Timorous Beastie “Small Batch Release”

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, Timorous Beastie, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 46,8 %

Prezzo: circa € 45

Prosegue il nostro viaggio fra i blend rappresentanti i vari “terroir” scozzesi creati dalla Douglas Laing! Oggi ci spostiamo verso le austere Highlands. A rappresentare i duri uomini del nord della Scozia, abbiamo ovviamente in etichetta sulla bottiglia un vichingo topo grassoccio e felice. Perchè? Storicamente le distillerie hanno sempre avuto un loro gatto- mascotte. Ma perchè la luce brilli occorre che ci sia l’oscurità (!?) ed ecco qua il ruolo del nostro roditore. E’ giusto che anche lui abbia il suo momento di gloria, no?
Dell’esterno abbiamo parlato, ma cosa abbiamo dentro la bottiglia? L’etichetta ci parla di Blair Athol, Glen Garioch, Dalmore e Glengoyne e altri non dichiarati. Bene, bene…Assaggiamo!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: wow, com’è ceroso! Magari nel blend è presente anche del Clynelish, chi lo sa? A dare charme anche una sensazione di libri umidi e cuoio. Non manca la frutta, seppure in maniera “alternativa”, in quanto la parte del leone è tutta per la buccia di uva bianca e di pera. Solo in lontananza dell’ananas acerbo e della mela granny smith. A chiudere una punta di incenso.

Gusto: una dolcezza che ti ricorda subito uno strano mix di caramella d’orzo e biscotto integrale al burro, magari con un pizzico di sale. Una grattatina di pepe bianco, zenzero e noce moscata. Risulta leggermente astringente, oseremmo dire tanninico. Ci ricorda la buccia della pera sentita al naso. Secco in deglutizione.

Finale: di media lunghezza, tanninico e pepato. Dopo qualche secondo si avverte molto fumo di braci.

Abbinamento: vale la pena sbattersi. Andate in caccia di un arancino salato al pistacchio e mozzarella. Il grasso della preparazione crea un’autentica meraviglia in bocca col secco e leggermente dolce del nostro distillato. Attenzione alla linea! (Ringraziamo gli amici di Oltrecafè per il suddetto arancino!)

Commento finale: rustico, un poco tagliente, ma tanto buono. Un giovane (tale è la miscela) vecchio burbero dal cuore d’oro. A noi è piaciuto molto, ma la sua austerità potrebbe dar fastidio a qualcuno in cerca di un whisky più morbido. Non è il nostro caso e siccome si presta anche bene agli abbinamenti (provatelo anche con un Comtè di 48 mesi) gli diamo un bel…

Voto: 8,5

P.S. Ancora un enorme grazie a Chris e Gabriele di Rinaldi75 per il sample.

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  • Tasting notes

Color: pale yellow

Nose: what a lovely waxyness! Maybe there’s some Clynelish in this blend. A slight hint of old books and leather adds a charming accent to the distillate. Next comes a powerful fruity note of white grapes and pear’s skin, along with subtle notes of unripe pineapple and Granny Smith apple.

Mouth: a strange but interesting mix of barley candy, shortbreads and a pinch of salt with notes of white pepper, ginger and nutmeg. It’s a bit dry and tannic, reminescent of the aforementioned pear’s skin.

Finish: medium-long, tannic and peppery. A note of coal smoke emerges after a while.

Pairing: this whisky needs a proper pairing. A salted pistachios and mozzarella arancino should do the job. The greasy note perfectly matches the dry and slightly sweet notes of the whisky. Keep an eye on the calories intake! (We’d like to thank our friends at Oltrecafè for that fantastic arancino).

Final Comments: a bit sharp and rustic, but it’s a lovely spirit. A young crusty old whisky with a golden heart. We liked it a lot, but it tends toward an austere side that could bother the connoisseur looking for a rounder whisky. This is not our case and we also recommend to pair it with a Comtè cheese aged for 48 months.
All things considered, we rate this whisky…

Score: 8.5

P.S. We would really say again a huge “thank you” to Chris and Gabriele

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Big Peat “Small Batch Release”

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, Big Peat, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 50

peat

Le vacanze sono finite e, per compensare (really?), ricominciano da oggi le nostre recensioni! Continuiamo così con la mitica serie “Remarkable Regional Malts” by Douglas Laing e oggi tocca all’imbottigliamento probabilmente più famoso di tutti, il “Big Peat”, cui spetta di rappresentare lo stile di Islay. Mica pizze e fichi! Famoso anche per la grafica della scatola che balza decisamente all’occhio: ci troviamo infatti uno dei più simpatici bevitori di whisky della storia, il Captain Haddock della serie a fumetti TinTin. Corrono voci che, in realtà, ci sarebbero anche delle persone della famiglia Laing nei tratti del suddetto marinaio, ma nulla di ufficiale, sia ben chiaro eh!
A proposito di scatola, anche qua notiamo la “ricetta” del nostro blend scritta sulla confezione. Siamo di fronte ad un mix di Ardbeg, Caol Ila, Bowmore e di…Port Ellen (sì, la distilleria chiusa), il tutto a 40 p.p.m di torba.
Due considerazioni prima dell’assaggio:
1- la presenza di Port Ellen non deve stupire, Douglas Laing ne possiede fra le sue scorte numerose botti. Poi sicuramente ne verserà una dose irrisoria nel batch, ma noi ci accontentiamo. No?
2- guardando il livello di torbatura, l’unica distilleria fra le presenti che spinge così tanto è Ardbeg, quindi è probabile che sia il malto principale del nostro blend. Not so bad!
Ok, ora stop alle masturbazioni mentali e versiamoci da bere!

