Springbank Local Barley 2019

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento: OB, Local Barley, 2009 – 2019, 10 y, casks 77% Bourbon, 20% Sherry, 3% Port

Gradazione: 56,2 %

Prezzo: circa € 130

spring

Ci sono distillerie che ogni anno ci propinano millemila edizioni “limitate” e, diciamolo chiaramente, dalla dubbiosa bontà. Ce ne sono altre invece che sono per il  “poche ma buone” e fra queste è impossibile non citare Springbank con il loro mitico Local barley!
Ma guarda che caso, è proprio la bottiglia di oggi. Ah, il Karma!
Prima di addentrarci nel bicchiere, scopriamo cosa ha di particolare. Springbank è un po’ una mosca bianca nel panorama scozzese, dal metodo di distillazione, al maltaggio a pavimento e così via. Non contenti, si sono comprati un bell’orticello dove, oltre a poter dar sfogo al proprio pollice verde, si sono messi a coltivare una vecchia varietà d’orzo, la Bere.
Un nome un destino. E’ caratterizzato da una bassa resa produttiva, ma da una alta resa aromatica e questa è una dote fondamentale quando si parla di vini, calvados ecc ecc.
Bien, ma il signor Bere saprà dare un input in più al nostro whisky? Scopriamolo insieme!

Aggiornamento: quest’anno hanno usato la varietà “Optic”. Grazie a Simone per la segnalazione!

Colore: giallo oro.

Naso: l’alcool non si sente, e già qua partiamo bene! Caramella all’orzo, pietra focaia, fumo…uva sultanina in lontananza come se fosse un bisbiglio, alcool non pervenuto, gambo di sedano…Dopo che ha respirato, appare della frutta rossa, coerentemente col tipo di botti utilizzate, con una curiosa marmellata di fragole salata. No, mai provata, ma l’idea è quella eh! Chiude con un bel porto di mare sporco con tutta la sua marinità e ferrosità (what?).

Gusto: attirati dal naso, stiamo già drizzando le antenne e non veniamo assolutamente delusi. Dal corpo oleoso, si viene subito colpiti da una dolcezza avvolgente, maltosa con polpa di carambola che però dura pochi attimi. Si è poi travolti da un lato speziatissimo, dove a farla da padrona sono macinate di sale affumicato e pepe nero. Ritorna la frutta con una bella pesca bianca seguita da un lato dirty, praticamente inchiostroso.

Finale: lungo, non intenso, piuttosto delicato, ma di una persistenza che non ti lascia mai (semi cit.). Fruttoso e fumoso, con punte di inchiostro e mallo della noce. Resta un leggero salato in bocca di campbeltownia memoria.

Abbinamento: un sigaro sarebbe perfetto,  ma non fumando non sapremmo quale tipo  consigliarvi di preciso! Se qualche vizioso lettore potesse aiutarci, correggeremo questo post all’istante. Col cibo non è facile, fra dolce, salato, fumo, c’è un bell’intreccio…pensa e ripensa…ce l’abbiamo: lumache di mare!

Aggiornamento parte 2: Le Pipe del Teo (cliccami tutto) è venuto in nostro aiuto per la scelta del sigaro. Vi postiamo pari pari il suo parere! 
“Per descrizione ti consiglierei un Toscano XXL Blend 3, ahimè oramai quasi introvabile.
L’abbinamento è per similitudine, si basa sulla sapidità, la note di mallo di noce e inchiostro.
Per gli amanti della pipa suggerisco un abbinamento per contrasto con un bel Virginia Perique, l’ideale sarebbe il compianto Deluxe Navy rolls di Dunhill, si può provare la sua nuova versione di Peterson.”

Grazie mille, Pipe!

Commento finale: stabilito che tutto ciò che sentiamo in un whisky appartiene ad una sfera assolutamente soggettiva, giusto per darvi un’idea in confronto col classico Springbank 10y base, qua abbiamo meno “fumo e pere”, ma “più pandoro e malto”. Molto didattico, aiuta a capire cosa può fare l’utilizzo di un orzo diverso. Un ringraziamento a Davide C. che in un mix di follia, alcolismo e generosità ha aperto questa bottiglia donandocene un sample!

