Degustazione “Cadenhead’s” maggio 2017

Nonostante il caldo, non molliamo un colpo e siamo qua a tirare le somme dell’ultima degustazione “whiskosa” prima dell’estate!
Avevamo, come anticipato, tre bottiglie, provenienti dall’ampissimo portafogli di Cadenhead’s.

 

Scriveremo di seguito una nostra piccola recensione e di seguito il vostro parere, anche per fare un simpatico confronto fra di noi. Partiam partiam!

Bladnoch 1990 23y Vol. 48,5% : naso di frutta, limone e pepe. La bocca mostra le tipiche note della distilleria con nocciola, accompagnata ancora da limone e pepe. Pera abate. Leggermente secco, forse una punta di fumo? Fresco e al contempo intrigante! Ci spiace che non sia stato apprezzato come meritava a nostro avviso, ma ahimè è il destino del primo whisky ad ogni degustazione (ed ogni bocca è bella a mamma sua!). Voto: 8,8
L’abbiamo servito con gambero rosso argentino, frutto della passione e pane carasau.
Un grazie alla Bottega del pesce di Gallarate per averci fornito il crostaceo ed averci tolto le castagne dal fuoco (chi sa, capirà)!

Naso: 5,9

Gusto: 5,6

Finale: 4,5

Clynelish 1995 19yo sherry Vol. 54,6% : subito carne, salsiccia e cuoio. Molto zolfoso, ricorda più lo stile di un Glenfarclas piuttosto che di un Glendronach, tanto per dare una idea. Al palato si sente subito lo sherry, con dei tocchi da “Mon Chéri” molto alcolico. Cera assieme a uva passa e molte spezie piccanti. L’aggiunta di acqua copre le note sporche e lo fa girare decisamente verso un profilo più fruttato e dolce. Sorprendente! Peccato per il finale un po’ troppo alcolico, gli serve una diluizione per dare il meglio di sè.
Voto 8,7

Naso: 6,7

Gusto: 7,3

Finale: 7,3

Bunnahabhain 1997 17yo Vol. 57,5%: naso elegantissimo, con una torba potente, oleosa, eppure molto fine e plasmata dagli anni in botte. In bocca limone e acqua di mare, molto gradevole da bere, sembrerebbe fresco se non fosse per i gradi (che, comunque, si avvertono relativamente). Finale fumoso con scorzette di agrumi a finire. Voto: 8,6
Qui l’abbinamento ha spiazzato un po’ tutti, l’abbiamo servito con una millestrati a base di fragola, basilico, albicocca e mandorla: speriamo che vi sia piaciuto!

Naso: 7,3

Gusto: 7,3

Finale: 7,1

Tirando quindi le somme, abbiamo servito 3 whisky molto differenti l’uno dall’altro, ciascuno, a nostro avviso, degno rappresentante della zona da cui proveniva. W il terroir!
Questa diversità ha spaccato i vostri voti, basta guardare le schede. Ci sono whisky che hanno entusiasmato e altri che hanno deluso. In ogni caso, ci pare che sia stata apprezzata la varietà delle sensazioni offerte. E’ proprio questo che rende unico, a nostro avviso, il whisky: un così ampio spettro di sapori non riscontrabile in altri distillati. Ora lapidateci pure, ma dateci un’attenuante: siamo di parte, ahimè! Detto questo, il vincitore è il Bunna torbato e non ci stupisce, è un grande imbottigliamento.
Tornando a noi, nelle prossime settimane continueremo con le recensioni e state pronti per dopo l’estate! Se tutto va come deve andare, faremo per la stagione autunnale un ciclo di degustazioni magari un pò ravvicinato, ma che porterà presso la Dolce Mente degli autentici VIP del mondo del whisky!
Stay tuned!

