Nikka Taketsuru 17y

Scheda Iniziale :

Distilleria: Nikka (Yoichi e Miyagikyo)

Imbottigliamento: OB, 1995 – 2012

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa 200 €

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Rieccoci qua dopo le supermeritate ferie! Ci eravamo lasciati con un spettacolare single cask di Karuizawa e da qui l’idea: restiamo ancora virtualmente (sigh!) in Giappone e proviamo un altro prodotto dagli occhi a mandorla. Fruga fruga nell’armadietto e salta fuori un bel Taketsuru 17 anni. Blend prodotto da Nikka con i loro single malt Yoichi (leggermente torbato) e Miyagikyo (il tropicalone della famiglia), non viene ahimè più prodotto se non in versione NAS. Noi grazie a Giorgio e Gerva abbiamo avuto la possibilità di berci il vecchio 17, quindi è per lo meno nostro dovere condividere con voi le nostre impressioni. Contenti, vero?

P.S. A sto giro, ovviamente, niente mappa della distilleria avendo a che fare con  un blend.

Colore: oro.

Naso: si inizia con un’intensa banana (come suona male, però!) seguita da  tante spezie, soprattuto pepe bianco, poi miele e croccante. Questo lato già “saporito” di suo cede il posto ad uno decisamente più grasso: ci pare di sentire l’impasto del panettone, con la sua farina e le uvette, che poi evolve in pandoro con zucchero a velo. In altre parole, con l’ossigenazione, le sensazioni burrose aumentano. A completare il tutto, c’è anche un delicato profumo di glicine che dona finezza all’insieme.

Gusto: sensazioni armoniose tipicamente giapponesi. Ok, non chiedeteci esattamente cosa voglia dire, ma lo volevamo scrivere! Come il naso, risulta molto speziato con pepe, zenzero in polvere e cardamomo: oh yes, gradevole. Non manca poi la frutta come una cassetta di pere, prugne gialle e…la spariamo? Anche della papaya. Un pizzico di balsamico gli dona del brio per poi lasciarci con una leggera sensazione di legna fresca appena tagliata e del cioccolato gianduja.

Finale: medio con pesca gialla, pera acerba e punta di fumo. Delicato e gentile!

Abbinamento: c’era un famoso pasticcere parigino che, fino a circa 3 anni fa, usava il Taketsuru 17y come bagna per i suoi savarins. Chi scrive li aveva provati e vi assicura che erano clamorosi. Purtroppo, come potete immaginare, non sono più disponibili dato il prezzo attuale del whisky. Se però avete 200 euro da “buttare” e vi dilettate di pasticceria,  ora sapete cosa fare!

Commento: molto morbido e molto jappo. Senza alcuno “spigolo” e questo, come sappiamo, per alcuni può essere un difetto: parliamo di chi è alla ricerca di un guizzo di …personalità? Ma potremmo dire che il suo carattere sia proprio questo: un tipico giapponese educatissimo e composto. Purtroppo però è educatissima anche la potenza alcolica: i 43 gradi per i nostri gusti sono un po’ pochetti. Sommiamo tutto da bravi japan lover, è piaciuto, e quindi sommando il tutto…

Voto: 8,4


 

Tasting notes:

Nose: banana with many spices, especially white pepper, which evolves into honey and “croccante”. It also remembers the dough of panettone, with its flour and currants, which changes into pandoro with powdered sugar. A fresh wisteria closes everything.

Mouth: like the nose, it’s very spicy with pepper, ginger powder and cardamom: oh yes, nice. There is a lot of fruit like pears, yellow plums and … maybe? Papaya! A little balsamic sensation, followed by freshly cut wood and gianduja chocolate.

Finish: medium with yellow peach, unripe pear and tip of smoke. Delicate and kind!

Comments: we can define it as a circle without edges. Somebody may see a lack of personality in this perfection, but it is typical of Japanese whiskies.
We liked it, despite of the low alcohol content.

