Clynelish 20y for GLUGLU 2000 Club

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Clynelish

Imbottigliamento: High Spirirts Collection for Gluglu 2000 Club, 20y, ex Bourbon Hogshead

Gradazione: 54,7 %

Prezzo: circa € 200

E’ un periodo che, fra noi bloggers, si aggirano MILLE (cit.) bottiglie di Clynelish da recensire: chi siamo noi per dire no ad una delle nostre distillerie preferite delle Highlands e oltre? Perfettamente a fagiolo il presidente dell’italianissimo Whisky Club Gluglu ha fatto imbottigliare da High Spirits proprio un Clynelish per festeggiare i 20 anni di fondazione. Considerando che il Gluglu è una creatura di Mauro Leoni, brand ambassador per l’Italia della SMWS, e che dietro al nome di High Spirits si nasconde Nadi Fiori, storico selezionatore di whisky, beh le nostre aspettative sono decisamente alte. Non indugiamo e versiamo!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo chiaro.

Naso: limone verde, miele e un attimo di acacia. Siamo in casa Clynelish e ci troviamo davanti tutta una candela, dal fumo alla sua cera. Per restare in tema c’è anche della capocchia di fiammifero. Inchiostro di stilografica! Questo lato “dirty” mantiene comuque una certa eleganza e compostezza (?!). Ci sembra di sentire anche dell’alchegengio e del kumquat, che donano ulteriore freschezza al profilo. A chiudere l’olfatto, troviamo un ricordo di mandorle caramellate, pelle e cuoio. La bottiglia appena aperta spingeva molto sul lato dolce/fruttato, col tempo invece sono uscite le note più sporche del distillato.

Gusto: dotato di un corpo tendenzialmente secco, in bocca si rivela salato e vegetale. Ci ricorda un curioso mix di alga wakame, polpa di pera acerba e peperone verde. Restano poi le caratteristiche che adoriamo di Clynelish, quindi il limone, una sensazione di mare, anzi, di sabbia bagnata. A chiudere il tutto, la castroneria della settimana, inchiostro nero di seppia. Molto piacevole e intenso!

Finale: lungo, dotato di finezza ed eleganza, con il ritorno del fumo, dell’inchiostro e del limone. Resta una sensazione di cicoria, anzi di linfa.

Abbinamento: abbiamo chiesto a Mauro Leoni direttamente, anche lui un feticista come noi dell’arte dell’unire un distillato al cibo. E infatti ci ha tirato fuori dal cilindro un bel dessert, ovvero una mela al forno in gabbia di sfoglia servita con una gelatina agli agrumi. In effetti sembra interessante! Del resto le cene a base di whisky SMWS parlano da sè, no?

Commento finale: le aspettative sono state mantenute. Non è un “mostro di cera”, ma quella nota quasi prepotente di inchiostro gli ha donato una sua personalità che ci ha stregato. E’ una cosa che abbiamo apprezzato molto. Una bottiglia da aprire e da finire. Brava la distilleria e bravi i suoi selezionatori. Salute al Gluglu Club: Sláinte!

Voto: 9,0

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  • Tasting notes

Color: pale yellow.

Nose: unripe lemons, honey and a hint of acacia flowers. Wax, smoke, matchsticks and a note of ink. It closes with a hint of caramelised almonds and leathery notes.

Mouth: dry, salty and vegetal. Wakame seaweed, unripe pears and green bell peppers. Lemon and again a characteristic note of ink and wet sand.

Pairing: baked apples in puff pastry with orange marmalade

Finish: long and elegant. Notes of lemon peel, smoke and ink with a vegetal hint.

Final Comments: It lives up to expectations. It’s not a waxy monster, but the ink notes gives a very peculiar personality to it. Many thanks to the Gluglu Club: Sláinte! 

