Lagavulin 16 yo OB

Scheda Iniziale :

Distilleria: Lagavulin

Imbottigliamento: OB 2017, 16yo

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa 55 €

laga

Oggi andremo ad aggiungere, fra le nostre tasting notes, la recensione di uno di quegli imbottigliamenti che non può mancare in un blog serio! E infatti noi la serietà non sappiamo neanche dove sia di casa, e questo spiega il ritardo nella pubblicazione. Parliamo, come avrete già visto, del Lagavulin 16yo, OB iconico della omonima distilleria, che ogni appassionato di whisky ha sicuramente bevuto più di una volta (una bottiglia intera eh, non di certo un solo dram). Una delle distillerie simbolo di Islay, saprà reggere tutta questa mare di pressione? Spoiler: ci sguazza anche!

Una piccola anticipazione: seguirà nel breve periodo l’inserimento di altri famosi OB di altre distillerie iconiche che non possono più mancare in queste pagine. Ora non cincischiamo e versiamo!

Colore: oro antico.

Naso: semplicemente ti fa immaginare di essere sul dirupo di una scogliera in Scozia. Frase banale, eppure…Fra profumi di acqua di mare, sale, ostriche e alghe è difficile non avere questa sensazione. In tutto ciò nuotano felici delle note dolci di vaniglia, pera e frutti rossi stupendamente amalgamate. Aggiungiamoci poi profumi di affumicato, di thè e di torba e il piatto, anzi il whisky, è servito.  Tanto per rimanere in tema, il bicchiere vuoto odora di aringhe.

Gusto: anche qua l’equilibrio la fa da padrone, risultando in bocca salato, ma al contempo dolce, frizzante eppure oleoso: un whisky di ossimori! Lo iodio del naso non ci lascia e va a condire sensazioni di limone e pera acerba. Ci sembra di sentire in bocca le chips di quercia  che si utilizzano nei barbecue per aromatizzare i cibi. Olive e una grattatina di pepe verde in deglutizione.

Finale: medio, erbaceo, con un fumo leggero di copertone e un tocco di lime.

Abbinamento: ostriche? Buonissimo, ma banale: andiamo un attimo fuori dagli schemi. Preparatevi un bel panino con dentro un buon wurstel, e fin qua ci siamo, giusto? Bene, armatevi di siringa e iniettate il Laga nell’insaccato. Prima che ci linciate, vi diciamo che l’idea non è nostra, l’abbiamo visto fare dagli Scozzesi in persona e non è veramente male! Ovviamente non dimentichiamoci un grande classico, uno dei marriage più riusciti: gorgonzola stagionato e Lagavulin!

Commento finale: abbiamo letto una diatriba su dei forum stranieri dove si reputavano i nuovi imbottigliamenti di Laga 16 non all’altezza dei vecchi a causa del minore utilizzo di botti sherry. Bien, forse è vero e forse no. Sicuramente siamo di fronte ad un piccolo gioiellino semplicemente fatto veramente molto bene. Torbato ma con classe, dolce ma non stucchevole, salato il giusto e così via. Come ha scritto Dave Broom, è la dimostrazione che un whisky fumoso e torbato possa far convivere al suo interno tante sfaccettature senza che vengano sovrastate dal lato dirty. E’ un whisky iconico, equilibrato e per di più di facile reperibilità…signori, cosa volete di più? Ok, noi avremmo voluto qualche grado in più #anonimaAlcolisti, ma il votone ci sta tutto!

Voto: 9,0



Tasting notes
:

Color: dark gold

Nose: with the scents of sea water, salt, oysters and algae it’s easy to see yourself being on Islay. We can sense sweet notes of vanilla, pear and red fruits, wonderfully blended . Aromas of smoked, tea and peat perfectly finish our whisky. Again sea: the empty glass smells like a barrel of herring.

Mouth: very balanced, resulting in the mouth salty, but at the same time sweet, sparkling and yet oily! The iodine of the nose is still present and there are sensations of lemon and unripe pearsIt seems to taste the oak chips, the ones used in the barbecue to flavor food. Olives and green pepper at the end.

Finish: medium, herbaceous, with a light tire smoke and a touch of lime.

Food Pairing: oysters? Very good, but perhaps trivial. Take a good sandwich, a good wurstel, and syringe the Laga into the sausage. We admit it: the idea is not totally ours, we’ve seen it done in Scotland and… the result is amazing!
Of course don’t forget a great classic, one of the most successful match: seasoned gorgonzola and Lagavulin!

Comment: it’s a well done little gem. Peaty but with a lot of class, sweet but not cloying, salty without exaggeration and so on. As Dave Broom wrote, it’s the demonstration that a smoky and peaty whisky can bring together many facets, without being overwhelmed by the dirty side. It’s an iconic, balanced and moreover easy to find whisky… Gentlemen, what more do you want? Ok, more alcohol could be always be a good answer!

