Ledaig 13y “SMoS”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tobermory

Imbottigliamento: Ledaig, Elixir Distillers, serie “The Single Malts of Scotland”, 2005 – 2019, 13y, ex-Sherry Butt.

Gradazione: 57,3 %

Prezzo: circa € 100

ledaia

In preda al coronavirus siamo costretti a rifugiarci onde evitare il contagio, ma niente panico! Come sapete, siamo persone responsabili e, siccome il coronavirus è sensibile all’alcool, abbiamo deciso di prendere due piccioni con una fava e di dedicare la nostra attenzione ad un simpatico Ledaig. Imbottigliato da Elixir distiller, creatura di proprietà di “The Whisky Exchange“, si presenta bello sherroso, fiero dei suoi 13 anni in botti sherry. Partiamo subito a disinfettarci a bere! Certo, dato il clima che si respira, sarebbe stato più adatto un Laphroaig con i suoi inquietanti sentori di ospedale, ma questo abbiamo e questo versiamo, quindi dobbiamo “accontentarci”. Che problemi, eh?

N.B. Magari del whisky non ve ne frega niente (cattivi!), ma date un occhio all’abbinamento, spaziale!

Colore: ambra scura.

Naso: sotto una coltre di fumo pazzesca, possiamo trovare per fortuna un animo gentile. Avremmo voluto scrivere questo, ma la realtà è ben diversa. Tutto ciò che di sporco, di chimico in un whisky vi possa venire in mente, beh qua probabilmente lo troverete.    Alga fermentata, solvente, sigaro, ceralacca, terra bagnata, incenso…ce n’è per tutti i gusti.  Ad avere comunque la parte del leone è una potentissima sensazione di carbonella da barbecue. Anche la crema all’arancia, tipica di molto sherry, qua sembra bruciata! Si salva per dell’uvetta, ma è la classica eccezione che conferma la regola. Il bacino della Ruhr è servito!

Gusto: in un corpo leggermente oleoso navigano sentori di arancia e di numerose spezie, in primis pepe e chiodi di garofano. Il fumo del naso ritorna potente e ricorda certe foglie umide di tabacco e cuoio bruciato. Costine con datteri appiccicosi e albicocche su una griglia a carbone. Cuoio e tè nero arrivano in extremis un attimo prima che del cherosene in deglutizione sigilli il tutto.

Finale: medio lungo, ripropone i sentori di arancia assieme alla miscela cinese  “cinque spezie” e ancora a del fumo. Quest’ultimo, come avrete notato, non manca mai!

Abbinamento: se siete pigri questo Ledaig si sposa alla perfezione con un buon speck. Se invece non sapete cosa fare la domenica, armatevi di barbecue e pazienza per preparare il piatto d’eccellenza del BBQ texano, il brisket!

brisk
C’è solo un piccolo problema, come si fa? Potevamo linkarvi una ricetta qualsiasi, ma oggi vogliamo viziarvi. Abbiamo chiesto un aiuto al team di grigliatori “I Porci Scomodi”, campioni italiani di barbecue in Italia e vincitori di vari premi all’estero.
Oggi abbiamo degli autentici VIP su queste pagine, ergo, siete in più che ottime mani!
QUA trovate anche la loro pagina Facebook così potrete anche vedere foto di loro creazioni.
Un’anticipazione: il Ledaig verrà utilizzato non solo come accompagnamento finale, ma anche come ingrediente. Detto questo, passo la parola ad Angelo, l’esperto di brisket dei P.S. Let’s go!



Ingredienti:
punta di petto di manzo, chiedete al vostro macellaio che ci siano entrambi i muscoli (il flat ed il point)

INJECTION
1l brodo di manzo
4 bustine di the earl gray 
1cup whisky torbato (usate pure il nostro Ledaig)
200g burro
sale
RUB
1/4 cup paprika affumicata
3 tbsp zucchero muscovado
2 tbsp sale
2 tbsp aglio in polvere
1 tbsp pepe nero macinato
1 tsp pepe aromatico (Tasmania, Sichuan o altro)
1 tbsp cipolla in polvere disidratata
1 tbsp caffè macinato per moka
1 tsp cannella in polvere
1 tsp cacao amaro in polvere
1 tsp cumino

 

Intro

Il brisket è un taglio americano composto da due muscoli posizionati con fibre perpendicolari tra loro e di conseguenza al termine della cottura può essere tagliato solo in due modi: separando i due muscoli e tagliandoli opportunamente contro-fibra oppure fare un taglio a 45° per avere la fetta intera.
La ricetta prevede di ricreare degli aromi in cottura che vadano poi a ricordare i sentori del whisky nel brisket a partire dal rub fino all’injection. 

