Glenlivet “Autumn 2018”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glenlivet

Imbottigliamento: Signatory Vintage, Single Cask Seasons – 2018 Autumn, 11y, 2007 – 2018, first fill sherry

Gradazione: 50,7 %

Prezzo: circa € 70

gle

Oggi volevamo festeggiare l’arrivo imminente dell’estate con un whisky adatto per l’occasione. Sì, questa era l’idea originale, ma mancando totalmente l’atmosfera,  abbiamo preferito optare per qualcosa di più… meteorologicamente adatto? Versiamo così nei nostri bicchieri un Glenlivet della serie “Seasons” per il mercato tedesco, lo “Autumn” in sherry per la precisione. Sono selezioni provenienti dalle capienti cantine di Signatory, che escono sul mercato quattro volte l’anno cercando di riflettere con i loro aromi lo spirito (scusate il gioco di parole) delle stagioni. A nostro modesto parere negli anni passati le release per l’inverno erano veramente interessanti, come sarà andata con questa? Vediam!

Colore: ambra chiaro.

Naso: estremamente morbido e goloso, dove la parte del leone la fa uno strano mix di  arancia, caramello e alchechengio. Un bel cucchiaio di miele mille fiori non manca e tanto per restare in tema dolciosità, ecco l’ovetto di cioccolato della Kinder! Pronti per la castroneria? Pane fresco appena sfornato!

Gusto: mieloso, seguito da una carellata di peperoncini gialli e rossi, risulta discretamente pungente. E infatti è speziatissimo, con chiodi di garofano, ginepro e cannella. Al secondo assaggio vira decisamente sull’uva e sulla frutta rossa, oseremmo dire ribes. Caramella alla liquirizia e prugne sotto spirito!

Finale: medio, con pesca e ancora peperoncino. Tanto peperoncino! C’è una punta di fumo, per poi mostrare della cicoria e della radice di liquirizia.

Abbinamento: parlando di autunno, possiamo dire che l’abbinamento con le caldarroste sia perfetto!

Commento finale: l’idea di marketing è veramente accattivante come anche l’estetica. Guardando il contentuto, il whisky richiama molto l’autunno con il suo colore e il suo profilo aromatico, soprattutto grazie ad un mix di uva e spezie. Ecco, a nostro avviso in bocca spinge un po’ troppo sulle spezie e sull’arancia amara, insomma ci risulta leggermente spigoloso. Eppure, nonostante questo, “it’s easy to drink”! Allora vada per un…

Voto: 8,4

E anche questa è andata. A pensarci un attimo, abbiamo bevuto un po’ troppi sherry in questo periodo. Promettiamo di cambiare  per la prossima volta!

A presto, Davide e Sebastiano

P.S. Un grazie a Lilla, Vale e Vero per questa degustazione!

 

 

Speyside Region Malt 2001 by “Sansibar”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Speyside Region Malt

Imbottigliamento: Sansibar, Finest Whisky Berlin, 18y, 2001- 2019

Gradazione: 45,6 %

Prezzo: circa € 70

zanzi

Torniamo a bere e a festeggiare la fine del lockdown, sempre ovviamente mantenendo le distanze! Come promesso, andremo a saccheggiare qualche imbottigliamento esclusivo per il mercato tedesco. Oggi è il turno di un misteriosissimo malto della regione dello Speyside maturato in sherry ed imbottigliato dal germanico selezionatore Sansibar. Voci di popolo vogliono che sia un Glenfarclas. In effetti, il fatto che il whisky che berremo sia il frutto dell’unione di più botti sorelle, pratica abbastanza usuale per i Glenfarclas tedeschi, è una piccola conferma che le “voci” abbiano detto il vero. Assaggiamo per controllare!

AGGIORNAMENTO! Mi è arrivata una correzione da un canale quasi ufficiale: si tratta di un Glenrothes, non di un Glenfarclas! Grazie mr. D!  

