Milano Whisky Festival 2018

Ci siamo, ci siamo! Novembre si sta avvicinando e con questo anche il nostro amato Festival: vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale. Oggi il meteo ci annuncia l’arrivo delle basse temperature, quindi questa occasione è perfetta per riscaldare i nostri stomaci e soprattutto i nostri cuori! Accorrete numerosissimi, mi raccomando!

MILANO WHISKY FESTIVAL and FINE SPIRITS:

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celebriamo insieme

il distillato più amato

(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 10-11 Novembre 2018)

Un altro autunno alle porte e, per celebrare la stagione della convivialità, dei colori caldi e dei profumi intensi, diamo il benvenuto alla tredicesima edizione del Milano Whisky Festival.

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L’evento del novembre milanese, che è ormai diventato un appuntamento fisso sull’agenda di tantissimi appassionati ed operatori del settore, ha fatto registrare lo scorso anno quasi 5.000 presenze, un numero importante che testimonia il respiro sempre più internazionale della manifestazione. Un fattore che ha giocato a favore di questa nuova veste è senza dubbio la scelta di posizionare l’evento nello spazio più ampio dell’Hotel Marriott: oltre 1.200 metri quadri per degustare, ammirare e scegliere tra migliaia di etichette e produttori.

Come lo scorso anno, i riflettori sono puntati sul whisky ma non solo: Cognac, Brandy e Armagnac conquistano spazi sempre più rilevanti, per accontentare anche gli estimatori di questi distillati.

La manifestazione apre sabato 11 alle ore 14,00 per una non-stop fino alle 23.30; la domenica si replica dalle 14.00 alle 21.00.

Le modalità di registrazione sono le stesse delle precedenti edizioni: per velocizzare la procedura, sarà possibile iscriversi anche via web oppure direttamente all’entrata il giorno dell’evento che, anche quest’anno, sarà gratuito. Basterà dotarsi del kit di degustazione composto da bicchiere, portabicchiere e guida al whisky, e iniziare un’esperienza sensoriale unica e inconfondibile.

Anche l’edizione 2018 sarà caratterizzata da Masterclass e seminari: percorsi guidati per approfondire o iniziare ad assaporare la storia e i gusti di questi distillati. L’angolo food è ormai diventato una piacevole tradizione e accostare ostriche, panettoni e raffinate proposte food rappresenta una pausa gustosa tra un assaggio e l’altro. Parimenti, l’area Mixology offrirà esperienze di degustazioni uniche, con cocktail preparati per l’occasione da bartender di rilievo.

Per finire, il Premio Best Whisky che incoronerà i migliori whisky nelle varie categorie e la distilleria dell’anno.

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY FESTIVAL & FINE SPIRITS:

Hotel Marriott – Via Washington 66 – MILANO

10-11 NOVEMBRE 2018

Apertura al pubblico: Sabato 10 novembre dalle 14.00 alle 23.30

Domenica 11 novembre dalle 14.00 alle 21.00

Ingresso gratuito (previa registrazione all’ingresso)

KIT degustazione: bicchiere, porta-bicchiere e Guida al Whisky 2019. euro 5,00

Degustazioni a partire da euro 3,00

PROGRAMMA MASTERCLASS E SEMINARI:

(in continuo aggiornamento) su http://www.whiskyfestival.it 

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945
Cell. 346-8548236
ufficiostampa@whiskyfestival.it

A proposito di masterclass, vi riportiamo sotto l’elenco delle suddette: se avete da lamentarvi, siete degli astemi !!

masterclass

 

Cliccando su QUESTO LINK  potrete trovare tutti i dettagli delle masterclass, con i relativi imbottigliamenti, e ovviamente anche la possibilità di iscriversi !  

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che troverete anche noi al festival!  Nel dettaglio, ci sarà:

  • lo stand della pasticceria  “Dolce Mente” con i panettoni aromatizzati al whisky
  • il sottoscritto allo stand di Beija flor a sbicchierare per voi, solo per voi (non tutto può andare sempre bene, no?)

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prox recensione!

Davide & Sebastiano

 

 

Annunci

Panettone al whisky

L’abbiamo scritto questa mattina sulla nostra pagina Facebook, potevamo non farlo qua?
Siamo lieti di potervi annunciare che anche quest’anno potrete trovare al Milano Whisky Festival il nostro stand con i panettoni al whisky!

