Degustazione “Douglas Laing” 2018 – SOLD OUT

Per la prima degustazione dell’anno abbiamo scelto per voi i whisky del famoso imbottigliatore scozzese”Douglas Laing”.
Siamo riusciti a trovare tre intriganti bottiglie della loro gamma “Old Particular” che,siamo convinti, non vi deluderanno assolutamente.

douglas

Nel dettaglio avremo:

– Dalla regione dello Speyside: Linkwood 21y 51,5 % solista
– Sempre dallo Speyside :Mortlach 12y 48,4 % accompagnato da pasta alla carbonara
– L’elegantissimo torbato della serata: Bowmore 15y 48,4 % servito con la nuova “tarte au citron” del nostro pasticcere
Spoiler: gli abbinamenti sono clamorosi!

Relatore: Sebastiano Segalla

L’evento, come di consueto, si svolgerà in due serate, ciascuna con 16 posti disponibili, presso la pasticceria Dolce Mente:

– venerdì 9 marzo ore 21    SOLD OUT
– venerdì 16 marzo ore 21  SOLD OUT

Costo: 28 €

Vi preghiamo di indicare la serata a cui vorrete partecipare e di lasciare un acconto di 10€ in pasticceria a conferma della prenotazione.

Grazie a tutti e a presto: con questo freddo bisogna scaldarsi!

Davide & Sebastiano

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Guida ai migliori cocktail bar d’Italia

Oggi andiamo parzialmente fuori tema, ma un fuori tema interessante. Una nostra sempre deviata passione sono i cocktails, quelli fatti come dio comanda. Bien, ci segnalano una applicazione dove potrete trovare i migliori bar d’Italia per soddisfare la vostra infinita sete!

Nasce l’App gratuita e senza sponsor
“GUIDA AI MIGLIORI COCKTAIL BAR D’ITALIA”

logo Guida Cocktail BlueBlazer

Un’app gratuita per iOS e Android per scoprire i migliori cocktail bar d’Italia, grazie alla Guida di BlueBlazer, scaricabile dal sito www.blueblazer.it/app

Nasce la nuova app gratuita “Guida ai migliori cocktail bar d’Italia”, selezionati dalla rivista specializzataBlueBlazer, scaricabile al link www.blueblazer.it/app 

L’app non ha scopo di lucro, è gratuita e priva di sponsor, a garanzia della massima autonomia di azione e della fiducia dei suoi utenti, è un contenitore virtuale, scaricabile sulle piattaforme iOS e Android, contenente gli indirizzi, le informazioni e tutte le news sui migliori cocktail bar d’Italia. Gli oltre 160 bar della Guida sono frutto di una attenta selezione di Giampiero Francesca e Massimo Gaetano Macrì, supportati da un panel di cento esperti che hanno pre-selezionato una lunga lista di locali. Per il secondo anno consecutivo sono infatti presenti nella Guida tutte le regioni italiane, con un’attenzione sempre maggiore alle realtà di provincia, tanto interessanti quanto, spesso, difficili da scoprire. Trovano così spazio, accanto alle grandi città come Roma, Milano e Firenze, realtà con poche centinaia di abitanti, come Acquapendente, in provincia di Viterbo, o Mirano, non lontana da Venezia.

I criteri seguiti per selezionare i bar si basano sull’ospitalità, oltre che sulla qualità del servizio e del cocktail.Non scegliamo mai un locale perché fa bene da bere – sottolinea Giampiero Francesca, direttore di BlueBlazer e ideatore della Guida – non è quello che ci interessa in primis. Consideriamo soprattutto l’alto grado di accoglienza, ormai sempre più rara, che si traduce nella capacità di far star bene il cliente, consentendogli di vivere un’esperienza completa. Poi, ovviamente, viene anche il cocktail”.

Una volta installata l’app dal link www.blueblazer.it/app, è sufficiente aprirla dal proprio smartphone per consultarla. La navigazione del menù è semplice e intuitiva: si può decidere di geolocalizzarsi e selezionare i locali che appariranno sulla cartina, oppure filtrare per le quattro categorie (cocktail bar, bistrot – restaurant, hotel bar e speakeasy). In ogni caso, ‘cliccando’ su un locale, si aprirà la scheda con una breve storia di presentazione del bar, alcune informazioni sui cocktail consigliati e sul tipo di miscelazione praticata, gli orari, i contatti e l’accesso diretto alle mappe per rintracciare la strada col proprio navigatore.