Score: 9,0

 

 

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Roma Whisky Festival 2019

Come ogni anno vi segnaliamo il Roma Whisky Festival che si terrà nell’omonima cittadina nel mese di marzo. Noi al solito non ci potremo essere, ma non è un buon motivo per non raccomandarvelo, no? Poi si svolgerà la Bowmore Experience, fateci un pensierino! E sempre su queste pagine potrete a breve leggere una bella intervista a Pino Perrone, vi avviseremo quando sarà online!

Roma Whisky Festival

Roma, 2 e 3 marzo 2019


c/o Salone delle Fontane all’Eur
(Via Ciro il Grande, 10)

locandina Roma Whisky Festival 2019.jpg

Ottava edizione del Roma Whisky Festival, appuntamento per appassionati, neofiti e professionisti del whisky con eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, ospiti internazionali, quattro cocktail bar, area gourmet, stand dei migliori Cognac e Armagnac e una mostra dedicata al design e all’architettura di una distilleria scozzese

Si tiene a Roma, sabato 2 e domenica 3 marzo 2019, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) l’ottava edizione di Roma Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano. Imperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Roma Whisky Festival si conferma un evento ricco di degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri e, per il secondo anno consecutivo, stand dei migliori cognac e armagnac affidati a esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “spirito”. Ma anche, per la prima volta, una mostra dedicata al design e all’architettura di una distilleria in costruzione in Scozia. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai whisky consultant, Pino Perrone, Andrea Franco e la scozzese Rachel Rennie. La passata edizione ha registrato un incremento di pubblico del 15% rispetto al 2017, con circa 4500 visitatori in due giorni, a fronte di 60 aziende di whisky e 10 di cognac e armagnac presenti, oltre alle 10 aziende extra-whisky (food, sodati, bar tools) e i 6 cocktail bar presenti. Oltre 70 i giornalisti accreditati e oltre 2000 le etichette rappresentate con whisky provenienti da: Scozia, Irlanda, Galles, Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Francia, Italia, Islanda, Taiwan e Australia.

L’ottava edizione presenterà masterclass di noti brand e ospiti internazionali del mondo della miscelazione, che terranno seminari e talk. Noti già alcuni speaker per i seminari mixology, figure di spicco del bartending internazionale, tra cui Leonardo Leuci del Jerry Thomas Speakeasy, Gabriele Manfredi ex Oriole Bar di Londra e Filippo Sisti della rivelazione milanese Talea. Inoltre, i mini-corsi da 25 minuti sull’ABC del whisky per i neofiti curata dalla Whisky Academy del festival nella figura della Brand Ambassador Chiara Marinelli. Confermata l’area Cognac e Armagnac, l’area Cocktail Bar rappresentata da 4 note realtà romane (Jerry Thomas Speakeasy, Drink Kong, Argot Freni e Frizioni) e quella food. All’interno del salone, come di consueto, ampio spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare, presenti quest’anno grazie alla nota casa d’aste online Katawiki. In occasione del Festival sarà anche presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata di Roma Whisky Festival, che quest’anno vedrà il whisky scozzese Caol Ila protagonista. La manifestazione nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte di Rachel Rennie, ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. La compagine si è allargata con l’arrivo di Pino Perrone, Emiliano Capobianco e Andrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo. 

Roma Whisky Festival 2018 2.jpg

L’ottava edizione – sottolinea Andrea Fofi –vuole essere l’edizione delle conferme nonché del preludio a futuri cambiamenti che apporteremo negli anni a venire per rafforzare il Brand RWF sul mercato. La crescita della manifestazione, considerata ormai tra le più importanti a livello internazionale, è evidente e ne siamo fieri e felicissimi. Non possiamo non riconoscere lo sforzo e la fiducia riconosciutaci dalle aziende partecipanti e dal pubblico numerassimo che ci segue durante tutto il corso dell’anno nei nostri eventi e attività di formazione. Fiducia che di anno in anno tentiamo di ripagare attraverso la proposizione di nuovi contenuti: quest’anno ad esempio vi sarà, la Bowmore Room Experience, una mostra dedicata all’architettura e al design nel mondo del whisky presentata dallo studio di architettura Threesixty Architecture di Glasgow, impegnato nella progettazione di una nuova distilleria a Edimburgo. Ma anche la presenza di nuovi ospiti internazionali, momenti di intrattenimento e attività promozionali e di comunicazione sempre più importanti“.

