Chichibu “Whisky Show London” 2016

Scheda Iniziale :

Distilleria: Chichibu

Imbottigliamento: OB, 2009 – 2016, 7y, per “Whisky Show London” 2016

Gradazione: 61,4 %

Prezzo: circa € 1800

chcihi

In queste settimane è tutto un susseguirsi di grandi festival whiskosi in giro per l’Europa e abbiamo cercato nella nostra “libreria” un qualcosa di adatto per restare in tema. Stavamo per arrenderci, quando ecco saltar fuori un Chichibu imbottigliato per il “Whisky London Show” del 2016.
Chichibu sorge presso l’omonima cittadina, a nord ovest di Tokyo, dove un clima …er….decisamente caldo-umido offre condizioni di maturazione del nostro distillato estremamente differenti da quelle scozzesi.
Nata nel 2004 dalle ceneri della leggendaria distilleria Hanyu, grazie al grandissimo lavoro del suo fondatore Ichiro Akuto, in pochi anni è diventata un “must have & try” per ogni appassionato bevitore che si rispetti. Soprattuto i single cask, nonostante la giovane età, mostrano una complessità fuori dal comune e raggiungono praticamente sempre delle quotazioni da capogiro.
Oggi berremo uno di questi, quindi non possiamo proprio lamentarci! Kanpai!

P.S. Sì, ci meritiamo tante frustate sulla schiena per essercelo dimenticato chiuso solo soletto in casa.

Colore: giallo paglierino

Naso: ok, l’impatto alcolico c’è. Posiamo il bicchiere e aspettiamo che si apra. Beh, l’attesa viene ripagata con un profilo decisamente originale e accattivante. Succoso, ricorda una spremuta di mandarino coperta da una coltre di fumo. Diradandosi (che poesia!), ci lascia il profumo di una bella bistecca caramellata, accompagnata da una glassa al miele. Forse abbiamo usato troppo il nostro barbecue in questi giorni…
A seguire, abbiamo una più canonica pesca gialla, seguita da un lato vegetale che ci ricorda il sedano e il peperone rosso. La banalità non è di casa a Chichibu. Come se non bastasse, il bicchiere vuoto sa di fumo e ancora sedano!

Gusto: beh, non c’è da stupirsi che anche qua l’alcool picchi un po’. In bocca comunque risulta grasso, oleoso e carnoso, con una bella grattata di pepe. E’ piacevolissimo notare come in tutto ciò risalti la dolcezza del malto. Davvero buono! Ci pare di sentire anche della torba  molto vegetale, elegante e cesellata. Poi magari la torba questo whisky l’ha vista solo in sogno, e noi ci siamo sbagliati! Quindi, se qualcuno avesse informazioni in merito, siamo qua tutt’orecchie. In deglutizione sentiamo un’astringenza che ci ricorda un agrume, tipo cedro acerbo.

Finale
: medio, con note di buccia di lime grattuggiata, crema pasticcera al limone e ancora fumo.

Abbinamento: un coniglio alle albicocche, condito con sale affumicato salish, esalterà alla grande il nostro Chichibu. Se possiamo autofarci un appunto, è una combinazione che un giapponese non proverà praticamente mai, in quanto non mangiano questo tipo di carne. Amen!

Commento finale: un profilo veramente atipico rispetto agli scozzesi, soprattuto nel naso e nel finale, ma con una personalità da vendere. Si sente che è giovane, soprattuto per il palato dove l’alcool si fa sentire, eppure avremmo scommesso su una età di circa 10-12 anni, non certo 7. Come detto sopra, diamo quindi una sorta di penalità per un naso e un palato inizialmente pungenti. Per il prezzo, eh, che dire? R.I.P.  Sommando tutto, diamo un bel…

Voto: 8,8

 