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Segnatevi queste date: il 10 e 11 novembre presso l’hotel Marriott, un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del malto distillato!
Ok, è tutto molto bello, ma che whisky ci abbiamo messo? Una “robetta” come al solito…Un Glenrothes 9y single cask bourbon che ci hanno stragentilmente donato i nostri amici della Valinch & Mallet Whisky !

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A tal proposito il nostro sponsor vi informa di una altra cosetta: “Non vi preoccupate, rispetteremo anche la tradizione inaugurata l’anno scorso: per ogni fetta di panettone acquistata durante il Milano Whisky Festival & Fine Spirits offriremo il Glenrothes 9y utilizzato nella ricetta a delle condizioni speciali!” Cosa volete di più?

Prima di salutare, è doveroso ringraziare gli organzizatori del MWF, Andrea Giannone e a Gervasio Dolci Giuseppe, per lo spazio gentilmente concessoci !
Vi aspettiamo al Marriott con una raccomandazione: non siate folli, siate…affamati (cit)!

Davide & Sebastiano

Whisky Revolution 2018: resoconto

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Eccoci qua, come promesso, a farvi un corposo reportage dell’ultimo evento nato in Italia dedicato al nostro amato distillato: il Whisky Festival Revolution.
Ideato dai ragazzi del Blend Bar di Castelfranco Veneto, è stata una kermesse della durata di 3 giorni, da sabato 22 a lunedì 24 settembre, svoltasi nell’omonima cittadina presso l’Hotel Ristorante Fior.
La formula era semplice: aggiungere alle classiche sbicchierate agli stands e alle varie masterclass un qualcosa di più moderno, più rivolto ai giovani. E in tal senso il programma era veramente fitto.
Innanzitutto le “Tasting notes live con i blogger”, ovvero ci si trovava insieme ai suddetti, me compreso ahivoi, a scrivere insieme le note di degustazione di una bottiglia presa a caso. E’ sempre affasciante e divertente notare come ogni naso e ogni bocca dei partecipanti ragioni in maniera diversa, apportando una propria palette sensoriale.
Un commento personale: mi sono divertito a tenere la mia degustazione live, complice un pubblico decisamente “amico” e una bella bottiglia di Balblair, gentilmente offerta da Roberto del gruppo Meregalli. A breve pubblicheremo le tasting notes!
Simile la formula “Degustazione alla cieca”, dove, come avrete intuito, si cercava di intuire tutti insieme quale whisky fosse stato servito ai commensali presenti.
Questo taglio più fresco e giocoso è stato confermato anche dall’evento “Brunch in Piscina” che si è svolto la domenica a mezzogiorno.  Siamo in Veneto, una breve parentesi a prosecco era dovuta anche solo per far gli onori ai padroni di casa e col risotto ai finferli ci stava alla grande (ne è avanzato per caso?).
Claudio Riva, durante il brunch in piscina, ha battezzato a whisky il nuovo clan di Treviso, il quale va ad aggiungersi agli altri tre del Veneto. E’ importante che gli appassionati aumentino, vedremo poi il perchè! Un grazie all’importatore Beija flor per aver fornito…ehm…i liquidi per la cerimonia!
Sempre a proposito di cibo, il ristorante dell’hotel aveva preparato un menù studiato apposta per l’evento, con piatti deliziosamente abbinabili a dei whisky. Troverete delle foto sulla nostra pagina FB, in ogni caso veramente tutto molto buono. Ah, il fois gras con il petto d’anatra ci ha toccato il cuore!
Prima di potersi andare a divertire, c’è stato un “Talk Show”, dove esperti, appassionati e personalità del mondo del whisky si sono confrontati per un divertente scambio di idee e opinioni.
Finiti gli obblighi sociali, non poteva mancare un mondano “Cocktail party” in piscina, con una carta preparata da Valentina Crucil, curatrice della pagina “La ragazza che beve”. Veramente azzeccate le miscelazioni! Non è mancata neppure la musica con gruppi di jazz, ambient e simili ad allietare gli ospiti durante le serate.
Molto carina la presenza di uno stand durante tutto il festival dove si potevano acquistare delle magliette, fra l’altro di buona fattura, rappresentanti le varie zone whiskose della Scozia, alias Lowlands, Speyside, Islay ecc ecc.
Ma non parliamo delle bottiglie presenti? Arriveranno anche le loro schede, tranquilli! Solo un’anticipazione: al nostro stand spiccavano un Kilkerran 11yo sherry e un Longrow 14yo sherry entrambi a gradazione piena. Dei fuoriclasse!