Voto: 9 strameritato

 

 

“Come nasce un blended whisky?” by Chivas

La storia dell’umanità è sempre stata costellata di conflitti fra fazioni. Ognuna di esse era sempre asserragliata fino alla morte nella propria posizione: Inter VS Juventus, PC VS Console, Apple VS Android…cose terribili, insomma. Uno degli ultimi scontri nati, terribilmente cruento, lo abbiamo avuto nel mondo del whisky: Single Cask VS Blended, dove spesso quest’ultimo ha la peggio in termini per lo meno di appeal. D’altro canto, non posso non citare il Terziotti Nazionale con una sua frase :” negli ultimi anni ho trovato più porcherie fra i single cask”. E aggiungo, per quel che ci riguarda, esistono dei blended di fantastica fattura, sia fra le creazioni moderne, sia fra quelli dei decenni passati. Cosa ne possiamo concludere? Che sia sempre la nostra bocca a giudicare per noi, non il mercato.

Ma tutto questo bellissimo racconto a che scopo? Semplicemente per introdurre uno evento errante per l’Italia, che avrà come protagonista il famoso Chivas e, come tema, la creazione dei blended whisky. L’arte della miscelazione, fatta di precisi e mirati ingredienti, ci ha sempre affascianto e questa è un’occasione coi fiocchi! Buona lettura


Chivas 18 anni 

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Generoso, complesso, equilibrato. In ogni goccia di Chivas Regal 18 esplodono 85 aromi diversi.La pluralità può essere un valore. Lo è sicuramente per Chivas Regal 18. Un’armoniaperfettamente calibrata di single malt e single grain scozzesi tra i migliori al mondo, un blended dalla delicatezza esaltante, creato da Colin Scott, il master blender probabilmente con più esperienza al mondo. Ogni singolo elemento dialoga con l’altro, non entrando mai in conflitto, ma creando un romanzo accattivante ricco di spunti. Un processo complesso e laborioso, che richiede tempo, abilità, intuito e una profonda, articolata esperienza.

“Ci vuole una vita per conoscere e comprendere
la complessità e l’immensa gamma dei sapori naturali nel whisky scozzese”
Colin Scott

Ogni goccia rivela 85 aromi e profumi capaci di far vibrare le corde delle emozioni, evocare ricordi, stati d’animo e sensazioni.
Ricco e strutturato, morbido e generoso, matura per un minimo di 18 anni in botti di ex bourbon e di ex sherry altamente selezionate. Tutto ciò regala note inconfondibili di toffee, vaniglia, arancia, frutta secca, lavanda, mandorla e cannella, che ne connotano lo stile. L’aroma al naso è generoso e sfaccettato con cenni di frutta disidratata, cremoso caramello e cioccolato fondente.
Il sapore vellutato di cioccolato fondente avvolge il palato, mentre fragranze floreali e un lieve tocco affumicato seducono la bocca. Il finish è caldo e persistente.

 

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CHIVAS REGAL
La storia di Chivas inizia nel 1801 ad Aberdeen, dove i fratelli John e James Chivas aprirono il loro negozio di prodotti alimentari di lusso per rifornire la clientela benestante della zona. Imprenditori visionari, attenti alle esigenze del cliente e del mercato, divennero presto pionieri nell’arte di creare pregiati blend utilizzando malt e grain whisky e guadagnandosi il Royal Warrant della regina Victoria per l’alto livello qualitativo della loro produzione. Da qui nacque l’appellativo Regal. Il 1909 segna la svolta definitiva: nasce Chivas Regal 25, il successo è enorme e Chivas Regal diventa una vera e propria icona.
Chivas Regal è il primo luxury Scotch whisky al mondo. Un “timeless classic” rinomato per gli alti standard qualitativi di gusto, stile ed esclusività. Un vero e proprio brand globale e un ingrediente importante per la crescita dello Scotch whisky a livello mondiale. Ogni anno 4.5 milioni di casse da 9L raggiungono 150 Paesi in tutti i 6 continenti. Generosità, imprenditorialità e integrità sono valori fondanti di Chivas Regal. Dal 2018, il brand ha lanciato la campagna “Success is a blend” con l’obiettivo di evidenziare come il blend possa essere un valore sia per il whisky sia per la nostra vita. La gamma di Chivas Regal include Chivas 12, Chivas 18, Chivas 25 e gli esclusivi Global Travel Retail e Chivas Brothers Blend. Nell’ottobre 2014, Chivas Regal ha lanciato Chivas Regal Extra, un’espressione sublime della famiglia Chivas, un nuovo blend di squisita ricchezza che nasce dall’invecchiamento in botti di cherry pregiato. Nel 2015, il brand icona ha raggiunto un nuovo traguardo con la nascita del blend ultra-prestige Chivas Regal – The Icon.