Le categorie sono uno strumento utile per consentire a chiunque, in base ai propri gusti e aspettative, di scegliere velocemente. Al di là del ‘cocktail bar’ propriamente detto, ‘bistrot-restaurant’ indica quei locali in cui oltre che bere si offre un’esperienza food frutto di una cucina, in molti casi anche degna di nota per non dire ‘stellata’”,sottolinea Massimo Gaetano Macrì, capo-redattore di BlueBlazer e co-ideatore della Guida. “Non potevano poi mancare gli hotel bar, di cui siamo grandi estimatori. Anzi, con il nostro lavoro, vorremmo far capire che le atmosfere eleganti ed ovattate di questi locali potrebbero essere frequentate da tutti. In Italia c’è ancora molta diffidenza e sono ancora tanti a chiedersi se si possa entrare in un hotel solo per bere un drink, senza essere clienti”. E, infine, la categoria forse più alla moda, i cosiddetti speakeasy “in cui abbiamo inserito sia i locali il cui accesso è garantito tramite la parola d’ordine, come i ‘veri’ speakeasy americani del Proibizionismo degli anni Venti-Trenta del secolo scorso, sia quei locali che in qualche modo ricordano quelle atmosfere fumose, con un accesso un po’ da secret bar, in cui entri solo se ne conosci fisicamente l’ingresso”.

La Guida vuole essere uno strumento di consultazione smart, continuamente aggiornata e utile, tanto agli operatori del settore quanto al cliente, più o meno appassionato. “Sono tanti i vari brand ambassador, per esempio, che ci hanno confessato di utilizzare per il loro lavoro le nostre mappe per rintracciare i locali. Si tratta di una utilità secondaria di cui prendiamo atto. Ma lo scopo principale della Guida è quello di offrire agli appassionati del buon bere e anche ai semplici curiosi, una finestra ‘mobile’ da cui osservare il mondo del bar.Se una persona entra in un locale, ‘spinta’ dalla descrizione della Guida, si innamora del posto e apprezza il cocktail, noi abbiamo centrato la missione”. Per l’occasione del lancio della Guida sono stati creati due signature cocktail: il ‘The Journalist Martini’ di Massimo D’Addezio e il “The Journalist Negroni” di Tommaso Cecca. Entrambi i cocktail sono degli omaggi che i barmanager dei due locali hanno voluto dedicare ai giornalisti adattando i pregi, e perché no, i difetti della categoria a due storici cocktail. Il The Journalist Martini è un Martini cocktail come piace berlo a molti giornalisti, freddissimo e molto secco, preparato con gin Bombay Sapphire, Apricot Brandy e gocce di Laphroaig, un whisky torbato i cui sentori affumicati rimandano, per Massimo D’Addezio, al mondo della stampa e delle redazioni. Completamente diverso il The Journalist Negroni, una variante calda e avvolgente del grande classico italiano, con brandy Cardenal Mendoza, Campari infuso all’ibisco e vermouth Cinzano 1757, che restituisce una visione diametralmente opposta del ruolo e della figura del giornalista.

Toro de Lidia (Tommaso Cecca & Alessandro Marrano) Café Trussardi – “The Journalist Negroni”

2 cl Cardenal mendoza
2 cl Campari infuso in foglie di ibisco
2 Cl Cinzano rosso 1757
2 drop di Aztec chocolate bitter

The Journalist Martini (Massimo D’Addezio)

5 cl Bombay Sapphire Gin
1 cl Apricot Brandy
gocce di Laphroaig Whisky

Vi alleghiamo anche 3 signature cocktail di due bar presenti nella guida: provate a farli e fateci sapere ! 

Locale: LA BODEGA (Cosenza)
Barman: Roberto Gulino
Cocktail: SUD (variante calabrese del cocktail Tommy’s Margherita)
Ingredienti:
1,5 cl succo di lime fresco (Lime di Corigliano)
1 spoon Nettare di Agave Herradura
1 spoon di Marmellata di Peperoncino Frajotta prodotta a Cerchiara
1,5 cl Liquore al Cedro azienda Vecchio Magazzino Doganale di Montalto Uffugo
5 cl Tequila Ocho Blanco
Tecnica: Shake & Strain
Garnish : fetta di lime
Affumicato con legno di melo, cannella e the verde
Bicchiere: old fashioned
Descrizione: Inserire tutti gli ingredienti in uno shaker, aggiungere ghiaccio e agitare per bene. Filtrare in un
bicchiere old fashioned colmo di ghiaccio e guarnire con fetta di lime. Affumicare con le spezie sopra elencate.

Locale: MADISON CAFE’ (Tropea, VV)
Barman Barmanager: Francesco Mazzitelli
Cocktail: KALABROTTO (variante calabrese del cocktail Hugo)
Ingredienti:
3 cl di sciroppo di Sambuco di Calabria, prodotto da un’azienda agricola di Capo Vaticano
5 cl di Bergotto ( bibita frizzante a base di bergamotto)
5 cl di Eukè spumante extra dry, cantina Senatore (o altro spumante extra dry, ma sempre di origine calabrese)
3 cl di soda
Twist di bergamotto (quando disponibile) o limone

Locale: MADISON CAFE’ (Tropea, VV)
Barlady: Genny
Cocktail: KALAVRI’
Ingredienti:
3 cl di Tequila reposado
2,75 cl di liquore al Bergamotto Calabro
2,75 cl di succo di lime
1 barspoon di "mezzodì Caffo"
1 barspoon sciroppo di pompelmo rosa "Monin"
1 barspoon marmellata di bergamotto
1 pezzetto di peperoncino fresco locale
1 pizzico di sale
Decorazione: crusta di mix di sale rosa dell’Himalaya, rosso delle Hawaii, blu di Persia e semi di papavero, ed un
peperoncino rosso.

