Degustazione “SWMS” 28 gennaio: resoconto

Come vi avevamo anticipato, lunedì 28 gennaio, presso le mura amiche dell’Irish Pub Mulligans di Milano, si è svolta la prima degustazione dell’anno della Scotch Malt Whisky Society e noi eravamo lì presenti. Tema della serata sono stati 4 imbottigliamenti, cit.,  “Around 30 years old”. Ehi, ma nella foto sotto le bottiglie sono 5, why?

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Questi in effetti erano i 4 whisky ufficiali:

50.103  28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland
39.169  29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside
35.226  32yo 1986  45.8 % 1st fill Oloroso finish from Speyside
72.68    33yo  1984  52.1% 2nd fill Bourbon barrel from Speyside

E già qua potevamo ritenerci più che soddisfatti, ma, per far cifra tonda (?), ai 4 whisky previsti ne è stato aggiunto un quinto. Ragazzi, che dire…male non è decisamente andata! Ne parlavamo con un ragazzo che era seduto di fianco a noi. Di solito il primo whisky nelle degustazioni è sempre il più semplice, tranquillo, lo sfigatino del gruppo. Un NAS o un dieci anni quando va bene. Qua si partiva con un Longmorn di 25 anni single cask, nonsosecisiamospiegati. In molte degustazioni sarebbe stato servito per ultimo o penultimo, qua abbiamo iniziato con questo, chapeau!
Come noterete, vi abbiamo riportato anche le note ufficiali degli imbottigliamenti, veramente ardite e al contempo poetiche. Ma come fanno? I brand ambassador ci hanno spiegato che la SMWS disponde, per la stesura delle suddette, di un team di circa 30 persone, che si alternano a gruppi di 7 per ogni singola bottiglia. Poche storie: tante bocche e tanti nasi a disposizione creano delle tasting notes con uno spettro ampissimo.
Ora però andiamo a spulciarli. Giusto una precisazione: non abbiamo dato un nostro parere al “finale”, in quanto le bottiglie erano state giustamente aperte da poco e quindi avevano subito poca ossigenazione.

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7.194 Longmorn 25yo 1992 53.4% Refill Ex-Bourbon Hogshead from Speyside 

Colore: giallo chiaro.

Naso: morbido e dolce, dove la parte del leone la fa un’accoppiata di miele e rose. La frutta gialla matura non manca, seguita da sensazioni di toffee e, arriva la castroneria, di orsetti gommosi della Haribo.

Gusto: tipico Longmorn (quindi buonissimo), frizzante e leggermente pungente con note di limone e dragoncello, frizzante pungente. Si ammorbidisce col tempo mostrando banana e melone.

Commento finale: al naso, in un contesto alla cieca, non avremmo mai indovinato cosa avevamo nel bicchiere. In bocca, al contrario, risalta tantissimo la distilleria d’origine. Un whisky didattico per questa dicotomia, ma soprattutto un ottimo inizio!

Voto: 8,5

An attractive nose – subtle peach, fruit pastilles and apricot jam; then so much sweet, floral, honey, nectar stuff you could be a bee; leather and sanded wood come later. The gentle, sophisticated palate gives smooth caramel, jam tarts and sherbet straws – the apricot jam is now on croissants. Very attractive notes of oak, liquorice and bitter lemon enhance the finish – a pleasure in the mouth and still a pleasure after it’s gone. The reduced nose finds flower petals, strawberry and chocolate-dipped marshmallows on a wooden platter. The palate is softer and sweeter – butterscotch, honey and ripe melon – lip-smacking, tasty and more-ish.


 

50.103 Bladnoch 28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland

Colore: giallo chiaro.

Naso: non sappiamo come definirle meglio, si avvertono note “sporche e chiuse”. Cerchiamo di fare degli esempi per spiegarci meglio: un libro bagnato, un locale chiuso, e dei funghi appena colti rendono l’idea? Noci e porridge chiudono il cerchio.

