Clynelish 20y for GLUGLU 2000 Club

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Clynelish

Imbottigliamento: High Spirirts Collection for Gluglu 2000 Club, 20y, ex Bourbon Hogshead

Gradazione: 54,7 %

Prezzo: circa € 200

E’ un periodo che, fra noi bloggers, si aggirano MILLE (cit.) bottiglie di Clynelish da recensire: chi siamo noi per dire no ad una delle nostre distillerie preferite delle Highlands e oltre? Perfettamente a fagiolo il presidente dell’italianissimo Whisky Club Gluglu ha fatto imbottigliare da High Spirits proprio un Clynelish per festeggiare i 20 anni di fondazione. Considerando che il Gluglu è una creatura di Mauro Leoni, brand ambassador per l’Italia della SMWS, e che dietro al nome di High Spirits si nasconde Nadi Fiori, storico selezionatore di whisky, beh le nostre aspettative sono decisamente alte. Non indugiamo e versiamo!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo chiaro.

Naso: limone verde, miele e un attimo di acacia. Siamo in casa Clynelish e ci troviamo davanti tutta una candela, dal fumo alla sua cera. Per restare in tema c’è anche della capocchia di fiammifero. Inchiostro di stilografica! Questo lato “dirty” mantiene comuque una certa eleganza e compostezza (?!). Ci sembra di sentire anche dell’alchegengio e del kumquat, che donano ulteriore freschezza al profilo. A chiudere l’olfatto, troviamo un ricordo di mandorle caramellate, pelle e cuoio. La bottiglia appena aperta spingeva molto sul lato dolce/fruttato, col tempo invece sono uscite le note più sporche del distillato.

Gusto: dotato di un corpo tendenzialmente secco, in bocca si rivela salato e vegetale. Ci ricorda un curioso mix di alga wakame, polpa di pera acerba e peperone verde. Restano poi le caratteristiche che adoriamo di Clynelish, quindi il limone, una sensazione di mare, anzi, di sabbia bagnata. A chiudere il tutto, la castroneria della settimana, inchiostro nero di seppia. Molto piacevole e intenso!

Finale: lungo, dotato di finezza ed eleganza, con il ritorno del fumo, dell’inchiostro e del limone. Resta una sensazione di cicoria, anzi di linfa.

Abbinamento: abbiamo chiesto a Mauro Leoni direttamente, anche lui un feticista come noi dell’arte dell’unire un distillato al cibo. E infatti ci ha tirato fuori dal cilindro un bel dessert, ovvero una mela al forno in gabbia di sfoglia servita con una gelatina agli agrumi. In effetti sembra interessante! Del resto le cene a base di whisky SMWS parlano da sè, no?

Commento finale: le aspettative sono state mantenute. Non è un “mostro di cera”, ma quella nota quasi prepotente di inchiostro gli ha donato una sua personalità che ci ha stregato. E’ una cosa che abbiamo apprezzato molto. Una bottiglia da aprire e da finire. Brava la distilleria e bravi i suoi selezionatori. Salute al Gluglu Club: Sláinte!

Voto: 9,0

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  • Tasting notes

Color: pale yellow.

Nose: unripe lemons, honey and a hint of acacia flowers. Wax, smoke, matchsticks and a note of ink. It closes with a hint of caramelised almonds and leathery notes.

Mouth: dry, salty and vegetal. Wakame seaweed, unripe pears and green bell peppers. Lemon and again a characteristic note of ink and wet sand.

Pairing: baked apples in puff pastry with orange marmalade

Finish: long and elegant. Notes of lemon peel, smoke and ink with a vegetal hint.

Final Comments: It lives up to expectations. It’s not a waxy monster, but the ink notes gives a very peculiar personality to it. Many thanks to the Gluglu Club: Sláinte! 

Score: 9.0

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The Chita – Suntory Whisky

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Chita

Imbottigliamento: The Chita, OB, ex- White Oak, Spanish Oak e Wine Casks

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa € 45

Finito di recensire i blend principali della Douglas Laing (in realtà ne manca uno, ma siamo in attesa di avere una “ricetta”), cambiamo completamente strada e ci spostiamo in Oriente. Quindi oggi berremo whisky giappi, per la precisione un single grain della Suntory, il Chita. Costruita nel 1972 nella prefettura di Aichi, distilla sostanzialmente tre tipi di grain whisky, dal più “pesante” con un alambicco continuo a due colonne, uno “medio” con un passaggio in 3 colonne per arrivare al più “leggero” con addirittura 4 colonne. La bottiglia di oggi, un NAS, è il risultato della miscelazione dei 3 tipi suddetti, affinati poi in 3 legni diversi, come avrete letto nella scheda tecnica. Sempre a proposito di miscelazione, il Chita, assieme ad Hakushu e Yamazaki, costituisce uno degli ingredienti del famoso blend Hibiki.
Andiamo ad assaggiarlo!