Detto questo, vi salutiamo e….state pronti per lunedì !! 

A presto, Davide e Sebastiano

Roma Whisky Festival 2018: intervista

Buongiorno a tutti! Oggi per voi non abbiamo la solita noiosa recensione, ma abbiamo nientepocodimenoche una intervista in esclusiva per Dolcemente Whisky a Pino Perrone, Whisky Consultant del Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland!
A tal proposito vi ricordiamo che il festival si terrà a Roma,sabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur.
Troverete il programma completo al link www.romawhiskyfestival.it

Roma Whisky Festival 2018
Detto questo, partiamo!

1.Spirit of Scotland alla sua settima edizione diventa Roma Whisky Festival, si tiene il 3 e 4 marzo prossimi al consueto Salone delle Tre Fontane all’Eur. Cambio di nome, ma sostanza la stessa: quali le sostanziali novità del festival che ci aspetta?
Chi verrà vedrà. Aggiungo che la sostanza è meglio della stessa. Infatti la necessità del cambio del nome, dovuta all’inclusione di tutte quelle nazioni produttrici di ottimi whisky che non siano scozzesi, va rispettata ed è condivisa. Questa è la motivazione principe. Poi ce da dire un’altra cosa. A migliorare questa edizione rispetto a quelle passate, sarà la presenza di numerosi Cognac e Armagnac in una sala a loro dedicata. Questa è la novità più importante, ma trovate tutto il programma completo sul sito ufficiale http://www.romawhiskyfestival.it

2. Ci sveli ospiti e argomenti delle masterclass di questa nuova edizione? Gli appassionati a cosa si appassioneranno?
Per gli ospiti preferisco non dire ancora nulla, finchè non abbiamo la certezza che presenzino. Per quanto riguarda le masterclass, invece, posso anticipare che saranno tantissime. Mai numerose come quest’anno, si parla di sedici al momento attuale, salvo ripensamenti. La stragrande maggioranza di altissimo livello. Se non fossi impegnato con la gestione del festival parteciperei ad almeno quattro inderogabilmente. Usciranno poco alla volta. Qualcuna è stata già pubblicata ed è sotto gli occhi di tutti: ci sarà un BRORA in una e due GLENFARCLAS single cask invecchiatissimi. A buon intenditor… Gli appassionati a cosa si appassioneranno? Se sono dei veri appassionati, a essere presenti! Il clima è quello giusto.

3. Come ogni anno presenterete il vostro imbottigliamento? Ormai un vero e proprio rito, avete anche dei collezionisti che vi chiedono le bottiglie in questione?
Facendo i debiti scongiuri… che arrivi per tempo, anche quest’anno avremo il nostro imbottigliamento, che sarà molto interessante. Per quel che concerne i collezionisti è difficile uscire con prodotti a loro interessati. Diciamo che sicuramente c’è un gruppo di persone che compra i nostri imbottigliamenti a prescindere. Tuttavia se uno colleziona Macallan, con tale prodotto bisogna uscire e vi assicuro che non è affatto semplice.

4. Tornando alla questione del collezionismo, quali sono secondo te le bottiglie che valgono il prezzo che costano? Il vero collezionista compra per conservare o per assaggiare la rarità?
Forse nessuna e tutte. Infatti, quando una bottiglia diventa da collezione si snatura del suo valore iniziale e diventa con un pessimo rapporto qualità prezzo. Per il collezionista però ha un inestimabile valore. Ci sono collezionisti che comprano solo per conservare e chi come il sottoscritto le compra per assaggiarle in futuro. Finchè rimangono chiuse rappresentano una collezione, dal momento che si aprono non lo sono più. Diventano collezione di ricordi. Dispendioso, ma coerente, sarebbe collezionare bottiglie sane di quelle che ci sono più piaciute, il che significa comprarne un paio.

5. Gli abbinamenti del whisky con il cibo, quali consigli e perchè?
Ai canonici pasticceria secca, cioccolata, dolci e quant’altro, dirò che in Scozia si accompagnano con pesci grassi come arighe e salmone, ma sono da provare anche con altri come triglie, gamberi e capesante. Assolutamente da non trascurare sono alcuni formaggi, in primis tutti gli erborinati. Anche quelli molto stagionati, a latte crudo o d’alpeggio. Con uova e omelette li trovo degli ottimi compagni. Provate anche i primi piatti della tradizione romana come cacio e pepe o carbonara! (n.d.A. seguiremo per una degustazione il consiglio di Pino per la cacio e pepe!)