Davide & Sebastiano

p.s. su Facebook metteremo a breve le foto dell’evento

 

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Degustazione Whisky “Cadenhead’s”

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Eccoci arrivati alla nuova degustazione! Per questo evento vi abbiamo portato tre imbottigliamenti provenienti dai magazzini di Cadenhead’s , il più antico selezionatore delle Scozia, che quest’anno festeggia i 175 anni di attività.
Durante la serata potremo degustare tutti insieme :

– dalle Lowlands Bladnoch 23yo con tartare di salmone tartufato
– dalle Highlands come solista un Clynelish 19yo sherry
– dall’isola di Islay un raro Bunnahabhain 17yo torbato con dolce a sorpresa

Avremo quindi tre whisky provenitenti da tre zone differenti della Scozia, ciascuno con un carattere differente che riflette il proprio territorio di origine.

Come ormai saprete, abbiamo organizzato due serate sempre da 16 posti, ovvero:
venerdì 12 maggio ore 21
venerdì 19 maggio ore 21 – SOLD OUT –

Costo totale: solo 29€ !
Vi preghiamo gentilmente di indicarci sulla nosta pagina FB o qua a quale serata vorrete partecipare

A presto Davide e Sebastiano

Resoconto degustazione MWF 2017

mwf

Eccoci qua a tirare le conclusioni della prima degustazione dell’anno organizzata in pasticceria. Abbiamo avuto con noi come ospiti i ragazzi del Milano Whisky Festival,  vediamo come è andata!
Durante la prima serata è stato con noi assetati (solo di conoscenza, eh) Gervasio, mentre per la seconda ci ha tenuto compagnia Andrea: i vantaggi di essere in due.
Ognuno dei due ospiti ha dato una sua personalissima direzione alla degustazione. Gervasio ha improntato l’evento su una cosa semplice, che spesso viene dimenticata: la bontà del whisky. Ci ha insegnato  ad apprezzare il momento di pace e di appagamento che un buon bicchiere del nostro distillato può dare. Edonistico e godurioso!
Andrea, invece, partendo dalle tre bottiglie in degustazione ha dato via ad un turbine di aneddoti, episodi, racconti sulle distillerie che hanno decisamente affascinato tutti noi.
Ora bando alle ciance e fuori i voti !

GLEN ELGIN con gnocchetti al taleggio di capra, noci e timo

naso = 6,30

gusto = 6.46

finale = 6.46

ARRAN con plum-cake ai profumi di Sicilia

naso = 7.30

gusto = 7.30

finale =  8.61

CAOL ILA con croccante di sesamo e ganache al cioccolato speziata

naso = 7.23

gusto = 7.46

finale = 7.07

Cosa notiamo? Già il Glen Elgin, nonostante fosse il primo whisky della serata e quindi per definizione il più bistrattato, è stato apprezzato. A detta dei commensali, si è poi sposato alla perfezione con gli gnocchi di Davide… Insomma, promosso!
Ma il preferito alla fine è risultato comunque l’Arran. Molto interessante il verdetto per due motivi.
Innanzitutto, ha vinto un “non torbato” e considerando i gusti di noi italiani è già un colpo di scena. Se poi consideriamo che con Arran parliamo di un whisky molto giovane (6 anni, dico sei!), beh cosa dire? E’ un grande imbottigliamento: la dimostrazione che, per la gioia delle signore,  alle volte l’età è solo un numero!
Complimenti ancora ai due mattatori della serata e ci sentiremo presto per le prossime degustazioni. Abbiamo delle idee in ballo e vediamo cosa va in porto!

Stay tuned Davide & Sebastiano.

P.s. sulla nostra pagina Facebook le foto dell’evento !

Degustazione con “Milano Whisky Festival”

Degustazione “Milano Whisky Festival”

mwf
Volevamo partire col botto con la prima degustazione dell’anno e col botto partiamo!
A presentare i loro imbottigliamenti avremo con noi gli organizzatori del “Milano whisky Festival”, la più grande manifestazione italiana dedicata al nostro amico distillato.