Colore: ambra

Naso: ti spara subito una svalangata di uvetta sotto spirito accompagnata da banana matura. Sapendo di dire forse un’eresia, ci ricorda quasi un rhum! Il profilo, nonostante questo input, resta pulito ed elegante. A farla da padrone è la frutta, anzi proprio una macedonia di frutta rossa (fragole, lamponi e ribes) con aggiunta di fettine di pesca noce e prugne secche. Perdonateci, è l’ora di pranzo e abbiamo fame. A dare un ulteriore guizzo di personalità, ecco un romantico sentore di erba appena tagliata e radici di liquirizia.

Gusto: mmm, che buono! E’ bello pieno, quasi denso, con ancora tanta uvetta cui si aggiungono pesca e albicocche. L’apporto dello sherry è evidente (ma dai!?), ma senza coprire il distillato. Ecco che salta fuori lo zolfo seguito da una punta di fumo. Ci pare di sentire anche la piccantezza di un peperoncino giallo, in ogni caso tutti questi sapori sono meravigliosamente in armonia!

Finale: lungo, di gomma gommosa, con un pazzesco retrogusto di salamella leggermente caramellata: astenersi vegetariani! Una degna conclusione.

Abbinamento: fegato con le cipolle. Pericolosamente fantastico!

Commento finale: allora, siamo davanti ad un Glenfarclas maggiorenne a 70 sacchi in vendita. Ok, non è un single cask, ma un mariage (oggi usiamo il francese) di più botti. Ora però guardatevi allo specchio e chiedetevi: “sono un collezionista o un vergognoso svuota-bottiglie”? Se non siete corsi a comprarvelo subito, sapete a che categoria appartenete. Un rapporto qualità prezzo oseremmo dire vergognoso, quindi spariamo alto!

Voto: 9,2

Perfetto, bere abbiamo bevuto e pure bene! Speriamo vada così bene anche la prossima. #stayTuned

A presto, Davide e Sebastiano

 

Online Whisky Show

Ragazzi, vi riportiamo una bellissima, e ahimè quanto mai necessaria, iniziativa co-organizzata dai ragazzi del Milano Whisky Festival e dai colleghi di WhiskyFacile.
Non commentiamo ulteriormente per non annoiarvi e vi riportiamo paro paro il comunicato stampa ufficiale, dategli un occhio…e soprattutto un bicchiere!

 

Immagine 

Online Whisky Show:
arriva
la degustazione a casa propria


Tempi senza dubbio unici, quelli che stiamo vivendo: poco ma sicuro. Abbiamo, tuttavia, imparato a trovare nuovi modi, nuove strategie per stare insieme, per non perdere la socialità che, al momento, è invece giustamente preclusa.

Ecco allora Online Whisky Show: un progetto che nasce dalla collaborazione tra il team del Milano Whisky Festival e WhiskyFacile.com per continuare a coltivare insieme la passione per il whisky.

Chi ama degustare whisky di qualità ha ora la possibilità di continuare a farlo, rimanendo a casa e godendo, contemporaneamente, di tutti i benefici di una vera e propria degustazione.

Milano Whisky Festival e WhiskyFacile.com hanno infatti creato una modalità efficace e veloce per soddisfare gli appassionati di tastings e spirits: è sufficiente visitare il sito www.whiskyfestival.it, controllare gli appuntamenti in calendario, iscriversi (sempre tramite il sito) e attendere a casa propria il kit con i sample per la degustazione.

Dopodichè ci si collega tutti simultaneamente tramite la piattaforma Zoom et voilà…il gioco -pardon! – la degustazione è servita.

Gli appuntamenti hanno cadenza settimanale e vedono sempre la presenza di Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci del Milano Whisky Festival e di Giacomo Bombana e Jacopo Grosser di WhiskyFacile.com.

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945 Cell. 346-8548236
MAIL: ufficiostampa@whiskyfestival.it

 


Per i più pigrotti di voi, abbiamo riportato il calendario dei prossimi eventi a cui potrete partecipare, non avete più scuse!

Degustazione On-Line “Tour of Speyside”Martedì 5 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Wilson & Morgan”Martedì 12 maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Sherry Casks”Martedì 19 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Iconic Whisky”Martedì 26 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Duncan Taylor”Giovedì 4 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Bruichladdich Distillery”Martedì 9 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Inverhouse Distillers”Martedì 16 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Glen Moray Distillery”Martedì 23 Giugno 2020 – h. 21:00

Bien, ragazzi, noi ringraziamo robeerta per il materiale e MWF e WF per il lavoro congiunto e vi auguriamo delle buone  bevute!