6. Lo scorso anno ci ha lasciato un vero Maestro del settore, Silvano Samaroli, ci delinei un suo ricordo?
E’ stato veramente un grande. Potrei raccontarvi tante cose su di lui, come l’ultima volta che ci siamo visti o l’ultima volta che ci siamo sentiti, 30 ore prima della sua dipartita per altri mondi. Un suo ricordo l’ho tracciato qui:
http://romawhiskyfestival.it/blog/samaroli-una- lettera-un- ricordo-un- saluto/
Preferisco invece ricordare un episodio accaduto nel nostro showroom al centro di Roma. Silvano era a Roma in quanto giudice del festival di rum. Lo incontrai assolutamente per caso, in un locale romano dove mi ero recato per motivi professionali. Baci e abbracci quando ci siamo riconosciuti, assieme a stupore per l’incontro. Gli chiedo la ragione della sua presenza a Roma e mi spiega, appunto, la sua veste di giudice. Fino a quando rimani? Un paio di giorni, mi risponde. Presi a quel punto la palla al balzo. Gli dissi: dal momento che non hai ancora visto il nostro negozio al centro di Roma, che ne diresti di passare domani, dopo che hai terminato con gli assaggi della giuria? Sarebbe perfetto verso le 21.30. Ospito infatti una degustazione di whisky che inizierà alle 20.30, sarebbe un bel colpo di teatro se tu arrivassi a metà degustazione. Pensa alle facce! D’accordo, mi rispose. Non ero assolutamente convinto che avrebbe mantenuto la promessa, e invece, verso quell’ora, un taxi si fermò davanti alla nostra porta e ne discese Silvano. In quel momento ho bloccato il relatore che stava nel mezzo di un’ardita descrizione del Balvenie e ho detto a tutti in sala: scusate l’interruzione ma sta entrando Samaroli. Quel che successe a quel punto lo ricorderò per sempre.
Dalle borse delle signore e dalle tasche dei signori comparvero numerosi cellulari, strumenti oramai destinati alle foto. Un fotografo, bravo peraltro a carpire il momento, era però presente alla degustazione e fece qualche scatto che fissò gli istanti. Veramente sembrava di stare alla presenza di una star, come avviene con i giocatori di calcio.
Non accettò nulla da assaggiare, essendo uscito da una giuria che ne aveva degustati una settantina di rum, alcuni solo odorati. Giusto una lacrima di quel 25 anni single cask! mi disse. E vorrei ben vedere, Silvano non era di certo l’ultimo arrivato. Chiaramente la presenza “ingombrante” di Samaroli non poteva non essere notata, sebbene lui fosse passato per salutarmi e per vedere il negozio e non volesse partecipare alla discussione e degustazione. Tuttavia, il relatore della serata gli pose una prima domanda alla quale Silvano rispose nella maniera giusta, risposta che però non convinse chi gliela fece. Della risposta alla seconda appartiene l’immagine più significativa. Gli fu chiesto: “Silvano, come mai gli whisky giapponesi sono così premiati e richiesti, sono forse più buoni di quelli scozzesi (ignote ci sono le ragioni, poi, di una tale siffatta domanda in una degustazione che non concerneva il Giappone)?”
Lui rispose avvalendosi della gestualità, tipica di noi italiani. Stese le braccia perpendicolarmente, con il palmo delle mani verso l’alto. In quella sinistra teneva un pacchetto di sigarette. E disse: “Ma è chiaro…se due prodotti partono dallo stesso livello e uno dei due cala, l’altro emerge necessariamente”. Così facendo abbassa la mano sinistra, quella con le sigarette verso il basso. Simply brilliant, come Silvano Samaroli è sempre stato.

Pino Perrone e Silvano Samaroli
Ecco immortalato il fatidico momento (foto di Corrado Mercuriali)

L’intervista si conclude qua e noi dello staff di Dolcemente Whisky ringraziamo Pino e il suo ufficio stampa per averci dedicato così tanto tempo: speriamo che l’intervista vi sia piaciuta, magari in futuro ne faremo delle altre!

A presto per la prossima recensione !

Davide & Sebastiano

Roma Whisky Festival 2018

Noi al solito non potremo esserci, andateci voi che potete: ovvio che se ci portate un “ricordo alcolico” dal Festival noi non ci offendiamo mica! Oltre al cambio di nome del festival fra le novità troverete un angolo dedicato ai Cognac e agli Armagnac: filate a bere! 

Roma Whisky Festival

Roma Whisky Festival 2018
by Spirit of Scotland

Roma, 3 e 4 marzo 2018

c/o Salone delle Fontane all’Eur
(Via Ciro il Grande, 10)

Settima edizione e cambio di nome per il Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland: appuntamento perappassionati, neofiti e professionisti del whisky con eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, ospiti internazionali, cocktail bar, area gourmet con ostriche, salmone e haggis e la novità dei Cognac e Armagnac.

Si tiene a Romasabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) la settima edizione di Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.romawhiskyfestival.it


I
mperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Roma Whisky Festival è un evento ricco di degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati a esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultantPino Perrone e la scozzese Rachel Rennie.