P.s. Grazie alla nostra amica Taeko di Taeko Ramen per il sample!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: che buon profumo! Sì, ecco, sa di “profumo”! Aprendosi, parmigiano reggiano che si alterna alla rosa e alla vaniglia, per poi mutare in inchiostro di stilografica e ceralacca. Da bravi “candyman”, ci piace trovare anche della crème brulée aromatizzata alla nocciola e della buccia di limone grattuggiata.
Temevamo di sentire una gran botta di pop corn dovuta alla giovane età del distillato e invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi.
Il bicchiere vuoto odora di polpa di banana, funny!

Gusto: molto morbido, con un mix di dolce e speziato. Alla crema pasticciera e al miele si alternano infatti del pop corn salato (eccolo qua) e un pizzico di brodo di maiale. Insomma, ci pare che sia presente una bella sensazione di umami. A chiudere pompelmo e peperone.

Finale: un po’ corto, dolce con note di pepe bianco e zenzero candito.

Abbinamento: siamo in Giappone e mangiamo giapponese! Lo abbiamo provato con i gyoza alla carne fatti a mano dalla cuoca di Taeko Ramen e… Ragazzi… Da svuotare la bottiglia! Da provare nella sua assurda semplicità. Fidatevi!

Gyoza alla carne | Meat Gyoza

Commento finale: non un mostro di complessità, che sia ben chiaro. Abbiamo però un prodotto di buona qualità, dotato anche di una certa eleganza. Il tutto rapportato al prezzo, of course! Certo, se siete amanti dello stile scozzese, fuggite via a gambe levate. Se invece cercate un gradevole prodotto nipponico senza dover far piangere il vostro portafoglio, ecco la bottiglia che fa per voi. E poi si abbina stupendamente con la cucina del Sol Levante.

Voto: 8,3

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  • Tasting notes

Color: pale yellow

Nose: Really a good perfume… yes… it taste like perfume! Starting opening, Parmesan and rose and vanilla but only to change again in fountain pen ink and sealing wax. Beeing good “candymen” we also find crème brulée with hazelnut and grated lemon peel. Considering the “young age” of our guest, we feared to scent a lot of popcorn but we have been caught redhanded… The empty glass scent of banana!

Mouth: really smooth, a mix of sweets and spices. You could find crème patissière and honey taking turns with salted popcorn and pork soup. In our opinion there is a marvelous umami sensation. Grapefruits and peppers in the end…

Finish: Maybe a little too much short, sweet but some marks of white pepper and candied ginger.

Pairing: while in Japan act like a japanese… so let’s eat something from Japan! We tried it with Taeko Ramen’s handmade meat gyoza and… pals… you have to hold yourself from finishing the whole bottle! You totally have to try it in this way… KISS [Keep It Slow and Simple]!

Final Comments: Just to be totally clear it’s not one of the most complex spirit we tasted. But it’s a good product also with a certain level of grace… also considerign the price! If you are in love with scottish-style spirits, DO NOT TRY THIS AT HOME. But if you are looking for something from Japan (without emptying your wallet) maybe this is the bottle you are looking for… and it really pair good with japanase cooking.

Score: 8.3

PS: We would like to say a huge “T H A N K Y O U” (of maybe better “domo arigatou) to our friend Taeko (owner of Taeko Ramen) for the sample!