 

THE BLEND
Chivas Regal invita a creare il proprio
Blended Scotch Whisky

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Come nasce un blended whisky? Come gustare al meglio la sua complessità, cultura e tradizione? Chivas Regal presenta THE BLEND, il programma di masterclass in collaborazione con Whiskyclub.it che sfida i partecipanti a creare il proprio blended whisky miscelando single malt selezionati per raccontare l’arte sopraffina del Master
Blender, il ‘maestro’ che compone sofisticati equilibri di sapori. Un’esperienza
multisensoriale unica, perché Blended is Better.

Gli appuntamenti in programma in tutta Italia fino a marzo in speakeasy e cocktail bar selezionati sono un’occasione per conoscere la storia e approfondire come ‘nasce e matura’ il Blended Scotch Whisky per eccellenza e degustare Chivas Regal invecchiato 12, XV o 18 anni, tre vere e proprie icone della storia del Blended Scotch Whisky. Un’esperienza ma anche un viaggio nel tempo che parte dalla nascita di Chivas Regal nel 1801 quando i fratelli John & James Chivas hanno intrapreso un viaggio verso Aberdeen, nella regione scozzese dello Speyside, ai virtuosismi contemporanei della mixology per imparare a creare il Whisky Sour per eccellenza, naturalmente a base Chivas 12.
A guidarli e accompagnarli, Farah Jafferji, Brand Ambassador di Chivas Regal, e un Whisky Expert.
Che la sfida abbia inizio. Ad ogni partecipante viene dato un ‘whisky blending kit’ che contiene una mini-bottle di blended grain con note floreali e 4 mini bottle di single malt, ognuna con un particolare sentore: fruttato, cremoso, agrumato, affumicato. Muniti di pipetta e contenitore graduato, i partecipanti possono quindi creare il proprio blend
seguendo le indicazioni della Brand Ambassador per trovare il giusto equilibrio di sapori a partire dal proprio gusto. Tutti gli ingredienti sono rigorosamente Made in Scotland, il kit contiene anche una mini bottle vuota per conservare la propria creazione e
una mignon di Chivas Regal 12. La masterclass si propone di introdurre al mondo complesso e sublime del Blended Scotch Whisky. Secondo il Master Blender di
Chivas Regal, “ci vuole una vita per conoscere e comprendere la complessità e l’immensa gamma dei sapori naturali nel whisky scozzese.” Con oltre 50 anni di esperienza, Scott è in grado di distinguere e miscelare oltre 85 note per la creazione di un whisky.

IL CALENDARIO
Chivas Regal dà appuntamento:
· il 27 gennaio al Bar Tiffany di Bolzano,
· il 12 febbraio allo speakeasy Sottovoce di Bergamo,
· il 17 febbraio at Taylor’s di Cagliari,
· l’ 11 marzo allo speakeasy Room 21 di Soverato e
· il 12 marzo all’Eurodrink di Lamezia Terme.
Altre date in programma sono costantemente aggiornate al link: whiskyclub.it/chivas-crea-il-tuoblend

Per finire un piccolo regalo da parte di Chivas: la ricetta di un loro cocktail!