Score: 9.0

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Highland Park SMWS 4.249

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: Scotch Malt Whisky Society, 4.249, “The mermaid’s marmalade”, 13y, Refill Ex-Oloroso Sherry Butt

Gradazione: 64,6 %

Prezzo: circa € 100

Oggi siamo particolarmente di buon umore e ci pare giusto tirare fuori dal cilindro una bottiglia “adatta”. Frugando in cantina, luogo mitico dove vengono ritrovati Macallan sempre perfettamente conservati, ci imbattiamo in una selezione della Scotch Malt Whisky Society. Sì, direi che ci siamo! Vi risparmiamo per l’ennesima volta la spiegazione dei codici della SMWS (tanto la trovate qua) e concentriamoci su cosa abbiamo davanti: Highland Park IN SHERRY. Oh yeah!
Salta subito all’occhio la gradazione “monster”. Ok, ci sarà stato un angel share molto avaro, assolutamente, ma la spiegazione è un’altra. Alcune distillerie ogni tanto non diluiscono il loro whisky prima di imbottarlo e preferiscono metterlo a riposare paro paro appena uscito dall’alambicco, quindi senza l’aggiunta di acqua (grazie Davide). Ok, fine della lezioncina e…Stappiamo!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo ambrato.

Naso: non molto fumoso, ma profuma estremamente di salsedine, a cui si accompagna un lato mediorientale con pan di spezie al miele, tanti chiodi di garofano e una bella grattatina di pepe bianco. La frutta rossa tipica dello sherry è presente, ma in lontananza, senza snaturare l’anima del distillato. Pietra focaia..e…Cavolo se è catramoso! Chiariamoci bene, non ai livelli di un Islay, ci mancherebbe, però si difende bene. E, giusto per restare in tema, ci sentiamo dentro anche dell’aringa affumicata!

Gusto: inutile nasconderlo, l’alcool si sente, è decisamente pungente. Aggiungiamoci un po’ d’acqua, giusto un due gocce per aiutarlo ad aprirsi e la magia è fatta! Fumo, sale marino, miele millefiori (un Highland Park da manuale), il tutto accompagnato delicatamente dalle sfumature date dalla botte, soprattutto cioccolato Alpaco 66%, uvette e marmellata di fragole. A chiudere, dalla Bretagna, del caramello salato e una piacevolissima sensazione di sottobosco. Anzi, proprio di humus. Il corpo è leggermente oleoso e si beve (ahimè) con estrema facilità!
Ecco, una nostra impressione da prendere con pinze lunghe un metro: ci è sembrato più torbato dei soliti HP. Maybe!

Finale: medio lungo con braci, tabacco e tanto legno bagnato. Veramente accattivante. Retrogusto in chiusura di sirenetta in marmellata (cit.)

Abbinamento: oggi ve ne diamo addirittura tre!
1° banale…provola affumicata.
2° curioso: da bere DOPO aver mangiato dei buoni datteri varietà “Black Diamond” o simili.
3° fatto bene: durante una cena della SMWS Italia, era stato accompagnato ad un petto d’anatra cotto a bassa temperatura e glassato al bergamotto con cardoncelli trifolati. Complimenti allo chef del Ristorante Teatro di Como, veramente.

Commento finale: ragazzi, cosa dire? HP, gradazione piena e pure sherry! Non gli diamo 9 solo perchè la gradazione si fa sentire anche per noi alcolizzati irrecuperabili. Ma siamo lì. Abbiamo poi apprezzato molto la scelta della botte, che non ha coperto l’eleganza e la finezza tipiche di questa distilleria. A tal proposito, settimana prossima anallizzeremo un whisky dove è stato usato un legno diametralmente opposto. Per concludere…Chapeau!

Voto: 8,9

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  • Tasting notes

Color: amber

Nose: not very smoky, but we can smell lots of maritime notes. Honey gingerbread, cloves and a dash of white pepper. Subtle red fruits from the sherry cask along with a hint of tar and flint stone. 

Mouth: strong alcohol. With water: smoke, seasalt, wildflower honey. Raisins, strawberry jam and a sweet note of chocolate. Fresh humus and salted caramel.

Finish: medium-long. Soot, tobacco and damp wood.

Pairing: 1° smoked scamorza cheese.
2° “Black Diamond” dates.
3° sous-vide duck breast with bergamot sauce and sautéed cardoncelli mushrooms.

Final Comments: a textbook ex-sherry HP. The high ABV it’s a bummer.

Score: 8.9

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Degustazione “SWMS” 28 gennaio: resoconto

Come vi avevamo anticipato, lunedì 28 gennaio, presso le mura amiche dell’Irish Pub Mulligans di Milano, si è svolta la prima degustazione dell’anno della Scotch Malt Whisky Society e noi eravamo lì presenti. Tema della serata sono stati 4 imbottigliamenti, cit.,  “Around 30 years old”. Ehi, ma nella foto sotto le bottiglie sono 5, why?