stand

Un episodio a parte al di fuori della programmazione: lunedì mattina siamo andati a visitare il Blend Bar vicino alla piazza principale di Castelfranco. Ragazzi, un bar così farebbe impallidire molti locali a Milano, per non parlare della nostra Varese. Impressionante bottiglieria fra whisky OB, selezioni di Cadenhead e anche roba d’oltreoceano (Chichibu e Karuizawa, tanto per intenderci). La carta cocktail è poi qualcosa di pazzesco, con percorsi misti che spaziano dalla presentazione classica a rielaborazioni sensoriali, non so come meglio definirle, assolutamente stupefacenti. Personalmente mi sono innamorato della carta giapponese, strano eh? E l’ambiente, dove si passa dall’informale nella sala principale al raccolto con poltrone e tavolini nelle sale adiacienti, non è di certo da meno. Complimenti veramente!

botti

Tornando al discorso del festival, va detto purtroppo che l’afflusso dei visitatori, soprattuto al sabato, è stato un po’ deludente. Abbiamo visto che paradossalmente sono mancati soprattutto i cosidetti “giovani”.
Vi facciamo un esempio a nostro avviso molto illuminante: andiamo a guardare il pubblico femminile. Le ragazze presenti erano tutte nella veste di morosa/fidanzata/amica trascinata dal proprio partner. Ergo, non si sono visti i gruppetti di ragazze entrate al festival con le amiche anche solo per il fatto che è di tendenza, cosa che invece è normalissima in altre location. Milano in primis. E tenete conto che siamo in Veneto, dove, come è noto, anche il pubblico femminile può vantare…ehm…elevati gradi di assorbenza di alcolici. Ora poniamoci due domande.
Questo cosa vuol dire? Semplicemente che, dal punto di vista diciamo culturale, questa regione d’Italia rappresenta ancora un territorio vergine per il whisky. Non appare ancora come una cosa “figa”.
Cosa si può fare? Per fortuna, tante cose! Ci permettiamo di suggerirle non per supponenza, assolutamente, ma perchè abbiamo visto una grande passione da parte di tutti gli organizzatori e ci piacerebbe che questa cosa venga ricompensata come merita.
Innanzitutto la sede: siamo onesti, Castelfranco Veneto è una chicca dove, per chi viene dalla città, si può veramente “respirare”. Questo suo pregio è contemporaneamente anche il suo difetto, ovvero la scarsa densità di popolazione e quindi di potenziali clienti.
In secondo luogo, e qui mi sono trovato in sintonia con Roberto, occorre coinvolgere i locali della zona, birrifici, cocktail bar ecc. ecc. in modo tale da pubblicizzare l’evento ai loro abituali clienti.
Infine, cercare di stringere più accordi possibili con altri espositori e rafforzare gli accordi con quelli già venuti per invogliarli a ritornare. La cosa non deve essere vista come una maggiore concorrenza sul posto, ma un “far fronte comune” per attirare quante più persone possibili.
Oddio, ma questo è un problema ben noto di chi scrive, anche una maggior presenza di cibo durante il festival non farebbe male, con postazioni sia per il dolce che il salato.
Vedremo l’anno prossimo cosa succederà, le potenzialità ci sono e sono tante, ora tocca all’alunno sfruttarle!

A tal proposito, voglio ringraziare tantissimo i ragazzi del Blend Bar di Castelfranco. Sono stati veramente supergentili, disponibili e alle volte con il dono dell’ubiquità per garantire a tutti la loro presenza e il loro appoggio.
Un grazie anche a Maurizio di Beija flor,  che ci ha ospitato presso il suo stand, e a tutti i compagni della ciurma, ovvero i Facili Giacomo&Jacopo, Scott Fraser di Tomatin, Jenna di Cadenhead, David Allen di Springbank e Will Pitchforth di Bladnoch. Ci siamo decisamente divertiti insieme, niente da dire!
E posso forse non salutare Federico Bosco di Cigarslover e Giuseppe Napolitano, alias IlBevitoreRaffinato, dopo aver condiviso con loro altrettanti momenti di risate? Sono la versione alcolica di Peppone e don Camillo, poche storie. O Andrea di Monkey Club? Gettate un occhio ai suoi eventi, datemi retta, il ragazzo ha roba interessante!
Un grosso saluto a Marco Maltagliati, anche se ha cercato di fregare a chi scrive l’ultima fetta di torta a colazione, ma cercheremo di perdonarlo! Ammirazione invece per Nicolò Veronese e Matteo Zampini, che hanno condiviso con noi le gioie (!?) di una bella birra geuze post lavoro!
Un grazie a tutti gli amici che sono venuti a trovarci anche da lontano, in primis Matteo e Martina. Lo sappiamo, l’avete fatto solo per il bere, ma ad una certa età un uomo deve imparare a non formalizzarsi e a guardare il risultato, no?
Un grazie anche a mia moglie Veronica che mi ha accompagnato in questa “trasferta”. Purtroppo non le è stato possibile seguire tutto il festival: avremo possibilità di rifarci!