Tomatin 18y OB

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tomatin

Imbottigliamento: OB, 18y, ex Oak Casks + Oloroso Sherry Butt Finish

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 75

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L’estate sta finendo e cogliamo l’occasione per raccontarvi di un whisky che ci ha tenuto compagnia mentre eravamo dispersi fra le montagne del Trentino! Cosa intendiamo? Lo scoprirete nella sezione “abbinamenti”. Per ora, limitiamoci a presentarvi il nostro protagonista di oggi, ovvero il Tomatin 18 anni ufficialissimo di distilleria.
Come ci spiegava Scott Fraser, brand ambassador del marchio, l’invecchiamento del 18y è decisamente curioso. Una parte del nostro whisky matura circa 15 anni e mezzo in botti Refill Hogsheads e altrettanti in botti di Oloroso Sherry. Una volta trascorso questo tempo, le due parti vengono miscelate e lasciate a riposare per 2 anni e mezzo ancora in Oloroso Sherry. Spesso l’invecchiamento di questo whisky viene identificato solo come un finish in sherry, ma come avete visto è abbastanza limitativo, per cui ci tenevamo a precisarlo!
Bien, vi abbiamo annoiato abbastanza, andiamo ad assaggiarlo.

Colore: oro antico.

Naso: note di sherry e di pelliccia accopagnate da una bella macedonia di frutta gialla, prugna e pesca in primis. Dopo di che, via di dolcezze con miele mille fiori, uva rossa, uvetta sultanina e cioccolato fondente. C’è una parte minerale che ci riporta alla mente…la capocchia dei fiammiferi (un modo aulico per dire indicare una punta di zolfo, insomma!).

Gusto: rotondo e avvolgente, ma senza essere pesante o peggio “mappazzone” (rischio riscontrabile con alcuni first fill sherry), risultando infatti al contempo fresco ed elegante. Si avverte una nota leggermente speziata, pepe e tabacco, e una nota  amaricante, da mandorle tostate. Buccia di arancia e tanta marmellata di rabarbaro!

Finale
: medio, con uva cardinale e ancora buccia di arancia. Chiudiamo il tutto con sentori di plum cake bruciacchiato che ci piacciono tanto.

Abbinamento: eccoci qua. Avevamo chiesto tempo fa al nostro voluminoso Scott con che cosa consigliasse di bere questo Tomatin. La sua risposta è arrivata istantaneamente: bistecca di cervo! Mentre eravamo in Trentino abbiamo avuto più di una occasione per abbinarlo…e ragazzi…che bontà! Provare per credere. Il motivo d’altro canto è semplice: non essendo un 18y “only sherry” ha un corpo più beverino, che lo rende assolutamente perfetto ad ogni assaggio per pulire la bocca e valorizzare un piatto saporito, ma al contempo semplice come una bistecca di cervo.

Commento finale: a noi è piaciuto molto. Un whisky con un tipo di invecchiamento evidentemente studiato a tavolino che ha dato degli ottimi risultati. Considerando il prezzo veramente basso nel mercato attuale per un 18 anni e gli abbinamenti fantastici cui può dare origine, lo premiamo con un…

Voto: 8,6

 

 

Kilkerran Heavily Peated

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glengyle

Imbottigliamento: “Kilkerran Heavily Peated”, Peat in Progess Batch 1, 2016 – 2019, 55%, Ex-Bourbon e 45% Ex-Sherry

Gradazione: 59,3 %

Prezzo: circa 70 €

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Se vi ricordate bene, ad Aprile vi abbiamo portato alla pasticceria DolceMente di Varese un’anteprima mondiale da provare, il Kilkerran Heavily Peated. Bevuto e ribevuto, oggi possiamo darvene una succosa recensione. Siatene felici!
Nato per far fronte alle richieste di mercato che predilige i whisky torbati, il nostro arriva nei nostri bicchieri carico con addirittura 84 ppm di torba. What? Ma che commercialata è? No, tranquilli, vi pare che di colpo a Kilkerran si dimentichino come si distilla?
Giusto prima di iniziare, questa bottiglia rappresenta la prima della serie “Peat in Progess”, analogalmente alla “Work in Progress” di qualche anno fa. Non si sa ancora dopo quanti anni verrà imbottigliata la versione finita e a quanti gradi, possiamo darvi informazioni solo sulla bottiglia di oggi, è un 3 anni a gradazione piena. “Oddio, ma sarà sgraziatissima!” direte voi, “andate avanti a leggere” diciamo noi.

Colore: oro.