A presto, Davide e Sebastiano

 

Islay 12y “North Star Spirits”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Non dichiarata

Imbottigliamento: North Star Spirits, Cask Series 003, 12y, 2005 – 2017, ex refill Hogshead

Gradazione: 52,3 %

Prezzo: circa € 120

laph

“Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia la razza umana era sopravvissuta”. Nacque così l’imbottigliatore indipendente North Star, il Salvatore che guiderà noi poveri assetati nel cielo dei distillati scozzesi.
Se non avete colto la splendida, delirante ed attualissima *tocchiamoci citazione in periodo Covid-19, siete cortesemente pregati di fare una ricerca su Google e solo allora potrete proseguire la lettura.
Lettura che ci porterà a introdurre una nuova distilleria per il nostro blog: Laphroaig. Sì, non li abbiamo mai recensiti per tutta una serie di motivi,  è vero, facciamo ammenda e iniziamo da ora. Ma come possiamo affermare di aver davanti effettivamente un Laphroaig, in quanto la bottiglia riporta solo un generico Islay? Andremo a sviscerare la questione da qui a breve. Nel frattempo, versiamo!

Colore: giallo chiaro

Naso: ok, siamo decisamente su Islay. Appena versato ci troviamo davanti un bel mix di torba stile copertone, mare e olio con una spruzzatina di limone. Forse Ardbeg? Maybe!
Aprendosi non sembrerebbe molto sporco con sale, alghe macerate e aringa affumicata. Restiamo sempre col dubbio! Aspettiamo ancora ed ecco gomma vulcanica e fette di pane bruciacchiate: ok dobbiamo rimangiarci tutto sul distillato pulito? Ebbene sì, infatti a seguire ecco un mix di disinfettante e cerotti che zitto zitto salta fuori: ehi, Laphroaig! Assaggiandolo avremo ulteriori conferme…o smentite ovviamente! Il lato fruttato a chiudere è presente, ma molto tenue con della confettura di albicocche, buttiamola lì!

Gusto: ad un attacco dolce segue immediatamente una sensazione salata, definiamola pure, importante. Sale marino per la precisione. Fumo che se ne va a braccetto con tintura di iodio e, giusto per restare in tema “ospedaliero”, sembra di leccare una garza di tessuto non tessuto (neghiamo di averlo fatto, in assenza di testimoni). Anche queste sensazioni sono un marchio di fabbrica del nostro amico Laph. Balsamico appena dopo la deglutizione, tipo caramella per la tosse, e ci lascia con del piccante da pepe nero. Per non farsi mancare nulla, un bel sacco di carbonella. Olè!

Finale
: lungo con betadine a manetta, iodopovidone per gli amici, clenil aerosol e naftalina! C’è molto fumo “chimico”, non quindi di legna bruciata, quanto più di plastica.

Abbinamento:  caviale e via di insulti (meritati) alle nostre povere persone. Sicuramente non era il whisky perfetto, siamo d’accordo, ma il burro stemperava lo sporco del Laphroaig esaltandone le noti dolci, balsamiche e marine. Quindi, seppur litigarello, il matrimonio si poteva fare.

Commento finale: odi aut amo, parafrasando i latini. In questo distillato piuttosto che le note marine e di “ospedale pulito”, comunque presenti,  prevalgono le note chimiche e sporche. E uno di noi non è molto amante di queste ultime in verità. Non stupitevi del voto quindi, è una media fra due valutazioni. Segnatevi questo: se siete dei tossici che si intrippano a sniffare plastica bruciata, siete davanti ad un must buy!

Voto:8,6

A presto, Davide & Sebastiano

p.s. un ulteriore conferma che si tratta di un Laphroaig: il prezzo. Circa 10 euro ad anno per un Islay indipendente ristringe il cerchio a poche distillerie.

p.p.s. è divertentissimo fare gli assaggi quasi alla cieca!