Detto questo, vi informiamo che troverete sulla nosta pagina FB le altre foto dell’evento, taggatevi, cliccate, fate quel che volete, basta che le vediate!

A novembre, invece, vi aspettiamo ancora per scambiare due chiacchiere davanti a un bel bicchiere di whisky al Milano Whisky Festival, stesso luogo (Hotel Marriott) e stesso bar (stand Beija Flor). Per gli eventi presso la pasticceria, non disperate, stiamo lavorando per voi!

Prox articolo su queste pagine: il resoconto della degustazione live!

A presto, Davide & Sebastiano

 

Show Rum Festival 2018 Roma

Rieccoci tornati dal Whisky Revolution Festival di Castelfranco Veneto. Ne siamo usciti vivi, non esultate. Nei prossimi giorni vi scriveremo un resoconto dettagliato dell’evento, dateci solo il tempo di rassettarci un attimo!
Nell’attesa, e per non smettere di bere responsabilmente, vi segnaliamo l’imminente Show Rum Festival che si svolgerà il 30 settembre e il 1 ottobre nella ridente Roma. Giusto per non farci mancare nulla, dopo la descrizione dell’evento vi possiamo offrire, solo per il nostro sito, un’intervista a Leonardo Pinto, direttore artistico dell’evento! E’ doveroso ringraziare l’ufficio stampa del festival, e quindi Carlo Dutto, per l’esclusiva.
Buona lettura!

showrum 2016 silhouette

VI edizione

Roma – 30 settembre e 1 ottobre 2018

c/o A.Roma – Lifestyle Hotel & Conference Center
(via Giorgio Zoega, 59)

Oltre 80 brand, tra rum tradizionali, rum agricole, selezionatori e cachaca per degustazioni, la STC – ShowRUM Tasting Competition, i cocktail, masterclass e seminari, ma anche la ShowRUM Cocktail Week, il Premio dedicato a Silvano Samaroli e il Trade Day, il manuale sul rum, per la sesta edizione del festival diretto da Leonardo Pinto, uno dei più grandi eventi al mondo dedicati al rum e alla cachaca.

Si tiene a Romadomenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre 2018, presso il Centro Congressi dell’A.Roma – Lifestyle Hotel & Conference Center (via Giorgio Zoega, 59) la sesta edizione di ShowRUM – Italian Rum Festival, uno dei più importanti eventi al mondo e primo in Italia dedicato al Rum e alla Cachaca. La rassegna, promossa da Isla de Rum in collaborazione con SDI Group, è diretta da Leonardo Pinto, riconosciuto a livello mondiale come uno dei migliori esperti di rum in Europa, trainer e consulente per le aziende. Il programma completo, il calendario delle attività e delle masterclass e la lista espositori e brand presenti al festivalal link www.showrum.it

Diecimila partecipanti, 50 Paesi coinvolti, 400 etichette e 9mila litri di rum versati: questi alcuni dei numeri del successo del festival che quest’anno presenta oltre 80 stand, rendendo ShowRUM una delle più grandi fiere al mondo con una crescita costante di anno in anno e una presenza sempre più importante di nuovi produttori di rum e cachaca.

Tra le iniziative dell’evento, il Premio ShowRUM Taster of the Year 2018, assegnato a Glenda Valenti e Ivan Castillo per essersi distinti nell’esame di degustazione del Rum Master di Isla de Rum, un percorso formativo completo sul rum in due livelli. Il premio è dedicato a Silvano Samaroli, ‘Signore degli Spiriti’, storico imbottigliatore di rum e whisky, scomparso nel febbraio 2017 e membro storico della giuria della STC – ShowRUM Tasting Competition.

Spazio ai libri, con la presentazione in anteprima de Il Mondo del Rum, manuale scritto dal direttore artistico Leonardo Pinto, con rivisitazioni di cocktail storici ad opera di Paolo Sanna e Gianni Zottola. Il volume è edito da Tecniche Nuove, con le foto di Marco Graziano e Alessandro Rossetti e la copertina a cura di Studio Futuroma.
 