La settima edizione presenterà 
masterclass di noti brand e ospiti internazionali del mondo della miscelazione, che terranno seminari e talk. Tra le masterclass confermate, quella di Ken Lindsay, International Brand Ambassador di Chivas Brothers, che tratterà delle nuove referenze legate a Ballantine’s e la Masterclass Glenfarclas con 2 single cask family reserve e 2 original bottling non ancora svelati dall’azienda. Inoltre, i mini-corsi da 25 minuti sull’ABC del whisky per i neofiti, ma anche spazio ai libri con la presentazione della nuova edizione di Iconic whisky. Single malts & more. La guida degli esperti alla degustazione”, di Cyrille Mald e Alexandre Vingtier. Inoltre, ilpremio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky del festival, valutati, come di consueto, da una giuria di esperti secondo la regola del blind tasting. Tre le categorie per questa edizione: Best Scottish Malt, Best Rest of the World Malt e Best World Single Cask, con il premio speciale “Whisky & Smile”, che sarà assegnato alla migliore bottiglia in assoluto. 

Al festival si potranno degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche l’unico whisky – ad ora – prodotto in Italia, ma come novità in termini di offerta al pubblico, la nuova area dedicata aiCognac e Armagnac. Sei i cocktail bar dell’area mixology che misceleranno per il pubblico: tre da Roma, il The Jerry Thomas Project, l’Argot e il Freni e Frizioni e altri tre bar provenienti dal resto d’Italia.

All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata di Roma Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche bretoni al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis. Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte di Rachel Rennie, ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. La compagine si è allargata con l’arrivo di Pino PerroneEmiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.

In questi sette anni – sottolinea Andrea Fofi – sono stati tanti i cambiamenti e di pari passo la crescita della manifestazione, che ad oggi è considerata tra le più importanti a livello internazionale, con oltre 50 aziende partecipanti, oltre 1500 etichette in degustazione, brand provenienti da tutto il mondo e guest di livello internazionale che animano la due giorni con masterclass, seminari mixology, talk tutti ad alto contenuto alcolico (responsabile). In considerazione di questa importante crescita si è reso necessario, a causa del numero sempre più crescente di brand, aziende e distillerie non scozzesi che prendono parte al Festival, il cambiamento di denominazione della manifestazione in Roma Whisky Festival“.

 
Orari
Sabato 3 marzo, dalle ore 14:00 alle 23:00
Domenica 4 marzo dalle ore 14:00 alle ore 21:30
Biglietto:
Intero: 10 euro – da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida
Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.
 
Per informazioni:

http://romawhiskyfestival.it/

 
Ufficio Stampa:
Carlo Dutto
cell. 348 0646089

 

Degustazione “Kilchoman 2017”

Giovedì 16 novembre, come sapete, abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare Peter Wills, figlio del proprietario di Kilchoman, Anthony Wills. E’ stato un evento di una portata non indifferente e infatti il locale traboccava di giovani virgulti assetati di conoscenza e sapere. Mi scuso fin d’ora con tutti coloro che non hanno potuto partecipare, ma non era rimasto neanche lo spazio per un capello. D’altro canto chi era presente penso proprio che possa confermare!

Kilchoman Range

Ad affiancare Peter come traduttore c’era Jacopo dei WhiskyFacile, mentre l’amico Giacomo, sempre dei Facili, ci aiutava gentilmente a riempire i vostri bicchieri. Grande disponibilità da parte dei colleghi bloggers o solo tanta voglia di bere? Ovviamente entrambe le cose, non prendiamoci in giro!
La serata è filata via liscia come l’olio, Peter è stato veramente gentile con noi, rivelandosi un ragazzo decisamente alla mano. Considerando poi che i whisky che ha portato erano anche buoni, non possiamo proprio lamentarci. Ma quindi cosa ci siamo bevuti?

100% Islay 7th Ed. : un finissimo torbato prodotto completamente su Islay. Questa settima edizione è una miscela di fresh e refill ex bourbon barrels della Buffalo
Trace distillati nel 2010 e imbottigliati nell’Aprile 2017 a 50%. Torbatura? 20 ppm, l’elegantone della serata!
Naso: eucalipto e mandarino. Sembra quasi un po’ spento al naso ?
Gusto:  buonissimo. Sensazioni di succo d’ananas e acqua di mare a braccetto. Toffee e fumo completano l’offerta. Molto fine, assolutamente non chiassoso.
Finale: salato e mandorlato!
Bravi ragazzi: se continuano di questo passo, il 100% potrebbe diventare un punto di riferimento. L’abbiamo servito con una ricotta affumicata di Guffanti: abbinamento molto interessante, un “fumo più fumo” dove i due prodotti si sono esaltati a vicenda.
Voto: 8,8

Machir Bay 46% : il whisky entry level della casa di cui avevamo già parlato in precedenza. Fumo, limone e torba (sui 45 ppm), l’abbiamo servito con il gorgonzola stagionato 255 giorni gentilmente affinato sempre da Luigi Guffanti, premiato come migliore d’Italia. Nonsosemispiego!
Voto: 8,5