Per informazioni: 
www.romawhiskyfestival.it
info@romawhiskyfestival.it
tel. 06 32650514
Facebook: www.facebook.com/romawhiskyfestival/
Instagram: www.instagram.com/romawhiskyfestival/
Youtube: www.youtube.com/channel/UCdGmDG9ZykmouyUE3q0Q4bA

Ufficio Stampa:
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. +39 348 0646089

 

Noi ringraziamo tantissimo il sempre gentile Carlo Dutto per il materiale inviatoci e ci sentiamo a breve per leggere l’intervista a Pino Perrone!

A presto, Davide e Sebastiano

Intervista a “Whiskydo”

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Ok ragazzi, chi ci segue sa che siamo molto vicini al nuovo sito Whiskydo, progetto in cui crediamo strafermamente. Oggi abbiamo l’occasione di intervistare Valentina Malcevschi, co-founder, che ci racconterà bene passo passo cosa rappresenti Whiskydo e soprattutto coome possiamo sfruttarlo noi umili bevitori di malto distillato! VIP su dolcementewhisky oggi! E andiamo!
Buona lettura!

Ciao Valentina! Potresti innanzitutto presentare te stessa e il tuo gruppo ai nostri lettori? 
Ciao! Grazie per l’opportunità innanzitutto, è un piacere poter condividere con te le nostre informazioni sul progetto. Il nostro team è formato da Giovanni e Valter, i nostri web developers; Matteo e Fabian di GlueGlue Design, coloro che rendono semplice e coinvolgente a livello grafico la complessità della piattaforma; Michele, mago SEO e infine Andrea ed io, i due founder, folgorati dopo un viaggio per le distillerie dello Spyeside… da allora il whisky è diventata una dolce ossessione! Andrea si occupa soprattutto dei contenuti e delle analisi web ed io coordino la squadra e mi occupo del marketing e della promozione del brand.

Whiskydo: un nome molto semplice e efficace! Come è nato?
Bella domanda… la piattaforma doveva chiamarsi Whiskyhub, perché volevamo sottolineare il carattere aggregante del progetto, poi il nostro reparto creativo ci ha messo in crisi nera proponendoci Whiskydo. Il nome era semplice, immediato, nuovo e poneva l’accento sul fare, pur contenendo la parola whisky che si porta dietro tutta la sua storia e cultura: ci è piaciuto e l’abbiamo adottato senza troppi indugi. Anche il logo sposa la stessa filosofia: Matteo e Fabian hanno lavorato sul simbolo chiave della produzione del whisky, l’alambicco, e lo hanno rielaborato in chiave digital.

Ok basta con i preliminari e andiamo al sodo: descrivici il sito! Cosa ci può trovare il bevitore di whisky o un organizzatore di eventi?
Il concetto alla base del nostro progetto è semplice: mettere in contatto tutti coloro che offrono “cultura whisky” (masterclass, degustazioni, corsi e festival) con chi ne ha sete. Vogliamo rendere più fruibile un’offerta incredibilmente di qualità, che sta crescendo, ma che fa fatica ad avere la giusta visibilità sul web. Il curioso di whisky troverà in un unico contenitore tutti i tipi di evento che potrebbero interessargli. Potrà cercarli per geolocalizzazione, data, parole chiave, tipologia… e (per gli eventi che attiveranno questa funzione) prenotarli in modo semplice e sicuro. Insomma, speriamo di dare una bella mano a chi vuole intraprendere ed organizzare un viaggio in questo mondo fatto di profumi, aromi e scoperte continue.

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Whiskydo beta version

E’ un progetto dalla portata internazionale, dedicato al mondo dei whisky, ma è nato in Italia giusto?
Sì, siamo assolutamente orgogliosi di poter dire che il progetto nasce e cresce sulle Alpi italiane, in un minuscolo paesino della Valle de Gran San Bernardo, ma la portata è assolutamente internazionale. Vogliamo che chiunque cerchi informazioni su un festival o un evento in uno stato diverso dal proprio non debba scontrarsi coi problemi di lingua o avere difficoltà nella prenotazione per via dei metodi di contatto e pagamento. Ci piacerebbe contribuire ad abbattere qualche muro!

C’è  la possibilità da parte di un festival /imbottigliatore/un locale di inserire il proprio evento?
Chiunque potrà aprire un proprio account da “organizzatore” e, completando un form, pubblicare il proprio evento in modo molto semplice e autonomo, utilizzandoci solo come “vetrina” o usufruendo anche delle funzionalità di prenotazione e biglietteria. Pensiamo che un approccio diretto alla piattaforma possa essere più efficace per chi organizza eventi.

L’utente finale in che modo può acquistare gli eventi?
Chiaramente ci appoggiamo ai maggiori e più sicuri wallet di pagamento, gli utenti possono acquistare gli eventi direttamente dal sito tramite PayPal o carta di credito e riceveranno via mail la conferma di prenotazione e pagamento insieme al ticket …un bel modo per saltare le code!