Tra gli altri eventi dello ShowRUM 2018, la consueta STC – ShowRUM Tasting Competitionunica Blind Tasting Competition italiana dedicata a Rum e Cachaca, nella quale i due distillati vengono divisi per anni di invecchiamento e per alambicchi di provenienza, oltre che per tipologia di materia prima. Unica al mondo, inoltre, a premiare, grazie a una giuria di esperti nazionali e internazionali solo il best in class per ogni categoria. Tra i premi, quello dedicato al Best Packaging. Saranno quindi protagoniste le degustazioni guidate delle più grandi etichette presenti sul mercato italiano e internazionale, alla presenza di master distiller, esperti, distributori e brand ambassador che permetteranno ai visitatori di compiere un affascinante viaggio nel variegato mondo del rum. Quindi, i cocktails, con lapresenza di uno spazio dedicato alle bottiglie rare e d’epoca e con masterclass dedicate. Il bar della rassegna, in pieno stile tropicale, sarà curato dal bar manager Paolo Sanna, in collaborazione con il Singita Miracle Beach.
 
Dai bartender ai grandi buyer, passando per i Market Influencer, gli importatori, i distributori, la stampa e i blogger, oltre agli appassionati e ai neofiti del rum animeranno la rassegna che prevede il tradizionale Trade Daylunedì 1 ottobre, giornata interamente dedicata agli operatori e professionisti del settore, focalizzata sulla formazione professionale, ricca di appuntamenti e seminari con ospiti d’eccezione.
 
La settimana di ShowRUM sarà accompagnatadallaShowRUM Cocktail Week, nuovo format ideato da Cleide Bianca Strano e realizzato in collaborazione con Head to Head Bartender Competition. La Cocktail Week si svolge da mercoledì 26 settembre a lunedì 1 ottobre in dodici tra i migliori locali di Roma: Baccano, Banana Republic, Chorus Cafè, Club Derriere, Freni e Frizioni, Marco Martini Cocktail Bar, Meccanismo, Pantaleo, Pimm’s Good, Romeo Chef & Baker, Tyler, La Zanzara. Al termine della settimana, una giuria guidata da Fabio Bacchi della rivista Bartales proclamerà il Drink Ufficiale della ShowRUM Cocktail Week 2018 tra i signature proposti. ShowRUM sarà presentato alla stampa presso l’A.Roma Lifestyle Hotel (via G. Zoega, 59) a Roma, giovedì 27 settembre a partire dalle ore 18:00 con l’evento di rum Diplomatico che proporrà una verticale di tutti i suoi single vintage dal nuovo del 2004 a quello del 1998 e a seguire buffet e banco di assaggio con i cocktail.
 
Siamo giunti – dichiara Leonardo Pinto, fondatore e direttore di ShowRUM– alla sesta edizione di un festival che è riuscito a posizionarsi negli anni come punto di riferimento nel settore a livello internazionale, anche grazie alla doppia anima, da un lato trade, con la presenza importante del mondo del bar, della ristorazione, delle enoteche, dei grossisti ed in generale di tutti gli operatori che ruotano intorno al circuito food and beverage, dall’altro la platea di appassionati e curiosi che, attraverso ShowRUM, riescono a comprendere e apprezzare un distillato che, per troppo tempo, è stato ‘relegato’ solo alla miscelazione“.

ShowRUM 2018 è organizzato da ShowRUM srl e Isla de Rum in collaborazione con SDI Group e si avvale della sponsorship di VetroElite, Coca Cola e Royal Bliss.

Per maggiori informazioni

www.showrum.it

info@showrum.it

www.facebook.com/ShowRumItaly
tel. 334 5638193

Orari e prezzi
Giornata per il pubblico – domenica 30 settembre 2018 – dalle ore 14:00 alle 21:00 (ingresso 10 euro in prevendita, 15 euro in loco)

Trade day – lunedì 1 ottobre 2018 – dalle ore 11:00 alle 19:00 (ingresso gratuito)

Location

A.Roma – Lifestyle Hotel & Conference Center
Centro Congressi
Via Giorgio Zoega, 59 – Roma

Ufficio stampa

Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. + 39 348 0646089

 



Intervista per DolceMente Whisky a Leonardo Pinto, direttore artistico dello ShowRum FESTIVAL

