Panettone al whisky

L’abbiamo scritto questa mattina sulla nostra pagina Facebook, potevamo non farlo qua?
Siamo lieti di potervi annunciare che anche quest’anno potrete trovare al Milano Whisky Festival il nostro stand con i panettoni al whisky!

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Segnatevi queste date: il 10 e 11 novembre presso l’hotel Marriott, un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del malto distillato!
Ok, è tutto molto bello, ma che whisky ci abbiamo messo? Una “robetta” come al solito…Un Glenrothes 9y single cask bourbon che ci hanno stragentilmente donato i nostri amici della Valinch & Mallet Whisky !

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A tal proposito il nostro sponsor vi informa di una altra cosetta: “Non vi preoccupate, rispetteremo anche la tradizione inaugurata l’anno scorso: per ogni fetta di panettone acquistata durante il Milano Whisky Festival & Fine Spirits offriremo il Glenrothes 9y utilizzato nella ricetta a delle condizioni speciali!” Cosa volete di più?

Prima di salutare, è doveroso ringraziare gli organzizatori del MWF, Andrea Giannone e a Gervasio Dolci Giuseppe, per lo spazio gentilmente concessoci !
Vi aspettiamo al Marriott con una raccomandazione: non siate folli, siate…affamati (cit)!

Davide & Sebastiano

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Balblair 12y “Gordon & MacPhail”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Balblair

Imbottigliamento: “Gordon & MacPhail” , serie “Discovery” , 2006-2018, ex-bourbon

Gradazione: 43%

Prezzo: circa 60 €

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Eccoci qua a scrivere per voi il reportage della “degustazione live” che si è svolta presso il Whisky Revolution  di Castelfranco Veneto! Avevamo varie bottiglie fra cui scegliere ma,  quando i nostri assetati occhi (che sinestesia, ragazzi!) hanno visto una bottiglia di Balblair, non abbiamo avuto dubbi!
La distilleria, un nostro feticcio fra le “minori”, è già nota su queste pagine, quindi non indugiamo e andiamo a mettere insieme il lavoro di squadra che abbiamo fatto durante l’evento.

P.S. L’estetica delle nuove bottiglie della Gordon ci piace molto!

Colore: giallo pallido

Naso: non invadente, primaverile, fresco. Se scriviamo “bucolico” ci linciate? Eppure, grazie al suo bouquet millefiori, non riusciamo a definirlo meglio. Anche la frutta presente rispecchia questo profilo frizzante, con profumi di cedro candito e di buccia di pera. Ci pare di sentire anche dell’olio di nocciola. Col tempo emergono un delicato gelsomino e un’essenza diluita di fiori d’arancio. Un profilo non complesso, ma coerente e gradevole.

Gusto: ce l’aspettavamo più leggero e invece ha un discreto corpo, nonostante la diluizione. Non risulta grasso comunque, ma dolce e fresco. Tantissima pera, anzi, è proprio succo di pera, con del mango e una punta di limone. Una grattatina di peperoncino giallo gli dona il giusto brio. Per finire, ci sono degli elementi maltosi che ci ricordano una torta paradiso. E’ un whisky semplice, ma veramente gradevole.

Finale: medio corto. E’ leggermente piccante, sembrerebbe zenzero. Resta una nota amaricante, erbacea , che ci ricorda del lemongrass e anche del coriandolo.

Abbinamento: un cestino di sfoglia riempito con una crema di formaggio vaccino fresco.  Per decorazione, un gamberetto crudo bagnato con una goccia di lime.

Commento finale: perfetto daily dram, non da meditazione, ma da aperitivo con gli amici. Alle volte le coincidenze: anche il baffuto Serge l’ha recensito di recente e possiamo notare come, facendo un confronto, il nostro team sia stato bravo. Anche il voto, calcolato facendo una media fra tutti i partecipanti, è molto simile…

Voto: 8,4


 

Tasting notes:

Color: pale yellow

Nose: non-invasive, vernal, fresh and crisp with aromas of candied citron and pear peel. We also seem to taste hazelnut oil. Over time it emerges a delicate jasmine and a diluted essence of orange blossom. A profile that is not complex, but coherent and pleasant.

Mouth: sweet and fresh. A lot of pear, indeed, it is really pear juice, with mango and a bit of lemon. A sprinkling of yellow pepper gives the right brio. In the end there are some malty elements, which remind us of a paradise cake. It is a simple but very pleasant whisky.