Chivas 18 HIGHBALL 01

Ingredienti:
• 40 ml Chivas Regal 18
• 50 ml tè all’arancia e cannella
• 50 ml acqua tonica
• Zest di arancia
Preparazione: built in glass. Mettere alcuni cubetti di ghiaccio in un tumbler, versare
40 ml di Chivas 18, 50 ml di te all’arancia e cannella e 50 ml di tonica. Mescolare e
guarnire con una zest di arancia.


E per oggi è tutto, possiamo decisamente dire che siamo di fronte a eventi molto interessanti, ma soprattutto didattici!Vi aspettiamo per il prossimo articolo.

A presto, D&S

Milano Whisky Festival 2019

Una delle cose belle dell’autunno è sicuramente l’immancabile Milano Whisky Festival, appuntamento fisso di novembre per ogni bevitore che si rispetti!
Come leggerete fra poco nel comunicato stampa ufficiale riportato di seguito, sono state introdotte delle novità, fra cui la più gradita è sicuramente un ulteriore ampliamento degli spazi presso il Marriott: 2000 mq di esposizione, giusto lo spazio per qualche bottiglietta…
Al solito troverete chi scrive al megabanchetto dell’importatore Beija Flor, dove ci saranno tanti nuovi imbottigliamenti da provare. Venite a trovarmi anche solo per il gusto di due chiacchiere così ci facciamo una bella bevuta insieme, perchè chi non beve in compagnia è un ladro o una spia.
Dopo questo originalissimo proverbio, vi salutiamo e vi auguriamo una buona lettura.

P.S. Purtroppo quest’anno non saremo presenti con i panettoni al whisky per motivi che vi verranno rivelati nei prossimi giorni. Nulla di grave, anzi, saranno cose decisamente positive, ma che non ci lasceranno tempo per organizzarci/ produrre per il mese di novembre. Tranquilli, cercheremo di rifarci l’anno prossimo.

MILANO WHISKY FESTIVAL 2019_2

MILANO WHISKY FESTIVAL and FINE SPIRITS:

tante novità e collaudate tradizioni per questa 14° edizione.

(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 9-10 Novembre 2019)

14 anni: tante sono le candeline che spegne quest’anno il Milano Whisky Festival che si terrà nel weekend del 9 e 10 novembre 2019.

Per festeggiare, Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci hanno fatto le cose in grande: tante novità per offrire ai sempre più numerosi visitatori – privati e professionisti del settore – un’esperienza d’eccellenza sia in termini di prodotti che di divertimento.

Innanzitutto, spazi più grandi: per la prima volta le due storiche sedi del festival – la sala Le Baron e la sala Washington – saranno entrambe utilizzate per la manifestazione, per un totale di oltre 2.000 mq di spazio.

Alle oltre 100 distillerie scozzesi si affiancano anche in questa edizione whisky americani, giapponesi, indiani, inglesi, irlandesi, islandesi, italiani, svizzeri e taiwanesi. Ospiti d’onore il Cognac e l’Armagnac, per soddisfare i palati di ogni visitatore che varcherà la soglia dell’ormai collaudatissimo Hotel Marriott, da sempre sede dell’evento.

Se le tradizioni non si abbandonano – come i consueti angoli food per assaggi sfiziosi e l’area Mixology con cocktail a tema preparati al volo dai nostri bartender -, le novità sono sempre ben accette, a partire dalla modalità d’ingresso.

In questa edizione 2019, oltre all’ingresso GRATUITO, gli organizzatori hanno ideato diverse formule per incontrare le esigenze più disparate. Sono infatti previsti 4 diversi pacchetti:

  • STANDARD: al costo di 5,00 euro si ha diritto al bicchiere e porta bicchiere MWF

  • SILVER: 15,00 euro per bicchiere e porta bicchiere MWF, guida al whisky 2020 e 7,00 euro in gettoni per degustazioni e acquisti

  • GOLD: 30,00 euro per accesso prioritario, bicchiere e porta bicchiere MWF, guida al whisky 2020, shopping bag MWF per acquisti e 20,00 euro in gettoni per degustazioni e acquisti

  • DIAMOND: 60.00 euro per accesso prioritario, bicchiere e porta bicchiere MWF, guida al whisky 2020, shopping bag MWF per acquisti, 30,00 euro in gettoni per degustazioni e acquisti, 2 free cocktail al whisky bar, accesso alla VIP LOUNGE con inclusi 3 Free-Soft Drinks.