Naso: un insieme di mare e terra sorprendente. Abbiamo un lato carnoso, che varia da una bistecca ben condita fino al maiale al limone, in cui si riflette (poesia!) un lato marino e vegetale, dato dal sale marino e dalla torba. Avvolgente e appetitoso, col tempo rilascia sensazioni di crema al burro e spruzzate di torta di mele. L’ alcool al naso è molto leggero con prugne sotto spirito e papaya. Ritornano le sensazioni carnose di cui sopra con del brodo di pollo. Pronti per la megacastroneria settimanale? Profuma di torta della nonna…alle olive! Tornando più seri, annusando il bicchiere ormai vuoto compare la sabbia bagnata di kilkerraniana memoria che ci piace tanto!

Gusto: qua l’alcool si sente, fuori discussione, ma non così tanto come sarebbe lecito aspettarsi. All’inizio ha una dolcezza che ci ricorda l’albicocca, per poi virare decisamente su sapori salati, quasi da pesce in crosta. Speziato, potente eppure vellutato, possiede infatti una struttura oleosa con note di olive in salamoia. Ci pare di sentire anche una leggera sensazione canforata. Un particolare non di poco conto: non è sgraziato come ci si potrebbe aspettare da un “tre anni”, anzi! Cercando di spiegarci meglio, non è ovviamente molto complesso data la gioventù, ma…si può dire che ha un profilo estremamente coerente?

Finale
: medio  lungo, torbato e salato!

Abbinamento: durante la serata di cui sopra volevamo accompagnarlo ad un dolce alternativo, ma non era facile: l’alta gradazione era un problema e andava assolutamente mitigata. Da qui l’idea di una variazione strutturale della tarte tatin accompagnata a crema di mascarpone. In più la mela avrebbe aiutato tantissimo ad esaltare la nota torbata del whisky. E direi che l’obiettivo è stato raggiunto a giudicare dai commenti dei presenti. Troverete le foto sulla nostra pagina Facebook.

Commento finale: 3 anni? Veramente? Se è questo l’inizio, chissà cosa ci aspetta quando sarà “pronto”: rischia di diventare uno dei migliori OB in circolazione, a nostro modestissimo avviso. Spesso capita che nei whisky giovani la torba sia aggressiva e scomposta, qua è un velluto. La dimostrazione è che i ppm siano solo un numero alle volte. Ha solo un difetto, non è complessissimo, ma è giustificato dalla estrema giovinezza.

Voto: 8,7

 

Speyside 22y “Valinch & Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Speyside

Imbottigliamento: “Valinch & Mallet”, 1996 – 2018, 22y, ex-sherry Hogshead

Gradazione: 54,8 %

Prezzo: circa 170 €

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Oggi vi parleremo della distilleria sicuramente più rappresentiva dell’intero Speyside: Speyside! Esattamente, si chiama così e noi abbiamo vinto il premio per l’intro più originale del 2019. Vedremo di farci perdonare portandovi, come esempio del lavoro di questa distilleria, una bottiglia che ci ha “leggermente” colpito: una 22enne rossa sherry, imbottigliata dai nostri amici della Valinch & Mallet. (A proposito, il 5 aprile vi ricordiamo che avremo una degustazione con loro presso le mura della pasticceria, non mancate, mi raccomando!)

Colore: ambra scura.

Naso: pieno e appetitoso. Si è subito catturati da un profumo di albiccoche disidratate sotto spirito, caramello, fumo e miele castagno. C’è una leggerissima componente acetica e di canfora, ma assolutamente non fastidiosa. Leggiamo di marmellata di fragole nelle note ufficiali e concordiamo pienamente!

Gusto: l’attacco sa di cola (Luca?…ok, questa era per pochi), seguito da un’esplosione di spezie e da un’arancia bionda meravigliosa. A stemperare ulteriormente, oltre alle spezie di cui sopra, c’è una bella tazza di caffè, tanto fumo e una sensazione astringente di sciroppo di tamarindo. Carne caramellata e  forse una punta di Kiwi chiudono il tutto. E’ un whisky che “scalda” parecchio.

Finale
: lunghissimo, con sensazioni di bacca di vaniglia e fichi brucciacchiati. Leggermente mentolato!

Abbinamento: in origine avevamo optato per dei  fichi secchi intinti nel cioccolato, complice il finale di cui sopra. Poi mentre eravamo in pasticceria ci è casualmente capitata una fetta di Sacher sottomano e il risultato era pazzesco! Da consumare con (zero) moderazione!