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  • Note di degustazione

Colore: giallo pallido.

Naso: decisamente Islay-style. Abbiamo i sentori tipici dell’isola e quindi alghe, sale marino, buccia di limone, pera acerba e un notevole profumo di pesce, soprattutto sarde e ostriche. Fra tutti però svetta la gomma vulcanizzata o copertone che dir si voglia. Una conferma dell’ abbondante presenza di Ardbeg? Chissà! Fra le note curiose che ci hanno colpito aggiungiamo dello shampoo al catrame e del pollo bruciacchiato. Take this!

Gusto: non sembra neanche così giovane. Sicuramente è merito del Port Ellen (si scherza ovviamente)! Una caramella al malto salato (eh?) si accompagna a tanto limone, pepe e tabacco. Ostriche, con la loro acqua, decisamente pervenute. Esatto, è molto sapido. Ce lo saremmo aspettato esageratamente fumoso, invece lo è in maniera elegante. Alla cieca siamo convinti che darebbe la birra a molti single malt isolani pari prezzo.

Finale: medio lungo con catrame, cenere, asfalto bagnato e un accenno di canfora. Ananas?

Abbinamento: eravamo di passaggio da Arona e abbiamo pensato subito di provarci assieme un formaggio di Luigi Guffanti. Detto fatto, entriamo in negozio dove il prode Andrea, dopo varie ed estenuanti prove, ci tira fuori un erborinato spagnolo fuori scala, il Cabrales che vedete sotto in foto. Il whisky ha tirato fuori dal formaggio una alga, sì esattamente, e una marinità assolutamente pazzesche. Amazing!

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Commento finale: è veramente molto buono e equilibrato. Voleva rappresentare lo stile di Islay e ci è riuscito perfettamente. Invecchiato e a gradazione più sostenuta siamo sicuri che potrebbe dare ottime soddisfazioni. A tal proposito, se da bevitori di whisky vivete per la torba alzate pure il punteggio finale!

Voto: 8,6

P.S. Ancora un enorme grazie a Chris e Gabriele di Rinaldi75 per il sample.

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  • Tasting notes

Color: white gold

Nose: an Islay-style with no doubt. We found the tipical smells of Islay: seaweed, salt, lemon peel, unriped pear and a remarkable fragrance of fish (especially sardines and oysters. Stand out against all of them the vulcanized rubber (of tire if you prefer). Could this be an implicit confirmation of the copiuos presence of Ardbeg? Maybe… Among all the other we would like to challenge you to find (as you have done) and find the smell of tar shampoo and burned chicken… Try this at home!

Mouth: it does not seem so “young”. Definitely credit have to be given the the presence of Port Ellen (we are just joking 🙂 )! A praline with salted malt (I really do not believe I’m writing this…) followed by lemons, pepper and tobacco. Oysters again soaked in “their water”. We expected this to be more smoky but it is in an elegant manner. We could bet that in a blind confrontation it could beat other single malt from a similar price range.

Finish: quite long lasting with tar, ash, wet asphalt and just a hint of camphor. Maybe also pineapple?

Match with: we were passing near Arona (in the north of Italy) and have a think of tasting it with one of Luigi Guffanti’s cheese. Said and done, we entered in the shop where Andrea the Valiant, after longs adventures and exausting attempts (but how much we love these kind of things…), take out of the hat an extraodrinary spanish blue-veined (the Cabrales show in the photo above). Whisky has exalted from the cheese a seaweed and marine arome totally amazing.

Final Comments: it’s really a good and balanced whisky. The intent was to represent the style of Islay and… and it entirely succeeded! More aged and with an higher alcohol contect and it will be really a pleasure to drink. Speaking of this, if you like the peat feel free to increase the “final score”!