Score: 8,4

 

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Karuizawa 32y for “Shinanoya”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Karuizawa

Imbottigliamento: OB, per il 10^ anniversario di Shinanoya, ex-sherry, 1981 – 2013

Gradazione: 55,4 %

Prezzo: non ha valutazione. L’ultima volta che era stato avvistato in un negozio stava sui 1600€,  in asta ha raggiunto anche gli 8000€.

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Prima di partire per le ferie, vi lasciamo con la lettura di uno di quegli assaggi che, senza alcun timore di smentita, possiamo solo definire “pazzeschi”. Imbottigliato per il decimo anniversario del negozio di whisky “Shinanoya“, siamo davanti ad un Karuizawa di quelli da ricordare (e rimpiangere!) negli anni a venire.
La distilleria sorgeva in Giappone nella città di Miyota, vicino all’omonima Karuizawa ed è stata chiusa nel 2011. In pochissimo tempo i loro whiski sono stati vittima di un collezionismo sempre più sfrenato e ad oggi è sempre più difficile trovarne una bottiglia. Quindi, a tal proposito, un sentito grazie a Anna R. che ci ha procurato il dram e a Toru Suzuki del “Mash Tun” di Tokyo per avercelo tenuto da parte!
Una nota di autolesionismo: appena uscita la bottiglia costava sui 160 euro, adesso con quei soldi vi comprate giusto giusto il dram! Altro che Bot e buoni postali…
Ma non siamo sul Sole24ore, quindi versiamo e godiamo!

Colore: bock!…Seriamente, ambra scura

Naso: chissà a che gradazione è stato imbottigliato, dopo 32 anni siamo ancore oltre 55 gradi. A conferma, appena versato il whisky nel bicchiere,  è l’alcool rosa a emergere su tutto, seguito dagli odori del laboratorio del piccolo chimico: ci ricorda tantissimo le crystal balls con cui giocavamo da piccoli, la cera lucidante per i mobili e la scolorina. La spariamo? Sembra un Hampden!
Facciamolo respirare e aggiungiamo una gocca di acqua per farlo aprire meglio: oh my god! Una esplosione di legno, lacca, salsa barbecue con la sua melassa e i suoi sentori di affumicato, metri di caramella alla liquirizia. It’s over 9000 (cit.). Abbiamo poi uvette, caffè, e incenso aromatizzato al sandalo.
Fate qualcosa, non si ferma più! Come se non bastasse c’è dell’amaretto di Saronno, acetone per unghie (non è che lo sporco sia sparito del tutto eh!), Christmas Pudding, marmellata di arance amare e albicocche disidratate. Insomma, lo sherry ha decisamente detto la sua. Infinito!
Il bicchiere asciutto profuma di terra e cioccolato.

Gusto: vellutato, caldo, con un lato minerale, quasi metallico. A farla poi da padrona è la liquirizia. Erbaceo, anzi più precisamente, sa di foglie di tabacco. Ci troviamo anche sfumature da rhum tropicale con dark moscovado, miele di castagno con quel tocco tanninico, caramello e fichi con le noci! C’è infine una bellissima (?) sensazione di inchiostro. Ragazzi, che roba!

Finale: lungo, con del lucido da scarpe che si porta dietro dell’acqua ragia. C’è poi una leggera asprezza, assolutamente non fastidiosa, che poi si trasforma in una concentratissima marmellata di fichi.

Commento: esistono due regole sui Karuizawa: tutti i Karuizawa sono “fuori prezzo”, e non tutti i Karuizawa sono all’altezza della fama. Beh, qua per nostra fortuna siamo davanti alla goduria allo stato puro, un mix fantastico di “super- dirty”, sensazioni dolci ed eleganza. Come sia stato possibile fare questo non lo sappiamo, ma francamente ci interessa poco: conta solo il piacere della bevuta e qua siamo a livelli VM18, da bollino rosso!
E diamolo ogni tanto un votone!