Commento finale: a noi è piaciuto veramente molto. Siamo di fronte ad una distilleria minore che ha prodotto un whisky ex-sherry che non ha nulla da invidiare a quelli di altre distillerie ben più blasonate (Glendronach e Aberlour in primis). Nonsosecisiamospiegati. Complesso e al contempo facile da bere, peccato non averne ancora! E quindi via col votone…

Voto: 9,0



Tasting notes
:

Color: dark amber.

Nose: full and appetizing. There is a scent of dried apricots in alcohol, caramel, smoke and chestnut honey. In the official notes we read about “strawberry jam” and it’s true! We have also found a dirty side, with acid acetic and camphor, but absolutely not annoying.

Mouth: cola, followed by an explosion of spices and a wonderful blonde orange. Wow, there’s a nice cup of espresso, lots of smoke and an astringent tamarind syrup tip. Caramelized meat and kiwi complete the profile. It’s a whisky that “warms up” a lot.

Finish: very long, with vanilla and burnt figs. Slightly mentholated!

Food Pairing: dried figs and chocolate. But this Speyside combined with a Sacher cake was crazy!

Comment: we really enjoyed it. We have a minor distillery that has produced an ex-sherry whisky, that has nothing to envy to those of other more famous distilleries (Glendronach and Aberlour in the first place). Complex, but easy to drink!

Score: 9,0

 

 

 

Lagavulin 16 yo OB

Scheda Iniziale :

Distilleria: Lagavulin

Imbottigliamento: OB 2017, 16yo

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa 55 €

laga

Oggi andremo ad aggiungere, fra le nostre tasting notes, la recensione di uno di quegli imbottigliamenti che non può mancare in un blog serio! E infatti noi la serietà non sappiamo neanche dove sia di casa, e questo spiega il ritardo nella pubblicazione. Parliamo, come avrete già visto, del Lagavulin 16yo, OB iconico della omonima distilleria, che ogni appassionato di whisky ha sicuramente bevuto più di una volta (una bottiglia intera eh, non di certo un solo dram). Una delle distillerie simbolo di Islay, saprà reggere tutta questa mare di pressione? Spoiler: ci sguazza anche!

Una piccola anticipazione: seguirà nel breve periodo l’inserimento di altri famosi OB di altre distillerie iconiche che non possono più mancare in queste pagine. Ora non cincischiamo e versiamo!

Colore: oro antico.

Naso: semplicemente ti fa immaginare di essere sul dirupo di una scogliera in Scozia. Frase banale, eppure…Fra profumi di acqua di mare, sale, ostriche e alghe è difficile non avere questa sensazione. In tutto ciò nuotano felici delle note dolci di vaniglia, pera e frutti rossi stupendamente amalgamate. Aggiungiamoci poi profumi di affumicato, di thè e di torba e il piatto, anzi il whisky, è servito.  Tanto per rimanere in tema, il bicchiere vuoto odora di aringhe.

Gusto: anche qua l’equilibrio la fa da padrone, risultando in bocca salato, ma al contempo dolce, frizzante eppure oleoso: un whisky di ossimori! Lo iodio del naso non ci lascia e va a condire sensazioni di limone e pera acerba. Ci sembra di sentire in bocca le chips di quercia  che si utilizzano nei barbecue per aromatizzare i cibi. Olive e una grattatina di pepe verde in deglutizione.

Finale: medio, erbaceo, con un fumo leggero di copertone e un tocco di lime.

Abbinamento: ostriche? Buonissimo, ma banale: andiamo un attimo fuori dagli schemi. Preparatevi un bel panino con dentro un buon wurstel, e fin qua ci siamo, giusto? Bene, armatevi di siringa e iniettate il Laga nell’insaccato. Prima che ci linciate, vi diciamo che l’idea non è nostra, l’abbiamo visto fare dagli Scozzesi in persona e non è veramente male! Ovviamente non dimentichiamoci un grande classico, uno dei marriage più riusciti: gorgonzola stagionato e Lagavulin!