Finish: medium-short. It’s slightly spicy, like ginger. It remains a bitter, herbaceous note, similar to lemongrass and also coriander.

Comment: a whisky for the aperitifs. Not demanding, young and brilliant. A good daily dram!

Score: 8,4

 

 

Nikka Taketsuru 17y

Scheda Iniziale :

Distilleria: Nikka (Yoichi e Miyagikyo)

Imbottigliamento: OB, 1995 – 2012

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa 200 €

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Rieccoci qua dopo le supermeritate ferie! Ci eravamo lasciati con un spettacolare single cask di Karuizawa e da qui l’idea: restiamo ancora virtualmente (sigh!) in Giappone e proviamo un altro prodotto dagli occhi a mandorla. Fruga fruga nell’armadietto e salta fuori un bel Taketsuru 17 anni. Blend prodotto da Nikka con i loro single malt Yoichi (leggermente torbato) e Miyagikyo (il tropicalone della famiglia), non viene ahimè più prodotto se non in versione NAS. Noi grazie a Giorgio e Gerva abbiamo avuto la possibilità di berci il vecchio 17, quindi è per lo meno nostro dovere condividere con voi le nostre impressioni. Contenti, vero?

P.S. A sto giro, ovviamente, niente mappa della distilleria avendo a che fare con  un blend.

Colore: oro.

Naso: si inizia con un’intensa banana (come suona male, però!) seguita da  tante spezie, soprattuto pepe bianco, poi miele e croccante. Questo lato già “saporito” di suo cede il posto ad uno decisamente più grasso: ci pare di sentire l’impasto del panettone, con la sua farina e le uvette, che poi evolve in pandoro con zucchero a velo. In altre parole, con l’ossigenazione, le sensazioni burrose aumentano. A completare il tutto, c’è anche un delicato profumo di glicine che dona finezza all’insieme.

Gusto: sensazioni armoniose tipicamente giapponesi. Ok, non chiedeteci esattamente cosa voglia dire, ma lo volevamo scrivere! Come il naso, risulta molto speziato con pepe, zenzero in polvere e cardamomo: oh yes, gradevole. Non manca poi la frutta come una cassetta di pere, prugne gialle e…la spariamo? Anche della papaya. Un pizzico di balsamico gli dona del brio per poi lasciarci con una leggera sensazione di legna fresca appena tagliata e del cioccolato gianduja.

Finale: medio con pesca gialla, pera acerba e punta di fumo. Delicato e gentile!

Abbinamento: c’era un famoso pasticcere parigino che, fino a circa 3 anni fa, usava il Taketsuru 17y come bagna per i suoi savarins. Chi scrive li aveva provati e vi assicura che erano clamorosi. Purtroppo, come potete immaginare, non sono più disponibili dato il prezzo attuale del whisky. Se però avete 200 euro da “buttare” e vi dilettate di pasticceria,  ora sapete cosa fare!

Commento: molto morbido e molto jappo. Senza alcuno “spigolo” e questo, come sappiamo, per alcuni può essere un difetto: parliamo di chi è alla ricerca di un guizzo di …personalità? Ma potremmo dire che il suo carattere sia proprio questo: un tipico giapponese educatissimo e composto. Purtroppo però è educatissima anche la potenza alcolica: i 43 gradi per i nostri gusti sono un po’ pochetti. Sommiamo tutto da bravi japan lover, è piaciuto, e quindi sommando il tutto…

Voto: 8,4


 

Tasting notes:

Nose: banana with many spices, especially white pepper, which evolves into honey and “croccante”. It also remembers the dough of panettone, with its flour and currants, which changes into pandoro with powdered sugar. A fresh wisteria closes everything.

Mouth: like the nose, it’s very spicy with pepper, ginger powder and cardamom: oh yes, nice. There is a lot of fruit like pears, yellow plums and … maybe? Papaya! A little balsamic sensation, followed by freshly cut wood and gianduja chocolate.

Finish: medium with yellow peach, unripe pear and tip of smoke. Delicate and kind!

Comments: we can define it as a circle without edges. Somebody may see a lack of personality in this perfection, but it is typical of Japanese whiskies.
We liked it, despite of the low alcohol content.