Gusto: esattamente il contrario, risultando fresco e balsamico, con zenzero, foglie di menta e pompelmo rosa. Anzi, ci ricorda un tipo di crema pasticcera al limone, di scuola francese, che viene preparata senza l’utilizzo di farina, risultando quindi leggera ed estremamente aromatica. Tanto coriandolo!

Commento finale: è la nostra preferita delle Lowlands e una delle nostre “distillerie feticcio” in generale. Non potevamo certo rimanere delusi. Veramente ottimo come aperitivo!

Voto: 8,7

Aromas carried a funky complexity that darted between the stone fruits of marsanne wine and the sweet earthiness of porcini mushrooms. Chestnuts and hazelnuts merged with porridge and soft leather before lychee-laden fruit pulled the cork on a bottle of gewurtztraminer wine. Soft and juicy honey baked pears came served with coconut and Turkish delight, dusted with dark chocolate shavings and a squeeze of fresh lime. Gentle floral notes returned with lavender and violets that seamlessly blended into blueberry muffins topped with milk chocolate. A delightfully waxy mouthfeel persevered to the finale with the tingle of fresh ginger, sweet baked apples and a buttery finish.


 

39.169 Linkwood 29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside

Colore: giallo chardonnay 2015 (si, ok,  a questo punto della serata l’alcool cominciava a farsi sentire!).

Naso: solo leggermente floreale. Infatti la rosa che noi apprezziamo tanto nei Linkwood qua è coperta dalla botte “toasted”. Odori di fumo, tostato per l’appunto, e solo in sordina i fiori. Le note ufficiali parlano di lenticchie ed è azzeccatissimo. Ci pare di sentire anche del melario!

Gusto: sensazioni di forno gradevoli come torta margherita e liquirizia, che vanno a braccetto con altre derivanti dalla botte come pane e caramello bruciacchiati. Purtroppo causa deformazione personale non riusciamo ad apprezzare appieno questo ultimo lato, come potete immaginare. Per fortuna cedro e arancia addolciscono il tutto.

Commento finale: il whisky che ci è piaciuto di meno, per il motivo riportato sopra. Ma potete benissimo capire come questo sia, ahimè, una nostra mancanza!

Voto: 8,3

A yummy rummy, sweet and fruity aroma of French bean vanilla ice cream with lychees, Frangelico and liqueur soaked chocolate Maraschino cherries. Delicate but full of flavours at the same time, honey on burnt toast, rocky road crunch bars with a late burst of a fruit juice made with a blend of orange, lemon, grapefruit, tangerine and lime. With water we were standing next to a potted flower display, some chewing Manuka honey lozenges whilst others enjoyed rum and raisin ice cream. After twenty six years in an ex-bourbon hogshead we transferred this whisky into a second fill toasted hogshead.


 

35.226 Glen Moray 32yo 1986  45.8 %  1st fill Oloroso finish from Speyside

Colore:  ambra.

Naso: caldo e invitante. Composta di castagne, arancia rossa matura e morbido cuoio sono i protagonisti iniziali, cui seguono legno, profumi di panetteria e un tocco di cera. Lacca per i mobili!

Gusto: corpo morbidissimo. Marmellata di fragole e arance, con tante mandorle e cioccolato al latte. Non stucchevole però, grazie ad un pizzico di sale e di acidità di uva spina. Una bevibilità assolutamente pazzesca, complice anche la gradazione non elevata. Fossimo ricchi, sarebbe la bottiglia perfetta da far sparire in pochi minuti ogniqualvolta avessimo ospiti a cena!

Abbinamento: assaggiandolo ci è venuto in mente subito una bella rib-eye irlandese frollata 45 giorni. Sì, ok, lo ammettiamo: l’avevamo mangiata pochi giorni prima e il ricordo ci ha aiutato!

Commento finale: ha i tipici profumi e sapori dello sherry, ma in maniera elegantissima. Il rischio con gli sherry bomb è che comunque risultino tutto sommato sgraziati con magari delle sensazioni astringenti e leggermente fastidiose. Ma non è questo il caso. Buonissimo!