Leonardo Pinto 2 piccola

1 – Leonardo Pinto, sesta edizione di ShowRUM, una tua ‘creatura’. Puoi tracciare un piccolo bilancio di queste prime, ottime edizioni?
ShowRUM nasce con un concetto ben chiaro fin dai suoi albori. Un festival, non solo una fiera. Ovvero un luogo di incontro e scambio commerciale per produttori, buyer, importatori, reti vendita e Ho.Re.Ca in genere, oltre che un’occasione di approfondimento e scoperta per appassionati e clienti. Proprio per questo motivo il festival è diviso in due giorni, di cui la domenica vede la presenza anche del grande pubblico, mentre il lunedì è riservato esclusivamente ad un pubblico trade. Questo format ha permesso a ShowRUM – Italian Rum Festival di affermarsi in questi anni come una delle più importanti fiere del settore a livello mondiale, con la partecipazione, ogni anno, sempre di più produttori e il coinvolgimento sempre più importante del pubblico di settore a tutti i livelli, sia italiano che estero.

2 – Quali sono le novità di questa edizione, che, ricordiamo, si tiene il 30 settembre e il primo ottobre all’A.Roma Lifestyle Hotel per la terza edizione consecutiva?
Novità importanti sono l’introduzione di un angolo per collezionisti, a cui seguono tre seminari (tra domenica e lunedì) volti a spiegare sia agli appassionati che agli operatori del settore il mondo del collezionismo di bottiglie d’epoca. In particolare nella giornata di domenica verrà aperta per una degustazione esclusiva una bottiglia di Rum della Martinica del 1876. Accanto a questo il restyling della fiera, ed una massiccia partecipazione di nuovi brand, oltre che il nuovo format della Cocktail Week e la consueta premiazione della S.T.C. – ShowRUM Tasting Competition. Anche il bar della rassegna quest’anno muta forma ed anima, con la collaborazione di Paolo Sanna e del Singita Miracle Beach verrà ricreata un’atmosfera esotica in cui assaggiare i grandi classici della miscelazione base rum. Per conoscere tutti gli appuntamenti della fiera e le novità presenti consiglio di visitare il sito ufficiale all’indirizzo http://www.showrum.it

3 – Al festival presenterai anche il tuo libro “Il mondo del rum”. Come affronti nel libro l’argomento?
“IL MONDO DEL RUM” è un pò il riassunto di 20 anni di ricerche. L’obiettivo del libro è rendere di più semplice comprensione per il grande pubblico argomenti tecnici come la distillazione, l’invecchiamento, la fermentazione ed in generale tutto il processo di produzione del rum. Ho cercato di rendere il più lineare possibile la narrazione ed estrapolare quanto più possibile da ognuno di questi passaggi perché il lettore possa riportare facilmente queste conoscenze anche negli altri distillati. Accanto a questa parte, che rappresenta il cuore del libro ci sono una parte storica, raccontata per aneddoti e non mera cronistoria, ed una parte relativa alla degustazione ed alla miscelazione, con rivisitazioni di drink a cura di Gianni Zottola e Paolo Sanna. Le meravigliose immagini di Marco Graziano e Alessandro Rossetti e l’elegante copertina disegnata da Studio Futuroma completano il libro edito da Tecniche Nuove.

4 – Ci puoi consigliare degli abbinamenti di particolari rum con dei piatti?
Un agricole di Martinica abbastanza giovane sposa in modo delizioso, se ben bilanciato, del pesce ad esempio, come un jamaicano abbraccia in un connubio perfetto delle carni bianche speziate. Più in generale l’abbinamento rum e cibo non è lontano dall’abbinamento cibo e vino, basta avere la sensibilità di bilanciare il grado alcolico.

5 – Dallo scorso anno hai lanciato al festival il Premio dedicato al compianto Silvano Samaroli, ci racconti il tuo rapporto con il “Signore degli Spiriti”?
Silvano è stato un amico oltre che un guru in questo settore. Possiamo dire che ognuno di noi due trovava stimolo nell’altro, da un lato io, giovane e rampante con sete di conoscenza sempre attento alle novità, da un lato Silvano, mente acuta, palato sopraffino e grande esperienza e coscienza storica del settore. Ho imparato tantissimo da Silvano, sul mercato, sulla degustazione e soprattutto sul dare al mio lavoro un tocco personale e pertanto unico. Per Silvano lo spirito non era solo alcool, ma una vera e propria esperienza interiore oltre che sensoriale. E’ anche grazie a Silvano se oggi esiste ShowRUM. Per questi motivi, e per molti altri, ho sentito la necessità di continuare ad averlo ospite in ogni edizione della fiera, a cui non è mai mancato, seppur in modo simbolico, con un omaggio.