Score: 8.6

P.S. We would really say again a huge “thank you” to Chris and Gabriele

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Scallywag “Small Batch Release”

  • Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, Scallywag, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 50

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Periodo di blend su queste pagine! Dopo la mezza delusione del “Cosmo”, abbiamo deciso di rifarci, puntando tutta la “Remarkable Regional Malts” del selezionatore Douglas Laing. Della serie, importata in Italia da Rinaldi 1957, avevamo gà provato l’isolano “Rock Oyster“, e ci era piaciuto parecchio. Oggi tocca allo “Scallywag”, frutto dell’unione di malti, a predominanza ex-sherry, tipici della zona dello Speyside.
Balza subito all’occhio il peloso sull’etichetta ed è infatti un richiamo alla stirpe di Fox Terrier appartenenti da generazioni alla famiglia Douglas Laing. Molto carina come cosa!
Ora però accantoniamo il lato cinofilo del distillato e torniamo a  dedicarci al contenuto. Con cosa è stato fatto? Sull’etichetta vengono citati nientepopodimenoche Macallan, Glenrothes e Mortlach, più altri “generici speysider”. Ehi, caro Scally, hai catturato la nostra attenzione! Versiamo, versiamo.

  • Note di degustazione

Colore: oro scuro.

Naso: ha un attacco che ci riporta subito alla mente i vin brulé che si bevono nei rifugi in montagna. Dopo un minimo di ossigenazione, ci spostiamo sull’uva passa e il mosto d’uva per proseguire con pesca e prugna mirabella. Dalle spezie alla dolcezza. A dare più carattere al profilo, abbiamo una curiosa sensazione della crosticina di una bistecca ben caramellata, una spruzzata di acqua ragia e un non so che di solforoso. Da notare però che questo lato “dirty” è comunque solo leggermente accennato. Il bicchiere vuoto profuma di banana matura.

Gusto: coerente con il naso, quindi è dolce, speziato caldo e polposo.  Tanto cardamomo e peperoncino sull’attacco iniziale, poi ci si abitua e si avverte la polpa della pesca e della prugna. Legno di ciliegio e un poco di terroso! Ma la protagonista del palato è la marmellata di arance, a cui è stata aggiunta della polvere di peperoncino e di noce moscata. Per concludere, possiamo dire che la presenza di botti bourbon aumenta il lato dolce del distillato, smorzando la parte tanninica data dallo sherry.

Finale: medio corto con pepe, the nero e pesca. Ritornano il legno e le spezie con del fumo di tabacco. In lontananza sempre una puntina di solvente, ma molto leggera, non siamo di certo di fronte a un rum giamaicano per intenderci! Finale corto però complesso.

Abbinamento:  come i più attenti di voi avranno già notato sui nostri canali INSTAGRAM e FACEBOOK, abbiamo accompagnato il nostro Scally a delle ribs di maiale affumicate al legno di melo e glassate con una salsa barbecue all’albicocca. Risultato calorico, ma eccezionale. La preparazione, al contempo speziata e con il giusto equilibrio di dolcezza, si sposa alla perfezione con il profilo del distillato.

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Commento finale: dopo la mezza delusione del “Cosmo”, oggi ci siamo risollevati. Un blend ben costruito che sicuramente non deluderà chi è alla ricerca di un buon rappresentante dello stile dei whisky dello Speyside. La giovane età dei malti utilizzati si sente, certo, soprattutto per quel che riguarda la complessità del palato, ma il risultato è comunque molto gradevole e si fa bere con spensieratezza. Esiste la versione 10y… Dovremo provarla! Per ora gli diamo…

Voto: 8,4

P.S. Un enorme grazie a Chris e Gabriele.


  • Tasting notes

Color: dark gold

Nose: at the beginning it remind us of vin brulé that you could drink in mountain lodges (and if you have never tasted it, your totally have to as soon as possible). After some airing you could smell raising and must at the start followed by peaches and mirabella plum. From spices to sweetness. More personality is given by a bizarre smell of a well caramelised steak, a spray of solvent and a glimmer of sulphurous. Please note that this “dirty side” is only a hint. The empty glass scents of ripe banana.

Mouth: follows the nose. It’s sweet spiced and meaty. A lot of cardamom and chili pepper at the start followed by peaches and plums. Cherry wood and a hint of earth. But the leading role in your mouth is orange marmalade with some chili pepper and nutmeg powders. For sure ex-bourbon casks intensify the sweet side of this whisky.

Finish: quite short with pepper, black tea and peach. Wood and spices are back with some tobacco smoke. In distance a trace of solvent, but really fainted, we really are not drinking a Jamaican rum if you know what I mean! Finish is short but really complex.

Match with: as the most focused of you could have already see on our INSTAGRAM and FACEBOOK, channels, we have combined our Scally to pork ribs smoked with apple wood and glazed with an apricot BBQ sauce. 150% of your daily caloric needs but really outstanding. The recipe, both spiced and sweet, entirely match with this spirit.