Anche l’edizione 2019 sarà caratterizzata da Masterclass e seminari: percorsi guidati per approfondire o iniziare ad assaporare la storia e i gusti di questi distillati.

Insomma: non resta che iniziare il conto alla rovescia e aspettare che la 14° edizione del Milano Whisky Festival abbia inizio!

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY FESTIVAL & FINE SPIRITS:

Hotel Marriott – Via Washington 66 – MILANO

09-10 NOVEMBRE 2019

Apertura al pubblico: Sabato 09 novembre dalle 14.00 alle 22.30

Domenica 10 novembre dalle 14.00 alle 21.00

PROGRAMMA MASTERCLASS E SEMINARI:

(in continuo aggiornamento) su http://www.whiskyfestival.it

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945
Cell. 346-8548236
ufficiostampa@whiskyfestival.it

Tomatin 18y OB

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tomatin

Imbottigliamento: OB, 18y, ex Oak Casks + Oloroso Sherry Butt Finish

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 75

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L’estate sta finendo e cogliamo l’occasione per raccontarvi di un whisky che ci ha tenuto compagnia mentre eravamo dispersi fra le montagne del Trentino! Cosa intendiamo? Lo scoprirete nella sezione “abbinamenti”. Per ora, limitiamoci a presentarvi il nostro protagonista di oggi, ovvero il Tomatin 18 anni ufficialissimo di distilleria.
Come ci spiegava Scott Fraser, brand ambassador del marchio, l’invecchiamento del 18y è decisamente curioso. Una parte del nostro whisky matura circa 15 anni e mezzo in botti Refill Hogsheads e altrettanti in botti di Oloroso Sherry. Una volta trascorso questo tempo, le due parti vengono miscelate e lasciate a riposare per 2 anni e mezzo ancora in Oloroso Sherry. Spesso l’invecchiamento di questo whisky viene identificato solo come un finish in sherry, ma come avete visto è abbastanza limitativo, per cui ci tenevamo a precisarlo!
Bien, vi abbiamo annoiato abbastanza, andiamo ad assaggiarlo.

Colore: oro antico.

Naso: note di sherry e di pelliccia accopagnate da una bella macedonia di frutta gialla, prugna e pesca in primis. Dopo di che, via di dolcezze con miele mille fiori, uva rossa, uvetta sultanina e cioccolato fondente. C’è una parte minerale che ci riporta alla mente…la capocchia dei fiammiferi (un modo aulico per dire indicare una punta di zolfo, insomma!).

Gusto: rotondo e avvolgente, ma senza essere pesante o peggio “mappazzone” (rischio riscontrabile con alcuni first fill sherry), risultando infatti al contempo fresco ed elegante. Si avverte una nota leggermente speziata, pepe e tabacco, e una nota  amaricante, da mandorle tostate. Buccia di arancia e tanta marmellata di rabarbaro!

Finale
: medio, con uva cardinale e ancora buccia di arancia. Chiudiamo il tutto con sentori di plum cake bruciacchiato che ci piacciono tanto.

Abbinamento: eccoci qua. Avevamo chiesto tempo fa al nostro voluminoso Scott con che cosa consigliasse di bere questo Tomatin. La sua risposta è arrivata istantaneamente: bistecca di cervo! Mentre eravamo in Trentino abbiamo avuto più di una occasione per abbinarlo…e ragazzi…che bontà! Provare per credere. Il motivo d’altro canto è semplice: non essendo un 18y “only sherry” ha un corpo più beverino, che lo rende assolutamente perfetto ad ogni assaggio per pulire la bocca e valorizzare un piatto saporito, ma al contempo semplice come una bistecca di cervo.