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Questi in effetti erano i 4 whisky ufficiali:

50.103  28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland
39.169  29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside
35.226  32yo 1986  45.8 % 1st fill Oloroso finish from Speyside
72.68    33yo  1984  52.1% 2nd fill Bourbon barrel from Speyside

E già qua potevamo ritenerci più che soddisfatti, ma, per far cifra tonda (?), ai 4 whisky previsti ne è stato aggiunto un quinto. Ragazzi, che dire…male non è decisamente andata! Ne parlavamo con un ragazzo che era seduto di fianco a noi. Di solito il primo whisky nelle degustazioni è sempre il più semplice, tranquillo, lo sfigatino del gruppo. Un NAS o un dieci anni quando va bene. Qua si partiva con un Longmorn di 25 anni single cask, nonsosecisiamospiegati. In molte degustazioni sarebbe stato servito per ultimo o penultimo, qua abbiamo iniziato con questo, chapeau!
Come noterete, vi abbiamo riportato anche le note ufficiali degli imbottigliamenti, veramente ardite e al contempo poetiche. Ma come fanno? I brand ambassador ci hanno spiegato che la SMWS disponde, per la stesura delle suddette, di un team di circa 30 persone, che si alternano a gruppi di 7 per ogni singola bottiglia. Poche storie: tante bocche e tanti nasi a disposizione creano delle tasting notes con uno spettro ampissimo.
Ora però andiamo a spulciarli. Giusto una precisazione: non abbiamo dato un nostro parere al “finale”, in quanto le bottiglie erano state giustamente aperte da poco e quindi avevano subito poca ossigenazione.

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7.194 Longmorn 25yo 1992 53.4% Refill Ex-Bourbon Hogshead from Speyside 

Colore: giallo chiaro.

Naso: morbido e dolce, dove la parte del leone la fa un’accoppiata di miele e rose. La frutta gialla matura non manca, seguita da sensazioni di toffee e, arriva la castroneria, di orsetti gommosi della Haribo.

Gusto: tipico Longmorn (quindi buonissimo), frizzante e leggermente pungente con note di limone e dragoncello, frizzante pungente. Si ammorbidisce col tempo mostrando banana e melone.

Commento finale: al naso, in un contesto alla cieca, non avremmo mai indovinato cosa avevamo nel bicchiere. In bocca, al contrario, risalta tantissimo la distilleria d’origine. Un whisky didattico per questa dicotomia, ma soprattutto un ottimo inizio!

Voto: 8,5

An attractive nose – subtle peach, fruit pastilles and apricot jam; then so much sweet, floral, honey, nectar stuff you could be a bee; leather and sanded wood come later. The gentle, sophisticated palate gives smooth caramel, jam tarts and sherbet straws – the apricot jam is now on croissants. Very attractive notes of oak, liquorice and bitter lemon enhance the finish – a pleasure in the mouth and still a pleasure after it’s gone. The reduced nose finds flower petals, strawberry and chocolate-dipped marshmallows on a wooden platter. The palate is softer and sweeter – butterscotch, honey and ripe melon – lip-smacking, tasty and more-ish.


 

50.103 Bladnoch 28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland

Colore: giallo chiaro.

Naso: non sappiamo come definirle meglio, si avvertono note “sporche e chiuse”. Cerchiamo di fare degli esempi per spiegarci meglio: un libro bagnato, un locale chiuso, e dei funghi appena colti rendono l’idea? Noci e porridge chiudono il cerchio.

Gusto: esattamente il contrario, risultando fresco e balsamico, con zenzero, foglie di menta e pompelmo rosa. Anzi, ci ricorda un tipo di crema pasticcera al limone, di scuola francese, che viene preparata senza l’utilizzo di farina, risultando quindi leggera ed estremamente aromatica. Tanto coriandolo!

Commento finale: è la nostra preferita delle Lowlands e una delle nostre “distillerie feticcio” in generale. Non potevamo certo rimanere delusi. Veramente ottimo come aperitivo!