A questo giro complice il freddo faremo 3 whisky con 3 abbinamenti:

– Glen Elgin 13y for MWF & Bar Metro con gnocchetti al taleggio bianco e noci

– Caol Ila 11y for MWF & Bar Metro con croccante al sesamo e ganache speziata

– Arran 6y Sherry for MWF con plumcake ai profumi di Sicilia

L’evento si svolgerà in due date ciascuna con 16 posti disponibili presso la pasticceria Dolce Mente :

Venerdì 3 febbraio inizio ore 21
Venerdì 10 febbraio inizio ore 21

Costo della partecipazione : 28 €
Per prenotarsi contattateci qua o sulla nostra pagina Facebook !

Venite numerosi: decisamente non capita spesso di avere il “Milano Whisky Festival” a Varese!

Degustazione rhum agricoli 2016

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Si è appena conclusa la degustazione di rhum agricoli che abbiamo organizzato presso la pasticceria DolceMente ed è ora quindi di tirare le somme!
Chiediamo innanzitutto scusa per non aver pubblicizzato l’evento su questa pagina, ma i 32 posti disponibili sono andati letteralmente a ruba sulla nostra pagina Facebook in 48 ore. Non disperate, ci saranno altre occasioni!

Complice il caldo estivo abbiamo voluto fare una piccola virata presso la concorrenza, ovvero abbiamo abbandonato i noti territori del malto per dirigerci verso quelli della canna da zucchero. Come è andata?
Sicuramente all’inizio la maggior parte dei partecipanti è rimasta spaesata dai profili aromatici di questi rhum, completamente diversi dai prodotti da miscelazione a cui erano abituati. Superato lo scoglio iniziale, hanno trovato sorprendente l’ impatto gustativo con un vero distillato di canna da zucchero: gli “oh, cos’ è questo?!” non sono di certo mancati, sia in senso positivo che negativo ovviamente.
Qualcuno ha giustamente fatto notare, infatti,  di sentire la mancanza di un invecchiamento in botte che dona corpo e complessità a qualsiasi distillato. D’altro canto eravamo davanti a dei prodotti che sono stati scelti per la loro semplicità e genuinità e che rappresentassero in maniera degna il terroir da cui derivavano.
In ogni caso sono state due serate interessanti e propedeutiche dove si sono affrontate tre scuole di distillazione: confrontandoci, abbiamo visto che l’esperienza vi è piaciuta e questo è importante per noi!
Ora bando alle ciance e scopriamo chi è risultato il migliore fra i “tre moschettieri” proposti!

Dalla Thailandia il Chalong Bay
Naso: 4,5
Gusto: 5,7
Finale: 5,3

Dalla Guadalupa il Rhum Rhum PMG
Naso: 6,5
Gusto: 6,8
Finale: 7

Da Haiti il Clarain Sajous
Naso:  6,1
Gusto: 6,4
Finale: 6,2

Non avremo vinto gli Europei, ma ci portiamo a casa la medaglia di miglior rhum agricolo della serata (ricordiamo infatti che il PMG è italianissimo nonostante il luogo di produzione). Un complimento anche ai due sfidanti e ovviamente a Luca Gargano e Gianni Capovilla per la loro “creatura”!
Sulla nostra pagina Facebook troverete le foto dell’evento.
Tornando a noi, ci vediamo dopo le vacanze estive. Nel frattempo continueranno le nostre bellissime recensioni, così avrete materiale da leggere sotto l’ombrellone, altro che Donna Moderna e la Settimana Enigmistica!

Whisky & Food 2

Eccoci arrivati alla nuova degustazione “Whisky & Food” !
speyside
Serata dedicata ai whisky invecchiati in botti sherry, tutti dal triangolo d’oro dello Speyside.  Avremo 3 distillerie molto vicine geograficamente, saranno quindi simili i loro distillati? Dobbiamo controllare!
In ordine di apparizione avremo:

  • Aberlour 18Y accompagnato da un fingerfood di hamburger di chianina
  • Benrinnes 15y  “by Silver Seal per Bar Metro” servito da solo, già oggetto di una nostra recensione che trovate qui.
  • Glenfarclas 105  con torta Absolut Chocolat. Data la forte gradazione di quest’ultimo (60 gradi) vi verrà fornita dell’acqua con cui potrete divertirvi a diluirlo per trovare la gradazione a voi più consona.