Commento finale: a noi è piaciuto molto. Un whisky con un tipo di invecchiamento evidentemente studiato a tavolino che ha dato degli ottimi risultati. Considerando il prezzo veramente basso nel mercato attuale per un 18 anni e gli abbinamenti fantastici cui può dare origine, lo premiamo con un…

Voto: 8,6

 

 

Auchroisk 27y “Valinch & Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Auchroisk

Imbottigliamento: Valinch& Mallet, 27 y, 1991 – 2019, ex Bourbon Hogshead

Gradazione: 48,7 %

Prezzo: circa € 240

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Questo lunedì ci sentiamo molto creativi e decidiamo di aggiungere una nuova distilleria al nostro portfolio di assaggi! Auchroisk (si pronuncia “ar-thrusk”) è la protagonista di oggi ed è praticamente una giovincella rispetto alle altre sue sorelle scozzesi: è stata costruita nel 1972. Di imbottigliamenti ufficiali non ne esistono, per cui dobbiamo rivolgerci al mercato indipendente. Per ragioni storiche dobbiamo citare il mitico 10 anni della serie Flora & Fauna, ma a noi piacciono “nel fiore degli anni/mature” (?!) e quindi abbiamo scelto di assaggiare addirittura una ventisettenne proveniente dalle selezioni della “Valinch & Mallet”. Sarà buono?

– SPOILER-

Sì!

Colore: giallo paglierino.

Naso: oh, ha un tipo di profilo che noi adoriamo! Si passa da note sporche a sfaccettature di frutta in un turbine infinito: promette bene! Partendo quindi dalla sabbia bagnata e da un minerale che ci ricorda la gomma da cancellare, facciamo una pausa più morbida con cedro e mandorle, per poi virare su aspetti più dolci come fichi secchi, miele e uva sultanina. In tutto ciò aleggiano delle foglie di citronella, che si ripropongono quando annusiamo  il bicchiere vuoto.

Gusto: fresco, minerale, dolce e sapido. Partiamo bene! Se fosse una birra, sarebbe una tedesca Gose, con quel tocco di sale e coriandolo che invoglia a berne ancora. Solo leggermente piccante, tenendolo in bocca ci sono dei ricordi di muffin aromatizzato al limone. Sempre restando nel campo della pasticceria, chiude il tutto una grattatina di anice che ci fa impazzire!

Finale
: medio lungo. Ritorna lo sporco del naso con tracce di inchiostro, cui segue del limone e profumi di erba di campo appena tagliata. Ricordi di gioventù…

Abbinamento: data la stagione, pesce di mare alla griglia, speziato in maniera delicata (coriandolo, dragoncello, salvia…), magari con una spennellata di burro fuso.

Commento finale: un whisky fresco, estremamente intrigante e dalle mille sfaccettature. Eppure, complice una cesellata sapidità, è dotato di una facilità di bevuta disarmante… Forse troppo (sì, perchè non ne abbiamo più, tristezza e sofferenza)! Volevamo bere un whisky adatto all’estate e l’abbiamo trovato!

Voto: 9,1

 

 

Highland Park Dumpy Bottle Ferraretto

Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: OB, Green Dumpy Bottle, 17y, 1958 – 1975, Ferraretto Import

Gradazione: 43%

Prezzo: circa € 1300

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In questi giorni di caldo torrido bisogna essere proprio dei pazzi per bere superalcolici. Noi tanto sani di mente di certo non lo siamo, ma, aiutati dall’istinto di sopravvivenza, optiamo per un dram a bassa gradazione alcolica…che astuzia! Fruga fruga nell’armadio e guardate cosa abbiamo trovato: un pazzesco Highland Park del 1958! Importato da Ferraretto e avuto tramite l’inossidabile Giorgio D’Ambrosio anni fa, decidiamo di assaggiarlo. Oggi abbiamo whisky storici su queste pagine! Versa versa!

Colore: ambra.

Naso: caldo e avvolgente come un cesto di frutta matura. Cerchiamo di scindere i profumi: ci pare quindi di sentire buccia di uva bianca, arancia, cedro, fichi e pesca. Miele a chili, siamo in casa HP d’altro canto. Ossigenandosi, salta fuori un lato sporco con  incenso, fumo leggero, olio di paraffina e cera in seguito. Sensazioni mentolate rinfrescano il tutto, per poi chiudere con un profumo di vecchio mobile di legno che è deliziosamente affascinante! Il bicchiere asciutto è sempre marchiato dal fumo.