Voto: 8,8

This begins with a beautifully delicate floral aspect. Notes of hawthorn, meadow flowers, pine resin, elderflower champagne, apple pie and earth all converge. Then it’s soot, green fruits, lemon balm, gooseberry compote, rancio and fresh brown bread. A total delight! With water there is a champagne like effervescence along with wax, furniture polish, aged pinot noir, herbal liqueurs, dried mango and an old ink pot. On the palate it opens with a saline oloroso note mingling with fruit scones, spun sugar, treacle sponge, salted peanuts, hazelnut spread, Dundee cake and lemon jelly. A little water evolves things towards orange bitters, molten toffee crisp, a meaty earthiness and finally notes of red fruit teas, orange marmalade, cola cubes and strawberry wine. Transferred at 30 years of age into a first fill oloroso hogshead.



72.68 
Miltonduff 33yo  1984  52.1%  2nd fill Bourbon barrel from Speyside

Colore: giallo paglia.

Naso: balza subito in prima linea la miscela orientale detta “5 spezie” e del thè nero, cui seguono una bella polpa di pera e albicocche disidratate. Non manca anche un bel bouquet estivo, erba e fiori!

Gusto: Cioccolato al latte e ancora spezie, sorpattutto cannella. Zucchero di canna integrale, tanti fichi neri e chiude con una punta di acido da frutto della passione. Possiamo dirlo? E’ un mix di sapori da “nord Europa” che abbiamo straadorato! In deglutizione  ci ricorda certe bagne al thé!

Abbinamento: la moglie di Mauro ha omaggiato la platea con un ottimo panforte fatto da lei stessa. La qualità dell’impasto ha strappato un deciso “ok” da parte del nostro pasticciere. E anche il matrimonio con il Miltonduff era perfetto. Avanti così!

Commento finale: se il whisky precedente l’abbiamo premiato per la sua bevibilità, qua invece premiamo la complessità. A nostro avviso il migliore della serata!

Voto: 9,0

The key note on the nose was perfumed, floral and summery (meadows, hedgerows, nosegays) but we also got old-fashioned confectionery, Christmas cake, tea chests and deep leather sofas. It was fruit that first jumped out of the palate – pear and passion-fruit, blackcurrant sorbet and figs in syrup; then marshmallow and chocolate sweetness arrived, leaving deeper notes of cinnamon, leather and tobacco on the finish. The reduced nose – jam donuts, Black Forest gateau, pears Belle Helene, Amarena cherries and fruit and nut chocolate. The palate now balanced perfumed sweetness (fruit crumble, blackberry yoghurt) with menthol and tobacco tannins on the after-taste.


 

Una mega ed estenuantissima (averne!) sessione che si è felicemente conclusa! Un enorme grazie agli ambassador Mauro e Alessandro Leoni per averci permesso di partecipare. Ci hanno fatto scoprire, oltre che dei grandissimi whisky, anche particolari e aneddoti della SMWS che ignoravamo. Una considerazione personale: siamo ghiotti di 2nd refill dal lungo invecchiamento, e qua sapevamo di cascare bene. Vi lasciamo con un piccolo spoiler: alla prossima degustazione della SMWS ci saranno altre…bottiglie costiere non esattamente giovani!

Tornando a noi, per ora non possiamo anticiparvi nulla, ma vi lasciamo con una anticipazione: tenetevi liberi per metà marzo, fidatevi! #AnteprimeMondiali

A presto, Davide e Sebastiano

 

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Port Charlotte 10y Heavily Peated

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: OB, Port Charlotte, Heavily Peated, 2008 – 2018

Gradazione: 50 %

Prezzo: circa 60 €

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Mentre eravamo al WhiskyRevolution Festival di Castelfranco, ci siamo imbattuti nel nuovo Port Charlotte Heavily Peated. Parliamo della versione torbata di Bruichladdich, già solo per questo la nostra bottiglia è meritevole di attenzioni. Per i nerd del whisky, qua viaggiamo spediti verso le 40ppm, mica bruscolini! E’ il primo rilascio OB con l’età dichiarata in etichetta e per l’occasione hanno rinnovato il design delle bottiglie,  decisamente originale e che balza subito all’occhio: sarà bella? Sarà brutta? A noi poco importa, versiamo e andiamo a vedere com’è il contenuto!
Un grazie al caro Diego di WhiskyItaly per il gentilissimo campione!

