Milano Whisky Day 2019

E anche quest’anno, per la gioia di noi “studiosi” del malto distillato, torna il tanto atteso “Whisky Day” a Milano. Come leggerete  fra poche righe nel comunicato stampa ufficiale, quest’anno verrà dato molto spazio agli Imbottigliatori Indipendenti: è una cosa che ci fa molto piacere. Chi ci segue o viene alle nostre degustazioni o ci viene a trovare ai festival conosce benissimo la nostra vicinanza e passione per questo lato del mondo del whisky.
Fra Giorgio D’ambrosio, Cadenhead, Valinch & Mallet, Silver Seal, Càrn Mòr ecc. ecc. ce ne sarà veramente per tutti i gusti e tutte le tasche. Cosa dire allora se non “buona lettura e preparate i fazzoletti per l’imminente aumento di salivazione” ?
p.s. ci saranno delle Masterclass fotoniche!

MILANO WHISKY DAY 2019:
una giornata dedicata al Re degli Spirits
(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 11 Maggio 2019)

Milano Rum Festival

Tutti gli appassionati del whisky di sicuro lo sanno: alcuni anni fa il parlamento scozzese ha approvato una legge secondo la quale il whisky deve essere festeggiato nel mese di Maggio. Di conseguenza agli organizzatori del Milano Whisky Festival non è rimasto altro da fare se non seguire questo dictat: la quinta edizione del Milano Whisky Day si terrà quindi sabato 11 maggio 2019 presso la sala Le Baron dell’Hotel Marriott.

Il Milano Whisky Day è l’unico evento celebrativo in Italia dedicato al whisky e ai festeggiamenti che in tutta la Scozia gli vengono tributati in questo mese dell’anno.

In questa edizione un’attenzione particolare è dedicata agli Imbottigliatori Indipendenti, da sempre anima e cuore del Single Malt Scotch Whisky, all’Irish Whisky e all’American Whiskey, in grande rimonta sul mercato italiano. In un unico evento sarà quindi possibile assaggiare e venire a conoscenza delle diverse anime dello spirit più amato.

Il meccanismo di questa giornata speciale ricalca quello dell’ormai famosissimo Milano Whisky Festival: degustazioni guidate e seminari daranno ai neofiti la possibilità di avvicinarsi a questo affascinante mondo e agli appassionati di approfondire le conoscenze e raffinare ulteriormente il palato.

Inoltre, all’interno dell’evento, gli amanti della mixology troveranno 2 cocktail bar, uno dedicato al whisky americano e l’altro all’irlandese.

L’entrata è gratuita previa registrazione via web oppure direttamente all’entrata il giorno dell’evento. Basterà dotarsi del kit di degustazione composto da bicchiere, portabicchiere e guida al whisky, e iniziare un’esperienza sensoriale unica e inconfondibile. I biglietti per la partecipazione alle degustazioni guidate, verranno messi in prevendita su whiskyshop.it e su whiskyfestival.it.

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY DAY 2019:
Hotel Marriott – Via Washington 66
Apertura al pubblico: Sabato 11 maggio dalle 14.00 alle 23.30
Ingresso gratuito (previa registrazione all’ingresso)
KIT degustazione: bicchiere, porta-bicchiere e Guida al Whisky 2019. euro 5,00
Degustazioni a partire da euro 3,00

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945 Cell. 346-8548236 MAIL: ufficiostampa@whiskyfestival.it


Riassumento il tutto, possiamo quindi dire che ci sarà da divertirsi questo sabato e ci raccomandiamo di bere con moderazione (!) anche per noi! Eh sì, noi saremo in vacanza all’estero: vi penseremo tanto, ma con un sincero pizzico di invidia!
Prima di salutarvi, un megagrazie all’efficentissima Roberta Riva, sempre solerte a fornirci materiale per i nostri amati festival!
E con questo abbiamo veramente concluso, quindi…

See you soon,
Davide & Sebastiano

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Speyside 22y “Valinch & Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Speyside

Imbottigliamento: “Valinch & Mallet”, 1996 – 2018, 22y, ex-sherry Hogshead

Gradazione: 54,8 %

Prezzo: circa 170 €

speyside

Oggi vi parleremo della distilleria sicuramente più rappresentiva dell’intero Speyside: Speyside! Esattamente, si chiama così e noi abbiamo vinto il premio per l’intro più originale del 2019. Vedremo di farci perdonare portandovi, come esempio del lavoro di questa distilleria, una bottiglia che ci ha “leggermente” colpito: una 22enne rossa sherry, imbottigliata dai nostri amici della Valinch & Mallet. (A proposito, il 5 aprile vi ricordiamo che avremo una degustazione con loro presso le mura della pasticceria, non mancate, mi raccomando!)