Glen Grant 25y “Murray McDavid”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glen Grant

Imbottigliamento: Murray McDavid, serie “Mission Gold – Limited Release”, 1992 – 2018, 25y, ex-Bourbon Barrel

Gradazione: 55,3 %

Prezzo: circa € 220

glen

Perdonate gli scarsi aggiornamenti alla pagina, ma, come molti di voi sapranno, chi scrive appartiene alla categoria degli operatori sanitari e quindi risulta un “po’ impegnato” ultimamente. Per fortuna la sera si ha ancora la possibilità di attaccarsi alla bottiglia staccare il cervello e guardate che bella chicchetta abbiamo pescato oggi. Un Glen Grant 25enne by McDavid maturato in bourbon. Whisky “tradizionale” invecchiato in un tipo di botte “tradizionale”: bisogna riscoprire i sapori di una volta, vero? Partiamo!

N.B. Un grazie a Fabio di Lost Dram per averci dato la possibilità di provarlo!

Colore: giallo chiaro.

Naso: non è un dolcione. Verrebbe da dire che sia stata utilizzata una botte di secondo passaggio anche a guardare il colore, ma non avendo trovato info certe a riguardo non fidatevi assolutamente! Ma quindi? Quindi molto vegetale con buccia di mela renetta e radici di zenzero a cui si aggiungono a condire una bella spolverata di sale, pepe e the nero. Solo dopo esce altra frutta (papaya e ananas acerbo) seppure in maniera delicata: non aspettatevi insomma delle sensazioni di polpa matura. Oggi siamo in vena e di “voli pindarici da manicomio” ne spariamo due in una volta. In primis, inclinando molto il bicchiere, ci pare di sentire il grasso di un gruyere. Infine, per restare in argomento, il bicchiere vuoto, oltre a tanto miele,  ci ricorda gli omogenizzati alla pera per i bambini!

Gusto: corpo secco in deglutizione, non zoccoleggia e risulta pungente per una leggera punta di alcool. Fa la difficile questa ragazza, ma quando entrate in sintonia…wow! Qua la frutta spinge parecchio ed è coerente col naso, quindi ananas e papaya, a cui si aggiungono pesca e una grattatina di cocco. Anche tanta pera! Sottigliezze da pasticceria: la frutta nella nostra immaginazione è anche stata caramellata (forse anche troppo per una punta di fumo) con dello zucchero demerara.

Finale: di lunghezza media, con un ritorno di fumo che resta leggero, eppure chiaramente avvertibile. Ancora pera con l’aggiunta di caramello salato. Fame!

Abbinamento: noi lo abbiamo usato…ehm ci vergogniamo a dirlo…per innaffiare un haggis durante una cena fra amici e bevendolo poi in accompagnamento #ciaoPoveri. Non mandateci troppo a quel paese, per favore, anche se meritato.

Commento finale: nel caso servisse ricordarlo, Glen Grant è una delle distillerie più sottovalutate da chi inizia ad approcciarsi al mondo dei whisky. E’ vero, sforna il classico 5 anni destinato alla grande distribuzione (pecunia non olet!), ma è tranquillamente capace, grazie agli imbottigliatori indipendenti, di offrirci degli autentici fuoriclasse. Qua infatti abbiamo eleganza, finezza e complessità su altissimi livelli. Un whisky oldstyle, forse non per tutti, ma di cui noi ci siamo innamorati! Tant’è che buchiamo la barriera del 9!

Voto: 9,1

Grande whisky, veramente. Può aiutare anche la quarantena: doppia dose e passa il nervoso!
A tal proposito di giorni a casa, ragazzi, tenete duro! Dateci retta: #stateAcasa #beveteBene! Parafrasando un proverbio scozzese, la quarantena di oggi sono le uscite di domani. Ci mancano le serate con voi, assolutamente  però ricordate che queste rinunce, come tantissime altre, sono un favore che possiamo fare agli altri e a noi stessi.

A presto Davide & Sebastiano

 

Ledaig 13y “SMoS”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tobermory

Imbottigliamento: Ledaig, Elixir Distillers, serie “The Single Malts of Scotland”, 2005 – 2019, 13y, ex-Sherry Butt.