Commento finale: abbiamo letto una diatriba su dei forum stranieri dove si reputavano i nuovi imbottigliamenti di Laga 16 non all’altezza dei vecchi a causa del minore utilizzo di botti sherry. Bien, forse è vero e forse no. Sicuramente siamo di fronte ad un piccolo gioiellino semplicemente fatto veramente molto bene. Torbato ma con classe, dolce ma non stucchevole, salato il giusto e così via. Come ha scritto Dave Broom, è la dimostrazione che un whisky fumoso e torbato possa far convivere al suo interno tante sfaccettature senza che vengano sovrastate dal lato dirty. E’ un whisky iconico, equilibrato e per di più di facile reperibilità…signori, cosa volete di più? Ok, noi avremmo voluto qualche grado in più #anonimaAlcolisti, ma il votone ci sta tutto!

Voto: 9,0



Tasting notes
:

Color: dark gold

Nose: with the scents of sea water, salt, oysters and algae it’s easy to see yourself being on Islay. We can sense sweet notes of vanilla, pear and red fruits, wonderfully blended . Aromas of smoked, tea and peat perfectly finish our whisky. Again sea: the empty glass smells like a barrel of herring.

Mouth: very balanced, resulting in the mouth salty, but at the same time sweet, sparkling and yet oily! The iodine of the nose is still present and there are sensations of lemon and unripe pearsIt seems to taste the oak chips, the ones used in the barbecue to flavor food. Olives and green pepper at the end.

Finish: medium, herbaceous, with a light tire smoke and a touch of lime.

Food Pairing: oysters? Very good, but perhaps trivial. Take a good sandwich, a good wurstel, and syringe the Laga into the sausage. We admit it: the idea is not totally ours, we’ve seen it done in Scotland and… the result is amazing!
Of course don’t forget a great classic, one of the most successful match: seasoned gorgonzola and Lagavulin!

Comment: it’s a well done little gem. Peaty but with a lot of class, sweet but not cloying, salty without exaggeration and so on. As Dave Broom wrote, it’s the demonstration that a smoky and peaty whisky can bring together many facets, without being overwhelmed by the dirty side. It’s an iconic, balanced and moreover easy to find whisky… Gentlemen, what more do you want? Ok, more alcohol could be always be a good answer!

Score: 9,0

 

 

Degustazione “SWMS” 28 gennaio: resoconto

Come vi avevamo anticipato, lunedì 28 gennaio, presso le mura amiche dell’Irish Pub Mulligans di Milano, si è svolta la prima degustazione dell’anno della Scotch Malt Whisky Society e noi eravamo lì presenti. Tema della serata sono stati 4 imbottigliamenti, cit.,  “Around 30 years old”. Ehi, ma nella foto sotto le bottiglie sono 5, why?

1

Questi in effetti erano i 4 whisky ufficiali:

50.103  28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland
39.169  29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside
35.226  32yo 1986  45.8 % 1st fill Oloroso finish from Speyside
72.68    33yo  1984  52.1% 2nd fill Bourbon barrel from Speyside

E già qua potevamo ritenerci più che soddisfatti, ma, per far cifra tonda (?), ai 4 whisky previsti ne è stato aggiunto un quinto. Ragazzi, che dire…male non è decisamente andata! Ne parlavamo con un ragazzo che era seduto di fianco a noi. Di solito il primo whisky nelle degustazioni è sempre il più semplice, tranquillo, lo sfigatino del gruppo. Un NAS o un dieci anni quando va bene. Qua si partiva con un Longmorn di 25 anni single cask, nonsosecisiamospiegati. In molte degustazioni sarebbe stato servito per ultimo o penultimo, qua abbiamo iniziato con questo, chapeau!
Come noterete, vi abbiamo riportato anche le note ufficiali degli imbottigliamenti, veramente ardite e al contempo poetiche. Ma come fanno? I brand ambassador ci hanno spiegato che la SMWS disponde, per la stesura delle suddette, di un team di circa 30 persone, che si alternano a gruppi di 7 per ogni singola bottiglia. Poche storie: tante bocche e tanti nasi a disposizione creano delle tasting notes con uno spettro ampissimo.
Ora però andiamo a spulciarli. Giusto una precisazione: non abbiamo dato un nostro parere al “finale”, in quanto le bottiglie erano state giustamente aperte da poco e quindi avevano subito poca ossigenazione.

2

7.194 Longmorn 25yo 1992 53.4% Refill Ex-Bourbon Hogshead from Speyside 

Colore: giallo chiaro.