Colore: ambra scura.

Naso: pieno e appetitoso. Si è subito catturati da un profumo di albiccoche disidratate sotto spirito, caramello, fumo e miele castagno. C’è una leggerissima componente acetica e di canfora, ma assolutamente non fastidiosa. Leggiamo di marmellata di fragole nelle note ufficiali e concordiamo pienamente!

Gusto: l’attacco sa di cola (Luca?…ok, questa era per pochi), seguito da un’esplosione di spezie e da un’arancia bionda meravigliosa. A stemperare ulteriormente, oltre alle spezie di cui sopra, c’è una bella tazza di caffè, tanto fumo e una sensazione astringente di sciroppo di tamarindo. Carne caramellata e  forse una punta di Kiwi chiudono il tutto. E’ un whisky che “scalda” parecchio.

Finale
: lunghissimo, con sensazioni di bacca di vaniglia e fichi brucciacchiati. Leggermente mentolato!

Abbinamento: in origine avevamo optato per dei  fichi secchi intinti nel cioccolato, complice il finale di cui sopra. Poi mentre eravamo in pasticceria ci è casualmente capitata una fetta di Sacher sottomano e il risultato era pazzesco! Da consumare con (zero) moderazione!

Commento finale: a noi è piaciuto veramente molto. Siamo di fronte ad una distilleria minore che ha prodotto un whisky ex-sherry che non ha nulla da invidiare a quelli di altre distillerie ben più blasonate (Glendronach e Aberlour in primis). Nonsosecisiamospiegati. Complesso e al contempo facile da bere, peccato non averne ancora! E quindi via col votone…

Voto: 9,0



Tasting notes
:

Color: dark amber.

Nose: full and appetizing. There is a scent of dried apricots in alcohol, caramel, smoke and chestnut honey. In the official notes we read about “strawberry jam” and it’s true! We have also found a dirty side, with acid acetic and camphor, but absolutely not annoying.

Mouth: cola, followed by an explosion of spices and a wonderful blonde orange. Wow, there’s a nice cup of espresso, lots of smoke and an astringent tamarind syrup tip. Caramelized meat and kiwi complete the profile. It’s a whisky that “warms up” a lot.

Finish: very long, with vanilla and burnt figs. Slightly mentholated!

Food Pairing: dried figs and chocolate. But this Speyside combined with a Sacher cake was crazy!

Comment: we really enjoyed it. We have a minor distillery that has produced an ex-sherry whisky, that has nothing to envy to those of other more famous distilleries (Glendronach and Aberlour in the first place). Complex, but easy to drink!

Score: 9,0

 

 

 

Resoconto degustazione “Valinch & Mallet 2018”

Venerdì scorso si è conclusa la serata che abbiamo dedicato ad alcuni nuovi imbottigliamenti della Valinch: come è andata? Diremmo piuttosto bene, a giudicare dal numero dei presenti e dalla loro partecipazione. Non sono mancate poi le sorprese, come leggerete più in basso!

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Solo una nota negativa: come d’abitudine, saremmo dovuti andare a vedere nel dettaglio i vostri pareri e fare le medie matematiche dei voti che avete dato ai whisky. Purtroppo, è sparita, ahimè, la cartelletta con dentro le vostre schede (e 30 penne!). Ebbene sì. E’ un peccato doppio perchè alcune schede erano state…ehm…compilate in maniera davvero divertente! Dovessero saltare fuori, promettiamo di aggiornare l’articolo!
Per lo meno, fortunelli voi (?!),  vi beccate la nostra minirecensione con il nostro personalissimo voto. Per la serie le disgrazie non vengono mai da sole!
Partiamo subito col racconto: vi abbiamo servito un Ledaig ex-bourbon, un Ben Nevis ex-bourbon e un Glenrothes ex-sherry, il tutto commentato da Davide Romano, cofondatore della Valinch & Mallet.