Final Comments: after the half failure of the “Cosmo”, today we are cheered up. A blend really well constructed that will not disappoint whoever is looking for a nice Speyside-styled whisky. Young malts could be surely tasted, especially for the mouth complexity, but the result is pleasant and you could drink it without too many worries. Just to say: there is also a 10y version… we would like to try it! But for now the grade is…

Score: 8.4

P.S. We would really say a huge “thank you” to Chris and Gabriele

Mars Maltage “Cosmo”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Shinshu Mars

Imbottigliamento: OB, Blended Malt, 2015, serie “Cosmo”

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa € 70

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In questo periodo in cui è discretamente rognoso fare viaggi all’estero, proviamo almeno virtualmente a dirigerci con la mente (e il bicchiere!) verso il Giappone. Andremo a bere un whisky proveniente dalla Mars Distillery. Fondata nel 1985, è rimasta chiusa dal 1992 al 2011, ed è di proprietà del produttore di shōchū Hombo. Curiosità per gli appassionati di numeri: situata ad 800 m s.l.m  nei pressi del villaggio di Miyada (prefettura di Nagano), è la distilleria più in “alta quota” del Giappone. A tal proposito, è motivo  di orgoglio l’utilizzo di una fonte di acqua pura di montagna, filtrata dal granito.
La bottiglia di oggi è un bel mix di whisky scozzesi  e giovani whisky distillati da Mars. Purtroppo, secondo la legislazione giappa, questo blend può essere definito “whisky giapponese”. Non approviamo, ma così è. Strano poi, essendo ben nota la precisione nipponica, ma pecunia non olet. Amen, vedremo per il futuro.
Comunque Mars di recente sta sfornando più che ottimi whisky single malt e single cask. Sapranno confermarsi anche con il “Cosmo”? Assaggiamo!

Colore: arancia.

Naso: si viene subito colpiti da una morbidezza, che ci ricorda vaschette di crema frangipane e di crema pasticcera alla vaniglia. Partiamo bene!
Prosegue poi sempre sui binari della dolcezza, con marshmallow e caramello. Il percorso è tracciato e lo segue costantemente anche quando dalla pasticceria ci si sposta sui fiori: una bella siepe di gelsomino (poi magari è la siepe del vicino eh).  Un po’ di pietra pomice stempera il tutto.
Il bicchiere vuoto profuma di miele d’acacia!

Gusto: estremamente coerente col naso, ma purtroppo non molto complesso in realtà. Cremoso e maltoso, con ancora frangipane e fetta di arancia, zenzero candito  e banana con noce moscata (what?). Corpo molto leggero, nonostante le numerose spezie, presenti per l’appunto in misura soft.

Finale: molto corto, leggermente speziato e tanninico (molto probabilmente nel blend c’è dello sherry), con rimandi di erba appena tagliata.

Abbinamento:  una fetta di taleggio di capra (grazie Nick).

Commento finale: non ci ha entusiasmato molto. Ad un naso molto accattivante purtroppo seguono un gusto e un finale in realtà un po’ anonimi. Anche il prezzo, aggravato dalla parziale giapponesità del prodotto, risulta poco friendly. Probabilmente in miscelazione darà molte soddisfazioni, ma dando noi pareri al prodotto liscio, gli appioppiamo…

Voto: 7,5



Tasting notes

Color: orange

Nose: this whisky will strike you with a smoothness that will remember the frangipani cream and vanilla crème patissière. A really good start!
It will continue on the smoothness track with both mashmallow and caramel. The way is now traced and it will constantly follow it also when from patisserie we move on the flowers: a nice jasmine hedge full of flowers (but maybe it’s only the hedge of the neighbour). Some pumice stone is going to temper it in the final…

Mouth: totally consistent with the nose but, unfortunately, not really complex. Creamy and malted, again with frangipani cream and orange, candied ginger and banana with nutmeg (really?). In spite of all the spices it is slight in the mouth.

Finish: really short, with a trace of spices and tannic (probably there is some sherry in the blend) with a return of trimmed grass (maybe always the same neighbour as before?)

Match with: a slice of goat taleggio (thanks Nick!)

Comments: we are not thrilled by this whisky. Starts with a charming nose but the mouth and the finish are quite featureless. Also the price, worsen from the partial japanese origin of the product, turns out not to be totally friendly. Maybe if blended it is going to give a lot of satisfaction, but giving us opinions only on the straight whisky the overall score is…

Score: 7.5

“Come nasce un blended whisky?” by Chivas

La storia dell’umanità è sempre stata costellata di conflitti fra fazioni. Ognuna di esse era sempre asserragliata fino alla morte nella propria posizione: Inter VS Juventus, PC VS Console, Apple VS Android…cose terribili, insomma. Uno degli ultimi scontri nati, terribilmente cruento, lo abbiamo avuto nel mondo del whisky: Single Cask VS Blended, dove spesso quest’ultimo ha la peggio in termini per lo meno di appeal. D’altro canto, non posso non citare il Terziotti Nazionale con una sua frase :” negli ultimi anni ho trovato più porcherie fra i single cask”. E aggiungo, per quel che ci riguarda, esistono dei blended di fantastica fattura, sia fra le creazioni moderne, sia fra quelli dei decenni passati. Cosa ne possiamo concludere? Che sia sempre la nostra bocca a giudicare per noi, non il mercato.