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Timorous Beastie “Small Batch Release”

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, Timorous Beastie, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 46,8 %

Prezzo: circa € 45

Prosegue il nostro viaggio fra i blend rappresentanti i vari “terroir” scozzesi creati dalla Douglas Laing! Oggi ci spostiamo verso le austere Highlands. A rappresentare i duri uomini del nord della Scozia, abbiamo ovviamente in etichetta sulla bottiglia un vichingo topo grassoccio e felice. Perchè? Storicamente le distillerie hanno sempre avuto un loro gatto- mascotte. Ma perchè la luce brilli occorre che ci sia l’oscurità (!?) ed ecco qua il ruolo del nostro roditore. E’ giusto che anche lui abbia il suo momento di gloria, no?
Dell’esterno abbiamo parlato, ma cosa abbiamo dentro la bottiglia? L’etichetta ci parla di Blair Athol, Glen Garioch, Dalmore e Glengoyne e altri non dichiarati. Bene, bene…Assaggiamo!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: wow, com’è ceroso! Magari nel blend è presente anche del Clynelish, chi lo sa? A dare charme anche una sensazione di libri umidi e cuoio. Non manca la frutta, seppure in maniera “alternativa”, in quanto la parte del leone è tutta per la buccia di uva bianca e di pera. Solo in lontananza dell’ananas acerbo e della mela granny smith. A chiudere una punta di incenso.

Gusto: una dolcezza che ti ricorda subito uno strano mix di caramella d’orzo e biscotto integrale al burro, magari con un pizzico di sale. Una grattatina di pepe bianco, zenzero e noce moscata. Risulta leggermente astringente, oseremmo dire tanninico. Ci ricorda la buccia della pera sentita al naso. Secco in deglutizione.

Finale: di media lunghezza, tanninico e pepato. Dopo qualche secondo si avverte molto fumo di braci.

Abbinamento: vale la pena sbattersi. Andate in caccia di un arancino salato al pistacchio e mozzarella. Il grasso della preparazione crea un’autentica meraviglia in bocca col secco e leggermente dolce del nostro distillato. Attenzione alla linea! (Ringraziamo gli amici di Oltrecafè per il suddetto arancino!)

Commento finale: rustico, un poco tagliente, ma tanto buono. Un giovane (tale è la miscela) vecchio burbero dal cuore d’oro. A noi è piaciuto molto, ma la sua austerità potrebbe dar fastidio a qualcuno in cerca di un whisky più morbido. Non è il nostro caso e siccome si presta anche bene agli abbinamenti (provatelo anche con un Comtè di 48 mesi) gli diamo un bel…

Voto: 8,5

P.S. Ancora un enorme grazie a Chris e Gabriele di Rinaldi75 per il sample.

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  • Tasting notes

Color: pale yellow

Nose: what a lovely waxyness! Maybe there’s some Clynelish in this blend. A slight hint of old books and leather adds a charming accent to the distillate. Next comes a powerful fruity note of white grapes and pear’s skin, along with subtle notes of unripe pineapple and Granny Smith apple.

Mouth: a strange but interesting mix of barley candy, shortbreads and a pinch of salt with notes of white pepper, ginger and nutmeg. It’s a bit dry and tannic, reminescent of the aforementioned pear’s skin.

Finish: medium-long, tannic and peppery. A note of coal smoke emerges after a while.

Pairing: this whisky needs a proper pairing. A salted pistachios and mozzarella arancino should do the job. The greasy note perfectly matches the dry and slightly sweet notes of the whisky. Keep an eye on the calories intake! (We’d like to thank our friends at Oltrecafè for that fantastic arancino).

Final Comments: a bit sharp and rustic, but it’s a lovely spirit. A young crusty old whisky with a golden heart. We liked it a lot, but it tends toward an austere side that could bother the connoisseur looking for a rounder whisky. This is not our case and we also recommend to pair it with a Comtè cheese aged for 48 months.
All things considered, we rate this whisky…

Score: 8.5

P.S. We would really say again a huge “thank you” to Chris and Gabriele

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Big Peat “Small Batch Release”

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, Big Peat, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 50