Ledaig 10y bourbon cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: minicroissant con pesce spada affumicato e gocce di limone. Il fumo del pesce esaltava la torba del whisky, mentre il grasso ne tirava fuori il lato dolce: il Ledaig ne usciva pericolosamente beverino!
Minirecensione:  distilleria feticcio di chi scrive, questo whisky non si smentisce. Qua è presente in una versione magari più elegante del solito, ma sempre di Ledaig si tratta. Un mare sporco, un “cantiere giù al porto” sono forse le espressioni migliori per descriverlo. Leggermente ferroso, mostra delle note salmastre e di aringa affumicata, molto affumicata, che ci intrippano non poco. In bocca il corpo è leggero con un attacco dolce per poi evolversi magnificamente verso il salato. Nonostante lo sporco, è curiosamente floreale!  Il finale è lungo con pepe e olio, accompagnati da alga marina.
Ah, se avesse avuto qualche grado in più! D’altro canto dobbiamo dire che per molti partecipanti alla serata andava bene così: in effetti più alcolico si sarebbe rivelato molto più sporco, per alcuni estremo. Voto: 8,8

Ben Nevis 19y 1st fill heavily-charred bourbon cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: solista.
Minirecensione:  potente, potentissimo. Ma che colore ha? E’ più scuro di uno sherry! Al naso arancia gialla, Christmas Cake, vergognose quantità di baccelli di vaniglia e ciliegie sotto spirito. C’è una punta di ammoniaca! Ma è davvero bourbon? In bocca è avvolgente, potentissimo. Possiamo dirlo? E’ un Amarone versione whisky! Molto “condito”, ci ricorda la miscela 5 spezie cinesi. Tanta la frutta a fare da protagonista, sopratutto polpa di pesca noce matura e ancora le ciliegie del naso. Il finale è lungo con una arancia rossa veramente esagerata, sembra il succo dei cartoni della Bravo. Ok, il paragone non è bellissimo, ma rende l’idea! Buono! Voto: 8,7

Glenrothes 11y, 1st fill sherry cask
Naso: XXX
Gusto: XXX
Finale: XXX
Abbinamento: una monoporzione al lampone e pistacchio. Il whisky esaltava le note grezze, “terrose” del pistacchio e al contempo valorizzava la dolcezza del lampone limandone l’acidità. La panna utilizzata nella preparazione legava il tutto. A detta di molti, è stato un matrimonio “decisamente calorico”!
Minirecensione: Vi riportiamo paro paro quello che abbiamo scritto durante la degustazione al Barba. Cit.: “Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.”  Voto: 8,6

Per fortuna però durante le serate avevamo fatto anche una votazione preliminare ad alzata di mano e quindi possiamo lo stesso proclamare il vostro vincitore! A nostro giudizio, il migliore della serata era il Ledaig,  ma l’Alessandro Borghese che è in voi ribalta il verdetto e…rullo di tamburi…the winner is…

deg

Il Ben Nevis!
Veramente interessante questa cosa: durante le nostre prime degustazioni era scontato che il whisky preferito dalla platea sarebbe stato un torbato. Invece è un po’ di volte che, al contrario, a vincere sono dei profili generalmente non torbati, ma sporchi. Anche l’ultima volta il vincitore era risultato un dirty Mortlach. Ne terremo conto per le prossime serate!

Tornando a noi, la degustazione non si è conclusa qua, come sa bene chi era presente. Davide R. ci ha dato la possibilità di assaggiare non uno, ma ben due imbottigliamenti ulteriori.  Parliamo di un Glenrothes 9y bourbon che abbiamo potuto confrontare con lo  sherry di cui sopra. Molto utile dal punto di vista didattico: è stato divertente “andare oltre la coltre della botte”, per cercare di trovare  i tratti in comune dei due imbottigliamenti.
Per concludere la serata è stato aperto il Bunna di 22y già protagonista su queste pagine, una robetta da nulla insomma! Grazie ancora a Davide per aver presenziato le serate e per averci portato due “piccole” chicche extra!
A breve posteremo sulla nostra pagina Facebook le foto delle serate! Continuate a seguirci anche su Instagram mi raccomando!

Ma le prossime serate ? Come già detto, ci vedremo verso ottobre causa matrimonio del pasticcere. Vi lasciamo però un’anticipazione con un indizio difficile da decifrare : “T.C.”

A presto, Davide & Sebastiano

Bunnahabain 1995 “Valinch&Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bunnahabain

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, “Lost Dram Collection”, 1995 – 2018, ex-bourbon

Gradazione: 46,5 %

Prezzo: circa € 170

bunna

Siccome siamo in tema con la nuova degustazione di maggio, oggi vi presentiamo uno dei nuovi imbottigliamenti della “Valinch & Mallet” per la stagione 2018: parliamo di un Bunna di 22 anni. Salta subito all’occhio la gradazione di 46,5% gradi, e fonti certe ci dicono che sia quella di botte nuda e cruda. Abbiamo di che drizzare le antenne quindi, versiamo e beviamo!

Colore: giallo chiaro.