Score: 8,4

 

Karuizawa 32y for “Shinanoya”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Karuizawa

Imbottigliamento: OB, per il 10^ anniversario di Shinanoya, ex-sherry, 1981 – 2013

Gradazione: 55,4 %

Prezzo: non ha valutazione. L’ultima volta che era stato avvistato in un negozio stava sui 1600€,  in asta ha raggiunto anche gli 8000€.

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Prima di partire per le ferie, vi lasciamo con la lettura di uno di quegli assaggi che, senza alcun timore di smentita, possiamo solo definire “pazzeschi”. Imbottigliato per il decimo anniversario del negozio di whisky “Shinanoya“, siamo davanti ad un Karuizawa di quelli da ricordare (e rimpiangere!) negli anni a venire.
La distilleria sorgeva in Giappone nella città di Miyota, vicino all’omonima Karuizawa ed è stata chiusa nel 2011. In pochissimo tempo i loro whiski sono stati vittima di un collezionismo sempre più sfrenato e ad oggi è sempre più difficile trovarne una bottiglia. Quindi, a tal proposito, un sentito grazie a Anna R. che ci ha procurato il dram e a Toru Suzuki del “Mash Tun” di Tokyo per avercelo tenuto da parte!
Una nota di autolesionismo: appena uscita la bottiglia costava sui 160 euro, adesso con quei soldi vi comprate giusto giusto il dram! Altro che Bot e buoni postali…
Ma non siamo sul Sole24ore, quindi versiamo e godiamo!

Colore: bock!…Seriamente, ambra scura

Naso: chissà a che gradazione è stato imbottigliato, dopo 32 anni siamo ancore oltre 55 gradi. A conferma, appena versato il whisky nel bicchiere,  è l’alcool rosa a emergere su tutto, seguito dagli odori del laboratorio del piccolo chimico: ci ricorda tantissimo le crystal balls con cui giocavamo da piccoli, la cera lucidante per i mobili e la scolorina. La spariamo? Sembra un Hampden!
Facciamolo respirare e aggiungiamo una gocca di acqua per farlo aprire meglio: oh my god! Una esplosione di legno, lacca, salsa barbecue con la sua melassa e i suoi sentori di affumicato, metri di caramella alla liquirizia. It’s over 9000 (cit.). Abbiamo poi uvette, caffè, e incenso aromatizzato al sandalo.
Fate qualcosa, non si ferma più! Come se non bastasse c’è dell’amaretto di Saronno, acetone per unghie (non è che lo sporco sia sparito del tutto eh!), Christmas Pudding, marmellata di arance amare e albicocche disidratate. Insomma, lo sherry ha decisamente detto la sua. Infinito!
Il bicchiere asciutto profuma di terra e cioccolato.

Gusto: vellutato, caldo, con un lato minerale, quasi metallico. A farla poi da padrona è la liquirizia. Erbaceo, anzi più precisamente, sa di foglie di tabacco. Ci troviamo anche sfumature da rhum tropicale con dark moscovado, miele di castagno con quel tocco tanninico, caramello e fichi con le noci! C’è infine una bellissima (?) sensazione di inchiostro. Ragazzi, che roba!

Finale: lungo, con del lucido da scarpe che si porta dietro dell’acqua ragia. C’è poi una leggera asprezza, assolutamente non fastidiosa, che poi si trasforma in una concentratissima marmellata di fichi.

Commento: esistono due regole sui Karuizawa: tutti i Karuizawa sono “fuori prezzo”, e non tutti i Karuizawa sono all’altezza della fama. Beh, qua per nostra fortuna siamo davanti alla goduria allo stato puro, un mix fantastico di “super- dirty”, sensazioni dolci ed eleganza. Come sia stato possibile fare questo non lo sappiamo, ma francamente ci interessa poco: conta solo il piacere della bevuta e qua siamo a livelli VM18, da bollino rosso!
E diamolo ogni tanto un votone!

Voto: 9,4


 

Tasting notes:

Nose: immediately alcohol, polishing wax for furniture and whiteout. Can we say a heresy? It smells like a Hampden, very dirty. Lovable!
He loves water: with a drop, it evolves and there is an explosion of wood, lacquer, smoked barbecue sauce with its molasses and licorice candy. Then we have raisins, coffee and sandal flavored incense.
Let’s take time and here they are Amaretto di Saronno, nail polish, Christmas Pudding, bitter orange marmalade and dehydrated apricots. It’s infinite!
The dry glass smells of earth and chocolate.