Vintage 2009 46% : è un vatted di barili ex-bourbon first fill, refill bourbon
barrels e sherry oloroso distillati nel 2008 e 2009, e imbottigliato a Settembre 2017.
E’ l’OB più vecchio fin’ora realizzato dalla distilleria.
Naso: fumoso e avvolgente, crema con note di vaniglia , agrumi e legno fresco
Gusto: Possiede una torba intensa, leggermente piccante: sparando un’eresia, ma giusto per capirci, quasi di Ardbeghiana memoria. Molto dolce e ben cesellato.
Finale: lungo, speziato, quasi burroso con un pizzico di limonata fresca.
Anche con questo whisky il gorgonzola era da urlo, forse anche meglio che con il Machir Bay.
Voto: 8,7

Loch Gorm 46%: una edizione maturata solo in ex-botti sherry, che purtroppo era andata andata già esaurita prima ancora di iniziare la serata. Ringraziamo Maurizio che ce ne aveva tenute due bottiglie da parte per l’evento!
Naso: sporco, sporco, sporchissimo. Oltre agli elementi di frutta rossa tipici dello sherry ci sono non poche tracce di cenere, plastica, olio e solvente!
Gusto: coerentemente col naso, si avvertono praticamente le stesse note sporche. L’aggiunta di uvette, sale marino, cumino, caramello e buccia di arancia rossa lo rendono estremamente interessante.
Finale: medio, con ancora arancia e torba.
Quando il mare incontra la frutta rossa. Ah, se solo avesse avuto qualche grado in più!
Voto: 8,7

Single Cask finish PX 57% : parliamo di una selezione di Maurizio in persona! E’ un ex-bourbon first fill distillato il 2 Ottobre 2012, travasato per un finish di 6 mesi in un ex-sherry Pedro Ximenez e imbottigliato il 2 ottobre 2017 a gradazione piena. Apperò!
Naso: sembrerebbe poco alcolico. Inganna, non ti prepara per quello che sta per arrivare. Vaniglia e cioccolato bianco subito, mentre per sentire la torba occorre farlo respirare un attimo. Le note ufficiali parlano di canna da zucchero e in effetti c’è una parte vegetale e al contempo dolce. Per restare in tema, una nota di mojito buonissima!
Gusto: molto potente e deciso. Una intensa macedonia di frutta mista, con un fumo molto ricco e un deciso carico di spezie. Salsiccia caramellata e scorza di limone! Torba ne abbiamo? A secchiate, simile a quella del Vintage, meno piccante però.
Finale: avvolgente, pieno. Molto salato con una leggera punta tanninica. Ritorna il fumo del palato con un carico di frutta rossa.
Una ottima selezione, tanto per cambiare! Complimenti! Il single cask è stato servito con una fetta di panettone e un bicchiere di cioccolata calda dove poterlo intingere: amazing!
Voto: 8,8

A fine serata c’è stata anche la possibilità, dedicata ai feticisti del malto, di comprare una bottiglia e di farsela autografare da Peter in persona. Per la serie “ora o mai più” il povero Peter è stato preso d’assalto  peggio di una boyband ad un concerto di ragazzine.
La foto finale di rito era obbligatoria: sarà colpa dei buoni whisky, dell’ora tarda o delle troppe risate, ma non se ne salva uno!

serata

Vi ringraziamo ancora per aver partecipato così numerosi. Per l’annata 2017 direi che possiamo ritenerci soddisfatti, ne abbiamo combinate di tutti i colori.
Per l’anno prossimo tranquilli che ci stiamo già organizzando: decisamente non vi lasceremo a bocca asciutta, ci sono tante cose in ballo fra eventi anche in altri locali, feste, degustazioni con autentici top di gamma e altre cosette qua e là!
Vi salutiamo adesso e vi diamo appuntamento per la prossima recensione.
Spoiler: parleremo dell’Europa dell’est!

Davide & Sebastiano

P.s. sulla nostra pagina Facebook troverete le foto della serata, quelle pubblicabili almeno!

 

A Tutta Torba 2017

Buon lunedì a tutti! Vi segnalo, con tanta invidia per non poterci andare, un evento in quel di Roma cui gli aficionados della torba non possono mancare!

A TUTTA TORBA !

 

Roma, domenica 3 dicembre 2017
h. 15:00 – 24:00
c/o Chorus Cafè
(via della Conciliazione, 4)

Torna a Roma “A Tutta Torba!, giornata dedicata interamente ai whisky torbati con centinaia di etichette, bottiglie rare, l’area food con Trapizzino, i viaggi nelle distillerie scozzesi, un collector’s corner e ilLAPHROAIG Cocktail Bar con quattro bartender d’eccezione e cocktail inediti 

Organizza Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, la cui settima edizione si terrà a Roma, il 3 e 4 marzo 2018

Ingresso gratuito con gettoni per consumazioni


Si tiene a Romadomenica 3 dicembre 2017, presso il Chorus Cafè (via della Conciliazione, 4), a partire dalle ore 15:00 fino a mezzanotte, “A Tutta Torba!”, una giornata intera dedicata interamente ai whisky torbati, con centinaia di etichette per tutti i palati,bottiglie vintage e rare da assaggiare al collector’s corner e l’area food affidata allo street food romano per eccellenza, il Trapizzino. L’evento, organizzato dalla direzione artistica di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano la cui settima edizione si terrà a Roma il 3 e 4 marzo 2018, è a ingresso gratuito e con gettoni a consumazione, previa registrazione sul sito www.spiritofscotland.it o in loco.