Ma tutto questo bellissimo racconto a che scopo? Semplicemente per introdurre uno evento errante per l’Italia, che avrà come protagonista il famoso Chivas e, come tema, la creazione dei blended whisky. L’arte della miscelazione, fatta di precisi e mirati ingredienti, ci ha sempre affascianto e questa è un’occasione coi fiocchi! Buona lettura


Chivas 18 anni 

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Generoso, complesso, equilibrato. In ogni goccia di Chivas Regal 18 esplodono 85 aromi diversi.La pluralità può essere un valore. Lo è sicuramente per Chivas Regal 18. Un’armoniaperfettamente calibrata di single malt e single grain scozzesi tra i migliori al mondo, un blended dalla delicatezza esaltante, creato da Colin Scott, il master blender probabilmente con più esperienza al mondo. Ogni singolo elemento dialoga con l’altro, non entrando mai in conflitto, ma creando un romanzo accattivante ricco di spunti. Un processo complesso e laborioso, che richiede tempo, abilità, intuito e una profonda, articolata esperienza.

“Ci vuole una vita per conoscere e comprendere
la complessità e l’immensa gamma dei sapori naturali nel whisky scozzese”
Colin Scott

Ogni goccia rivela 85 aromi e profumi capaci di far vibrare le corde delle emozioni, evocare ricordi, stati d’animo e sensazioni.
Ricco e strutturato, morbido e generoso, matura per un minimo di 18 anni in botti di ex bourbon e di ex sherry altamente selezionate. Tutto ciò regala note inconfondibili di toffee, vaniglia, arancia, frutta secca, lavanda, mandorla e cannella, che ne connotano lo stile. L’aroma al naso è generoso e sfaccettato con cenni di frutta disidratata, cremoso caramello e cioccolato fondente.
Il sapore vellutato di cioccolato fondente avvolge il palato, mentre fragranze floreali e un lieve tocco affumicato seducono la bocca. Il finish è caldo e persistente.

 

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CHIVAS REGAL
La storia di Chivas inizia nel 1801 ad Aberdeen, dove i fratelli John e James Chivas aprirono il loro negozio di prodotti alimentari di lusso per rifornire la clientela benestante della zona. Imprenditori visionari, attenti alle esigenze del cliente e del mercato, divennero presto pionieri nell’arte di creare pregiati blend utilizzando malt e grain whisky e guadagnandosi il Royal Warrant della regina Victoria per l’alto livello qualitativo della loro produzione. Da qui nacque l’appellativo Regal. Il 1909 segna la svolta definitiva: nasce Chivas Regal 25, il successo è enorme e Chivas Regal diventa una vera e propria icona.
Chivas Regal è il primo luxury Scotch whisky al mondo. Un “timeless classic” rinomato per gli alti standard qualitativi di gusto, stile ed esclusività. Un vero e proprio brand globale e un ingrediente importante per la crescita dello Scotch whisky a livello mondiale. Ogni anno 4.5 milioni di casse da 9L raggiungono 150 Paesi in tutti i 6 continenti. Generosità, imprenditorialità e integrità sono valori fondanti di Chivas Regal. Dal 2018, il brand ha lanciato la campagna “Success is a blend” con l’obiettivo di evidenziare come il blend possa essere un valore sia per il whisky sia per la nostra vita. La gamma di Chivas Regal include Chivas 12, Chivas 18, Chivas 25 e gli esclusivi Global Travel Retail e Chivas Brothers Blend. Nell’ottobre 2014, Chivas Regal ha lanciato Chivas Regal Extra, un’espressione sublime della famiglia Chivas, un nuovo blend di squisita ricchezza che nasce dall’invecchiamento in botti di cherry pregiato. Nel 2015, il brand icona ha raggiunto un nuovo traguardo con la nascita del blend ultra-prestige Chivas Regal – The Icon.

 

THE BLEND
Chivas Regal invita a creare il proprio
Blended Scotch Whisky

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Come nasce un blended whisky? Come gustare al meglio la sua complessità, cultura e tradizione? Chivas Regal presenta THE BLEND, il programma di masterclass in collaborazione con Whiskyclub.it che sfida i partecipanti a creare il proprio blended whisky miscelando single malt selezionati per raccontare l’arte sopraffina del Master
Blender, il ‘maestro’ che compone sofisticati equilibri di sapori. Un’esperienza
multisensoriale unica, perché Blended is Better.