La degustazione si svolgerà in 2 date con 16 posti a serata presso la pasticceria “Dolce Mente” di Varese : venerdì 25 settembre e venerdì 2 ottobre, entrambe alle ore 21.
Costo 23 euro.

Per prenotazioni scrivete pure qua sotto oppure sulla nostra pagina facebook.
Vi aspettiamo! Davide & Seba

La degustazione del whisky

Senza titolo-2Siccome in tanti ce l’avete chiesto, anche durante le nostre serate, abbiamo deciso di scrivere una mini guida alla degustazione del nostro amato distillato. L’intento non vuole essere un nostro “salire in cattedra”, ma è giusto per dare delle indicazioni al fine di conoscere ed apprezzare meglio il whisky anche sfatando alcuni miti e cattive abitudini.
Per comodità abbiamo diviso la guida analizzando i singoli punti chiave di una degustazione: let’s begin!

LOCALE: non deve “distrarre i sensi”. Cosa vuol dire? Prediligete una stanza che sia luminosa e magari bianca, in modo da apprezzare il colore del whisky. Non devono esserci odori di sorta che possano coprirne i profumi. E’ importante anche la temperatura che idealmente deve essere intorno ai 19/20°C. Non avendo a disposizione quindi una stanza ospedaliera (sigh!) possiamo ricorrere a vari accorgimenti. Possiamo utilizzare un foglio bianco da mettere come sfondo al bicchiere per l’analisi del colore e  areare il locale prima di soggiornare. Ovviamente l’aria condizionata è un notevole aiuto.

IN CHE ORDINE: modus in rebus, non si dà molta importanza alla potenza alcolica quanto al contenuto di torba. Si procede dal meno torbato al più torbato. E’ consigliabile quindi seguire questo ordine in base alla zona di origine dei whisky : Lowlands, Highlands, Islands e infine Islay.
Ricordate che comunque le regole sono fatte per essere infrante.

BICCHIERE: ahimè tutti i film americani e, siamo onesti, anche molti libri di whisky mostrano il mitico tumbler in pole position. La forma aperta di questo bicchiere però disperde gli aromi ed ha senso solo se volete aggiungere ghiaccio, quindi lo scartiamo. Sono più indicati quelli stretti da grappa per intenderci, oppure a tulipano, come usiamo nelle nostre serate. Se volete spendere qualcosa in più  procuratevi un bicchiere glencairn, simile al tulipano ma con la base molto più corta e spessa.
In ogni caso cercate sempre di prediligere un “vostro” bicchiere: ogni modello ha un suo modo di diffondere gli aromi.

GRADAZIONE : un whisky ha una gradazione di almeno 40° gradi, quindi è sempre buona norma preparare il naso e la bocca. Non tuffatevi subito ad inspirare nel bicchiere, l’alcool andrebbe a saturarvi la mucosa nasale. Avvicinatevi diciamo pure con cautela, cominciando a sentire il bouquet già da lontano. Cercate di riconoscere i profumi che sentite, è una tappa molto divertente della degustazione. Possiamo avere così indicazioni sull’origine del whisky, dove è stato distillato, che tipo di botti sono state usate e così via!
Ricordate che il nostro whisky è stato per anni chiuso in una botte e poi imbottigliato: quando lo versate dategli sempre la possibilità di aprirsi, noterete così una evoluzione del suo profumo nel tempo. Qualcuno preferisce coprire sempre il bicchiere dopo ogni sorso per evitare che gli aromi si disperdano nell’ambiente, ma così facendo viene a mancare il discorso di cui sopra: sono solo scelte.
Un discorso simile per la bocca: cautela per evitare di, perdonatecela, bruciare la lingua. Assumete prima un piccolissimo sorso che farete girare quasi a modo di colluttorio, così da dare alla bocca il tempo di abituarsi, per poi passare al sorso vero e proprio. Un piccolo trucco: prima di degustare il vostro whisky bevete prima un whisky base con caratteristiche simili, (se non l’avete un comune blend andrà benissimo)  sia per il discorso di riscaldare la bocca e anche per valutare che i vostri recettori siano pronti. Per spiegarmi meglio: se andate a fare una corsa non è detto che tutti i giorni siate in forma, stessa cosa per i nostri sensi.