Voto: 8,7

Aromas carried a funky complexity that darted between the stone fruits of marsanne wine and the sweet earthiness of porcini mushrooms. Chestnuts and hazelnuts merged with porridge and soft leather before lychee-laden fruit pulled the cork on a bottle of gewurtztraminer wine. Soft and juicy honey baked pears came served with coconut and Turkish delight, dusted with dark chocolate shavings and a squeeze of fresh lime. Gentle floral notes returned with lavender and violets that seamlessly blended into blueberry muffins topped with milk chocolate. A delightfully waxy mouthfeel persevered to the finale with the tingle of fresh ginger, sweet baked apples and a buttery finish.


 

39.169 Linkwood 29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside

Colore: giallo chardonnay 2015 (si, ok,  a questo punto della serata l’alcool cominciava a farsi sentire!).

Naso: solo leggermente floreale. Infatti la rosa che noi apprezziamo tanto nei Linkwood qua è coperta dalla botte “toasted”. Odori di fumo, tostato per l’appunto, e solo in sordina i fiori. Le note ufficiali parlano di lenticchie ed è azzeccatissimo. Ci pare di sentire anche del melario!

Gusto: sensazioni di forno gradevoli come torta margherita e liquirizia, che vanno a braccetto con altre derivanti dalla botte come pane e caramello bruciacchiati. Purtroppo causa deformazione personale non riusciamo ad apprezzare appieno questo ultimo lato, come potete immaginare. Per fortuna cedro e arancia addolciscono il tutto.

Commento finale: il whisky che ci è piaciuto di meno, per il motivo riportato sopra. Ma potete benissimo capire come questo sia, ahimè, una nostra mancanza!

Voto: 8,3

A yummy rummy, sweet and fruity aroma of French bean vanilla ice cream with lychees, Frangelico and liqueur soaked chocolate Maraschino cherries. Delicate but full of flavours at the same time, honey on burnt toast, rocky road crunch bars with a late burst of a fruit juice made with a blend of orange, lemon, grapefruit, tangerine and lime. With water we were standing next to a potted flower display, some chewing Manuka honey lozenges whilst others enjoyed rum and raisin ice cream. After twenty six years in an ex-bourbon hogshead we transferred this whisky into a second fill toasted hogshead.


 

35.226 Glen Moray 32yo 1986  45.8 %  1st fill Oloroso finish from Speyside

Colore:  ambra.

Naso: caldo e invitante. Composta di castagne, arancia rossa matura e morbido cuoio sono i protagonisti iniziali, cui seguono legno, profumi di panetteria e un tocco di cera. Lacca per i mobili!

Gusto: corpo morbidissimo. Marmellata di fragole e arance, con tante mandorle e cioccolato al latte. Non stucchevole però, grazie ad un pizzico di sale e di acidità di uva spina. Una bevibilità assolutamente pazzesca, complice anche la gradazione non elevata. Fossimo ricchi, sarebbe la bottiglia perfetta da far sparire in pochi minuti ogniqualvolta avessimo ospiti a cena!

Abbinamento: assaggiandolo ci è venuto in mente subito una bella rib-eye irlandese frollata 45 giorni. Sì, ok, lo ammettiamo: l’avevamo mangiata pochi giorni prima e il ricordo ci ha aiutato!

Commento finale: ha i tipici profumi e sapori dello sherry, ma in maniera elegantissima. Il rischio con gli sherry bomb è che comunque risultino tutto sommato sgraziati con magari delle sensazioni astringenti e leggermente fastidiose. Ma non è questo il caso. Buonissimo!

Voto: 8,8

This begins with a beautifully delicate floral aspect. Notes of hawthorn, meadow flowers, pine resin, elderflower champagne, apple pie and earth all converge. Then it’s soot, green fruits, lemon balm, gooseberry compote, rancio and fresh brown bread. A total delight! With water there is a champagne like effervescence along with wax, furniture polish, aged pinot noir, herbal liqueurs, dried mango and an old ink pot. On the palate it opens with a saline oloroso note mingling with fruit scones, spun sugar, treacle sponge, salted peanuts, hazelnut spread, Dundee cake and lemon jelly. A little water evolves things towards orange bitters, molten toffee crisp, a meaty earthiness and finally notes of red fruit teas, orange marmalade, cola cubes and strawberry wine. Transferred at 30 years of age into a first fill oloroso hogshead.



