pesce spada affumicato e gocce di limone. Il fumo del pesce esaltava la torba del whisky, mentre il grasso ne tirava fuori il lato dolce: il Ledaig ne usciva pericolosamente beverino!
Minirecensione:  distilleria feticcio di chi scrive, questo whisky non si smentisce. Qua è presente in una versione magari più elegante del solito, ma sempre di Ledaig si tratta. Un mare sporco, un “cantiere giù al porto” sono forse le espressioni migliori per descriverlo. Leggermente ferroso, mostra delle note salmastre e di aringa affumicata, molto affumicata, che ci intrippano non poco. In bocca il corpo è leggero con un attacco dolce per poi evolversi magnificamente verso il salato. Nonostante lo sporco, è curiosamente floreale!  Il finale è lungo con pepe e olio, accompagnati da alga marina.
Ah, se avesse avuto qualche grado in più! D’altro canto dobbiamo dire che per molti partecipanti alla serata andava bene così: in effetti più alcolico si sarebbe rivelato molto più sporco, per alcuni estremo. Voto: 8,8

Ben Nevis 19y 1st fill heavily-charred bourbon cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: solista.
Minirecensione:  potente, potentissimo. Ma che colore ha? E’ più scuro di uno sherry! Al naso arancia gialla, Christmas Cake, vergognose quantità di baccelli di vaniglia e ciliegie sotto spirito. C’è una punta di ammoniaca! Ma è davvero bourbon? In bocca è avvolgente, potentissimo. Possiamo dirlo? E’ un Amarone versione whisky! Molto “condito”, ci ricorda la miscela 5 spezie cinesi. Tanta la frutta a fare da protagonista, sopratutto polpa di pesca noce matura e ancora le ciliegie del naso. Il finale è lungo con una arancia rossa veramente esagerata, sembra il succo dei cartoni della Bravo. Ok, il paragone non è bellissimo, ma rende l’idea! Buono! Voto: 8,7

Glenrothes 11y, 1st fill sherry cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: una monoporzione al lampone e pistacchio. Il whisky esaltava le note grezze, “terrose” del pistacchio e al contempo valorizzava la dolcezza del lampone limandone l’acidità. La panna utilizzata nella preparazione legava il tutto. A detta di molti, è stato un matrimonio “decisamente calorico”!
Minirecensione: Vi riportiamo paro paro quello che abbiamo scritto durante la degustazione al Barba. Cit.: “Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.”  Voto: 8,5

Per fortuna però durante le serate avevamo fatto anche una votazione preliminare ad alzata di mano e quindi possiamo lo stesso proclamare il vostro vincitore! A nostro giudizio, il migliore della serata era il Ledaig,  ma l’Alessandro Borghese che è in voi ribalta il verdetto e…rullo di tamburi…the winner is…

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Il Ben Nevis!
Veramente interessante questa cosa: durante le nostre prime degustazioni era scontato che il whisky preferito dalla platea sarebbe stato un torbato. Invece è un po’ di volte che, al contrario, a vincere sono dei profili generalmente non torbati, ma sporchi. Anche l’ultima volta il vincitore era risultato un dirty Mortlach. Ne terremo conto per le prossime serate!

Tornando a noi, la degustazione non si è conclusa qua, come sa bene chi era presente. Davide R. ci ha dato la possibilità di assaggiare non uno, ma ben due imbottigliamenti ulteriori.  Parliamo di un Glenrothes 9y bourbon che abbiamo potuto confrontare con lo  sherry di cui sopra. Molto utile dal punto di vista didattico: è stato divertente “andare oltre la coltre della botte”, per cercare di trovare  i tratti in comune dei due imbottigliamenti.
Per concludere la serata è stato aperto il Bunna di 22y già protagonista su queste pagine, una robetta da nulla insomma! Grazie ancora a Davide per aver presenziato le serate e per averci portato due “piccole” chicche extra!
A breve posteremo sulla nostra pagina Facebook le foto delle serate! Continuate a seguirci anche su Instagram mi raccomando!

Ma le prossime serate ? Come già detto, ci vedremo verso ottobre causa matrimonio del pasticcere. Vi lasciamo però un’anticipazione con un indizio difficile da decifrare : “T.C.”

A presto, Davide & Sebastiano

Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano

 

Resoconto “Degustazione Douglas Laing”

Puntuale come le tasse a giugno, eccoci qua con il resoconto delle due serate “Douglas Laing”, che si sono svolte nel mese di Marzo presso la pasticceria Dolce Mente.

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Sono state due serate, ammetto, un po’ pesanti per chi scrive: ero (e sono, sigh!) con molte ore di sonno arretrato. Nonostante non fossi al top ho visto che vi siete divertiti e che, soprattutto, siate riusciti ancora una volta a sopportare la proverbiale loquacità del sottoscritto. E’ quindi d’obbligo ringraziare di cuore tutti voi per la vostra partecipazione e state tranquilli: ci metteremo subito al lavoro per organizzare la prossima serata.
Bando alla ciance e vediamo che cosa abbiamo/avete bevuto. Come d’abitudine, scriveremo la media delle vostre valutazioni e un nostro piccolo contributo. Vediamo!

douglas

Linkwood:
Naso: 6,10
Gusto: 6,20
Finale: 6,05
Minirecensione: un malto morbido ed elegante, con sfumature di miele di castagno e frutta a polpa gialla, pesca in primis. Uno dei ragazzi presenti alla serata parlava anche di camomilla e noi non possiamo che concordare! Come siete diventati “studiati”, siamo fieri di voi! Voto: 86

Mortlach:
Naso: 4,80
Gusto: 6,60
Finale: 6,65
Abbinamento: 8
Una carbonara “scientifica”: se non sapete cosa sia la carbonara che ha commosso il web, cliccate QUA. Il lato sporco del Mortlach si sposava alla perfezione con il guanciale e il pecorino del piatto, nonostante la presenza degli amidi della pasta. Il tutto all’insegna del grasso e bello!
Minirecensione: sporco, terroso e solforoso al naso, nonostante l’invecchiamento in bourbon anzichè nel tradizionale sherry. Mortlach non si smentisce! Rivela in bocca tuttavia un lato dolce, quasi zuccherino con un finale di foglie di tabacco. Giovane, ma intrigante! Voto: 85

Bowmore:
Naso: 7,10
Gusto: 7,45
Finale: 7,10
Abbinamento: 7,90
Una monoporzione dove il protagonista, il limone, veniva presentato in 4 preparazioni diverse e affiancato alla menta per un tocco più fresco. Il Bowmore andava ad esaltare l’agrume rendendolo ancora più frizzante. Un mojito con il whisky!
Dlin dlon (pubblicità): troverete questo dolce in versione “torta” durante il periodo estivo, ma con l’aggiunta del pregiatissimo caviale di limone!
Minirecensione: generalmente i Bowmore post 2000 tendono alla frutta tropicale come profilo, qua invece facciamo un tuffo negli anni 90, dove ad essere protagonista era l’aroma di limone di cui sopra. Torba delicata, raffinata, così come il fumo, mai esuberante. Leggermente salino, Bowmore conferma ancora una volta di essere “l’elegantone” di Islay. Voto: 88

Come vedete, anche a  vostro giudizio è risultato vincitore Bowmore ed, essendo il nostro torbato preferito, non possiamo che esserne felici! Un pò di tifo ci sta sempre.
Una menzione va al naso del Morlach, che ha spaccato in due la platea: odio o amore, come si leggeva dalle vostre schede. Il palato al contrario ha messo d’accordo tutti.

Sulla nostra pagina Facebook troverete le foto delle serate e anche qualche chicca spiritosa che ci avete lasciato sui fogli (sappiamo chi siete, la pagherete!).
Tornando seri, prima di salutarvi è doveroso ringraziare l’importatore italiano di Douglas Laing “Fratelli Rinaldi” e il loro rappresentante di zona Carmelo M. (che piacere rivederti dopo tutti questi anni!) per averci procurato le bottiglie.

Da settimana prossima torneremo con le nostre recensioni, restate sintonizzati!

A presto, Davide e Sebastiano

Presentazione SMWS Italy

Martedì 27 aprile siamo stati invitati alla presentazione per il ritorno della mitica Scotch Malt Whisky Society (SMWS per gli amici) in Italia.

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Parliamo di ritorno in quanto già qualche anno fa la SMWS si era avventurata nella nostra penisola: ricordiamo, infatti, la loro presenza ad un Milano Whisky Festival passato, purtroppo con poche fortune. I tempi allora erano acerbi mentre adesso dovrebbe essere la volta buona: staremo a vedere! I nostri bicchieri sono sempre vuoti, quindi certi eventi ben vengano sempre.
A tal proposito, un enorme grazie a Mark Van Der Vijver per averci invitato!
La serata, guidata dal nuovo brand ambassador italiano Mario Leoni di GlugluClub 2000, si è svolta nella bellissima cornice dell’ Octavius Bar, presso il The Stage di Milano.
Sono stati presentati 5 nuovi imbottigliamenti della SMWS accompagnati da altrettanti finger foods. Vi postiamo la foto del menù, così, per farvi vedere quanto abbiamo sofferto per voi.

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Per la spiegazione di tutti quei “numerini strani”, vi rimandiamo alla nostra recensione di un vecchio Highland Park SMWS dove troverete tutti i dettagli del caso.
Sono stati presentati quindi 4 whisky, sì giovani a dire il vero, ma dotati di grande carattere. Ovviamente spiccava fra questi il quinto whisky, un Glenlossie di ben 24 anni di età!
Tutti i piatti sono stati preparati e presentati molto bene, soprattutto lo scampo, cottura perfetta, e il controfiletto. Menzione d’onore al matrimonio fra il risotto al castelmagno e il Glenlossie: la sapidità del formaggio andava fantasticamente a braccetto con i sapori di frutta del whisky.
Una sola nota negativa: l’abbinamento del controfiletto con il Dalmore e della tarte tatin al pompelmo con il Glenlivet, a nostro modestissimo avviso, non erano molto azzeccati. Che sia chiaro, parliamo solo dell’abbinamento e non della qualità dei prodotti serviti (anzi, a dirla tutta, quel Glenlivet ex-sherry…mmm!).
Finita la degustazione è saltata fuori una special guest star: un Laphoraig 18y a gradazione piena, come tutti gli imbottigliamenti SMWS del resto. Saremo anche degli italiani medi, tutto quel che volete, ma era veramente notevole! Una “ciliegiona” sulla torta per concludere la bellissima serata.
Pensando al futuro, per le prossime degustazioni la SMWS ha effettuto una partnership con il già citato Octavius Bar e l’ Irish Pub Mullligans del nostro caro amico Giuseppe Bertoni. Complimenti per la scelta, assolutamente nulla da eccepire!
In ogni caso, parlando da amanti del whisky, siamo molto contenti del ritorno della SMWS in Italia. Vuol dire avere a nostra disposizione tanti imbottigliamenti di qualità che prima ci erano preclusi. I dettagli per l’iscrizione al club li trovate sempre sulla loro pagina ufficiale.
Sulla nostra pagina Facebook invece troverete le altre foto dell’evento (bottiglie, piatti, ecc) , mentre QUESTO è il link della pagina Facebook della SMWS Italy.
Per concludere, facciamo un in bocca al lupo alla SMWS e a Mario per il suo nuovo incarico!

Detto questo, prossimo appuntamento con i sottoscritti dal vivo con la degustazione di “Douglas Laing”.

Siate folli, siate assetati (?!?)
Davide & Sebastiano

 

Roma Whisky Festival 2018

Noi al solito non potremo esserci, andateci voi che potete: ovvio che se ci portate un “ricordo alcolico” dal Festival noi non ci offendiamo mica! Oltre al cambio di nome del festival fra le novità troverete un angolo dedicato ai Cognac e agli Armagnac: filate a bere! 

Roma Whisky Festival

Roma Whisky Festival 2018
by Spirit of Scotland

Roma, 3 e 4 marzo 2018

c/o Salone delle Fontane all’Eur
(Via Ciro il Grande, 10)

Settima edizione e cambio di nome per il Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland: appuntamento perappassionati, neofiti e professionisti del whisky con eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, ospiti internazionali, cocktail bar, area gourmet con ostriche, salmone e haggis e la novità dei Cognac e Armagnac.

Si tiene a Romasabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) la settima edizione di Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.romawhiskyfestival.it


I
mperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Roma Whisky Festival è un evento ricco di degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati a esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultantPino Perrone e la scozzese Rachel Rennie.

La settima edizione presenterà 
masterclass di noti brand e ospiti internazionali del mondo della miscelazione, che terranno seminari e talk. Tra le masterclass confermate, quella di Ken Lindsay, International Brand Ambassador di Chivas Brothers, che tratterà delle nuove referenze legate a Ballantine’s e la Masterclass Glenfarclas con 2 single cask family reserve e 2 original bottling non ancora svelati dall’azienda. Inoltre, i mini-corsi da 25 minuti sull’ABC del whisky per i neofiti, ma anche spazio ai libri con la presentazione della nuova edizione di Iconic whisky. Single malts & more. La guida degli esperti alla degustazione”, di Cyrille Mald e Alexandre Vingtier. Inoltre, ilpremio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del festival, valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting. Tre le categorie per questa edizione: Best Scottish Malt, Best Rest of the World Malt e Best World Single Cask, con il premio speciale “Whisky & Smile”, che sarà assegnato alla migliore bottiglia in assoluto. 

Al festival si potranno degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche l’unico whisky – ad ora – prodotto in Italia, ma come novità in termini di offerta al pubblico, la nuova area dedicata aiCognac e Armagnac. Sei i cocktail bar dell’area mixology che misceleranno per il pubblico: tre da Roma, il The Jerry Thomas Project, l’Argot e il Freni e Frizioni e altri tre bar provenienti dal resto d’Italia.

All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata di Roma Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche bretoni al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis. Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte di Rachel Rennie, ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. La compagine si è allargata con l’arrivo di Pino PerroneEmiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

In questi sette anni – sottolinea Andrea Fofi – sono stati tanti i cambiamenti e di pari passo la crescita della manifestazione, che ad oggi è considerata tra le più importanti a livello internazionale, con oltre 50 aziende partecipanti, oltre 1500 etichette in degustazione, brand provenienti da tutto il mondo e guest di livello internazionale che animano la due giorni con masterclass, seminari mixology, talk tutti ad alto contenuto alcolico (responsabile). In considerazione di questa importante crescita si è reso necessario, a causa del numero sempre più crescente di brand, aziende e distillerie non scozzesi che prendono parte al Festival, il cambiamento di denominazione della manifestazione in Roma Whisky Festival“.

 
Orari
Sabato 3 marzo, dalle ore 14:00 alle 23:00
Domenica 4 marzo dalle ore 14:00 alle ore 21:30
Biglietto:
Intero: 10 euro – da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida
Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.
 
Per informazioni:

http://romawhiskyfestival.it/

 
Ufficio Stampa:
Carlo Dutto
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