Mouth: velvety, warm, with a mineral, almost metallic side. So much licorice and tobacco leaves. In the mouth it reminds us of a tropical rum with dark Muscovado sugar, chestnut honey, caramel and figs with walnuts! Ink? Amazing!

Finish: long, with shoe polish and white spirit. A lot of fig jam.

Comments: absolutely fantastic, a balanced mix of “super-dirty”- sweet sensations and elegance. Great selection!

Score: 9,4

 

 

 

Bowmore No. 1

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bowmore

Imbottigliamento: OB, No.1

Gradazione: 40%

Prezzo: circa € 35

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Continuiamo oggi con un altro NAS di una distilleria fra le nostre preferite. Proveniente dal leggendario Vault “N.1” sotto al livello del mare, ecco qua tutto per noi l’omonimo imbottigliamento base di Bowmore. Maturato in barili ex bourbon provenienti dalla celebre distilleria americana Maker’s Mark, è facilmente reperibile a basso prezzo. Varrà comunque la spesa per il nostro portafoglio ? Andiamo a scoprirlo subito.

Colore:

Naso: subito molto dolce, grazie all’apporto della botte first fill con crema pasticcera e mandorla. Oltre a quest’ultima, ci sembra di sentire anche del marzapane, giusto per restare in tema. Avanti poi la frutta con tanta pera,  pesca gialla, ananas e una grattatina di buccia di lime. Ossigenandosi appare Bowmore in forma gentile con la sua torba,  lo iodio, e un pizzico di  fumo.

Gusto: vellutato, con ancora tanta frutta gialla. C’è un curioso lato vegetale con polpa di cetriolo salato, molto giapponese. Oleoso, ma contemporaneamente leggero: quanto avremmo voluto una diluizione minore (che è la versione politically correct del “dateci più etanolo”)! Anice?

Finale: medio corto. Ci ricorda delle pere molto tanniniche, un po’ amare,  con un lato balsamico. Restano il sale e il fumo.

Commento finale: non è fatto malissimo. Tuttavia il corpo risulta molto debole e il lato del distillato che adoriamo qua è messo in secondo piano da botti molto attive. L’allievo ha le capacità, ma qua non si applica.

Voto: 7,6


 

Tasting notes:

Nose: very sweet, thanks to the barrel first fill, with custard, almond and marzipan. Here they come the fruits, like pear, yellow peach, pineapple and lime. This Bowmore, with its elegant peat, iodine, and a pinch of smoke, is very “shy”.

Mouth: silky, soft, with lots of yellow fruit. There is a salted cucumber, very Japanese. Oily, but at the same time light in the mouth: we would have liked to have more alcohol. Anise?

Finish: medium-short, with very tannin-like pears, slightly bitter and balsamic. Still salt and smoke.

Comments: not so bad, unfortunately the whisky’s body is weak and the side of the distillate we adore here is overshadowed by very active barrels.

Score: 7,6

 

Talisker Skye

Scheda Iniziale :

Distilleria: Talisker

Imbottigliamento: OB, Skye

Gradazione: 45,8 %

Prezzo: circa € 35

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Protagonista della bevut…recensione di oggi è uno dei NAS più facilmente reperibili sul mercato: parliamo dello “Skye” prodotto da Talisker.  E’ un whisky che ha riposato in un mix di botti di rovere americana, tostate e refill, con una percentuale leggermente superiore delle prime. Nato con lo scopo di farci dimenticare (SPOILER: sigh!) il tanto osannato Talisker 10y tornato da poco in produzione, riuscirà a rendere più gradevoli queste giornate afose? Scopriamolo subito!

Colore: oro.

Naso: costiero, certo, ma al contempo molto dolcioso. Ci spieghiamo meglio. Da un lato abbiamo le caratteristiche tipiche di un Talisker, quali torba, pepe, limone e acqua di mare. C’è anche del carbone bagnato e forse della noce moscata. E fin qui tutto ok, anzi, è un profilo che adoriamo tantissimo. Peccato che questo meraviglioso lato isolano sia quasi sovrastato da elementi opposti e forse presenti in esagerata misura. Tanta vaniglia, gommose alla liquirizia, ma soprattutto una svalangata di legno donano in definitiva un profilo decisamente “piacione” che ci lascia un po’ perplessi.