Voto: 9,4


 

Tasting notes:

Nose: immediately alcohol, polishing wax for furniture and whiteout. Can we say a heresy? It smells like a Hampden, very dirty. Lovable!
He loves water: with a drop, it evolves and there is an explosion of wood, lacquer, smoked barbecue sauce with its molasses and licorice candy. Then we have raisins, coffee and sandal flavored incense.
Let’s take time and here they are Amaretto di Saronno, nail polish, Christmas Pudding, bitter orange marmalade and dehydrated apricots. It’s infinite!
The dry glass smells of earth and chocolate.

Mouth: velvety, warm, with a mineral, almost metallic side. So much licorice and tobacco leaves. In the mouth it reminds us of a tropical rum with dark Muscovado sugar, chestnut honey, caramel and figs with walnuts! Ink? Amazing!

Finish: long, with shoe polish and white spirit. A lot of fig jam.

Comments: absolutely fantastic, a balanced mix of “super-dirty”- sweet sensations and elegance. Great selection!

Score: 9,4

 

 

 

Hibiki 17y 2014

Scheda Iniziale :

Distilleria: Suntory

Imbottigliamento: Hibiki 17y

Gradazione: 43%

Prezzo: circa € 130

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In attesa del resoconto della serata di degustazione con “Milano Whisky Festival”, stappiamo una bottiglia di Hibiki 17y che la sorella di chi scrive ha portato gentilmente in Italia. Parliamo di un blend prodotto dal colosso Suntory, nato dall’unione di varie annate di Yamazaki e Hakushu (sono due distillerie che fanno parte del portafogli della multinazionale), che ha riposato per ben 17 anni al calduccio in una botte. Ehi, è più vecchio lui di molti single malt moderni.
Nota polemica a parte, la bottiglia ci piace molto, decisamente oriental-style, dalla caratteristica forma di nonsocosaesaedro.
Fare i blends in Giappone sfruttando i whisky del territorio è sicuramente più difficile rispetto a quello che si fa in Scozia, a causa del numero minore di distillerie presenti. Si può giocare di meno coi sapori e gli odori detto in altri termini. Chissà se con poche frecce al loro arco riusciranno a fare breccia nel nostro cuore. Quanta poesia per un blog!
Dopo questa è meglio che stappiamo e….banzai!

N.B. Sulla mappa è indicata solo la sede di produzione di Hakushu, la sede Yamazaki si trova invece fra Kyoto e Osaka.

Colore: giallo oro.

Naso: uhm, not bad! Decisamente morbido con miele, pera nashi (suggestione, certo, ma fa figo scriverlo), guava e polpa di albicocca. Ovviamente non può mancare il legno dopo 17 anni di invecchiamento. C’è una punta di marzapane che dopo molto tempo evolve in amaretto.
Tutti questi elementi sono amalgamati in maniera armoniosa e vengono conditi da una generosa dose di spezie. Gradevole!

Gusto: ha un attacco pieno, dolce, con cioccolato bianco e crema pasticcera. Polpa di albicocche e pera. Sembrerebbe un banale dolcione, ma dategli un attimo! Di colpo infatti esplodono le spezie: si apre così una cascata di pepe, cannella, peperoncino, chiodi di garofano e una bella “grattugiata” di rafano. C’è molta coerenza col naso, è infatti setoso all’inizio e cattivello poi, interessante!

Finale: secco con ancora elementi piccanti e legno bruciato.

Abbinamento: siamo in Giappone no? E sushi sia!

Commento finale: é un ottimo blend a nostro avviso, caldo e armonioso nelle sue forme, non ha difetti di sorta. Se queste caratteristiche vi affascinano, è la bottiglia che fa per voi. Se cercate però la personalità di un whisky scozzese, rivolgetevi altrove perchè potreste rimanere delusi. A noi invero è piaciuta molto la sua eleganza e quindi lo premiamo con un bel…

Voto: 8,1