72.68 
Miltonduff 33yo  1984  52.1%  2nd fill Bourbon barrel from Speyside

Colore: giallo paglia.

Naso: balza subito in prima linea la miscela orientale detta “5 spezie” e del thè nero, cui seguono una bella polpa di pera e albicocche disidratate. Non manca anche un bel bouquet estivo, erba e fiori!

Gusto: Cioccolato al latte e ancora spezie, sorpattutto cannella. Zucchero di canna integrale, tanti fichi neri e chiude con una punta di acido da frutto della passione. Possiamo dirlo? E’ un mix di sapori da “nord Europa” che abbiamo straadorato! In deglutizione  ci ricorda certe bagne al thé!

Abbinamento: la moglie di Mauro ha omaggiato la platea con un ottimo panforte fatto da lei stessa. La qualità dell’impasto ha strappato un deciso “ok” da parte del nostro pasticciere. E anche il matrimonio con il Miltonduff era perfetto. Avanti così!

Commento finale: se il whisky precedente l’abbiamo premiato per la sua bevibilità, qua invece premiamo la complessità. A nostro avviso il migliore della serata!

Voto: 9,0

The key note on the nose was perfumed, floral and summery (meadows, hedgerows, nosegays) but we also got old-fashioned confectionery, Christmas cake, tea chests and deep leather sofas. It was fruit that first jumped out of the palate – pear and passion-fruit, blackcurrant sorbet and figs in syrup; then marshmallow and chocolate sweetness arrived, leaving deeper notes of cinnamon, leather and tobacco on the finish. The reduced nose – jam donuts, Black Forest gateau, pears Belle Helene, Amarena cherries and fruit and nut chocolate. The palate now balanced perfumed sweetness (fruit crumble, blackberry yoghurt) with menthol and tobacco tannins on the after-taste.


 

Una mega ed estenuantissima (averne!) sessione che si è felicemente conclusa! Un enorme grazie agli ambassador Mauro e Alessandro Leoni per averci permesso di partecipare. Ci hanno fatto scoprire, oltre che dei grandissimi whisky, anche particolari e aneddoti della SMWS che ignoravamo. Una considerazione personale: siamo ghiotti di 2nd refill dal lungo invecchiamento, e qua sapevamo di cascare bene. Vi lasciamo con un piccolo spoiler: alla prossima degustazione della SMWS ci saranno altre…bottiglie costiere non esattamente giovani!

Tornando a noi, per ora non possiamo anticiparvi nulla, ma vi lasciamo con una anticipazione: tenetevi liberi per metà marzo, fidatevi! #AnteprimeMondiali

A presto, Davide e Sebastiano

 

Degustazione “SWMS” 28 gennaio

Innanzitutto buon 2019 a tutti, siamo riusciti a sopravvivere a questo periodo di grandi abbuffate e rieccoci di nuovo qua!
Per oggi non recensiremo whisky, ma scriviamo per segnalarvi un evento di quelli che non potete assolutamente perdere. Parliamo della prima degustazione del 2019 organizzata dalla SMWS Italy e si svolgerà presso il Mulligans di Milano, sede più che nota negli ambienti whiskayoli (ciao Giuseppe!), lunedì 28 gennaio, ore 21!
Il titolo della serata sarà “Around 30 years old”. Why? Beh, dai numerini riportati sulle bottiglie sotto potete farvi una idea: eh sì, il più giovane parte dai 28 anni.
Andiamo però a vedere nel dettaglio l’elenco dei whisky, con tutte le distillerie “coperte” dal caratteristico codice numerico della SMWS:

50.103  28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland
39.169  29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside
35.226  32yo 1986  45.8 %  1st fill Oloroso finish from Speyside
72.68    33yo  1984  52.1%  2nd fill Bourbon barrel from Speyside

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La degustazione sarà tenuta dai due Brand Ambassador italiani della SMWS, ovvero Mauro e Alessandro Leoni, che, dobbiamo dire, hanno portato a casa delle bottiglie a dir poco interessanti.

Al link sottostante avrete la possibilità di registrarvi per partecipare all’evento:

https://www.smws.com/whisky-around-30-years-old-milan

Mentre QUI troverete il collegamento alla pagina Facebook.