Gusto: vellutato, sapido e oleoso. Tenetelo in bocca qualche secondo, dategli tempo, e wow! Tanti sapori così differenti eppure così in armonia, pazzesco, da caleidoscopio!  Coerentemente col profilo classico della distilleria, abbiamo del fumo e una nota erbacea  che Serge identifica addirittura come “Chlorophyll gum”: ok, tanto di cappello e ci facciamo da parte! La frutta fresca è presente con  uva spina e alchechengio e quella secca con castagne e nocciole in primis. Tanta, tanta liquirizia! A chiudere ci pare di sentire del merluzzo in crosta di sale. Permetteteci una battuta: mantenere un profilo armonioso con queste sfaccettature non è roba da tutti i giorni!

Finale
: lungo, con il ritorno della pesca e del sale presenti nel naso.  Sono però un bel secchio di prugne e  una sensazione di paraffina untuosissima a fare la parte del leone.

Commento finale: da alcolisti quali noi siamo, spesso storciamo un po’ il naso quando leggiamo di gradazioni basse. Se poi sono vecchie bottiglie dove l’alcool è pure evaporato stiamo un po’ sul chi vive. E qua siamo davanti a 43 gradi, ma…con un corpo pazzesco! Una sensazione simile l’avevamo avuta con un vecchio Springbank a pera degli anni 80. Meravigliosamente rustico e al contempo elegante! All’insegna del “si stava meglio quando si stava peggio” concordiamo con i Facili e giù di votone!

Voto: 9,3

 

 

 

 

Rare Malts – Parte 1

Oggi abbiamo particolarmente sete e per dissetarci abbiamo deciso addirittura di optare per una quadrupla bevuta. Un blog sempre più disinibito!
Andremo ad assaggiare quindi degli imbottigliamenti provenienti dalla mitica serie “Rare Malts”, creata dalla Diageo nell’ormai lontano 1995. Era stata creata con lo scopo di coprire la domanda di whisky “inusuali” da parte di un pubblico che ormai stava crescendo e diventando giorno dopo giorno sempre più esigente.
Inusuali perchè? Beh, parliamo di whisky provenienti da distillerie (all’epoca) sconosciute, anche chiuse, a gradazione piena, dal notevole invecchiamento (dai 18 ai 35 anni) e senza coloranti: una mossa forse azzardata a metà anni 90, sicuramente avvenieristica, ma che poi avrebbe anticipato il trend attuale.
Solo un appunto: non sono single cask, ma il frutto dell’unione di due o tre botti (small batch). Che problemi, vero? Bien, via alle danze, ecco cosa ci beviamo:

– Royal Lochnagar
– Dallas Dhu
– Benrinnes
– Caol Ila

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Scheda Iniziale :

Distilleria: Royal Lochnagar

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1973 – 1997, 23y, ex-bourbon

Gradazione: 59,7 %

Prezzo: circa € 400

Colore: giallo chiaro.

Naso: maltosissimo! Oltre a del marzapane abbiamo infatti un intenso profumo di biscotto “oro saiwa”, cui si uniscono varie spezie come thé oolong, pepe rosa e vaniglia. Semplice, ma efficace!

Gusto: decisamente accattivante. Subito un’esplosione di spezie dolci e piccanti, pepe e peperoncino di cayenne in primis, seguita da sapori di liquirizia e frutta fresca, pesca e limone in particolare. C’è anche una gradevole nota erbacea mentolata.

Finale
: medio con coriandolo, oleoso, salato e buccia di pesca.

Commento finale: partiamo alla grandissima con un Royal che, ci teniamo a precisarlo, nulla ha a che vedere con la versione “Game of Thrones”, dove è stato decisamente bistrattato. Un whisky d’entré veramente buono e frizzante!