Naso: morbido e dolce, dove la parte del leone la fa un’accoppiata di miele e rose. La frutta gialla matura non manca, seguita da sensazioni di toffee e, arriva la castroneria, di orsetti gommosi della Haribo.

Gusto: tipico Longmorn (quindi buonissimo), frizzante e leggermente pungente con note di limone e dragoncello, frizzante pungente. Si ammorbidisce col tempo mostrando banana e melone.

Commento finale: al naso, in un contesto alla cieca, non avremmo mai indovinato cosa avevamo nel bicchiere. In bocca, al contrario, risalta tantissimo la distilleria d’origine. Un whisky didattico per questa dicotomia, ma soprattutto un ottimo inizio!

Voto: 8,5

An attractive nose – subtle peach, fruit pastilles and apricot jam; then so much sweet, floral, honey, nectar stuff you could be a bee; leather and sanded wood come later. The gentle, sophisticated palate gives smooth caramel, jam tarts and sherbet straws – the apricot jam is now on croissants. Very attractive notes of oak, liquorice and bitter lemon enhance the finish – a pleasure in the mouth and still a pleasure after it’s gone. The reduced nose finds flower petals, strawberry and chocolate-dipped marshmallows on a wooden platter. The palate is softer and sweeter – butterscotch, honey and ripe melon – lip-smacking, tasty and more-ish.


 

50.103 Bladnoch 28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland

Colore: giallo chiaro.

Naso: non sappiamo come definirle meglio, si avvertono note “sporche e chiuse”. Cerchiamo di fare degli esempi per spiegarci meglio: un libro bagnato, un locale chiuso, e dei funghi appena colti rendono l’idea? Noci e porridge chiudono il cerchio.

Gusto: esattamente il contrario, risultando fresco e balsamico, con zenzero, foglie di menta e pompelmo rosa. Anzi, ci ricorda un tipo di crema pasticcera al limone, di scuola francese, che viene preparata senza l’utilizzo di farina, risultando quindi leggera ed estremamente aromatica. Tanto coriandolo!

Commento finale: è la nostra preferita delle Lowlands e una delle nostre “distillerie feticcio” in generale. Non potevamo certo rimanere delusi. Veramente ottimo come aperitivo!

Voto: 8,7

Aromas carried a funky complexity that darted between the stone fruits of marsanne wine and the sweet earthiness of porcini mushrooms. Chestnuts and hazelnuts merged with porridge and soft leather before lychee-laden fruit pulled the cork on a bottle of gewurtztraminer wine. Soft and juicy honey baked pears came served with coconut and Turkish delight, dusted with dark chocolate shavings and a squeeze of fresh lime. Gentle floral notes returned with lavender and violets that seamlessly blended into blueberry muffins topped with milk chocolate. A delightfully waxy mouthfeel persevered to the finale with the tingle of fresh ginger, sweet baked apples and a buttery finish.


 

39.169 Linkwood 29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside

Colore: giallo chardonnay 2015 (si, ok,  a questo punto della serata l’alcool cominciava a farsi sentire!).

Naso: solo leggermente floreale. Infatti la rosa che noi apprezziamo tanto nei Linkwood qua è coperta dalla botte “toasted”. Odori di fumo, tostato per l’appunto, e solo in sordina i fiori. Le note ufficiali parlano di lenticchie ed è azzeccatissimo. Ci pare di sentire anche del melario!

Gusto: sensazioni di forno gradevoli come torta margherita e liquirizia, che vanno a braccetto con altre derivanti dalla botte come pane e caramello bruciacchiati. Purtroppo causa deformazione personale non riusciamo ad apprezzare appieno questo ultimo lato, come potete immaginare. Per fortuna cedro e arancia addolciscono il tutto.

Commento finale: il whisky che ci è piaciuto di meno, per il motivo riportato sopra. Ma potete benissimo capire come questo sia, ahimè, una nostra mancanza!

Voto: 8,3

A yummy rummy, sweet and fruity aroma of French bean vanilla ice cream with lychees, Frangelico and liqueur soaked chocolate Maraschino cherries. Delicate but full of flavours at the same time, honey on burnt toast, rocky road crunch bars with a late burst of a fruit juice made with a blend of orange, lemon, grapefruit, tangerine and lime. With water we were standing next to a potted flower display, some chewing Manuka honey lozenges whilst others enjoyed rum and raisin ice cream. After twenty six years in an ex-bourbon hogshead we transferred this whisky into a second fill toasted hogshead.