Gli appuntamenti in programma in tutta Italia fino a marzo in speakeasy e cocktail bar selezionati sono un’occasione per conoscere la storia e approfondire come ‘nasce e matura’ il Blended Scotch Whisky per eccellenza e degustare Chivas Regal invecchiato 12, XV o 18 anni, tre vere e proprie icone della storia del Blended Scotch Whisky. Un’esperienza ma anche un viaggio nel tempo che parte dalla nascita di Chivas Regal nel 1801 quando i fratelli John & James Chivas hanno intrapreso un viaggio verso Aberdeen, nella regione scozzese dello Speyside, ai virtuosismi contemporanei della mixology per imparare a creare il Whisky Sour per eccellenza, naturalmente a base Chivas 12.
A guidarli e accompagnarli, Farah Jafferji, Brand Ambassador di Chivas Regal, e un Whisky Expert.
Che la sfida abbia inizio. Ad ogni partecipante viene dato un ‘whisky blending kit’ che contiene una mini-bottle di blended grain con note floreali e 4 mini bottle di single malt, ognuna con un particolare sentore: fruttato, cremoso, agrumato, affumicato. Muniti di pipetta e contenitore graduato, i partecipanti possono quindi creare il proprio blend
seguendo le indicazioni della Brand Ambassador per trovare il giusto equilibrio di sapori a partire dal proprio gusto. Tutti gli ingredienti sono rigorosamente Made in Scotland, il kit contiene anche una mini bottle vuota per conservare la propria creazione e
una mignon di Chivas Regal 12. La masterclass si propone di introdurre al mondo complesso e sublime del Blended Scotch Whisky. Secondo il Master Blender di
Chivas Regal, “ci vuole una vita per conoscere e comprendere la complessità e l’immensa gamma dei sapori naturali nel whisky scozzese.” Con oltre 50 anni di esperienza, Scott è in grado di distinguere e miscelare oltre 85 note per la creazione di un whisky.

IL CALENDARIO
Chivas Regal dà appuntamento:
· il 27 gennaio al Bar Tiffany di Bolzano,
· il 12 febbraio allo speakeasy Sottovoce di Bergamo,
· il 17 febbraio at Taylor’s di Cagliari,
· l’ 11 marzo allo speakeasy Room 21 di Soverato e
· il 12 marzo all’Eurodrink di Lamezia Terme.
Altre date in programma sono costantemente aggiornate al link: whiskyclub.it/chivas-crea-il-tuoblend

Per finire un piccolo regalo da parte di Chivas: la ricetta di un loro cocktail!

Chivas 18 HIGHBALL 01

Ingredienti:
• 40 ml Chivas Regal 18
• 50 ml tè all’arancia e cannella
• 50 ml acqua tonica
• Zest di arancia
Preparazione: built in glass. Mettere alcuni cubetti di ghiaccio in un tumbler, versare
40 ml di Chivas 18, 50 ml di te all’arancia e cannella e 50 ml di tonica. Mescolare e
guarnire con una zest di arancia.


E per oggi è tutto, possiamo decisamente dire che siamo di fronte a eventi molto interessanti, ma soprattutto didattici!Vi aspettiamo per il prossimo articolo.

A presto, D&S

Tasting notes al “Whisky Festival Revolution”

Ci sono un Varesotto, due Milanesi e un Napoletano e vanno tutti insieme ad un festival di whisky: non è l’inizio di una barzelletta (o forse sì!?), ma di un evento che ha visto protagonisti i ragazzi di WhiskyFacile, Il Bevitore Raffinato e il sottoscritto nella cornice del Whisky Revolution Festival  a Castelfranco Veneto.
L’idea originale era di fare il primo tasting al mondo di quattro imbottigliamenti eseguito contemporaneamente da noi blogger e da tutti i partecipanti assieme, una cosa pazzesca!
Seriamente, com’è andata a finire? Lo leggerete a breve, ma sicuramente siamo partiti col piede giusto dato che i whisky alla fine sono diventati ben 5! Buona lettura.

P.S. Ringraziamo il volontario scriba Giacomo dei Facili che si è offerto di redigere le seguenti note per tutti i nostri siti.

Copper Dog (2019, OB, 40%)

Il nuovo blended malt di Diageo, attacca molto morbido ed è subito preponderante la pera Williams, a dire della sua gioventù. B ìurro e miele, brioches, vaniglia. Ripropone al palato il cereale, la pera e il miele assieme a un’acidità limonosa che dà freschezza. Finale medio corto, ma conserva una piacevolezza di bevuta. Missione compiuta!

Yoichi (OB, 45%)

Il Nas della distilleria più a Nord del Giappone arriva per secondo. Rotondo ed educato, dal pubblico suggeriscono suggestioni floreali di fiori bianchi. Torba in punta di piedi, con una leggera marinità. Dal pubblico un eroe: salsa di soia! Arriva anche un po’ di frutta: buccia di mela rossa e marmellata di albicocca, pesca e ananas matura. Al palato dimostra personalità, corpo pieno con tanta frutta gialla, un poco di torba e sapidità andante. Dicono alga e noi scriviamo come umili scrivani. Finale abbastanza lungo e viene pure proposto un abbinamento territoriale col sashimi.