6 – Come si degusta al meglio un bicchiere di rum? Quali le varietà più insolite?
Con l’immaginazione. Un rum, un buon rum, versato in un bicchiere libera gli aromi della sua terra. Ad occhi chiusi e a mente aperta questi aromi ci accompagnano in un viaggio meraviglioso tra la gente che l’ha prodotto, ci racconta le sue radici. Questa è la vera essenza della degustazione. Chiaramente per poterci riuscire occorre avere qualche conoscenza tecnica per approcciarsi al bicchiere, ed in tal senso nei miei corsi spiego come farlo al meglio. Una buona guida in tal senso è anche il mio libro, in cui a questa fase è dedicato un intero capitolo.
Possiamo dire che per oggi sia tutto! Nei prossimi giorni vi beccherete i resoconti della nostra degustazione live di Castelfranco e del festival stesso…e magari qualche altra novità in arrivo, mangerecca e bevereccia #fischietta! Stay tuned!

Davide & Sebastiano

 

 

Whisky Revolution 2018

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Ragazzi, ci siamo! Adesso possiamo svelarvi cosa bolliva in pentola da qualche mese: un nuovo whisky festival in Italia, scusateseèpoco! Non perdiamo tempo, abbiamo tutti sete e quindi partiamo subito coi fondamentali:

QUANDO: 22 – 23 -24 settembre 2018
DOVE: Castelfranco Veneto(TV), presso “Hotel Ristorante Fior”
SITO WEB: http://www.whiskyrevolution.it/
PROGRAMMA: http://www.whiskyrevolution.it/programma/ 
ORGANIZZATORI: Blend Whisky Bar http://www.blendwhiskybar.it/ 

Se avete già cliccato sul sito, avrete notato come di carne al fuoco ce ne sia veramente tanta, e non è finita. Ma cosa offre di diverso questo festival? Come forse avrete intuito dal programma, lo scopo è dare un taglio più easy e moderno rispetto ad altri eventi. Fra brunch, musica jazz, cene, cocktail, talk show, tasting live ecc ecc non manca nulla per attirare più giovani possibili nel fantastico mondo del succo di malto. Complimenti davvero ai ragazzi del Blend che, dopo aver aperto un fantastico bar dedicato al whisky, ora ci offrono un intero nuovo festival! Chapeau!

Come se non bastasse, saranno presenti tutti i maggiori bloggatori e influenzatori d’Italia, sentite i nomi: WhiskyFacile, CigarsLover, LaRagazzaCheBeve, IlBevitoreRaffinato e altri sono in arrivo !

E’ tutto molto bello, ma c’è un “ma”: purtroppo i ragazzi del BLEND hanno avuto la sciagurata idea di invitare anche noi di Dolcemente Whisky…Ebbene sì. Quindi non solo ci troverete al banco di Beija Flor a sbicchierare per voi,  ma anche al “Salotto Social” dove potrete anche partecipare alla nostra tasting note live guidata. Come funziona? Verrà scelta una bottiglia da presentarvi e tutti insieme scriveremo una sorta di recensione collettiva in diretta su internet. Un’idea decisamente originale e divertente, per cui iscrivetevi numerosi, mi raccomando!  In ogni caso, vi aspettiamo al suddetto banco per almeno scambiare due chiacchiere davanti ad un buon bicchiere!

Ringraziando Beija Flor e Blend Whisky Bar per la duplice occasione che ci hanno dato, vi invitiamo a seguirci per aggiornamenti e cose simili!

A presto, Davide e Sebastiano

 

 

Birre estate 2018

Oggi cambiamo parzialmente le carte in tavola: sul Faccialibro ci avete contattato per chiederci di compilare una nostra sorta di TOP 10 di birre estere che vadano assolutamente bevute. Stabilito che ci sono persone molto più esperte di noi e che quindi vi fidate bene a farci certe richieste (are you serious?! really?!), cercheremo di accontentarvi. Tutto sommato siamo in estate, il whisky è un derivato della birra, quindi non siamo del tutto fuori tema, no?

birra

Abbiamo però preferito prendere un altro approccio. Fare una top 10 sarebbe stato di fatto impossibile e decisamente limitativo. Abbiamo preferito stilare un elenco dove citiamo delle birre rappresentative per vari stili, entry level e non,  molto buone o che in ogni caso non possano lasciarvi indifferenti. Come vedete in sostanza, non c’è un criterio coerente in questa selezione, è solo una scusa per bere, quindi per favore non prendeteci sul serio, ok? Tornando a noi, tranne qualche eccezione, abbiamo per lo meno cercato di citare delle chicche che siano anche di quasi facile reperibilità. Detto questo, buona lettura e soprattutto buona bevuta!