Prima di concludere, volete un altro motivo per non mancare? Siccome la degustazione inizierà alle ore 21.00, ci si può “fare il fondo” con i piatti della cucina del Mulligans,
nonsosecisiamocapiti!
Purtroppo a tutte queste tentazioni noi non sappiamo resistere e quindi saremo presenti e ben felici di esserlo! Venite a salutarci, mi raccomando!

A presto, Davide & Sebastiano

P.s. già che siamo in argomento, stiamo lavorando per ripartire anche noi con le degustazioni: a breve arriveranno le date!

P.p.s. chiediamo scusa ai nostri lettori per gli scarsi aggiornamenti dell’ultimo periodo, ma siamo senza un PC funzionante e ci stiamo appoggiando a mezzi decisamente di fortuna. Never give up!

 

Springbank 21y “SMWS” 27.112

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento: SMWS, 27.112, “A broadside cannon barrage”, 1996 – 2017, 1st Fill Ex-Sherry Butt

Gradazione: 54,7 %

Prezzo: circa 320 €

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Il Milano Whisky Festival si è concluso decisamente in maniera positiva. Adesso lasciateci ancora un po’ decantare e poi potrete leggere il nostro entusiasmante (?!?) resoconto. Come anticipazione, è doveroso segnalarvi la “riapparizione” della SMWS al suddetto evento. E altrettanto doverosa era una nostra visita per vedere cosa avevano da offrire al pubblico assetato. Ragazzi, c’erano degli autentici pezzi da 90. Decidiamo di provare uno Springbank di 21y, il 27.112, “a broadside cannon barrage”, ‘na robetta da tutti giorni insomma. Giusto per rinfrescarci la memoria, ci autocitiamo: “il primo numero rappresenta la distilleria secondo l’ordine temporale di imbottigliamento della SMWS, il codice dopo invece è il numero di single cask finora da loro selezionati”.
Bien, detto questo, sarà veramente una cannonata? Andiamo a scoprirlo insieme!

Colore: ambra scura.

Naso: che potenza. L’alcool si sente, ma esalta questa sensazione! Elementi minerali (pietra focaia?) e terrosi vengono avvolti da cioccolato fondente, pepe nero e melassa. C’è della spremuta di frutta rossa , anzi frutti di bosco, anzi more! Non si ferma e in questa pienezza possiamo trovare cuoio bagnato, olio di  motore e aceto balsamico.
Ma dategli ancora tempo e comincerà ad uscire un fumo di plastica bruciata e un grasso lucido di scarpe. C’è anche una punta di marino, oddio uova di pesce. Non possiamo rinunciare alla nostra castroneria settimanale, no? Miele di melata a chiudere il tutto! Poteva essere semplice e diretto, invece ci sono mille sfaccettature!

Gusto: sbadabamm parte due! Una spremuta di arancia rossa dolce, bella ricca e solo leggermente aspra e astringente. Ecco che poi arriva il lato dirty made in Campbeltown: l’arancia vira in arancia amara e si sente una sensazione pazzesca di terroso, con plastica e fumo! A fare da contraltare, ed è qui che ritorna la botte, andiamo con liquirizia, cola e sciroppo di tamarindo. Insomma, sentori di sherry sporco. Ha degli elementi che ricordano certi liquori alle erbe. Datecene ancora!

Finale: lungo, meravigliosamente minerale e fumoso. Ci pare di sentire del balsamico, anzi no, della canfora e un po’ di solvente. Ancora arancia rossa!

Abbinamento: godetevelo da solo! Oddio, con questo freddo però…ma sì, diamoci dentro! E’ superbo con uno zampone o con un cioccolatino fondente ripieno con albicocca e fava di tonca! #ciaopoveri

Commento finale: fantastico! La cosa impressionante è come una botte superattiva dopo 21 anni sia riuscita non solo a non sopraffare il distillato, ma addirittura ad esaltarlo. Non è un whisky per tutti, se fosse un vino sarebbe un Amarone, tenete bene a mente questo.  Il cannone era in effetti un cannone. Considerando che a noi questa potenza e questo “sporco complesso”  ha esaltato non poco, lo premiamo con un meritatissimo…

Voto: 9,1



Tasting notes
:

Color: dark amber

Nose:powerful! We can feel the alcohol, but it exalts this feeling! Mineral (flint stone?) and earthy elements are wrapped by dark chocolate, black pepper, and molasses and blackberries! Again: wet leather, motor oil and balsamic vinegar.
We wait and a burnt plastic smoke and a shiny shoe grease appears. Slightly marine, perhaps fish eggs. He ends up with honeydew to close everything!