Naso: subito ciliegia bianca seguita da un lato minerale, tipo la pietra focaia che usavamo da ragazzi in campeggio. Andiamo oltre e troviamo tanta pesca bianca, sia la polpa che la buccia, e un intenso profumo floreale. Spariamola: primule e begonie. Grazie, giardino della mamma!
Se lo lasciamo respirare, viene fuori un lato burroso di pasticceria con del cioccolato bianco e della zuppa inglese. Pasta alle mandorle con una spruzzatina di limone chiude il tutto. Che sia però chiaro: il lato minerale di cui sopra continua ad esserci e racchiude tutti gli altri profumi. Possiamo dire una eresia? Al di là di questa caratteristica, ha un profilo elegante che ricorda alcuni Lowlander. Curioso e accattivante!

Gusto: ah no, marcia indietro, qua siamo decisamente su Islay. E’ fresco, con tanto zenzero e lime. Oseremmo dire anche albicocca leggermente acerba! Wow, quanto è sapido? Sembra di sentire non solo del caramello salato, ma proprio tanta acqua di mare. Eppure in deglutizione mostra ancora della frutta con pera e banana. Ragazzi, se fa salivare!

Finale: medio, con sentori di rosa che richiamano il naso (eresia parte due?!). Ritorna la pesca di cui sopra con una manciata di foglie di menta, like a cocktail. Sarebbe finita qua se non fosse per una sensazione di sale marino che permane a lungo sul palato.

Abbinamento: spiedini di calamari e gamberetti, adornati con menta e conditi con gocce di limone. Yum!

Commento finale: come avrete capito, ammettiamo che ci aveva un po’ spiazzato al naso, per la serie “Che profumi! Ma siamo su Islay?”, salvo poi sentirci stupendamente sull’isola una volta assaggiatolo. A tal proposito, ha una facilità di bevuta imbarazzante, aiutata da quel retrogusto salino che resta in bocca . Veramente molto buono, un perfetto isolano “primaverile” !

Voto: 8,8



Tasting notes
:

Nose: mineral with a hint of flintstone. Fruits with cherries and white peaches, floral with begonias and roses. Over time, we sense pastry with white chocolate, lemon marzipan and “zuppa inglese”, an italian cake. Almost a Lowlander!

Mouth: different, definitely an Islaynder! Fresh, with ginger, lime and slightly sour apricots. Salted caramel and sea water gives it sapidity. A touch of banana and pear.

Finish: medium. Roses, peach and even sea salt.

Comments: fragrant to the nose and above all marine in the mouth, a “spring” Bunna. Very good, one would never stop drinking it.

Score: 8,8

 

 

Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano

 

Glen Grant 25y Valinch & Mallet

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glen Grant

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, 1990 – 2015, ex – bourbon 2^ fill

Gradazione: 57,5 %

Prezzo: circa € 190

glen

Nell’ultima recensione vi abbiamo parlato di uno Strathisla dove la botte era decisamente protagonista. A questo giro, ovviamente per puro scopo didattico (?), tiriamo fuori dal cilindro un whisky concettualmente all’opposto: un Glen Grant dei nostri amici selezionatori della Valinch & Mallet che ha maturato per ben 25 anni in una botte ex-bourbon di secondo riempimento. Questo tipo di legno sostanzialmente ha dato quasi tutto quello che doveva dare al distillato, quindi quando viene utilizzato occorre far maturare il contenuto molto a lungo. Il vantaggio? Si sentono maggiormente le caratteristiche organolettiche del whisky, scusate se è poco!
Cambiando parzialmente discorso, magari qualcuno di voi ha storto il naso leggendo il nome Glen Grant. Certo, il 5 anni base che si vende nei supermercati è un whisky commerciale, ma parliamoci chiaro: dona solidità economica alla distilleria che quindi può permettersi di realizzare delle autentiche, piccole chicche. Versiamoci questo Speysider!

Colore: giallo pallido

Naso: il Natale non se ne va: è pandorissimo e burrosissimo (si, ok è il malto, ma lasciateci un pò di poesia, per Bacco!) con una grattatina di cioccolato bianco. A stemperare e rinfrescare ci sono polpa di pesca bianca, pera abate acerba, melone bianco e carambola. C’è una punta di fumo che emerge prepotentemente con l’aggiunta di poche gocce d’acqua. Compaiono anche the nero, menta e tanto muesli !

Gusto: dolce e pulito all’inizio con arancia e miele mille fiori. Lato vegetale presente con della buccia di mela e della foglia di the masticata…ok, fa un pò tossico, ma il senso è  quello, intendiamoci! Ritorna il fumo del naso e il tutto risulta molto “condito” con sale e pepe. Cedrata? L’aggiunta di acqua lo migliora tantissimo, donando le stesse sensazioni in misura più suadente. Se poi ci aggiungiamo la comparsa di una spolverata di zucchero a velo…yum!