Salta subito all’ occhio la possibilità del cercare gli eventi per data/città. Funzione comodissima: sarete voi a segnalare gli eventi?
Immancabile la ricerca su mappa! La piattaforma segnalerà automaticamente qualsiasi evento che verrà caricato, in questo modo chi consulterà la nostra mappa o inserirà nel campo di ricerca il nome di una località, potrà avere subito una panoramica di ciò che accade nella zona che gli interessa.

Gli eventi sul sito Whiskydo che Nazioni copriranno? Ci sono degli Stati dove avete avuto più difficoltà a rintracciare gli eventi? Avete avuto degli aiuti locali?
Whiskydo vuole essere un aggregatore globale… non ci sono parti del mondo che non ci interessino o che crediamo non debbano essere rappresentate. Per questioni di attiguità probabilmente in una fase iniziale ci saranno soprattutto eventi sul territorio europeo, ma stiamo intessendo ottimi rapporti, per esempio, con il mondo del whisky australiano, quindi… chi può dire fino a dove ci porterà il whisky?
Per quanto riguarda le difficoltà… beh, parecchie in tutti quegli stati che non utilizzano l’inglese per pubblicizzare i loro festival o eventi. Vi assicuro che orientarsi nel mondo svedese o polacco non è stato semplice… ma è proprio questo il nostro valore aggiunto, cerchiamo di semplificare la vita ai whisky enthusiast, qualsiasi lingua parlino.
Per gli “aiuti locali” devo dire che, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, ho trovato apertura, entusiasmo, umiltà e tantissima disponibilità.

Ci sarà la possibilità anche dei tour nelle distillerie. Questa cosa, per i “turisti del whisky” che si recano in Irlanda o in Scozia, è fantastica. Ma è tutto vero?
Ci sarà! il progetto è ampio, il nostro primo traguardo è riuscire a coinvolgere il mondo degli eventi diffusi, dei corsi e dei festival, per poi passare ai tour nelle distillerie e ai viaggi whisky. Riuscire a fornire un servizio di prenotazione semplice, veloce e “universale” per tutti i viaggiatori che desiderano visitare i centri di produzione è assolutamente una priorità per noi.

Ci sarà anche una Newsletter che pubblicizzi nuovi eventi per gli utenti registrati?
Magari per essere informati di nuove degustazioni vicino a dove vive l’iscritto.
La nostra idea è quella di attivare al più presto un sistema di alert che avvisi in tempo reale qualsiasi utente registrato del caricamento di un evento e questo avverrà in base alle sue zone di interesse o alle preferenze inserite. Ottimo per i fan di brand specifici o di particolari tipi di whisky 🙂

Domanda personale nostra: vediamo sul sito che è presente una sezione “Blog”. La troviamo (che strano!) una idea bellissima. Come mai questa scelta?
Perché vogliamo costruire uno spazio dove chiunque abbia qualcosa di valido ed interessante da condividere lo possa fare… che sia il proprietario di una distilleria o un blogger ancora sconosciuto, noi vogliamo amplificare la loro voce. Desideriamo che sia uno spazio aperto con “contenuti Whiskydo” ma, soprattutto, con contributi inviatici da ogni parte del mondo: un luogo dove le idee e le informazioni circolino. Crediamo fortemente che il confronto sia un motore di crescita molto potente!

Domanda volutamente provocatoria: perché scegliere voi e non altri siti di eventi? 
Ah, Ah 🙂 Perché non ci interessa essere “solo” una biglietteria… vogliamo essere una piattaforma interamente ed unicamente dedicata al whisky, dove si possa effettivamente condividere cultura, esperienza e divertimento. Vogliamo dare agli utenti un servizio tecnicamente impeccabile, ma che abbia un’anima grande… un’anima whisky!


Beh ragazzi, l’intervista è finita e speriamo vi sia piaciuta! Ringraziamo tutti Valentina e il suo staff non solo per il tempo che ci hanno concesso, ma soprattutto per il lavoro che stanno facendo per la comunità whisky mondiale!
Noi qua vi salutiamo e state pronti, a breve rilasceremo le date del prossimo evento presso la pasticceria!

A presto, Davide & Sebastiano

 

Interview with “Whiskydo”

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We are pleased to present on our pages a new website, Whiskydo.com, a platform that will soon give you the opportunity to search for a whisky event anywhere in the world
and possibly buy its tickets. As simple as that!! In addition, you can register YOUR event/festival to attract more visitors. Absolutely amazing… maybe a bit crazy! Really!
Now it’s time to turn the floor over to Valentina Malcevschi, co-founder of the project, who willexplain exactly what Whiskydo is and how it works.