peat

Le vacanze sono finite e, per compensare (really?), ricominciano da oggi le nostre recensioni! Continuiamo così con la mitica serie “Remarkable Regional Malts” by Douglas Laing e oggi tocca all’imbottigliamento probabilmente più famoso di tutti, il “Big Peat”, cui spetta di rappresentare lo stile di Islay. Mica pizze e fichi! Famoso anche per la grafica della scatola che balza decisamente all’occhio: ci troviamo infatti uno dei più simpatici bevitori di whisky della storia, il Captain Haddock della serie a fumetti TinTin. Corrono voci che, in realtà, ci sarebbero anche delle persone della famiglia Laing nei tratti del suddetto marinaio, ma nulla di ufficiale, sia ben chiaro eh!
A proposito di scatola, anche qua notiamo la “ricetta” del nostro blend scritta sulla confezione. Siamo di fronte ad un mix di Ardbeg, Caol Ila, Bowmore e di…Port Ellen (sì, la distilleria chiusa), il tutto a 40 p.p.m di torba.
Due considerazioni prima dell’assaggio:
1- la presenza di Port Ellen non deve stupire, Douglas Laing ne possiede fra le sue scorte numerose botti. Poi sicuramente ne verserà una dose irrisoria nel batch, ma noi ci accontentiamo. No?
2- guardando il livello di torbatura, l’unica distilleria fra le presenti che spinge così tanto è Ardbeg, quindi è probabile che sia il malto principale del nostro blend. Not so bad!
Ok, ora stop alle masturbazioni mentali e versiamoci da bere!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: decisamente Islay-style. Abbiamo i sentori tipici dell’isola e quindi alghe, sale marino, buccia di limone, pera acerba e un notevole profumo di pesce, soprattutto sarde e ostriche. Fra tutti però svetta la gomma vulcanizzata o copertone che dir si voglia. Una conferma dell’ abbondante presenza di Ardbeg? Chissà! Fra le note curiose che ci hanno colpito aggiungiamo dello shampoo al catrame e del pollo bruciacchiato. Take this!

Gusto: non sembra neanche così giovane. Sicuramente è merito del Port Ellen (si scherza ovviamente)! Una caramella al malto salato (eh?) si accompagna a tanto limone, pepe e tabacco. Ostriche, con la loro acqua, decisamente pervenute. Esatto, è molto sapido. Ce lo saremmo aspettato esageratamente fumoso, invece lo è in maniera elegante. Alla cieca siamo convinti che darebbe la birra a molti single malt isolani pari prezzo.

Finale: medio lungo con catrame, cenere, asfalto bagnato e un accenno di canfora. Ananas?

Abbinamento: eravamo di passaggio da Arona e abbiamo pensato subito di provarci assieme un formaggio di Luigi Guffanti. Detto fatto, entriamo in negozio dove il prode Andrea, dopo varie ed estenuanti prove, ci tira fuori un erborinato spagnolo fuori scala, il Cabrales che vedete sotto in foto. Il whisky ha tirato fuori dal formaggio una alga, sì esattamente, e una marinità assolutamente pazzesche. Amazing!

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Commento finale: è veramente molto buono e equilibrato. Voleva rappresentare lo stile di Islay e ci è riuscito perfettamente. Invecchiato e a gradazione più sostenuta siamo sicuri che potrebbe dare ottime soddisfazioni. A tal proposito, se da bevitori di whisky vivete per la torba alzate pure il punteggio finale!

Voto: 8,6

P.S. Ancora un enorme grazie a Chris e Gabriele di Rinaldi75 per il sample.

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  • Tasting notes

Color: white gold

Nose: an Islay-style with no doubt. We found the tipical smells of Islay: seaweed, salt, lemon peel, unriped pear and a remarkable fragrance of fish (especially sardines and oysters. Stand out against all of them the vulcanized rubber (of tire if you prefer). Could this be an implicit confirmation of the copiuos presence of Ardbeg? Maybe… Among all the other we would like to challenge you to find (as you have done) and find the smell of tar shampoo and burned chicken… Try this at home!

Mouth: it does not seem so “young”. Definitely credit have to be given the the presence of Port Ellen (we are just joking 🙂 )! A praline with salted malt (I really do not believe I’m writing this…) followed by lemons, pepper and tobacco. Oysters again soaked in “their water”. We expected this to be more smoky but it is in an elegant manner. We could bet that in a blind confrontation it could beat other single malt from a similar price range.

Finish: quite long lasting with tar, ash, wet asphalt and just a hint of camphor. Maybe also pineapple?

Match with: we were passing near Arona (in the north of Italy) and have a think of tasting it with one of Luigi Guffanti’s cheese. Said and done, we entered in the shop where Andrea the Valiant, after longs adventures and exausting attempts (but how much we love these kind of things…), take out of the hat an extraodrinary spanish blue-veined (the Cabrales show in the photo above). Whisky has exalted from the cheese a seaweed and marine arome totally amazing.

Final Comments: it’s really a good and balanced whisky. The intent was to represent the style of Islay and… and it entirely succeeded! More aged and with an higher alcohol contect and it will be really a pleasure to drink. Speaking of this, if you like the peat feel free to increase the “final score”!

