Arran 6y for “Milano Whisky Festival”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Arran

Imbottigliamento: 2008 – 2014, sherry hogshead for “Milano Whisky Festival 2014”

Gradazione: 59,8%

Prezzo: circa € 99

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Eccoci qua a dare anche il nostro parere  sull’Arran, “vincitore” della serata dedicata alle selezioni del MWF.
E’ sempre un piacere vedere imporsi un whisky proveniente da una piccola realtà come Arran: rappresenta la qualità che vince sulla quantità. E in effetti -spoiler- questo imbottigliamento è veramente buono! Ora basta con i preamboli e versiamo!

Colore: ambra scura.

Naso: che esplosione! Subito tanta arancia e sherry, poi ossigenandosi ecco spuntare cioccolato jivara e legno. C’è poi un buonissimo profumo polpa di fragola calda che ha preso il sole. Scusate l’espressione bucolica, in quanto non ci veniva in mente niente di meglio! Ecco poi un bel profumo di pelletteria, ci pare cuoio marrone. Una puntina di marzapane?  A condire il tutto, una bella spolverata di pepe e chiodi di garofano macinati.

Gusto: l’alcol si sente, ma relativamente, soprattuto se guardiamo la gradazione. Sessanta gradi e non venire ustionati non è roba da tutti i giorni. E’ molto coerente con il naso, abbiamo qua un corpo potente, ricco, eppure non è oloeso. Detto in termini più pratici, va giù che è un piacere! E’ un trenino di amarena, ciliegia nera e cioccolato fondente: sembra una torta foresta nera in piena regola! Non mancano poi una marmellata di arance leggermente amare e liquirizia. Siamo di fronte sicuramente ad una botte molto attiva che però, magia, ha mantenuto l’animo di questa distilleria senza snaturarlo o coprirlo. L’avevamo già bevuto a fine 2014 e che dire? Ci pare che, dopo due anni dall’imbottigliamento, si sia affinato ulteriormente.

Finale:  medio, piccante, con una liquirizia clamorosa e crema alla vaniglia (e non è un ex-bourbon!). In sordina, si affiancano fumo e thè nero.

Abbinamento: provatelo con una mortadella di fegato, diventerà una droga!

Commento finale: come già scritto nel resoconto della serata, ecco qua uno dei rari casi dove la giovanissima età dell’invecchiamento non conta. Abbiamo un whisky  di carattere, strutturato e delizioso da bere. Non è un legnoso come, ahimè, va di moda con molti NAS. Abbiamo visto che anche ai Facili è piaciuto parecchio, insomma basta leggere e andate a dissetarvi!

Voto: 8,9

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Arran 12y “Whiskyclub Italia”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Arran

Imbottigliamento: bourbon cask 909/2001 per “Whiskyclub Italia”

Gradazione: 55,4%

Prezzo:  € 72

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Eccoci qua con la recensione di uno degli imbottigliamenti della serata con “Whiskyclub Italia”, un Arran 12y.
Arran sorge sull’omonima simpatica isoletta che si trova a sud ovest della Scozia. Non immaginatevela come un posto freddo, stile Highlands. Arran è dotata di un clima mite, godendo dei benefici della corrente del Golfo, al punto che ci potete trovare delle palme! Ci piace pensare, e probabilmente è così, che tutto ciò si rifletta nel carattere del whisky che oggi andremo ad assaggiare.
Questa microdistilleria è stata fondata nel 1993 da Harold Currie, ex manager della Chivas Brother. Durante i lavori di costruzione c’è stata una piccola pausa forzata dovuta a delle aquile reali che avevano deciso di nidificare proprio nel cantiere. Ancora oggi possono essere viste dal cortile della distilleria. Aquile golose!
La struttura è stata eretta strizzando l’occhio ad un design tradizionale, con i tipici muri bianchi e i tetti a pagoda. Ma per i whisky? Andiamo dai classici imbottigliamenti ex bourbon e sherry  fino a quelli più moderni, con finish in calvados o amarone ad esempio, sia peated che unpeated. Insomma ce n’è per tutti i gusti!
I primi Arran erano, come dire, decisamente anonimi, ma dopo i sette anni  di invecchiamento il legno ha “cominciato a lavorare bene” , donando al whisky il profilo che oggi si apprezza in tutto il mondo.
Ma la bottiglia di oggi come sarà? Sniffiamo!

Colore: giallo chiaro.

Naso: abbiamo subito una buccia di pesca gialla e della carambola che evolvono rapidamente in una frolla con crema pasticcera, molto carica di vaniglia (qualcuno ha detto bourbon?). Il lato tropicale sale, portandoci della frutta più polposa, sì ci piace polposa. Una volta in un hotel avevamo provato del guava con succo di pera e della papaya con limone: ecco possiamo dire che questa connubio di frutta rappresenta molto bene, a nostro avviso, il profilo aromatico di questo distillato. Spirito e una leggera e lontana nota di malto completano il tutto. Al naso quindi possiamo dire,senza paura, che siamo davanti ad un “dolcione”.

Gusto: e qua ci sorprende. Ci aspettavamo un qualcosa sulla stessa linea del naso, e invece…E’ vero, il corpo appare subito pieno e dolce con mela rossa e biscotto, ma poi si notano subito una acidità e una speziatura molto intriganti! Limone, dragoncello e coriandolo gli donano infatti una bevibilità pericolosa. C’è della cotognata e, tenendo il distillato in bocca e facendolo “roteare”, ecco del caramello salato: buono!

Finale: persistente e cremoso, con pesca gialla e pepe che avviluppano la lingua. Mostarda?

Abbinamento: assolutamente un grande formaggio erborinato, leggermente aspro e piccante. Una favola.

Commento finale: è un whisky che ha spaccato i giudizi alla nostra degustazione con Whiksyclub: si andava da chi non lo apprezzava particolarmente a chi lo riteneva il migliore della serata. Noi ci piazziamo fra questi ultimi, intrigati dal contrasto naso-bocca , e quindi…

Voto: 8,6