Hi Valentina! First of all, can you introduce yourself and your team to our readers? Hi everybody! Thank you for this opportunity, it’s a real pleasure to share what we’re doing with you. Our team is made up by Valter and Giovanni, our web developers, Matteo and Fabian by Glueglue design, working on the design of the website, Michele, SEO specialist and me and my husband Andrea, the founders of the project. We got into whisky after a wonderful whisky trip through the Speyside country and were whisky-obsessed ever since. Andrea is the content manager at Whiskydo, while I’m the project coordinator and brand manager, dealing mainly with the marketing and communication side of it.

Whiskydo: a simple and powerful name at the same time. How did it come out? We first thought of Whiskyhub as a name for the project, because we wanted to communicate the aggregating function of it… then our creative team came out with a different idea, with something straightforward and catchy and Whiskydo was the answer. It focuses on the DO word and we like to think of this as an invitation to turn whisky culture and history into present innovating projects and ideas. The logo follows the same line: Matteo and Fabian took the still silhouette and integrated it in the name itself. We thought of something as old and simple as the spirit still and dragged it into a digital dimension.

Let’s get straight to the point. What’s Whiskydo all about? How whisky enthusiasts or whisky events organisers can use it?
That’s all very simple: we want to connect people offering whisky culture (masterclasses, tastings, festivals, courses…) with anybody looking to quench its thirst for it. The whisky world is in full swing and there’s a lot going on all over the world: we want to aggregate the offer and let whisky people easily find what they’re looking for, wherever it may be. Scanning the web in search of the right event can be a real struggle these days… there’s a lot to choose from, but the good stuff is often hidden away. We want to do the search and tidy everything up: the whisky curious will find every kind of events on Whiskydo, thoroughly organised and showcased. The search on Whiskydo will be easily done, through specific whisky-related keyword (i.e. blended, single malt, Lowland, Pot-Still…), event date or through a map, so that you’ll easily know what’s going on in your area. Once you find the right event, you will also be able to book it and pay for the ticket through Whiskydo (it’s up to the event organiser to activate this function).

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Whiskydo beta version

That’s a cool idea. So you’ve got global aspirations… but you’re based in Italy right?
Yes, we’re very proud to be based in a small village on the Italian Alps, in Grand Saint Bernard Valley; this location has been a true inspiration for us… we’re looking at the whisky world from the heights of Europe! You know, we’re like eagles hunting for hidden whisky pearls… to bring them back to our Whiskydo nest! Anyway, we’re definitely looking global: we want everybody to easily find the right whisky event and get simple access to the information about it. That’s why we’re using English. A lot of festival sites don’t use English: it’s difficult for someone who doesn’t speak German or Finnish to learn something about their events. So we want to make it simple and enjoy the whisky.

Can users add their own events from the website?
Yes, anyone can add an event, be it a private tasting or a big festival. You’ll get your own organiser account and you’ll be ready to publish your event for free. That’s an open and straightforward approach we really rely on. We also offer the possibility of selling tickets for the event through Whiskydo: that’s an option the organisers have. There’s a fee on this but we feel we’re providing a unique service; hope it will be useful for the whisky community.

How can be tickets purchased on Whiskydo?
Tickets can be bought through your Whiskydo account. We use the most reliable payment gateways, so people can pay through Paypal or credit card. You’ll get booking confirmation and tickets by e-mail and you’ll be ready for the event.

Whiskydo offers a map search feature. Tell us about that.
That’s the core of the search. When you add an event, it will be automatically displayed on our map. People interested in events in your area will easily find it. I think it’s a whisky enthusiast dream come true: all the events on a single map! Wow, a world of whisky experiences to choose from!

Whiskydo is addressed to the world. Did you find any obstacle in your event search
mission? Where do you plan to start off?
Whisky is a global phenomenon these days and we want to be a part of that. In this first stage, you’ll probably see mainly European events on the website, because we’re physically in Europe, but that’s just the beginning. We’re already working with the Australian and the Irish so… Well, it has been difficult to locate and “understand” all the events with no English website or advertising, but that’s our job you know. That’s really what we’re all about. Anyway, we found a lot of solidarity and help in doing what we’re doing: the whisky community is proving really friendly and supportive and we love to be a part of this.

You told me you’re planning to work on distillery tours in the future… Well, that’s one of our dreams. We are beginning with festivals and smaller events but we definitely plan to move on to whisky travels and distillery visits. We’d like to let Whiskydo users find and book distillery tours through our service in the future. We want to make people move from the basic visit to more premium experiences: that’s something we could do to support both distillery and whisky tourism growth anywhere in the world. Whisky travels are just another part of this effort. Think about it: book your whisky travel, distillery tour or whisky course on the same website… no waste of time and a comprehensive offer at hand!