1) Per prima cosa bisogna trimmare la carne ovvero ripulire dall’eccesso di grasso il brisket lasciandone una sottile parte. Non rimuovere completamente invece la parte che unisce i due muscoli. Importante usare un coltello affilato per non rovinare la carne.

2) Scaldare il brodo ed inserire tutti gli ingredienti fino allo scioglimento del burro. Non è importante che vada ad ebollizione, ma deve rimanere in infusione il te. Una volta sceso un po’ di temperatura, ma ancora caldo, iniettare il liquido all’interno del brisket. Tenere un pò di injection per la fase successiva di foil.

3) Oliare la carne e cospargerla del RUB precedentemente preparato come da ricetta e bilanciato con sale e pepe. Il RUB deve risultare molto salato.

4) Accendere il BBQ in modalità indiretta ad una temperatura di 110° inserire dei chunk di legno preferibilmente un blend di Hickory, Pecan e Mesquite. Se non riuscite a trovarli tutti va bene ugualmente, ma se possibile non sostituiteli con altri legni. 

5) Cuocere per 2 ore assicurandosi che il fumo sia abbondante e continuo e che si crei una superficie dura e asciutta, detta bark. 

6) Monitorare la temperatura per le successive 6h e quando vedrete che la temperatura smetterà di salire, rimuovere il brisket dal BBQ e avvolgetelo il più stretto possibile con della carta alluminio di buona resistenza, aggiungendo un pò della injection rimasta. rimettere sul BBQ. Fare questa operazione velocemente e se il vostro alluminio non è molto resistente fate anche un paio di giri di sicurezza.

7) Misurare con una sonda che la temperatura della carne torni a risalire e quando la carne raggiungerà la temperatura tra 94-97° toglierla dal BBQ. Per capire se è pronta pungere la carne sena aprire l’alluminio con la punta del termometro che deve scendere come nel burro. 

8) Aprire il brisket, togliere i succhi, farlo asciugare per qualche minuto a BBQ aperto e richiuderlo. 

9) Passare i succhi in un pentolino ed aggiungerli ad una salsa BBQ a vostra scelta (magari meglio se già a base Whisky) con un ulteriore mezzo bicchiere di whisky e farlo addensare. 

10) Mettere a riposare il Brisket per 1h e al temine tagliarlo a fette di 1 cm (circa lo spessore di una matita) e servirlo caldo. Il Brisket è preferibile consumarlo appena fatto perchè la sua consistenza deve essere umida. Servirlo con la salsa al whisky dei suoi succhi calda. 

Commento finale: avete a casa una ragazza votata alla filosofia “Green” e volete stupirla? E’ la vostra occasione. Prendete un vecchio Bowmore, glielo fate bere, la guardate negli occhi mentre lo beve e le dite: “questo era il nostro mondo anni fa”. Dopo di che, versatele questo Ledaig sussurandole con le lacrime agli occhi: ” ma noi esseri umani lo abbiamo ridotto così”. Se non si commuove pensando che siete l’uomo giusto per lei, cambiate ragazza (soprattutto se non beve!).
Seriamente, è veramente sporchissimo e questa cosa dividerà la platea. Noi cercheremo di restare equilibrati nel giudizio, ma tenete conto: se siete degli inguaribili zozzoni alzate di parecchi punti l’asticella, se cercate classe ed eleganza fuggite a gambe levate! Claro, no?

Voto: 8,7

Ok noi per oggi abbiamo dato. Un aggiornamento: siamo rimpolpando la selezione di whisky nei nuovi locali della Dolce Mente s.r.l per offrirvi qualcosa al di fuori dei soliti noti e ci stiamo preparando per una nuova degustazione, coronavirus permettendo. Stay tuned!
Prima di andare, un grosso saluti a tutti gli amici dei “Porci Scomodi”, in particolar modo a Meso e Angelo che ci hanno aiutato nella stesura dell’articolo!