Gradazione: 57,3 %

Prezzo: circa € 100

ledaia

In preda al coronavirus siamo costretti a rifugiarci onde evitare il contagio, ma niente panico! Come sapete, siamo persone responsabili e, siccome il coronavirus è sensibile all’alcool, abbiamo deciso di prendere due piccioni con una fava e di dedicare la nostra attenzione ad un simpatico Ledaig. Imbottigliato da Elixir distiller, creatura di proprietà di “The Whisky Exchange“, si presenta bello sherroso, fiero dei suoi 13 anni in botti sherry. Partiamo subito a disinfettarci a bere! Certo, dato il clima che si respira, sarebbe stato più adatto un Laphroaig con i suoi inquietanti sentori di ospedale, ma questo abbiamo e questo versiamo, quindi dobbiamo “accontentarci”. Che problemi, eh?

N.B. Magari del whisky non ve ne frega niente (cattivi!), ma date un occhio all’abbinamento, spaziale!

Colore: ambra scura.

Naso: sotto una coltre di fumo pazzesca, possiamo trovare per fortuna un animo gentile. Avremmo voluto scrivere questo, ma la realtà è ben diversa. Tutto ciò che di sporco, di chimico in un whisky vi possa venire in mente, beh qua probabilmente lo troverete.    Alga fermentata, solvente, sigaro, ceralacca, terra bagnata, incenso…ce n’è per tutti i gusti.  Ad avere comunque la parte del leone è una potentissima sensazione di carbonella da barbecue. Anche la crema all’arancia, tipica di molto sherry, qua sembra bruciata! Si salva per dell’uvetta, ma è la classica eccezione che conferma la regola. Il bacino della Ruhr è servito!

Gusto: in un corpo leggermente oleoso navigano sentori di arancia e di numerose spezie, in primis pepe e chiodi di garofano. Il fumo del naso ritorna potente e ricorda certe foglie umide di tabacco e cuoio bruciato. Costine con datteri appiccicosi e albicocche su una griglia a carbone. Cuoio e tè nero arrivano in extremis un attimo prima che del cherosene in deglutizione sigilli il tutto.

Finale: medio lungo, ripropone i sentori di arancia assieme alla miscela cinese  “cinque spezie” e ancora a del fumo. Quest’ultimo, come avrete notato, non manca mai!

Abbinamento: se siete pigri questo Ledaig si sposa alla perfezione con un buon speck. Se invece non sapete cosa fare la domenica, armatevi di barbecue e pazienza per preparare il piatto d’eccellenza del BBQ texano, il brisket!

brisk
C’è solo un piccolo problema, come si fa? Potevamo linkarvi una ricetta qualsiasi, ma oggi vogliamo viziarvi. Abbiamo chiesto un aiuto al team di grigliatori “I Porci Scomodi”, campioni italiani di barbecue in Italia e vincitori di vari premi all’estero.
Oggi abbiamo degli autentici VIP su queste pagine, ergo, siete in più che ottime mani!
QUA trovate anche la loro pagina Facebook così potrete anche vedere foto di loro creazioni.
Un’anticipazione: il Ledaig verrà utilizzato non solo come accompagnamento finale, ma anche come ingrediente. Detto questo, passo la parola ad Angelo, l’esperto di brisket dei P.S. Let’s go!



Ingredienti:
punta di petto di manzo, chiedete al vostro macellaio che ci siano entrambi i muscoli (il flat ed il point)

INJECTION
1l brodo di manzo
4 bustine di the earl gray 
1cup whisky torbato (usate pure il nostro Ledaig)
200g burro
sale
RUB
1/4 cup paprika affumicata
3 tbsp zucchero muscovado
2 tbsp sale
2 tbsp aglio in polvere
1 tbsp pepe nero macinato
1 tsp pepe aromatico (Tasmania, Sichuan o altro)
1 tbsp cipolla in polvere disidratata
1 tbsp caffè macinato per moka
1 tsp cannella in polvere
1 tsp cacao amaro in polvere
1 tsp cumino

 

Intro

Il brisket è un taglio americano composto da due muscoli posizionati con fibre perpendicolari tra loro e di conseguenza al termine della cottura può essere tagliato solo in due modi: separando i due muscoli e tagliandoli opportunamente contro-fibra oppure fare un taglio a 45° per avere la fetta intera.
La ricetta prevede di ricreare degli aromi in cottura che vadano poi a ricordare i sentori del whisky nel brisket a partire dal rub fino all’injection. 