Colore: giallo pallido

Naso: ok, siamo su Islay, bello oleoso e con un’evidente brezza marina. Pochi secondi dopo fa capolino un copertone di torba, quasi alla Ardbeg. E’ presente della frutta che stempera come il lime, l’ananas e una grattata di buccia di cedro. Ossigenandosi diventa più dolce, pur restando grasso, quindi andiamo con una crema pasticcera al limone e della vaniglia. Che sia chiaro però, il tutto resta comunque avvolto da fumo e dalla torba.

Gusto: oleoso, eppure al contempo fresco e limonoso. Il mare è presente con sale e alghe e da bravo isolano ci porta anche tanto fumo e catrame. Pepe verde? Resta una nota dolce, tipo succo d’ananas. Semplice, lineare, senza sbavature.

Finale: medio lungo con erba, zenzero e albicocca acerba. Resta un leggerissimo sentore di plastica e cenere.

Abbinamento: un erborinato stagionato. Giusto per variare, vi consigliamo di provare il nostro Port Charlotte con un cabrales spagnolo.

Commento finale: stabilito che noi lo avremmo preferito paradossalmente con meno torba, sempre a nostro avviso risulta comunque migliore di altri suoi pari entry level di Islay (oddio a quasi il doppio del prezzo però!). Non complessissimo, ma se è la torba quello che state cercando, beh, qua potreste trovare facilmente il Nirvana. Noi invece concordiamo con quei diversamente alcolizzati dei Facili, e quindi il voto sarà…

Voto: 8,5



Tasting notes
:

Color: pale yellow.

Nose: ok, we’re on Islay, nice oily and with a clear sea breeze. A few seconds later it appears a tire of peat, almost Ardbeg’s style. There are some fruits which soften the situation such as lime, pineapple and a scratch of cedar peel. Oxygenating it becomes sweeter, while remaining fat; after that we have custard with lemon and vanilla. Just to be clear, the whole thing is wrapped in peat and smoke.

Mouth: oily, yet fresh, with hints of lemon. The sea is present with salt e seaweeds and, since it’s a good islander, it also brings us a lot of pepper and tar. Green pepper? It remains a sweet note, like pineapple juice. Simple, linear, without smudges.

Finish: medium-long, with grass, ginger and unripe apricot. Aslight hint of plastic and ash remains.

Food Pairing: a blue cheese, a Spanish cabrales for example!

Comment: we would prefer it with less peat, but it’s better than many of his entry-level peers of Islay (but at twice the price!). Not very complex, but it’s well done: if you love peat, this is a “Nirvana” for you!

Score: 8,5

 

Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano

 

Kilchoman 2011 Sauternes Cask Matured

Scheda Iniziale :

Distilleria: Kilchoman

Imbottigliamento: OB, 2011-2016, Sauternes Cask

Gradazione: 50 %

Prezzo: circa 120 €

kilcho

Ultima recensione prima delle meritate (?!) vacanze estive e cosa ci beviamo? Con nostra somma gioia, troviamo fra gli scaffali di samples un Kilchoman che ha passato i suoi 5 anni di vita in una botte di Sauternes. Sì, avete letto bene,  non è un finish! Only Château d’Yquem per il signore. Come sapete questa è un’accoppiata che noi adoriamo, quindi abbiamo voluto coccolarci per l’inizio delle ferie…E che diamine!