ACQUA: è uno degli ingredienti del whisky quindi ha un ruolo fondamentale. Non fatevela mai mancare per porterla bere dopo ogni sorso per rinnovare il palato. Ora però inizia una diatriba. Durante la degustazione si può aggiungere dell’acqua al nostro distillato, sia per abbassarne la gradazione alcolica, pensate ai cask strenght, sia contemporaneamente per sviluppare nuovi profumi ed aromi. L’aggiunta di acqua infatti innesca una reazione esotermica che innalza leggermente la temperatura del whisky offrendoci anche grazie alla diluizione un fronte di profumi e sapori diverso.
L’ideale per la diluizione sarebbe l’utilizzo della stessa acqua usata dalla distilleria, cosa che adesso è possibile senza andare nel luogo di origine in quanto una ditta ha commercializzato 3 tipi di acqua scozzese  provenienti da altrettante zone di produzione del whisky ( Speyside, Highland e Islay). Non avendole possiamo utilizzare un’acqua che sia il più dolce possibile.
Ci sono persone che però rifiutano categoricamente l’aggiunta di acqua nel bicchiere. Teniamo comunque presente che sono gli stessi produttori a diluire il nostro distillato dato che  esce dall’alambicco alla gradazione di circa 70° gradi, per poi essere portato con acqua ad una gradazione più consona. Quindi chi siamo noi modesti consumatori per decidere che non si debba aggiungere altra acqua ?
LATTE:  passando da un whisky ad un altro, oppure arrivando da una cena particolarmente saporita, lo possiamo utilizzare per pulire bene il palato. A seguire poi sempre e comunque il bicchiere di acqua.

GHIACCIO: se proprio dobbiamo (!?), solo nei blend o nei bourbon, ma mai in un single malt. Il ghiaccio abbassa la temperatura del distillato bloccando gli aromi volatili e in più anestetizza la bocca: perchè dobbiamo farci del male ?

DEGLUTIRE: farlo o non farlo ? In effetti se dobbiamo assaggiarne tanti  e considerando che i dram partono dai 40° gradi, è fin troppo facile superare la, definiamola così, soglia di sicurezza. Ma sono situazioni particolari, difficilmente riscontrabili nella vita di ogni giorno. Altrimenti, deglutiamo pure. Se non lo facciamo non possiamo valutare le sensazioni del “finale” che ci lascia il whishy.

BICCHIERE VUOTO: annusate sempre il bicchiere vuoto. Vi potrebbe sorprendere!

Più o meno è tutto e speriamo di essere stati sufficientemente chiari.
Ora però un consiglio finale: il whisky è una bevanda semplice. Cito Dominic Roskrow: “riempie il bicchiere del contadino, riempie il bicchiere dell’uomo comune. E’ il fluidificante perfetto per socializzare, fare pace, stringere legami.” Quindi quando siete con i vostri amici e bevete il vostro dram, dimenticate almeno la metà di tutto quello che abbiamo scritto sopra.
Un aneddoto personale: una volta una persona (ciao Andrea) mi aveva chiesto perchè bevevo, io gli risposi semplicemente per il piacere di farlo. Non so se sia la risposta giusta (esiste?), ma, forse con un pò di immodestia, mi piacerebbe che questa valga anche per voi. Esistono fin troppe “situazioni di bevute” dove i riti, la pretenziosità, il volere cercare il pelo dell’uovo, spesso vanno a rovinare quello che dovrebbe essere lo scopo principale di quel momento: godersi un buon bicchiere con dei buoni amici! E se volete abbinarci qualcosa di cibo, fatelo! Alcune nostre cene a base di whisky con dei nostri amici sono state esperienze bellissime! Remember this!