Gusto: purtroppo riconferma le impressioni del naso. Ancora tanta botte con una generosa manciata di spezie orientali, mela cotta e albicocca disidratata. Il lato marino che ci ha fatto innamorare di Talisker è presente solo in sordina accompagnato da una leggera torba dolciastra ed erbacea e…fuliggine?

Finale: medio lungo con legno (oh really?!). Fortunatamente c’è un po’ di sale e fumo che almeno stemperano il profilo dolciastro.

Commento finale: se siete amanti del vecchio “Ten”, beh, qui andrete incontro probabilmente ad una delusione. D’altro canto è un prodotto sicuramente di più facile accesso rispetto al vecchio 10y, risultando infatti più morbido e meno complesso. Possiamo vederlo quindi come una sorta di introduzione a whisky isolani più “tradizionali”. Comunque, in virtù del prezzo basso a cui lo potete trovare, gli diamo:

Voto: 7,4


 

Tasting notes:

Nose: coastal, with lemon, pepper, sea water and wet coal. Unfortunately, a generous amount of vanilla, wood, and licorice candies make it too much… friendly?

Mouth: consistent with the nose. Even more barrel with a generous handful of oriental spices, baked apple and dried apricot. The marine side is very weak, accompanied by a light sweetish and herbaceous peat and … soot?

Finish: medium long with wood (oh really ?!). There is a bit of salt, luckily.

Comments: if you are a 10y fan, you will be disappointed. Let’s consider it as an introduction to more complex island whiskey, but no more than that.

Score: 7,4

 

 

Highland Park 14y “Creative Whisky Company”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: Creative Whisky Company, “The Exclusive Malt” serie, 2003 – 2017, Refill Hogshead

Gradazione: 52,9 %

Prezzo: circa € 80

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Oggi c’è aria di novità sul sito: siccome non sono mai abbastanza, vi presentiamo un nuovo selezionatore inglese, la Creative Whisky Company, siete contenti? Bravissimi!
Fondata nel 2005 da David Stirk, è da poco importata in Italia dalla Lost Drams. Per inaugurare la cosa, abbiamo scelto un simpaticissimo Highland Park della loro serie “The Exclusive Malt”, che ha passato 14 anni in una botte refill hogshead. Salta subito all’occhio l’estetica della bottiglia: c’è una bellissima piastra di similmetallo incastonata direttamente nel vetro. Ci piace un sacco! Ora basta parlare di bellezza esteriore e concentriamoci su quella interiore: versiamo subito.

Colore: ottone.

Naso: all’inizio c’è un impenetrabile fumo di legna bruciata che poi diradandosi lascia posto ad un’anima di vaniglia, caramelle gommose alla frutta e caramello salato. Completa il lato zuccherino un bel succo di mela, o forse sono solo i postumi del Trentino? In ogni caso, a dare carattere ci sono delle note decisamente intriganti come acqua di mare e…Dixan?! In lontananza, per concludere, ci pare di sentire una punta di torba e di olive. Ehi, sembra interessante!

Gusto: un’esplosione di miele a cui seguono litri di  acqua marina, peperoncino giallo,  noce moscata e salvia: non lascia indifferenti! Il fumo HP è presente in pompa magna con tutti i suoi sacri crismi, risulta quindi elegante, costante, ma mai niente di invadente. Vegetale con mela rossa, cicoria e un leggero sapore di cenere in deglutizione.

Finale: medio, con cenere di caminetto, peperoncino e sale marino.

Abbinamento: petto di pollo alla crema di funghi, così per settembre vi preparate per bene e saprete già cosa cucinare!

Commento finale: Ma che buono! Un HP senza fronzoli, fatto semplicemente molto bene, dove una botte comunque attiva non ha snaturato il distillato. Considerando anche il prezzo veramente basso gli diamo…

Voto: 9,0

P.S. Lo volete assaggiare? In una nostra prossima degustazione dedicata ai torbati sarà uno dei protagonisti della serata! Ma cosa volete di più? Veramente un Lucano?!



Tasting notes
:

Nose: an impenetrable yet elegant smoke followed by vanilla, fruit candies and salted caramel. Sea water and … washing powder? Oh yeah! Slightly peated with a handful of olives.

Mouth: a lot of honey mixed with sea water, spices and red apple. A typical HP smoke adorable. Ash in swallowing.

Finish: medium, with fireplace ash, hot pepper and sea salt.

Comments: an excellent HP, enhanced by an equally excellent cask. In addition, it is (it was) very cheap!

Score: 9,0