1) Per prima cosa bisogna trimmare la carne ovvero ripulire dall’eccesso di grasso il brisket lasciandone una sottile parte. Non rimuovere completamente invece la parte che unisce i due muscoli. Importante usare un coltello affilato per non rovinare la carne.

2) Scaldare il brodo ed inserire tutti gli ingredienti fino allo scioglimento del burro. Non è importante che vada ad ebollizione, ma deve rimanere in infusione il te. Una volta sceso un po’ di temperatura, ma ancora caldo, iniettare il liquido all’interno del brisket. Tenere un pò di injection per la fase successiva di foil.

3) Oliare la carne e cospargerla del RUB precedentemente preparato come da ricetta e bilanciato con sale e pepe. Il RUB deve risultare molto salato.

4) Accendere il BBQ in modalità indiretta ad una temperatura di 110° inserire dei chunk di legno preferibilmente un blend di Hickory, Pecan e Mesquite. Se non riuscite a trovarli tutti va bene ugualmente, ma se possibile non sostituiteli con altri legni. 

5) Cuocere per 2 ore assicurandosi che il fumo sia abbondante e continuo e che si crei una superficie dura e asciutta, detta bark. 

6) Monitorare la temperatura per le successive 6h e quando vedrete che la temperatura smetterà di salire, rimuovere il brisket dal BBQ e avvolgetelo il più stretto possibile con della carta alluminio di buona resistenza, aggiungendo un pò della injection rimasta. rimettere sul BBQ. Fare questa operazione velocemente e se il vostro alluminio non è molto resistente fate anche un paio di giri di sicurezza.

7) Misurare con una sonda che la temperatura della carne torni a risalire e quando la carne raggiungerà la temperatura tra 94-97° toglierla dal BBQ. Per capire se è pronta pungere la carne sena aprire l’alluminio con la punta del termometro che deve scendere come nel burro. 

8) Aprire il brisket, togliere i succhi, farlo asciugare per qualche minuto a BBQ aperto e richiuderlo. 

9) Passare i succhi in un pentolino ed aggiungerli ad una salsa BBQ a vostra scelta (magari meglio se già a base Whisky) con un ulteriore mezzo bicchiere di whisky e farlo addensare. 

10) Mettere a riposare il Brisket per 1h e al temine tagliarlo a fette di 1 cm (circa lo spessore di una matita) e servirlo caldo. Il Brisket è preferibile consumarlo appena fatto perchè la sua consistenza deve essere umida. Servirlo con la salsa al whisky dei suoi succhi calda. 

Commento finale: avete a casa una ragazza votata alla filosofia “Green” e volete stupirla? E’ la vostra occasione. Prendete un vecchio Bowmore, glielo fate bere, la guardate negli occhi mentre lo beve e le dite: “questo era il nostro mondo anni fa”. Dopo di che, versatele questo Ledaig sussurandole con le lacrime agli occhi: ” ma noi esseri umani lo abbiamo ridotto così”. Se non si commuove pensando che siete l’uomo giusto per lei, cambiate ragazza (soprattutto se non beve!).
Seriamente, è veramente sporchissimo e questa cosa dividerà la platea. Noi cercheremo di restare equilibrati nel giudizio, ma tenete conto: se siete degli inguaribili zozzoni alzate di parecchi punti l’asticella, se cercate classe ed eleganza fuggite a gambe levate! Claro, no?

Voto: 8,7

Ok noi per oggi abbiamo dato. Un aggiornamento: siamo rimpolpando la selezione di whisky nei nuovi locali della Dolce Mente s.r.l per offrirvi qualcosa al di fuori dei soliti noti e ci stiamo preparando per una nuova degustazione, coronavirus permettendo. Stay tuned!
Prima di andare, un grosso saluti a tutti gli amici dei “Porci Scomodi”, in particolar modo a Meso e Angelo che ci hanno aiutato nella stesura dell’articolo!