P.s. un grazie a Maurizio C. per la più che gradita sample.

Colore: oro

Naso: un’autentica esplosione di frutta tropicale, impressionante. E quindi vai col mango, ananas, papaya e pesca. Gnam! Ecco poi, fusa benissimo, una torba grassa e oleosa, tipica Kilchoman. A tal proposito, dalla torba si intuisce che è un whisky novello, ma i 5 anni di solo sauternes ne imbrigliano le spigolature di gioventù, anzi, meglio, le accompagnano alla perfezione. Fanno coppia tipo Raimondo Vianello e Sandra Mondaini (questo paragone è degno di “A song of ice and whisky”!). Burroso e grasso, ma al contempo resta fresco. Tornando a noi, siamo quindi davanti ad una macedonia di frutta cui si aggiunge anche una spruzzata di acqua di mare e una spolveratina di zafferano e cannella. L’alga nori e il salmastro tipiche del Machir Bay ememergono solo dopo una ulteriore ossigenazione. Col tempo, una nota di grasso di salame prende poi il posto della frutta. Un whisky in continua evoluzione.

Gusto: dolcissimo, con un corpo pieno ed avvolgente. All’inizio, come ci si aspetterebbe ad un ex sauternes e in totale coerenza col naso, c’è una svalangata di polpa matura di pesca, miele di acacia e tanto, tanto ananas. Le note ufficiali parlano di liquirizia: per noi, da golosacci diabetici quali siamo, non è tanto la radice di liquirizia quanto una crema alla liquirizia (che problemi eh!). Ecco che poi in deglutizione il nostro distillato ci ricorda decisamente le sue origini islayane ed ecco infatti un’esplosione di torba , sale marino e alga. Modus in rebus, il naso era più “delicato”. Per finire, pepe nero e peperoncino. Ce n’è per tutti!

Finale: medio. E’ qua che ritorna la frutta del naso, accompagnata più in sordina dalla torba e dal sale. C’è poi una sensazione oleosa che ricorda quella che si ha dopo aver deglutito proprio un cucchiaino d’olio, compresa la punta di amaro finale. Gradevole in verità, evita che il prodotto finale sia stucchevole e invoglia a berlo e a riberlo (sigh!).

Abbinamento:  banale, ma guardate che è fantastico: un fois gras ai fichi, steso su una fetta di pan di spezie!

Commento finale:  quanto ci piace, è l’ennesima dimostrazione che sauternes e whisky sono un matrimonio fantastico. Una nota sul prezzo: se già i single cask di Kilchoman costano, di certo la botte di Yquem non è regalata a dirla tutta. Sommando le cose, non possiamo lamentarci troppo del prezzo alla fin della fiera. D’altro canto, guardando la cosa da un altro punto di vista, 120 euro per un 5 anni non è poco, anzi. Solo per questo non gli diamo un voto dal 9 in su. Se però avessimo guardato solo la goduria…
A tal proposito, vediamo che anche al nostro amico di Uischi.it è piaciuto parecchio e se lo dice lui che è anche un notevole appassionato di vini, insomma, andate e bevete felici!
We want it!

Voto: 8,9

Detto questo gente, noi partiamo per le vacanze! Ci sentiremo a settembre per le nuove recensioni e soprattutto per le nuove degustazioni. Se tutto va bene, arriveranno anche le novità che stiamo coltivando da un pò di mesi a questa parte. Quanto mistero su queste pagine! Detto questo, buone vacanze a tutti !

Davide & Sebastiano

 

Whisky & Food 2

Eccoci arrivati alla nuova degustazione “Whisky & Food” !
speyside
Serata dedicata ai whisky invecchiati in botti sherry, tutti dal triangolo d’oro dello Speyside.  Avremo 3 distillerie molto vicine geograficamente, saranno quindi simili i loro distillati? Dobbiamo controllare!
In ordine di apparizione avremo:

  • Aberlour 18Y accompagnato da un fingerfood di hamburger di chianina
  • Benrinnes 15y  “by Silver Seal per Bar Metro” servito da solo, già oggetto di una nostra recensione che trovate qui.
  • Glenfarclas 105  con torta Absolut Chocolat. Data la forte gradazione di quest’ultimo (60 gradi) vi verrà fornita dell’acqua con cui potrete divertirvi a diluirlo per trovare la gradazione a voi più consona.