Grande risalto sarà dato al LAPHROAIG Cocktail Bar, partner esclusivo della manifestazione, con i cocktail inediti preparati a base Laphroaig da guest bartender d’eccezione quali Federico Tomasselli del Porto Fluviale, Ercoli e Sant’Alberto al Pigneto, Gianluca Melfa dell’Argot, Solomya Grystychyn del Chorus Cafè e Camilla Di Felice del Jerry Thomas Speakeasy. Spazio anche al cibo, con le eccellenze dei Trapizzini da abbinare ai propri torbati preferiti e, in collaborazione con lo shop Whisky & Co, sarà possibile acquistare numerose bottiglie presenti. Non mancherà l’area dedicata ai viaggi in Scozia per distillerie grazie alla presenza di Tiuk Travel. Novità di questa edizione il collector’s corner con una trentina di bottiglie rare di whisky tra cui spiccano un Bowmore Delux Bot. 1970s 43%, un Port Ellen del 1978 6th Release 54.3% e un Ardbeg del 1974 26yo Silver Seal 40%.

A Tutta Torba – sottolineno i direttori artistici di Spirit of Scotland – alla sua seconda edizione dopo il successo del 2016 evidenzia quanto siano sempre più apprezzati, in Italia, i whiskies torbati. Quali promotori del bere di qualità vogliamo offrire al pubblico romano un’altra giornata dove poter assaporare centinaia di etichette e avere la possibilità di sentirsi raccontare aneddoti e curiosità su questo particolare prodotto caratteristico di Islay, isola della Scozia larga poco più di 40Km e lunga appena 25 e con 8 distillerie…una vera e propria distilleria galleggiante! Qui tutti affumicano, chi più chi meno, chicchi di malto d’orzo bruciando la torba di cui l’isola ne è molto ricca…insomma tanto da scoprire con un bel dram in mano!”. Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival (prossima edizione 3 e 4 marzo 2018 nella consueta location del Salone delle Fontane all’Eur) riunisce le migliori aziende nazionali e internazionali in un evento che promuove la valorizzazione e la diffusione della cultura del whisky di malto attraverso un approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment. Il Festival si presenta come una delle più importanti manifestazioni italiane del settore. Un vero e proprio brand che sostiene e promuove il whisky.

Si ringrazia per la partecipazione straordinaria LAPHROAIG del gruppo Bacardi. Un ringraziamento a Whisky & Co, Tiuk Travel, il Trapizzino e il Chorus Cafè. Ingresso gratuito previa registrazione online, sarà possibile acquistare in loco il bicchiere per le degustazioni al prezzo di 3 euro, mentre le degustazioni sono a pagamento a partire da 3 euro.

Per maggiori informazioni e per registrarsi
www.spiritofscotland.it
info@spiritofscotland.it

tel. 06 32650514

Ufficio Stampa 
Carlo Dutto

cell. 348 0646089

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Resoconto “Milano Whisky Festival 2017”

Sinceramente a questo giro non so bene da dove partire: ci sono così tante cose da dire e così tante emozioni da mettere per iscritto che mi sento ancora un po’ confuso. Se sarò prolisso o noioso (più del solito?!) portate pazienza, vi ruberò 5 minuti di lettura massimo!

festival

Quest’anno chi scrive si è ritrovato arruolato nell’esercito del bancone di Beija flor, storico importatore italiano di whisky, a dispensare saggezza (poca) e bicchieri (mai abbastanza!) a voi tutti. Posso proprio dire che Maurizio C. aveva messo su nei mesi prima una bellissima squadra: Jacopo e Giacomo di WhiskyFacile, Federico di Whiskysucks, Corrado, Gianni, la special guest Giuseppe alias il Bevitore Raffinato e il sottoscritto. Ce n’era per tutti i gusti insomma, guardate nella foto sopra di Marco Zucchetti che belli che siamo! Personalmente, posso dire come la fatica del lavoro sia stata abbondantemene ripagata dalle facce soddisfatte delle persone che abbiamo servito. Come avevo già scritto sul faccialibro, mi è solo spiaciuto non aver potuto dedicare a ciascuno di voi il tempo che meritavate. Sono venuti a trovarci bevitori occasionali, gestori di locali e tanti tanti amici. Non so cosa dirvi, se non un banalissimo grazie!
Parliamo ora delle bottiglie interessanti che sono riuscito a provare in giro per la fiera.