Puni Aura (2019, OB, 56,2%)


2 anni in ex bourbon e 4 in botti ex Islay. Solo 393 bottiglie. Tutti concordano sulle note medicinali, cenere ma anche una dolcezza tipo caramello, butterscotch e ciliegie. Spezie; a qualcuno ricorda una grappa barricata, anche se forse costui è già ubriachissimo. Epifania di pastiera coi canditi! Dopo mezz’ora affiora zuppa inglese. Alcol ben integrato anche se al palato si fa sentire la pungenza alcolica. Piccantino sul peperoncino. Aggiungiamo acqua e si sprigiona la frutta rossa. Ancora amarene, mela rossa, mandarino.

Talisker 25 yo (2018, OB, 45,8%)

La nota tipica di pepe è smussata dal quarto di secolo, con una bella morbidezza di legno. Note pazzesche di cera, fieno. Oscilla tra la frutta e la pasticceria, una bella torta alle fragole. Prugna. Marmellate varie. In bocca il corpo è pieno e subentrano liquirizia, tabacco a testimoniare della presenza dei barili. Ancora frutta scura, burro, pasta frolla appena sporcati da un filo di torba e di brezza marina. Comunque lo spirito indomito di Talisker resiste, solo si è vestito elegante per l’occasione.

Scarabus (2019, Hunter Laing, 46%)


 

Single malt non dichiarato di Islay. Torba, torba, torba e poi arriva una nota agrumata di chinotto. Non è esente di spigoli, tra ferro e sentori di officina, di carrozzeria (what?!). Ci parla della sua gioventù, un peat monster beverino, quindi un ossimoro vivente. Zucca al forno e dattero. Il pubblico va in delirio e urla soppressa cotta con l’aceto. Al palato ha un picco di sapore ferroso, piccante, di bacon, di caramello. Poi cade placido. Un peat monster gentile, si diceva.

“Ragazzi è stato bello, è stato impegnativo, ma grazie per tutte le impressioni e gli slanci, ci avete dimostrato che i whisky e le persone che lo amano sanno essere Facili, Raffinati e Dolci!”

E dopo questo poetico saluto di Giacomo, anche noi facciamo come Baglioni (cit.)!
A presto, Sebastiano & Davide

The Echlinville Distillery

Udite udite: “habemus pc!” e quindi da oggi torneremo a tormentarvi con le nostre recensioni. Iniziamo l’anno nuovo prendendo virtualmente un aereo per la verde Irlanda e vi presentiamo subito ben 4 prodotti della Echlinville distillery.
La distilleria Echlinville, quando ha iniziato la produzione nel 2013, è diventata la prima distilleria di nuova licenza in Irlanda del Nord da oltre 125 anni.
Ritenuta essere l’unica distilleria irlandese che possiamo definire “dal campo al bicchiere”, gli spiriti di nuova produzione di Echlinville sono distillati da orzo coltivato e raccolto dai loro stessi campi e maltato a pavimento. Giusto per intenderci…
Aggiungiamoci però una bella chicca finale: l’esclusiva esperienza “soggiorno e distillazione”. Echlinville offre agli appassionati di whisky l’opportunità di lavorare con il loro capo distillatore per distillare la loro esclusiva botte di whisky. Sì, avete letto bene! Sarebbe bello avere un “Dolce Mente WhiskEy”! 

Ora torniamo con i piedi per terra e vediamo cosa andremo a bere. Innanzitutto NON berremo il loro whiskey, non è ancora pronto. Da qui i nostri signori irlandesi hanno avuto un’idea intelligente per portare soldini nelle casse, nell’attesa che il loro distillato abbia maturato abbastanza e risulti quindi vendibile: hanno creato dei “marchi” sotto la cui egidia vendono whiskey di altre distillerie irlandesi.
Proveremo quindi un blend, il Dunville’s Three Crowns, in versione non torbato e torbato. A seguire un single malt di 12 anni, il Dunville’s 12Y Old Irish che, ribadiamo, non appartiene alla Echlinville. Voci di corridoio ci parlano di un Cxxley, ma nulla di ufficialmente confermato. Sì, in ogni caso possiamo dire che la nostra Echlinville fa anche il lavoro di selezionatore/imbottigliatore. A concludere il nostro giro, vi presenteremo il loro….gin, prodotto interamente da loro!

Un enorme grazie a Beppe di “Taste of Spirits” che, in qualità di importatore ufficiale della distilleria, ci ha dato la possibilità di provare tutto il range! Restate comunque sintonizzti su queste pagine perchè le novità che ci ha portato Beppe non sono finite qui!

 


Imbottigliamento
: Dunville’s Three Crowns

Gradazione: 43,5 %

Prezzo: circa € 50

Colore: giallo chiaro

Naso: molto fruttato, si sente soprattutto un’esplosione di buccia di mela verde seguita da limone e pesca gialla. Aggiungiamoci anche una bella spolveratina di coriandolo e dragoncello: in ogni caso parliamo di spezie tendenti all’agrumato. Pronti per la castroneria della settimana? Cheerios al miele! 

Gusto: dolce , leggero, molto coerente col naso, evidenziando quindi ancora sensazioni di mela, limone e pesca. 

Finale: medio corto con pepe rosa, peperoncino e rosmarino.