Mouth:powerful again! A sweet red orange juice, beautifully rich and only slightly sour and astringent. Then it comes the “made in Campbeltown” side: you feel a crazy feeling of earthy, with plastic and smoke! Finally here the barrel returns with liquorice, cola and tamarind sciropppo. It has some elements reminiscent of some herbal liqueurs. We still want it!

Finish: long, wonderfully mineral and smoky with camphor and a little solvent. Still red orange!

Food Pairing: amazing with a traditional italian “cotechino and zampone” or with a dark chocolate filled with apricot and cocoa beans.

Comment: fantastic! An active cask that does not cover the distillate, but exalts it. A real “cannon”. Not for everyone, but really intriguing!

Score: 9,1

 

 

Presentazione SMWS Italy

Martedì 27 aprile siamo stati invitati alla presentazione per il ritorno della mitica Scotch Malt Whisky Society (SMWS per gli amici) in Italia.

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Parliamo di ritorno in quanto già qualche anno fa la SMWS si era avventurata nella nostra penisola: ricordiamo, infatti, la loro presenza ad un Milano Whisky Festival passato, purtroppo con poche fortune. I tempi allora erano acerbi mentre adesso dovrebbe essere la volta buona: staremo a vedere! I nostri bicchieri sono sempre vuoti, quindi certi eventi ben vengano sempre.
A tal proposito, un enorme grazie a Mark Van Der Vijver per averci invitato!
La serata, guidata dal nuovo brand ambassador italiano Mario Leoni di GlugluClub 2000, si è svolta nella bellissima cornice dell’ Octavius Bar, presso il The Stage di Milano.
Sono stati presentati 5 nuovi imbottigliamenti della SMWS accompagnati da altrettanti finger foods. Vi postiamo la foto del menù, così, per farvi vedere quanto abbiamo sofferto per voi.

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Per la spiegazione di tutti quei “numerini strani”, vi rimandiamo alla nostra recensione di un vecchio Highland Park SMWS dove troverete tutti i dettagli del caso.
Sono stati presentati quindi 4 whisky, sì giovani a dire il vero, ma dotati di grande carattere. Ovviamente spiccava fra questi il quinto whisky, un Glenlossie di ben 24 anni di età!
Tutti i piatti sono stati preparati e presentati molto bene, soprattutto lo scampo, cottura perfetta, e il controfiletto. Menzione d’onore al matrimonio fra il risotto al castelmagno e il Glenlossie: la sapidità del formaggio andava fantasticamente a braccetto con i sapori di frutta del whisky.
Una sola nota negativa: l’abbinamento del controfiletto con il Dalmore e della tarte tatin al pompelmo con il Glenlivet, a nostro modestissimo avviso, non erano molto azzeccati. Che sia chiaro, parliamo solo dell’abbinamento e non della qualità dei prodotti serviti (anzi, a dirla tutta, quel Glenlivet ex-sherry…mmm!).
Finita la degustazione è saltata fuori una special guest star: un Laphoraig 18y a gradazione piena, come tutti gli imbottigliamenti SMWS del resto. Saremo anche degli italiani medi, tutto quel che volete, ma era veramente notevole! Una “ciliegiona” sulla torta per concludere la bellissima serata.
Pensando al futuro, per le prossime degustazioni la SMWS ha effettuto una partnership con il già citato Octavius Bar e l’ Irish Pub Mullligans del nostro caro amico Giuseppe Bertoni. Complimenti per la scelta, assolutamente nulla da eccepire!
In ogni caso, parlando da amanti del whisky, siamo molto contenti del ritorno della SMWS in Italia. Vuol dire avere a nostra disposizione tanti imbottigliamenti di qualità che prima ci erano preclusi. I dettagli per l’iscrizione al club li trovate sempre sulla loro pagina ufficiale.
Sulla nostra pagina Facebook invece troverete le altre foto dell’evento (bottiglie, piatti, ecc) , mentre QUESTO è il link della pagina Facebook della SMWS Italy.
Per concludere, facciamo un in bocca al lupo alla SMWS e a Mario per il suo nuovo incarico!