Are you also planning a Newsletter to keep people informed about the events they’re interested in or events in their area?
Yes sure. We’re working on a system of alerts to keep users informed. That’s a feature we really want to develop and constantly improve, so that people can be aware of newly added events in real time. We want the user to set the preferences (i.e. a specific brand name or area) and we’ll do the rest, sending the right info to the right user.

Whiskydo is also Whiskydo Magazine. Why a Whiskydo blog?
We want to create a place to share whisky culture and experience. Anyone with something interesting to say will find the right place to say it on Whiskydo magazine: be it a distillery owner, brand ambassador or unknown blogger… we focus on the quality of the information. We think that sharing knowledge is part of the fun. That’s our whisky culture hub!

We see you’re really working on something special. Well, in the end, why people should choose Whiskydo instead of another event booking platform?
Simply because we’re not just a booking and ticketing platform. We’re about whisky culture and experience and we’re solely and entirely dedicated to whisky. We want to give whisky people a simple, safe and quick way to book and sell whisky events, but that’s not all we are. We want to add a whisky soul to it and work for the
promotion and development of this great spirit and its industry.


 

Our thanks to Valentina and to all the staff at Whiskydo for their time and passion. But above all, a big thank you from all the whisky world people: you’re making us a precious gift!

Davide & Sebastiano

p.s. Thank you to Andrea for the translation, of course!

 

 

Milano Gin & White Spirits 2019

Ragazzi, vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale del Milano Gin Festival 2019. Abbiamo solo una raccomandazione da farvi: andateci voi che potete, noi ahimè saremo bloccati col lavoro, andateci e non fateci troppo morire d’invidia! Troverete in giro delle autentiche chicche fra gin, mezcal e chi più ne ha più ne metta. Lo sappiamo perchè comunque qualcosa siamo riusciti già ad assaggiare, seppur poca roba rispetto a quello che troverete!
Buona lettura!

Torna il Milano Gin & White Spirits Festival 2019,

l’evento dedicato ai distillati bianchi

(23/24 febbraio 2019 – Hotel Marriott Via Washington,66)

MILANO WHITE SPIRITS

Il Milano Gin & White Spirits Festival torna a solleticare i palati degli appassionati del buon bere: il 23 e 24 febbraio la consolidata squadra del Milano Whisky Festival presenta la terza edizione dedicata esclusivamente agli spirits bianchi.

Dopo il successo dell’edizione 2018, con oltre 4000 visitatori che hanno riempito i 1000 metri quadri della sala Baron dell’Hotel Marriott, anche per il 2019 numerosi espositori condurranno i presenti in percorsi degustativi esclusivi, in miscelazioni di tendenza, arricchendo il tutto con aneddoti e curiosità legati al mondo degli spirits. In particolare, questa edizione dedica molto spazio alle barlady, che animeranno i cocktail bar dedicati a gin, vodka e agave, dando un tocco rosa al nostro White festival.

Ancora una volta l’Hotel Marriott ospita nella sua sala oltre 2.000 etichette di gin, mezcal, tequila, vodka: sapori di terre lontane, celebrati in tantissimi film e libri, per una due giorni indimenticabile.

Un collaudato mix di seminari, degustazioni libere, abbinamenti food e masterclass che da sempre costituisce la principale caratteristica degli eventi organizzati da Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci.

Una novità di questa edizione è la particolare attenzione per le micro-distillerie di Gin e distillati bianchi, prodotti artigianali dove, soprattutto nel Gin, i produttori italiani spiccano per qualità ed originalità.

L’ingresso è gratuito, previa registrazione sul sito www.whitefestival.it o direttamente all’ingresso della manifestazione; all’entrata sarà anche possibile acquistare il kit di degustazione – composto da calice da degustazione e porta bicchiere – a euro 5.00.

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Programma:

  • Quando: sabato 23 febbraio, 14.00-24.00 – domenica 24 febbraio, 15.00-21.00

  • Dove: Hotel Marriott – Via Washington, 66 Milano

  • Come: ingresso gratuito con registrazione on-line o direttamente all’ingresso

  • Note: Calice da degustazione e portabicchiere: 5€

Per info:
Ufficio stampa:
Roberta Riva 346.8548236 ufficiostampa@whiskyfestival.itwww.whitefestival.it

Insomma, non bevete troppo alla faccia nostra, un po’ di rispetto eh…
Un grazie a Roberta per averci inviato il materiale!
Detto questo, ci potrete leggere anche domani per una bella intervista, stay tuned!

Degustazione “SWMS” 28 gennaio: resoconto

Come vi avevamo anticipato, lunedì 28 gennaio, presso le mura amiche dell’Irish Pub Mulligans di Milano, si è svolta la prima degustazione dell’anno della Scotch Malt Whisky Society e noi eravamo lì presenti. Tema della serata sono stati 4 imbottigliamenti, cit.,  “Around 30 years old”. Ehi, ma nella foto sotto le bottiglie sono 5, why?