Finale: medio-lungo, leggermente amaricante con una punta di vaniglia e mentolato. L’aggiunta di acqua lo ammorbidisce con il ritorno del nostro amico pandoro.

Commento finale: molto buono! La botte ha avuto solo il ruolo di dare il tempo al whisky di maturare bene e con calma: se volete sentire che sapore ha un distillato “pulito” siete sulla strada giusta. L’aggiunta di poche gocce d’acqua lo migliora tantissimo e in virtù di questo lo portiamo in alto con un:

Voto: 8,9



Tasting notes
:

Nose: butter based pastry and pandoro. Canary melon, pear and starfruit give us plenty of freshness. A hint of smoke. With water: it gets smokier with black tea, muesli and mint leaves.
Mouth:  sweet with orange and honey. Apple zeste with tea leaves. Still smoke and … citrus? With water: sweeter with a sprinkle of sugar powder.
Finish: medium-long, slightly bitter with a hint of vanilla and mint. With water: sweeter with pandoro appearing again.
Comments: very good. A second fill where the main character is the malt, not the cask. Few drops of water improve it.

Score: 8,9

Macduff 20y Valinch & Mallet

Scheda Iniziale :

Distilleria: Macduff / Glen Deveron

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, 1997-2017, Lost Dram Collection, ex-bourbon

Gradazione: 51,3 %

Prezzo: circa € 159

macduff

Penultima recensione prima del Milano Whisky Festival, diamoci dentro con un nuovo whisky per il nostro blog: Macduff.
Parliamo di una distilleria aperta nel 1958 nel villaggio di Banff sotto il nome di Glen Deveron. Nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, giusto per confondere le idee a noi poveri consumatori. Ad oggi è stata scelta come strategia quella di chiamare sotto il nome “Glen Deveron” gli imbottigliamenti OB, mentre sotto il nome “Macduff” finiscono gli indipendenti, come il Valinch & Mallet di oggi. Per dovere di cronaca sappiate però che la maggior parte della produzione del distillato finisce nel blend William Lawson.
E’ interessante notare come la distilleria sia curiosamente dotata di 2 wash e TRE spirit stills, d’altro canto anche a Talisker fanno così, quindi facciamocene una ragione, no?Attualmente Macduff fa parte del gruppo Bacardi assieme a Aberfeldy, Aultmore (distilleria feticcio di chi scrive!), Craigellachie e Royal Brackla.
Un grazie a Davide Romano per il gentile assaggio e diamoci dentro!

Colore: giallo chiaro

Naso:  marmellata di rabarbaro, marsala sfumato in cottura (quello buono eh!), pesca gialla e guava. C’è poi un lato leggermente balsamico dato da resina e aghi di pino marittimo. In ogni caso e’ un profumo molto caldo che è difficile trovare in un bourbon. Con l’ossigenazione diventa una bomba di creme caramel alla vaniglia (t’el chi ul bourbon). The nero a cui segue un miscuglio di miele e nocciole, un croccante per intenderci. Per finire una spruzzata di agrumi, anzi cedro candito! Goloso !

Gusto: in parte diverso rispetto al naso. L’attacco è molto dolce e fruttato, poi stupisce: diventa molto fresco con coriandolo e cardamomo, limone e olio essenziale di pino. Ad aiutare un’acidità data da una bella mela renetta. Rosmarino? In deglutizione è leggermente secco, come alcuni nuovi Bowmore per intenderci, e si avverte una gradevolissima nota salata e vegetale.

Finale: medio lungo, con acqua di mare e una punta di cicoria tagliata fine fine.

Abbinamento: noi lo vediamo da aperitivo, con dei salatini al burro, alici e prosciutto crudo farete la vostra bella figura!

Commento finale: la bocca amplifica alcune note avvertite al naso. Abbiamo trovato molto interessante questo connubio fra un naso caldo e una bocca fresca con una spruzzata di sale. Adorando poi noi il salino diamogli un bel…

Voto: 8,5



Tasting notes
:

Nose: rhubarb marmalade, marsala, yellow peach. It evolves into creme caramel with vanilla. Again we have pastry with honey and hazel nut, like a “croccante” (an Italian sweet).
Mouth: very fruity and sweet, then it becomes fresh with lemon, pine essential oil, “renetta” apple and a little salt.
Finish: medium long, with sea water and finely chopped chicory.
Comments: really nice, a well-made aperitif whiskey with intriguing notes!

Score: 8,5