Abbinamento: cocktail o del sashimi. 

Commento finale: un blend forse troppo leggero per essere bevuto da solo, ma veramente ottimo per la mixology. Infatti la sua dolcezza a nostro avviso lo rende adatto alla creazione di cocktail estivi e fruttati. Non è esattamente il nostro campo e quindi, ancor più del solito, prendete con le pinze questa nostra impressione!

Voto: 7,5



Imbottigliamento
: Dunville’s Three Crowns Peated

Gradazione: 43,5 %

Prezzo: circa € 60

Colore: giallo chiaro

Naso: la torba aggiunge delle carte in tavola. Abbiamo infatti della pancetta affumicata che va a braccetto con il dolce della crosticina che si forma sulle costine al barbecue (frutto della reazione di Maillard per gli amici chimici). Sotto questi profumi si avvertono poi gli stessi sentori della versione unpeated provata prima. Miscela arabica!

Gusto: leggermente più oleoso, quindi con più corpo, rispetto al precedente con del cioccolato kinder accompagnato da una punta di medicinale. Zuppa inglese e un po’ di balsamico che non fa mai male!

Finale: medio, con fumo leggero e ancora una punta di medicinale/ erbaceo.

Commento finale: come aggiungere il sale alla pasta frolla. Andiamo decisamente meglio, il nostro blend ha acquisito corpo e risultando più gradevole rispetto al precedente . Ma si sa, a noi italiani piace la torba.

Voto: 8,2


Imbottigliamento: Dunville’s 12y , finished in ex Pedro Ximenez cask

Gradazione: 46%

Prezzo:  circa € 85

Colore: giallo ambrato

Naso: Fruttoso e caldo! L’arancia è avvolta da un bel miele di tiglio, marmellata di ciliegie e in sordina albicocca. C’è infine un lato di pasticceria, con cioccolato al latte e caramella mou. Veramente gradevole!

Gusto: denso e cesellato, risulta morbido in bocca con sentori di cioccolato all’arancia e crema alla nocciola. Leggermente tanninico con una discreta pepatura sul fondo. Ci piace, fa veramente bene il suo compitino senza sbavature.

Finale: medio con peperoncino e  ancora sentori di cioccolato e agrumi. More acerbe?

Abbinamento: sostanzialmente carni rosse elaborate. Andando nel dettaglio, per chi segue la nostra pagina Facebook, sapete già dove vogliamo andare a parare: canguro con noci e mele! 

Commento finale: sherry molto buono, non a caso era stato premiato l’anno scorso come miglior whiskey irlandese. Pericolosamente beverino a tavola, fate attenzione! D’altro canto siamo in inverno, quindi cade proprio a fagiolo! 

Voto: 8,6


Benissimo, ma una domanda resta giustamente in sospeso: ma come sono i loro whisky? Per ora non ci è dato saperlo, non essendo ancora pronti dovremo aspettare ancora un po’. Ma possiamo farci una idea su come distillano ad Echlinville assaggiando il loro gin!
Siate misericordiosi, per noi è difficile recensire un gin, avendone bevuti pochi da puri, ma ci proveremo lo stesso.

Imbottigliamento: Echlinville Irish Pot Still Gin

Gradazione: 46%

Prezzo: circa € 45

Colore: trasparente, acqua (oh really?)

Naso: tantissimo anice con  limone e ginepro in primis, quindi dei sentori dell’entroterra, a cui si accompagnano delle sfumature marine. Beppe di “Taste of spirits” infatti ci conferma la presenza di alghe che crescono nella baia vicino alla distilleria fra i botanicals utilizzati. Erica per finire e…oddio…ci pare di sentire della crema alla mandorle.

Gusto: dolce e raffinato, con ancora l’anice ( feticcio di chi scrive) protagonista. Marino in deglutizione, con limone e coriandolo.

Finale: medio corto ed erbaceo, nel dettaglio oseremmo dire menta.

Abbinamento: con le sue note delicatamente marine e contemporaneamente di terra lo vedremmo benissimo in un gin tonic servito con un bel filetto di branzino al burro e erbe cotto al forno. 

Commento finale: a noi è piaciuto molto, gradevolissimo. Anzi, ve lo consigliamo caldamente. Magari ci toccherà smentirci, ma se distillano whisky come distillano gin, beh, abbiamo di che essere ottimisti. Non diamo però un voto in quanto abbiamo pochi parametri di confronto, alias dovremmo bere più gin! 

Voto:  XXXX

Bien, questa mega sessione si è conclusa felicemente! Come detto nell’intro, parleremo ancora di Taste of Spirits, in un’altra occasione decisamente golosa! QUA troverete comunque il link al negozio nel caso foste interessati a dissetarvi direttamente alla fonte!

Prima di salutarvi, ecco a voi uno spoiler: abbiamo le date della nostra prossima degustazione! Quando saremo pronti vi avviseremo!

A presto, Davide & Sebastiano