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Questi in effetti erano i 4 whisky ufficiali:

50.103  28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland
39.169  29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside
35.226  32yo 1986  45.8 % 1st fill Oloroso finish from Speyside
72.68    33yo  1984  52.1% 2nd fill Bourbon barrel from Speyside

E già qua potevamo ritenerci più che soddisfatti, ma, per far cifra tonda (?), ai 4 whisky previsti ne è stato aggiunto un quinto. Ragazzi, che dire…male non è decisamente andata! Ne parlavamo con un ragazzo che era seduto di fianco a noi. Di solito il primo whisky nelle degustazioni è sempre il più semplice, tranquillo, lo sfigatino del gruppo. Un NAS o un dieci anni quando va bene. Qua si partiva con un Longmorn di 25 anni single cask, nonsosecisiamospiegati. In molte degustazioni sarebbe stato servito per ultimo o penultimo, qua abbiamo iniziato con questo, chapeau!
Come noterete, vi abbiamo riportato anche le note ufficiali degli imbottigliamenti, veramente ardite e al contempo poetiche. Ma come fanno? I brand ambassador ci hanno spiegato che la SMWS disponde, per la stesura delle suddette, di un team di circa 30 persone, che si alternano a gruppi di 7 per ogni singola bottiglia. Poche storie: tante bocche e tanti nasi a disposizione creano delle tasting notes con uno spettro ampissimo.
Ora però andiamo a spulciarli. Giusto una precisazione: non abbiamo dato un nostro parere al “finale”, in quanto le bottiglie erano state giustamente aperte da poco e quindi avevano subito poca ossigenazione.

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7.194 Longmorn 25yo 1992 53.4% Refill Ex-Bourbon Hogshead from Speyside 

Colore: giallo chiaro.

Naso: morbido e dolce, dove la parte del leone la fa un’accoppiata di miele e rose. La frutta gialla matura non manca, seguita da sensazioni di toffee e, arriva la castroneria, di orsetti gommosi della Haribo.

Gusto: tipico Longmorn (quindi buonissimo), frizzante e leggermente pungente con note di limone e dragoncello, frizzante pungente. Si ammorbidisce col tempo mostrando banana e melone.

Commento finale: al naso, in un contesto alla cieca, non avremmo mai indovinato cosa avevamo nel bicchiere. In bocca, al contrario, risalta tantissimo la distilleria d’origine. Un whisky didattico per questa dicotomia, ma soprattutto un ottimo inizio!

Voto: 8,5

An attractive nose – subtle peach, fruit pastilles and apricot jam; then so much sweet, floral, honey, nectar stuff you could be a bee; leather and sanded wood come later. The gentle, sophisticated palate gives smooth caramel, jam tarts and sherbet straws – the apricot jam is now on croissants. Very attractive notes of oak, liquorice and bitter lemon enhance the finish – a pleasure in the mouth and still a pleasure after it’s gone. The reduced nose finds flower petals, strawberry and chocolate-dipped marshmallows on a wooden platter. The palate is softer and sweeter – butterscotch, honey and ripe melon – lip-smacking, tasty and more-ish.


 

50.103 Bladnoch 28yo 1990  57.7% 2nd fill Bourbon barrel from Lowland

Colore: giallo chiaro.

Naso: non sappiamo come definirle meglio, si avvertono note “sporche e chiuse”. Cerchiamo di fare degli esempi per spiegarci meglio: un libro bagnato, un locale chiuso, e dei funghi appena colti rendono l’idea? Noci e porridge chiudono il cerchio.

Gusto: esattamente il contrario, risultando fresco e balsamico, con zenzero, foglie di menta e pompelmo rosa. Anzi, ci ricorda un tipo di crema pasticcera al limone, di scuola francese, che viene preparata senza l’utilizzo di farina, risultando quindi leggera ed estremamente aromatica. Tanto coriandolo!

Commento finale: è la nostra preferita delle Lowlands e una delle nostre “distillerie feticcio” in generale. Non potevamo certo rimanere delusi. Veramente ottimo come aperitivo!

Voto: 8,7

Aromas carried a funky complexity that darted between the stone fruits of marsanne wine and the sweet earthiness of porcini mushrooms. Chestnuts and hazelnuts merged with porridge and soft leather before lychee-laden fruit pulled the cork on a bottle of gewurtztraminer wine. Soft and juicy honey baked pears came served with coconut and Turkish delight, dusted with dark chocolate shavings and a squeeze of fresh lime. Gentle floral notes returned with lavender and violets that seamlessly blended into blueberry muffins topped with milk chocolate. A delightfully waxy mouthfeel persevered to the finale with the tingle of fresh ginger, sweet baked apples and a buttery finish.