– stand Beija Flor: un sapidissimo Tobermory 21y, il mai abbastanza rimpianto Local Barley di Springbank, ma soprattuto un clamoroso single cask di Glendronach 25y, selezionato dall’importatore,  assolutamente fuori scala per eleganza e corpo.
– stand Valinch& Mallet: i 4 nuovi moschettieri Caol Ila realizzati con altrettanti finish differenti, un interessantissimo esperimento! E del Longmorn 28y e dello Springbank 21y a gradazione piena, ne vogliamo parlare? Ho anche provato un Clynelish sherry e un Ledaig imbottigliati da “Carn mor” molto, ma molto buoni!
– stand Whisky Gallery Bulgaria: una sola referenza, un Glen Keith 21 anni che si è rivelato uno Speysider purosangue ricchissimo di spezie e al contempo un campione di eleganza.
– stand Max Righi: un Bladnoch setoso e un Bowmore tropicaloso mi hanno stuzzicato non poco!
– stand Bar Metro: oddio l’imbarazzo della scelta! Un Ardbeg single cask di Signatory, Bowmore Bicentenary, Glenfarclas, Laphroaig storici in ceramica: datemi una cannuccia e mi renderete felice!
– stand di Narciso: Maccallan storici, serve aggiungere altro?

Parliamoci chiaro: ne ho viste veramente tante altre, ma purtroppo il fegato è uno solo e non si è ancora sdoppiato, anche se ci sto lavorando…poi dovevo guidare!
Una menzione a parte se la merita il nostro pasticcere Davide Steffenini con il suo panettone al whisky. In tanti siete venuti a fare i complimenti, possiamo quindi dire che sia piaciuto, e anche su ScotchWhisky.com pare abbia avuto successo. Scusate l’eccessivo entusiasmo, ma alla vigilia eravamo parecchio nervosi/agitati ed essere stati apprezzati ci ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo!
Solo una nota negativa: la pasticceria Dolce Mente ha fatto il tutto esaurito e il sottoscritto è rimasto a bocca asciutta. Vabbè, mi ero portato avanti con gli assaggi preparatori, lo ammetto, non disperiamoci troppo (sigh!). Restando parzialmente in tema, c’è qualcosa in ballo per l’anno prossimo, per ora non vi possiamo dire nulla, ma restate con le orecchie ben aperte!
Cambiando discorso, sono riuscito a conoscere il grandissimo Jim McEwan e uno(a) di noi ha partecipato alla sua degustazione. Come Jim, non mi dilungherò su cosa si sia bevuto. I 4 whisky presentati erano distillati che avrebbero messo in soggezione qualunque oratore, al contrario lui, con la sua personalità e conoscenza, li ha semplicemente sovrastati. Ha tenuto una conferenza entusiasmante e divertente (buono il “distillato” finale vero? Ehehe) dove i whisky erano solo un corollario. Giusto per: far passare in secondo piano un Bowmore 33y sherry non penso sia da tutti. Tanto per darvi un’idea.
Ora tocca ai ringraziamenti, cosa che quest’anno come non mai sento di dover fare.
Innanzitutto, un grazie a Maurizio per aver creduto in me, per avermi affiancato dei ragazzi fantastici e avermi permesso di fare un’esperienza decisamente formativa.
Un ringraziamento speciale va a Davide e Fabio della Valinch & Mallet che ci hanno fornito il Craigellachie e l’Heaven Hill per il nostro panettone. Se vi è piaciuto è anche merito loro, “sapevatelo”!
Giorgio d’Ambrosio: ogni chiacchierata con lui è a dir poco istruttiva e mi lascia dei ricordi bellissimi. Soprattutto l’avvertimento di smettere di chiamarlo “signor” Giorgio se non voglio che mi tiri le orecchie con le sue manacce. Giorgio, se mi stai leggendo: cercherò di ricordarmelo, promesso!
Una dedica a Salvatore Mannino, per la pazienza e la gentilezza che ha avuto con me. Lui sa a cosa mi riferisco, spero di rivederlo presto a Parigi.
Ai mitici Miroslav e Marko della Whisky Gallery Bulgaria, il cui calore mi ha colpito tantissimo (come il loro whisky del resto!).
Ho conosciuto Simon Murat, una delle menti, assieme a Davide Terziotti e Fabio Petroni, dietro al progetto del magnifico libro “My name is whisky”  : in pochi secondi ho capito di avere di fronte un grandissimo appassionato. Alla prossima degustazione sarai dei nostri, Simon!
Grazie a Elena M. che passava ogni tanto a spezzare il ritmo frenetico della giornata con un bel po’ di brio tutto femminile!
Per gli amici che sono venuti a trovarmi: spero che siate venuti per me e non per i whisky, ma tanto so di non dovermi illudere!  Non vi elenco tutti se no “fammo domani”, in ogni caso mi avete fatto un piacere immenso.
Il grazie finale spetta ovviamente agli organizzatori del MWF 2017, Andrea e Giuseppe: avete dato un notevole cambio di marcia rispetto alle precedenti edizioni. Se la prossima volta mi metterete anche un banco per le mie adorate aringhe affumicate e una finta vista mare, direi che sarete perfetti! Scherzo ovviamente! Un ulteriore grazie  per aver creduto nella pasticceria di Davide Steffenini e per aver dato la possibilità di partecipare ad un così importante evento.

Detto questo, due piccole anticipazioni: ci sentiremo a breve per il resoconto della degustazione con Kilchoman e per la prossima recensione di un imbottigliamento. Continuate a seguirci qua, su FB e ovviamente anche dal vivo!

Stay tuned
Davide & Sebastiano