A presto, Davide & Sebastiano

 

Ledaig 1997-2011 “High Spirits”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tobermory

Imbottigliamento: Ledaig 1997 – 2011 for “High Spirits” , The Colours Collection

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa 80 €

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Con questo freddo ci spostiamo di corsa sull’isola di Mull a bere whisky presso l’unica distilleria ivi presente: Tobermory, casa fondata nel lontanissimo  1798 da  John Sinclair sotto il nome di Ledaig (“paradiso sicuro” in gaelico).
Nel corso della sua travagliata e lunga storia è stata chiusa e riaperta più volte e le sue mura, oltre ad una distilleria ovviamente, hanno ospitato anche una centrale elettrica e una società casearia. Di certo un passato rocambolesco!
Spostiamoci piuttosto in tempi più recenti e scopriamo che Tobermory si era affidata alle sapienti mani di Alan McConnochie , ex master distillery di Bunnahabhain che ora lavora per Benriach, con lo scopo di migliorare la qualità del proprio distillato. Il tempo dimostrerà se il seme piantato da Alan porterà buoni frutti.
Nel frattempo una nota tecnica interessante: la nostra distilleria si approvvigiona del suo orzo maltato da Port Ellen, ma il legame con Islay non finisce qui. Quando viene prodotto un distillato torbato viene inviato a maturare sempre su quest’isola e il whisky che poi verrà messo in commercio prenderà il vecchio nome della distilleria “Ledaig”.
Per concludere, attualmente Tobermory, assieme a Bunnahabhain, è di proprietà del gruppo C L Financial Limited.
La bottiglia, che il dovere ci impone di provare, fa parte della Colours Collection di “High Spirits”, nome dietro al quale si nascondono i baffi di Nadi Fiori, storico selezionatore italiano di distillati.
L’etichetta, bellissima, rappresenta il porto di Tobermory in versione “cartoonesca”.
Versiamo e vediamo com’è!

Colore: ambrato.

Naso: ecco, molta gente adora lo sporco di Kilkerran, di Springbank ecc. ecc., mentre quello di Ledaig ha decisamente pochi fans. A noi invece questo “profumo” di porto di mare affascina moltissimo. Dimenticate quindi quelle sensazioni che si respirano su Islay, qua siamo tutto all’opposto. Ferro, alga in macerazione, iodio, rete da pesca, olio lubrificante infine acqua stagnante e salmastra contribuiscono a creare un’atmosfera da cantiere navale. Se poi aggiungiamo salsiccia e pancetta affumicata al tutto otteniamo, a nostro avviso, un bel cocktail.
Un lato gentile (??!!) è presente con della prugna in salamoia, in pieno umeboshi-style. Con l’ossigenazione si è avvolti da una fittissima coltre di fumo.

Gusto: questo è uno dei whisky che necessitano di ossigenazione, non tanto al naso quanto al palato. Appena avevamo aperto la bottiglia eravamo infatti rimasti delusi perchè dopo un impatto iniziale ottimo poi c’era come una caduta del sapore in bocca. Gli abbiamo dato tempo et voilà! Salato e pepato, possiede un corpo robusto e austero. Una bella torba vegetale seguita da mela renetta frullata con pera e lemon grass. Non è molto complesso, ma affascina. Sembra dire:”io sono così, se vi piaccio buon per voi!”. E’ un bel burberone!

Finale: lungo con paraffina, fumo e una punta di solvente e plastica bruciata.

Abbinamento: un merluzzo marinato con limone e pepe e accompagnato da una salsa rossa solo leggermente piccante si sposerà benissimo col nostro distillato.

Commento finale: è un whisky decisamente particolare, rustico e mai ruffiano. Che sia chiaro: è un prodotto che può dividere gli animi. Quegli sbevazz…degustatori dei Facili (ciao ragazzi!) infatti hanno trovato sostanzialmente le stesse sensazioni, ma le hanno apprezzate meno. E loro non sono certo gli ultimi arrivati, anzi! Comunque a noi è piaciuto, quindi…

Voto: 8,7

P.s. grazie a Elisabetta per averci consigliato la boccia!