Voto: 8,7



Scheda Iniziale
 :

Distilleria: Dallas Dhu

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1975 – 1997, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 61,9 %

Prezzo: circa € 700

Colore: giallo pallido.

Naso: inizialmente oleoso e minerale (salino) con arancia e fondi di caffè. Sensazioni insolite di…ginepro? Il profumo di pandoro e la sua “crosta” a chiudere è un tocco di classe come pochi. Non complesso, ma d’impatto nella sua semplicità.

Gusto: oh my god, è ceroso, ma al contempo così appetitoso (fa pure rima). E’ tutto una cascata di pan pepato, mela, nocciola e torta delizia con la sua crema e le sue mandorle. Sentiamo anche un leggero tocco acidulo, dato da passion fruit e limone. A stemperare il tutto, seppur rimanendo nel campo della pasticceria, ecco una bella sablé salata!

Finale
: lungo e gradevolmente erbaceo, lascia sensazioni di crème brûlée.

Commento finale: SPOILER alert! Il migliore dei 4 a nostro giudizio. Il primo Dallas Dhu  su queste pagine e speriamo vivamente che ce ne possano essere ancora tanti altri. Una bontà ed un’eleganza come pochi!

Voto: 9,2


 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Benrinnes

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1974 – 1996, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 60,4 %

Prezzo: circa € 600

Colore: giallo pallido.

Naso: molto alcolico e chiuso a gradazione piena. L’aggiunta di acqua fa evolvere il profilo in  brioche, mela verde e plumcake. Pasta alla carbonara?

Gusto: dolce all’inizio, da composta alla pesca, per poi virare sul tanninico, simile ad una pera un po’ astringente. Non manca anche qui un bel carico di spezie, ma ci pare di sentire anche della buccia di limone, con anche la sua parte bianca, che risulta quindi leggermente amara. Biscotto alle nocciole in chiusura.

Finale
: lungo e ceroso. Anche qui c’è una punta di amaro, mitigata però da delle belle fette di banana e alchechengi.

Commento finale: ecco, il whisky è buono, fuori discussione. Noi però l’abbiamo trovato abbastanza…ostico? Anche a lasciarlo nel bicchiere a lungo. Giusto per la cronaca, gente più alcolizzata di noi ci si è strappato i capelli. Potrebbe anche essere colpa del sample che non si era conservato bene, chi lo sa! Fateci sapere cosa ne pensate in ogni caso!

Voto: 8,2

 


 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Caol Ila

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1975 – 1997, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 61,3 %

Prezzo: circa € 1000

Colore: giallo chiaro.

Naso: abbiamo un fumo di braci da barbecue, che va a braccetto con un lato decisamente marino. Una bella spiaggia con i suoi sentori di iodio, di alghe e di aringhe affumicate rende bene l’idea. A smorzare e a dare del fresco, ecco una spruzzata di limone e di medicinale. Torba presente all’appello, ovviamente!

Gusto: fantasticamente isolano. E’ delizioso notare (per la nostra bocca!) come siano elegantemente presenti tutti gli elementi Caolila-style: fra torba, fumo, pepe nero, olio, limoncello, alghe marine, olive e cioccolato fondente c’è da perderci la testa. Per tacere di certi sentori di pancetta! Cari giovani e moderni torbati che circolate oggi, imparate da questo vostro antenato.

Finale: lungo, complesso ed equilibratissimo. Tanto fumo, deliziosamente marino e salato.

Commento finale: difficile trovare un Caol ila distillato male e su questo siamo tutti d’accordo. Non è facile però trovarne uno eccezionale: qua ci siamo riusciti! Ci sono tutti i sentori tipici di un Caol Ila armonizzati dagli anni: un paradigma! Se stravedete per i torbati, alzate pure il punteggio di due punti, tanto per darvi una idea.

Voto: 9,0

 


 

Un grazie a Veronica e Gaia che ci hanno supportato in questa sessione e al mitico Angelo del Harp Pub Guinness per averci tenuto da parte i whisky di cui sopra.
E anche oggi abbiamo bevuto (tanto e bene!).

A presto, Davide & Sebastiano