 

35.226 Glen Moray 32yo 1986  45.8 %  1st fill Oloroso finish from Speyside

Colore:  ambra.

Naso: caldo e invitante. Composta di castagne, arancia rossa matura e morbido cuoio sono i protagonisti iniziali, cui seguono legno, profumi di panetteria e un tocco di cera. Lacca per i mobili!

Gusto: corpo morbidissimo. Marmellata di fragole e arance, con tante mandorle e cioccolato al latte. Non stucchevole però, grazie ad un pizzico di sale e di acidità di uva spina. Una bevibilità assolutamente pazzesca, complice anche la gradazione non elevata. Fossimo ricchi, sarebbe la bottiglia perfetta da far sparire in pochi minuti ogniqualvolta avessimo ospiti a cena!

Abbinamento: assaggiandolo ci è venuto in mente subito una bella rib-eye irlandese frollata 45 giorni. Sì, ok, lo ammettiamo: l’avevamo mangiata pochi giorni prima e il ricordo ci ha aiutato!

Commento finale: ha i tipici profumi e sapori dello sherry, ma in maniera elegantissima. Il rischio con gli sherry bomb è che comunque risultino tutto sommato sgraziati con magari delle sensazioni astringenti e leggermente fastidiose. Ma non è questo il caso. Buonissimo!

Voto: 8,8

This begins with a beautifully delicate floral aspect. Notes of hawthorn, meadow flowers, pine resin, elderflower champagne, apple pie and earth all converge. Then it’s soot, green fruits, lemon balm, gooseberry compote, rancio and fresh brown bread. A total delight! With water there is a champagne like effervescence along with wax, furniture polish, aged pinot noir, herbal liqueurs, dried mango and an old ink pot. On the palate it opens with a saline oloroso note mingling with fruit scones, spun sugar, treacle sponge, salted peanuts, hazelnut spread, Dundee cake and lemon jelly. A little water evolves things towards orange bitters, molten toffee crisp, a meaty earthiness and finally notes of red fruit teas, orange marmalade, cola cubes and strawberry wine. Transferred at 30 years of age into a first fill oloroso hogshead.



72.68 
Miltonduff 33yo  1984  52.1%  2nd fill Bourbon barrel from Speyside

Colore: giallo paglia.

Naso: balza subito in prima linea la miscela orientale detta “5 spezie” e del thè nero, cui seguono una bella polpa di pera e albicocche disidratate. Non manca anche un bel bouquet estivo, erba e fiori!

Gusto: Cioccolato al latte e ancora spezie, sorpattutto cannella. Zucchero di canna integrale, tanti fichi neri e chiude con una punta di acido da frutto della passione. Possiamo dirlo? E’ un mix di sapori da “nord Europa” che abbiamo straadorato! In deglutizione  ci ricorda certe bagne al thé!

Abbinamento: la moglie di Mauro ha omaggiato la platea con un ottimo panforte fatto da lei stessa. La qualità dell’impasto ha strappato un deciso “ok” da parte del nostro pasticciere. E anche il matrimonio con il Miltonduff era perfetto. Avanti così!

Commento finale: se il whisky precedente l’abbiamo premiato per la sua bevibilità, qua invece premiamo la complessità. A nostro avviso il migliore della serata!

Voto: 9,0

The key note on the nose was perfumed, floral and summery (meadows, hedgerows, nosegays) but we also got old-fashioned confectionery, Christmas cake, tea chests and deep leather sofas. It was fruit that first jumped out of the palate – pear and passion-fruit, blackcurrant sorbet and figs in syrup; then marshmallow and chocolate sweetness arrived, leaving deeper notes of cinnamon, leather and tobacco on the finish. The reduced nose – jam donuts, Black Forest gateau, pears Belle Helene, Amarena cherries and fruit and nut chocolate. The palate now balanced perfumed sweetness (fruit crumble, blackberry yoghurt) with menthol and tobacco tannins on the after-taste.