Score: 8.6

P.S. We would really say again a huge “thank you” to Chris and Gabriele

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Glenlivet “Autumn 2018”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glenlivet

Imbottigliamento: Signatory Vintage, Single Cask Seasons – 2018 Autumn, 11y, 2007 – 2018, first fill sherry

Gradazione: 50,7 %

Prezzo: circa € 70

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Oggi volevamo festeggiare l’arrivo imminente dell’estate con un whisky adatto per l’occasione. Sì, questa era l’idea originale, ma mancando totalmente l’atmosfera,  abbiamo preferito optare per qualcosa di più… meteorologicamente adatto? Versiamo così nei nostri bicchieri un Glenlivet della serie “Seasons” per il mercato tedesco, lo “Autumn” in sherry per la precisione. Sono selezioni provenienti dalle capienti cantine di Signatory, che escono sul mercato quattro volte l’anno cercando di riflettere con i loro aromi lo spirito (scusate il gioco di parole) delle stagioni. A nostro modesto parere negli anni passati le release per l’inverno erano veramente interessanti, come sarà andata con questa? Vediam!

Colore: ambra chiaro.

Naso: estremamente morbido e goloso, dove la parte del leone la fa uno strano mix di  arancia, caramello e alchechengio. Un bel cucchiaio di miele mille fiori non manca e tanto per restare in tema dolciosità, ecco l’ovetto di cioccolato della Kinder! Pronti per la castroneria? Pane fresco appena sfornato!

Gusto: mieloso, seguito da una carellata di peperoncini gialli e rossi, risulta discretamente pungente. E infatti è speziatissimo, con chiodi di garofano, ginepro e cannella. Al secondo assaggio vira decisamente sull’uva e sulla frutta rossa, oseremmo dire ribes. Caramella alla liquirizia e prugne sotto spirito!

Finale: medio, con pesca e ancora peperoncino. Tanto peperoncino! C’è una punta di fumo, per poi mostrare della cicoria e della radice di liquirizia.

Abbinamento: parlando di autunno, possiamo dire che l’abbinamento con le caldarroste sia perfetto!

Commento finale: l’idea di marketing è veramente accattivante come anche l’estetica. Guardando il contentuto, il whisky richiama molto l’autunno con il suo colore e il suo profilo aromatico, soprattutto grazie ad un mix di uva e spezie. Ecco, a nostro avviso in bocca spinge un po’ troppo sulle spezie e sull’arancia amara, insomma ci risulta leggermente spigoloso. Eppure, nonostante questo, “it’s easy to drink”! Allora vada per un…

Voto: 8,4

E anche questa è andata. A pensarci un attimo, abbiamo bevuto un po’ troppi sherry in questo periodo. Promettiamo di cambiare  per la prossima volta!

A presto, Davide e Sebastiano

P.S. Un grazie a Lilla, Vale e Vero per questa degustazione!

 

 

Speyside Region Malt 2001 by “Sansibar”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Speyside Region Malt

Imbottigliamento: Sansibar, Finest Whisky Berlin, 18y, 2001- 2019

Gradazione: 45,6 %

Prezzo: circa € 70

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Torniamo a bere e a festeggiare la fine del lockdown, sempre ovviamente mantenendo le distanze! Come promesso, andremo a saccheggiare qualche imbottigliamento esclusivo per il mercato tedesco. Oggi è il turno di un misteriosissimo malto della regione dello Speyside maturato in sherry ed imbottigliato dal germanico selezionatore Sansibar. Voci di popolo vogliono che sia un Glenfarclas. In effetti, il fatto che il whisky che berremo sia il frutto dell’unione di più botti sorelle, pratica abbastanza usuale per i Glenfarclas tedeschi, è una piccola conferma che le “voci” abbiano detto il vero. Assaggiamo per controllare!

AGGIORNAMENTO! Mi è arrivata una correzione da un canale quasi ufficiale: si tratta di un Glenrothes, non di un Glenfarclas! Grazie mr. D!  

Colore: ambra

Naso: ti spara subito una svalangata di uvetta sotto spirito accompagnata da banana matura. Sapendo di dire forse un’eresia, ci ricorda quasi un rhum! Il profilo, nonostante questo input, resta pulito ed elegante. A farla da padrone è la frutta, anzi proprio una macedonia di frutta rossa (fragole, lamponi e ribes) con aggiunta di fettine di pesca noce e prugne secche. Perdonateci, è l’ora di pranzo e abbiamo fame. A dare un ulteriore guizzo di personalità, ecco un romantico sentore di erba appena tagliata e radici di liquirizia.