A presto, Davide & Sebastiano

 

Springbank Local Barley 2019

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento: OB, Local Barley, 2009 – 2019, 10 y, casks 77% Bourbon, 20% Sherry, 3% Port

Gradazione: 56,2 %

Prezzo: circa € 130

spring

Ci sono distillerie che ogni anno ci propinano millemila edizioni “limitate” e, diciamolo chiaramente, dalla dubbiosa bontà. Ce ne sono altre invece che sono per il  “poche ma buone” e fra queste è impossibile non citare Springbank con il loro mitico Local barley!
Ma guarda che caso, è proprio la bottiglia di oggi. Ah, il Karma!
Prima di addentrarci nel bicchiere, scopriamo cosa ha di particolare. Springbank è un po’ una mosca bianca nel panorama scozzese, dal metodo di distillazione, al maltaggio a pavimento e così via. Non contenti, si sono comprati un bell’orticello dove, oltre a poter dar sfogo al proprio pollice verde, si sono messi a coltivare una vecchia varietà d’orzo, la Bere.
Un nome un destino. E’ caratterizzato da una bassa resa produttiva, ma da una alta resa aromatica e questa è una dote fondamentale quando si parla di vini, calvados ecc ecc.
Bien, ma il signor Bere saprà dare un input in più al nostro whisky? Scopriamolo insieme!

Aggiornamento: quest’anno hanno usato la varietà “Optic”. Grazie a Simone per la segnalazione!

Colore: giallo oro.

Naso: l’alcool non si sente, e già qua partiamo bene! Caramella all’orzo, pietra focaia, fumo…uva sultanina in lontananza come se fosse un bisbiglio, alcool non pervenuto, gambo di sedano…Dopo che ha respirato, appare della frutta rossa, coerentemente col tipo di botti utilizzate, con una curiosa marmellata di fragole salata. No, mai provata, ma l’idea è quella eh! Chiude con un bel porto di mare sporco con tutta la sua marinità e ferrosità (what?).

Gusto: attirati dal naso, stiamo già drizzando le antenne e non veniamo assolutamente delusi. Dal corpo oleoso, si viene subito colpiti da una dolcezza avvolgente, maltosa con polpa di carambola che però dura pochi attimi. Si è poi travolti da un lato speziatissimo, dove a farla da padrona sono macinate di sale affumicato e pepe nero. Ritorna la frutta con una bella pesca bianca seguita da un lato dirty, praticamente inchiostroso.

Finale: lungo, non intenso, piuttosto delicato, ma di una persistenza che non ti lascia mai (semi cit.). Fruttoso e fumoso, con punte di inchiostro e mallo della noce. Resta un leggero salato in bocca di campbeltownia memoria.

Abbinamento: un sigaro sarebbe perfetto,  ma non fumando non sapremmo quale tipo  consigliarvi di preciso! Se qualche vizioso lettore potesse aiutarci, correggeremo questo post all’istante. Col cibo non è facile, fra dolce, salato, fumo, c’è un bell’intreccio…pensa e ripensa…ce l’abbiamo: lumache di mare!

Aggiornamento parte 2: Le Pipe del Teo (cliccami tutto) è venuto in nostro aiuto per la scelta del sigaro. Vi postiamo pari pari il suo parere! 
“Per descrizione ti consiglierei un Toscano XXL Blend 3, ahimè oramai quasi introvabile.
L’abbinamento è per similitudine, si basa sulla sapidità, la note di mallo di noce e inchiostro.
Per gli amanti della pipa suggerisco un abbinamento per contrasto con un bel Virginia Perique, l’ideale sarebbe il compianto Deluxe Navy rolls di Dunhill, si può provare la sua nuova versione di Peterson.”

Grazie mille, Pipe!

Commento finale: stabilito che tutto ciò che sentiamo in un whisky appartiene ad una sfera assolutamente soggettiva, giusto per darvi un’idea in confronto col classico Springbank 10y base, qua abbiamo meno “fumo e pere”, ma “più pandoro e malto”. Molto didattico, aiuta a capire cosa può fare l’utilizzo di un orzo diverso. Un ringraziamento a Davide C. che in un mix di follia, alcolismo e generosità ha aperto questa bottiglia donandocene un sample!

Voto: 9 strameritato