La degustazione si svolgerà in 2 date con 16 posti a serata presso la pasticceria “Dolce Mente” di Varese : venerdì 25 settembre e venerdì 2 ottobre, entrambe alle ore 21.
Costo 23 euro.

Per prenotazioni scrivete pure qua sotto oppure sulla nostra pagina facebook.
Vi aspettiamo! Davide & Seba

Prima degustazione “Whisky&Food” presso Dolce Mente!

Dalla nostra pagina facebook riporto il post sulla prima degustazione svoltasi a Maggio presso la pasticceria ” Dolce Mente”.

Eccoci qua alla a tirare le somme della prima degustazione di whisky che abbiamo tenuto in pasticceria… Che dire ?
È andata oltre le nostre più rosee aspettative! Ci ha fatto piacere vedere così tante persone interessate che partecipavano con entusiamo, in particolar modo ci ha stupito la massicia presenza femminile. D’altro canto un tempo le donne ricamavano come le nostre madri e ora bevono come i nostri padri ! Scherzi a parte…questo dimostra uno “sdoganamento” del whisky come bevanda non più solo maschile. Certo è una cosa stranota agli addetti al settore ma vederlo coi propri occhi fa sempre piacere.
Non sono mancate le domande, le richieste di chiarimenti e le occasioni di confronto in un constesto di amicizia!
Ecco questa senza dubbio era la cosa che ci è piaciuta più di tutte: sembravamo un numeroso gruppo di amici che si era riunito ” per contarsela su ” dove il whisky è stato il legante della compagnia….ed è così che deve essere a nostro modesto parere, è questo il bello!
Ora basta con le chiacchiere e lasciamo lo spazio al nostro distillato .

Il primo whisky degustato è stato un Kilchoman Machir Bay 2014 abbinato alla classica tartina di salmone e burro.
Ha riportato un punteggio di
Naso 3,21 su 5
Palato 3,45 su 5
Finale 3,58 su 5

Il secondo whisky : dal Giappone con furore Nikka “From the barrel” con tartellete al cioccolato Caraibe 66 % e biscotti salati al cioccolato Guanaya 70 % .
Naso 3,60 su 5
Palato 3,65 su 5
Finale 3,71

Ultimo ma non ultimo Ardbeg Uigedail bevuto da solo soletto : è risultato il preferito delle serate con un punteggio di
Naso 3,69 su 5
Palato 3,76 su 5
Finale 3,92 su 5

Mio commento personale : nessuan diatriba sui voti , sono i pareri di ognuno di noi ed è stato bello “giocarci ”

Prima di salutarvi tutti e di ricordarvi che a settembre partiremo un bel ciclo di degustazioni ci auguriamo mai banali e noiose , sono d’obbligo un pò di ringraziamenti !
Grazie a Milano Whisky Festival per il supporto morale e materiale : se non avessimo avuto i loro bicchieri ci sarebbe toccato bere a canna…si può fare eh…ma tant’è !
Un grazie ad Andrea&Gerva, a Riccardo , a Giorgio e a Salvatore : forse non sanno come e quando ma ci hanno caricato di curiosità, entusiamo e sete …..di conoscenza ovviamente !

Alla prossima!

Davide & Sebastiano

Per dovere di cronaca riporto il link alla nostra pagina facebook dove potrete trovare le foto della serata.

Due aggiunte personali: a settembre cambieremo il metro di valutazione per i whisky durante le degustazioni e fra pochi giorni cominceremo a mettere le note di tasting dei whisky presi in oggetto durante la serata.

E via spediti verso la prossima !