Gusto: mmm, che buono! E’ bello pieno, quasi denso, con ancora tanta uvetta cui si aggiungono pesca e albicocche. L’apporto dello sherry è evidente (ma dai!?), ma senza coprire il distillato. Ecco che salta fuori lo zolfo seguito da una punta di fumo. Ci pare di sentire anche la piccantezza di un peperoncino giallo, in ogni caso tutti questi sapori sono meravigliosamente in armonia!

Finale: lungo, di gomma gommosa, con un pazzesco retrogusto di salamella leggermente caramellata: astenersi vegetariani! Una degna conclusione.

Abbinamento: fegato con le cipolle. Pericolosamente fantastico!

Commento finale: allora, siamo davanti ad un Glenfarclas maggiorenne a 70 sacchi in vendita. Ok, non è un single cask, ma un mariage (oggi usiamo il francese) di più botti. Ora però guardatevi allo specchio e chiedetevi: “sono un collezionista o un vergognoso svuota-bottiglie”? Se non siete corsi a comprarvelo subito, sapete a che categoria appartenete. Un rapporto qualità prezzo oseremmo dire vergognoso, quindi spariamo alto!

Voto: 9,2

Perfetto, bere abbiamo bevuto e pure bene! Speriamo vada così bene anche la prossima. #stayTuned

A presto, Davide e Sebastiano

 

Online Whisky Show

Ragazzi, vi riportiamo una bellissima, e ahimè quanto mai necessaria, iniziativa co-organizzata dai ragazzi del Milano Whisky Festival e dai colleghi di WhiskyFacile.
Non commentiamo ulteriormente per non annoiarvi e vi riportiamo paro paro il comunicato stampa ufficiale, dategli un occhio…e soprattutto un bicchiere!

 

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Online Whisky Show:
arriva
la degustazione a casa propria


Tempi senza dubbio unici, quelli che stiamo vivendo: poco ma sicuro. Abbiamo, tuttavia, imparato a trovare nuovi modi, nuove strategie per stare insieme, per non perdere la socialità che, al momento, è invece giustamente preclusa.

Ecco allora Online Whisky Show: un progetto che nasce dalla collaborazione tra il team del Milano Whisky Festival e WhiskyFacile.com per continuare a coltivare insieme la passione per il whisky.

Chi ama degustare whisky di qualità ha ora la possibilità di continuare a farlo, rimanendo a casa e godendo, contemporaneamente, di tutti i benefici di una vera e propria degustazione.

Milano Whisky Festival e WhiskyFacile.com hanno infatti creato una modalità efficace e veloce per soddisfare gli appassionati di tastings e spirits: è sufficiente visitare il sito www.whiskyfestival.it, controllare gli appuntamenti in calendario, iscriversi (sempre tramite il sito) e attendere a casa propria il kit con i sample per la degustazione.

Dopodichè ci si collega tutti simultaneamente tramite la piattaforma Zoom et voilà…il gioco -pardon! – la degustazione è servita.

Gli appuntamenti hanno cadenza settimanale e vedono sempre la presenza di Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci del Milano Whisky Festival e di Giacomo Bombana e Jacopo Grosser di WhiskyFacile.com.

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945 Cell. 346-8548236
MAIL: ufficiostampa@whiskyfestival.it

 


Per i più pigrotti di voi, abbiamo riportato il calendario dei prossimi eventi a cui potrete partecipare, non avete più scuse!

Degustazione On-Line “Tour of Speyside”Martedì 5 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Wilson & Morgan”Martedì 12 maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Sherry Casks”Martedì 19 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Iconic Whisky”Martedì 26 Maggio 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Duncan Taylor”Giovedì 4 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Bruichladdich Distillery”Martedì 9 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Inverhouse Distillers”Martedì 16 Giugno 2020 – h. 21:00
Degustazione On-Line “Glen Moray Distillery”Martedì 23 Giugno 2020 – h. 21:00

Bien, ragazzi, noi ringraziamo robeerta per il materiale e MWF e WF per il lavoro congiunto e vi auguriamo delle buone  bevute!

A presto, Davide e Sebastiano