Detto questo, prossimo appuntamento con i sottoscritti dal vivo con la degustazione di “Douglas Laing”.

Siate folli, siate assetati (?!?)
Davide & Sebastiano

 

Highland Park 15y SMWS 4.213

Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: 1999- 2015, 1st Fill Ex-Bourbon Barrel for SMWS

Gradazione: 56,6%

Prezzo: circa €  130

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Si è appena concluso il Rum Festival di Milano (di cui a breve vi faremo un resoconto) e, da bravi figlioli prodighi, torniamo felici nei nostri territori alcolici più abituali. Ah, brutta roba la nostalgia!
Oggi il menù ci riserva un Highland Park selezionato, rullo di tamburi,  dalla SMWS, alias “The Scotch Malt Whisky Society”. Parliamo di un club segretissimo (ehm!) nel mondo del whisky, fondato ad Edimburgo nel 1983 ad opera di Phillip “Pip” Hills. In pochi anni la società si è espansa a livello mondiale, andando a coprire tutti i continenti, Antartide a parte. Si sa, ghiaccio e whisky non funzionano bene insieme!
Le selezioni del Club sono molto particolari, l’etichetta balza subito all’ occhio: abbiamo un numero seguito poi da un codice e da una breve frase.
Il primo numero rappresenta la distilleria secondo l’ordine temporale di imbottigliamento della SMWS, il codice dopo invece è il numero di single cask finora da loro selezionati. Ci spieghiamo meglio: Highland Park è stato il quarto (4) single malt imbottigliato dalla SMWS, e questo nello specifico è il 213esimo single cask sempre da loro selezionato.
QUA trovate i codici rappresentanti le altre distillerie.
La breve frase scritta sotto rappresenta una brevissima, ma efficace, analisi sensoriale della bottiglia effettuata dai selezionatori della SMWS.
Insomma, la loro idea è quella di vendere non tanto una distilleria, ma piuttosto una “sensazione”. Molto bella come cosa! Saranno stati efficaci in questo caso? Vediamo subito!

Colore: giallo chiaro

Naso: miele e paraffina, è decisamente molto più oleoso rispetto agli imbottigliamenti ufficiali. Linfa d’erba e dragoncello sembrano completare il quadro. Tutto molto bello, ma il fumo? Dov’è il fumo?! Che peccato, è un tratto caratteristico di HP che noi adoriamo e qui manca. Amen, avranno selezionato questa botte perchè era divers…oddio! Eccolo finalmente, doveva solo ossigenare ulteriormente! E’ sempre il fine fumo made in Orcadi, eppure in quantità assurde, sembra di avere un caminetto che si sta spegnendo in mezzo alla stanza. In tutta questa coltre ci sono poi dei gradevoli profumi di mela cotta, buccia di banana e pesca con una spruzzatina di narciso.

Gusto: inizia subito dolce, praticamente mieloso con vaniglia e una grattatina di pepe. E’ solo un attimo però, poi sembra di essere in una salina. Sale, sale e ancora sale!  Il lato erbaceo del naso è ancora presente in bocca, per poi cedere il posto ad un sapore di pop corn. Ora sappiamo con cosa allietare la visione di un film quando andiamo al cinema, altro che il solito cestello! Il fumo non poteva ovviamente mancare e porta con sè anche una certa sapidità. L’aggiunta di acqua va ad aumentare il lato dolce del distillato, per quanto noi l’abbiamo preferito “nature”, più sporco.

Finale: di media lunghezza, con tanto fumo. Equilibrato, non complesso.

Commento finale:  i single casks di Highland Park regalano spesso delle vere e proprie perle e questa selezione della SMWS non è da meno. Per darvi una idea, è come l’imbottigliamento di base, il 12y, ma in versione “più”: più fumo, più olio, più miele, ecc. ecc., pur mantenendo una armonia ed una eleganza davvero notevoli. Premiamo quindi questa selezione con un bel…

Voto: 8,8

P.s. sì, l’etichetta del whisky a nostro avviso rispecchia molto bene l’anima del distillato:
con termini diversi abbiamo detto praticamente le stesse cose.