GERMANIA
Weihenstephaner – Vitus: potremmo tranquillamente definirla una imperial weiss.
Andechs – Weissbier Hell: da bersi rigorosamente a litri.
Schneider – Weisse Tap 6: per noi la Bock per eccellenza.
Heller Brauerei  – Schlenkerla Märzen: la birra perfetta da stinco?

BELGIO
De Struise – Pannepot : imponente e fruttata, un capolavoro fra le Belgian Strong Ale.
Gouden Carolus – Cuvee Van De Keizer Blauw: compratela e tenetela in cantina ad affinarsi, dico solo questo.
De Dochter van de Korenaar – Extase: una ipa in stile belga per un matrimonio perfetto.
Rochefort 10: la nostra trappista preferita! Scura, con un delizioso profilo caramelloso e di liquirizia.
Boon – Geuze Mariage Parfait: ottima entrée nel mondo delle acide. Al primo assaggio spaventano, ma poi…
Rodenbach – Caractère Rouge: deriva dalla macerazione della frutta rossa. Non per tutti, ma se abbinata bene diventerà irrinunciabile.
Brasserie Verhaeghe – Duchesse de Bourgogne: una versione più soft della precedente, per iniziare.
Brouwerij Omer Vander Ghinste – Cuvée des Jacobins: sour red maturata in botti di cognac, deliziosa con la carne.

DANIMARCA
To Øl – Jule Maelk: una imperial stout cioccolatosa e intrigante, attenzione ai gradi però!
Evil Twin – Imperial Biscotti Break: potenza e complessità per questo capolavoro.
To Øl – Pa!!!: una triple ipa perfetta per un hamburger supercaricato.

INGHILTERRA
Traquair House – Traquair Jacobite Ale: la nostra old ale preferita.
Tempest Brewing – Mexicake: la scelta della pasticceria per preparare il birramisù (anche se poi va trattata apposta dato l’alto tasso alcolico).
Harviestoun –  Old Engine Oil e la sua versione maturata in ex botti Highland Park, la Ola Dubh: una fantastica “birra da pub”.

STATI UNITI
Founders – Curmudgeon: altra old ale clamorosa. Bevetela e vi immaginerete seduti in un locale malfamato al porto.
Stone Brewing – Stone IPA: bilanciatissima ipa con un amaro non eccessivo e dei fantastici profumi agrumati.
Great Divide – Hibernation Ale: old ale in versione “imperial” si può dire?

CANADA
Le Trou du Diable – Saison du Tracteur: una delle migliori saison che abbiamo mai assaggiato.

SVEZIA
Omnipollo – Nebuchadnezzar: non amiamo molto questo birrificio, ma questa double ipa è l’eccezione che conferma la regola.

OLANDA
de Molen – Rasputin: imperial stout caffettosa, un punto di riferimento per la categoria.

Se poi vorrete un aiutino per un abbinamento, fateci pure un fischio! Siamo qua per quello, no?

Già che c’eravamo, abbiamo voluto anche indicare quelli che per noi sono da considerarsi “grandi birrifici”. Che sia chiaro, all’elenco ne mancano tantissimi, è giusto per dare una sorta di ultramini linea guida! Già solo per il Belgio, per citare i più rappresentativi, ci vorrebbe un mega articolo apposta! Già che ci siamo, se ne avete in mente altri, scriveteci volentieri i nomi. Così da conviderli con tutti gli altri lettori !

OLANDA: de Molen.

DANIMARCA: Evil Twin , To Øl, Mikkeller.

STATI UNITI: Cigar City, Founders, Great Davide, Lost Abbey, AleSmith, Anchorage.

CANADA: Brasserie Dieu du Ciel.

INGHILTERRA: Siren, Moor.

BELGIO: De Dochter van de Korenaar, Orval, 3 fonteinen, Boon, Dupont.

NORVEGIA: Lervig, Nøgne Ø.

ESTONIA: Põhjala.

POLONIA: Raduga

FRANCIA: Lancelot.

SVEZIA: Brewski.

Detto questo, avevamo promesso una sorpresa, giusto? Bene, tenete d’occhio il calendario, perchè il 16 luglio vi sveleremo qualcosa di veramente grosso in arrivo, una mega new entry in Italia. Una nuova distilleria? Un nuovo imbottigliatore? Un nuovo film della Marvel? Di più di più…

Resistete alla curiosità e continuate a seguirci,
Davide e Sebatiano

 

Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano