The Chita – Suntory Whisky

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Chita

Imbottigliamento: The Chita, OB, ex- White Oak, Spanish Oak e Wine Casks

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa € 45

Finito di recensire i blend principali della Douglas Laing (in realtà ne manca uno, ma siamo in attesa di avere una “ricetta”), cambiamo completamente strada e ci spostiamo in Oriente. Quindi oggi berremo whisky giappi, per la precisione un single grain della Suntory, il Chita. Costruita nel 1972 nella prefettura di Aichi, distilla sostanzialmente tre tipi di grain whisky, dal più “pesante” con un alambicco continuo a due colonne, uno “medio” con un passaggio in 3 colonne per arrivare al più “leggero” con addirittura 4 colonne. La bottiglia di oggi, un NAS, è il risultato della miscelazione dei 3 tipi suddetti, affinati poi in 3 legni diversi, come avrete letto nella scheda tecnica. Sempre a proposito di miscelazione, il Chita, assieme ad Hakushu e Yamazaki, costituisce uno degli ingredienti del famoso blend Hibiki.
Andiamo ad assaggiarlo!

P.s. Grazie alla nostra amica Taeko di Taeko Ramen per il sample!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: che buon profumo! Sì, ecco, sa di “profumo”! Aprendosi, parmigiano reggiano che si alterna alla rosa e alla vaniglia, per poi mutare in inchiostro di stilografica e ceralacca. Da bravi “candyman”, ci piace trovare anche della crème brulée aromatizzata alla nocciola e della buccia di limone grattuggiata.
Temevamo di sentire una gran botta di pop corn dovuta alla giovane età del distillato e invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi.
Il bicchiere vuoto odora di polpa di banana, funny!

Gusto: molto morbido, con un mix di dolce e speziato. Alla crema pasticciera e al miele si alternano infatti del pop corn salato (eccolo qua) e un pizzico di brodo di maiale. Insomma, ci pare che sia presente una bella sensazione di umami. A chiudere pompelmo e peperone.

Finale: un po’ corto, dolce con note di pepe bianco e zenzero candito.

Abbinamento: siamo in Giappone e mangiamo giapponese! Lo abbiamo provato con i gyoza alla carne fatti a mano dalla cuoca di Taeko Ramen e… Ragazzi… Da svuotare la bottiglia! Da provare nella sua assurda semplicità. Fidatevi!

Gyoza alla carne | Meat Gyoza

Commento finale: non un mostro di complessità, che sia ben chiaro. Abbiamo però un prodotto di buona qualità, dotato anche di una certa eleganza. Il tutto rapportato al prezzo, of course! Certo, se siete amanti dello stile scozzese, fuggite via a gambe levate. Se invece cercate un gradevole prodotto nipponico senza dover far piangere il vostro portafoglio, ecco la bottiglia che fa per voi. E poi si abbina stupendamente con la cucina del Sol Levante.

Voto: 8,3

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  • Tasting notes

Color: pale yellow

Nose: Really a good perfume… yes… it taste like perfume! Starting opening, Parmesan and rose and vanilla but only to change again in fountain pen ink and sealing wax. Beeing good “candymen” we also find crème brulée with hazelnut and grated lemon peel. Considering the “young age” of our guest, we feared to scent a lot of popcorn but we have been caught redhanded… The empty glass scent of banana!

Mouth: really smooth, a mix of sweets and spices. You could find crème patissière and honey taking turns with salted popcorn and pork soup. In our opinion there is a marvelous umami sensation. Grapefruits and peppers in the end…

Finish: Maybe a little too much short, sweet but some marks of white pepper and candied ginger.

Pairing: while in Japan act like a japanese… so let’s eat something from Japan! We tried it with Taeko Ramen’s handmade meat gyoza and… pals… you have to hold yourself from finishing the whole bottle! You totally have to try it in this way… KISS [Keep It Slow and Simple]!

Final Comments: Just to be totally clear it’s not one of the most complex spirit we tasted. But it’s a good product also with a certain level of grace… also considerign the price! If you are in love with scottish-style spirits, DO NOT TRY THIS AT HOME. But if you are looking for something from Japan (without emptying your wallet) maybe this is the bottle you are looking for… and it really pair good with japanase cooking.

Score: 8.3

PS: We would like to say a huge “T H A N K Y O U” (of maybe better “domo arigatou) to our friend Taeko (owner of Taeko Ramen) for the sample!

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Hibiki 17y 2014

Scheda Iniziale :

Distilleria: Suntory

Imbottigliamento: Hibiki 17y

Gradazione: 43%

Prezzo: circa € 130

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In attesa del resoconto della serata di degustazione con “Milano Whisky Festival”, stappiamo una bottiglia di Hibiki 17y che la sorella di chi scrive ha portato gentilmente in Italia. Parliamo di un blend prodotto dal colosso Suntory, nato dall’unione di varie annate di Yamazaki e Hakushu (sono due distillerie che fanno parte del portafogli della multinazionale), che ha riposato per ben 17 anni al calduccio in una botte. Ehi, è più vecchio lui di molti single malt moderni.
Nota polemica a parte, la bottiglia ci piace molto, decisamente oriental-style, dalla caratteristica forma di nonsocosaesaedro.
Fare i blends in Giappone sfruttando i whisky del territorio è sicuramente più difficile rispetto a quello che si fa in Scozia, a causa del numero minore di distillerie presenti. Si può giocare di meno coi sapori e gli odori detto in altri termini. Chissà se con poche frecce al loro arco riusciranno a fare breccia nel nostro cuore. Quanta poesia per un blog!
Dopo questa è meglio che stappiamo e….banzai!

N.B. Sulla mappa è indicata solo la sede di produzione di Hakushu, la sede Yamazaki si trova invece fra Kyoto e Osaka.

Colore: giallo oro.

Naso: uhm, not bad! Decisamente morbido con miele, pera nashi (suggestione, certo, ma fa figo scriverlo), guava e polpa di albicocca. Ovviamente non può mancare il legno dopo 17 anni di invecchiamento. C’è una punta di marzapane che dopo molto tempo evolve in amaretto.
Tutti questi elementi sono amalgamati in maniera armoniosa e vengono conditi da una generosa dose di spezie. Gradevole!

Gusto: ha un attacco pieno, dolce, con cioccolato bianco e crema pasticcera. Polpa di albicocche e pera. Sembrerebbe un banale dolcione, ma dategli un attimo! Di colpo infatti esplodono le spezie: si apre così una cascata di pepe, cannella, peperoncino, chiodi di garofano e una bella “grattugiata” di rafano. C’è molta coerenza col naso, è infatti setoso all’inizio e cattivello poi, interessante!

Finale: secco con ancora elementi piccanti e legno bruciato.

Abbinamento: siamo in Giappone no? E sushi sia!

Commento finale: é un ottimo blend a nostro avviso, caldo e armonioso nelle sue forme, non ha difetti di sorta. Se queste caratteristiche vi affascinano, è la bottiglia che fa per voi. Se cercate però la personalità di un whisky scozzese, rivolgetevi altrove perchè potreste rimanere delusi. A noi invero è piaciuta molto la sua eleganza e quindi lo premiamo con un bel…

Voto: 8,1