 

Una mega ed estenuantissima (averne!) sessione che si è felicemente conclusa! Un enorme grazie agli ambassador Mauro e Alessandro Leoni per averci permesso di partecipare. Ci hanno fatto scoprire, oltre che dei grandissimi whisky, anche particolari e aneddoti della SMWS che ignoravamo. Una considerazione personale: siamo ghiotti di 2nd refill dal lungo invecchiamento, e qua sapevamo di cascare bene. Vi lasciamo con un piccolo spoiler: alla prossima degustazione della SMWS ci saranno altre…bottiglie costiere non esattamente giovani!

Tornando a noi, per ora non possiamo anticiparvi nulla, ma vi lasciamo con una anticipazione: tenetevi liberi per metà marzo, fidatevi! #AnteprimeMondiali

A presto, Davide e Sebastiano

 

Port Charlotte 10y Heavily Peated

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: OB, Port Charlotte, Heavily Peated, 2008 – 2018

Gradazione: 50 %

Prezzo: circa 60 €

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Mentre eravamo al WhiskyRevolution Festival di Castelfranco, ci siamo imbattuti nel nuovo Port Charlotte Heavily Peated. Parliamo della versione torbata di Bruichladdich, già solo per questo la nostra bottiglia è meritevole di attenzioni. Per i nerd del whisky, qua viaggiamo spediti verso le 40ppm, mica bruscolini! E’ il primo rilascio OB con l’età dichiarata in etichetta e per l’occasione hanno rinnovato il design delle bottiglie,  decisamente originale e che balza subito all’occhio: sarà bella? Sarà brutta? A noi poco importa, versiamo e andiamo a vedere com’è il contenuto!
Un grazie al caro Diego di WhiskyItaly per il gentilissimo campione!

Colore: giallo pallido

Naso: ok, siamo su Islay, bello oleoso e con un’evidente brezza marina. Pochi secondi dopo fa capolino un copertone di torba, quasi alla Ardbeg. E’ presente della frutta che stempera come il lime, l’ananas e una grattata di buccia di cedro. Ossigenandosi diventa più dolce, pur restando grasso, quindi andiamo con una crema pasticcera al limone e della vaniglia. Che sia chiaro però, il tutto resta comunque avvolto da fumo e dalla torba.

Gusto: oleoso, eppure al contempo fresco e limonoso. Il mare è presente con sale e alghe e da bravo isolano ci porta anche tanto fumo e catrame. Pepe verde? Resta una nota dolce, tipo succo d’ananas. Semplice, lineare, senza sbavature.

Finale: medio lungo con erba, zenzero e albicocca acerba. Resta un leggerissimo sentore di plastica e cenere.

Abbinamento: un erborinato stagionato. Giusto per variare, vi consigliamo di provare il nostro Port Charlotte con un cabrales spagnolo.

Commento finale: stabilito che noi lo avremmo preferito paradossalmente con meno torba, sempre a nostro avviso risulta comunque migliore di altri suoi pari entry level di Islay (oddio a quasi il doppio del prezzo però!). Non complessissimo, ma se è la torba quello che state cercando, beh, qua potreste trovare facilmente il Nirvana. Noi invece concordiamo con quei diversamente alcolizzati dei Facili, e quindi il voto sarà…

Voto: 8,5



Tasting notes
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Color: pale yellow.

Nose: ok, we’re on Islay, nice oily and with a clear sea breeze. A few seconds later it appears a tire of peat, almost Ardbeg’s style. There are some fruits which soften the situation such as lime, pineapple and a scratch of cedar peel. Oxygenating it becomes sweeter, while remaining fat; after that we have custard with lemon and vanilla. Just to be clear, the whole thing is wrapped in peat and smoke.

Mouth: oily, yet fresh, with hints of lemon. The sea is present with salt e seaweeds and, since it’s a good islander, it also brings us a lot of pepper and tar. Green pepper? It remains a sweet note, like pineapple juice. Simple, linear, without smudges.

Finish: medium-long, with grass, ginger and unripe apricot. Aslight hint of plastic and ash remains.

Food Pairing: a blue cheese, a Spanish cabrales for example!

Comment: we would prefer it with less peat, but it’s better than many of his entry-level peers of Islay (but at twice the price!). Not very complex, but it’s well done: if you love peat, this is a “Nirvana” for you!

Score: 8,5