 

39.169 Linkwood 29yo 1989  52.9% 2nd fill Toasted hoghshead from Speyside

Colore: giallo chardonnay 2015 (si, ok,  a questo punto della serata l’alcool cominciava a farsi sentire!).

Naso: solo leggermente floreale. Infatti la rosa che noi apprezziamo tanto nei Linkwood qua è coperta dalla botte “toasted”. Odori di fumo, tostato per l’appunto, e solo in sordina i fiori. Le note ufficiali parlano di lenticchie ed è azzeccatissimo. Ci pare di sentire anche del melario!

Gusto: sensazioni di forno gradevoli come torta margherita e liquirizia, che vanno a braccetto con altre derivanti dalla botte come pane e caramello bruciacchiati. Purtroppo causa deformazione personale non riusciamo ad apprezzare appieno questo ultimo lato, come potete immaginare. Per fortuna cedro e arancia addolciscono il tutto.

Commento finale: il whisky che ci è piaciuto di meno, per il motivo riportato sopra. Ma potete benissimo capire come questo sia, ahimè, una nostra mancanza!

Voto: 8,3

A yummy rummy, sweet and fruity aroma of French bean vanilla ice cream with lychees, Frangelico and liqueur soaked chocolate Maraschino cherries. Delicate but full of flavours at the same time, honey on burnt toast, rocky road crunch bars with a late burst of a fruit juice made with a blend of orange, lemon, grapefruit, tangerine and lime. With water we were standing next to a potted flower display, some chewing Manuka honey lozenges whilst others enjoyed rum and raisin ice cream. After twenty six years in an ex-bourbon hogshead we transferred this whisky into a second fill toasted hogshead.


 

35.226 Glen Moray 32yo 1986  45.8 %  1st fill Oloroso finish from Speyside

Colore:  ambra.

Naso: caldo e invitante. Composta di castagne, arancia rossa matura e morbido cuoio sono i protagonisti iniziali, cui seguono legno, profumi di panetteria e un tocco di cera. Lacca per i mobili!

Gusto: corpo morbidissimo. Marmellata di fragole e arance, con tante mandorle e cioccolato al latte. Non stucchevole però, grazie ad un pizzico di sale e di acidità di uva spina. Una bevibilità assolutamente pazzesca, complice anche la gradazione non elevata. Fossimo ricchi, sarebbe la bottiglia perfetta da far sparire in pochi minuti ogniqualvolta avessimo ospiti a cena!

Abbinamento: assaggiandolo ci è venuto in mente subito una bella rib-eye irlandese frollata 45 giorni. Sì, ok, lo ammettiamo: l’avevamo mangiata pochi giorni prima e il ricordo ci ha aiutato!

Commento finale: ha i tipici profumi e sapori dello sherry, ma in maniera elegantissima. Il rischio con gli sherry bomb è che comunque risultino tutto sommato sgraziati con magari delle sensazioni astringenti e leggermente fastidiose. Ma non è questo il caso. Buonissimo!

Voto: 8,8

This begins with a beautifully delicate floral aspect. Notes of hawthorn, meadow flowers, pine resin, elderflower champagne, apple pie and earth all converge. Then it’s soot, green fruits, lemon balm, gooseberry compote, rancio and fresh brown bread. A total delight! With water there is a champagne like effervescence along with wax, furniture polish, aged pinot noir, herbal liqueurs, dried mango and an old ink pot. On the palate it opens with a saline oloroso note mingling with fruit scones, spun sugar, treacle sponge, salted peanuts, hazelnut spread, Dundee cake and lemon jelly. A little water evolves things towards orange bitters, molten toffee crisp, a meaty earthiness and finally notes of red fruit teas, orange marmalade, cola cubes and strawberry wine. Transferred at 30 years of age into a first fill oloroso hogshead.



72.68 
Miltonduff 33yo  1984  52.1%  2nd fill Bourbon barrel from Speyside

Colore: giallo paglia.

Naso: balza subito in prima linea la miscela orientale detta “5 spezie” e del thè nero, cui seguono una bella polpa di pera e albicocche disidratate. Non manca anche un bel bouquet estivo, erba e fiori!

Gusto: Cioccolato al latte e ancora spezie, sorpattutto cannella. Zucchero di canna integrale, tanti fichi neri e chiude con una punta di acido da frutto della passione. Possiamo dirlo? E’ un mix di sapori da “nord Europa” che abbiamo straadorato! In deglutizione  ci ricorda certe bagne al thé!

Abbinamento: la moglie di Mauro ha omaggiato la platea con un ottimo panforte fatto da lei stessa. La qualità dell’impasto ha strappato un deciso “ok” da parte del nostro pasticciere. E anche il matrimonio con il Miltonduff era perfetto. Avanti così!

Commento finale: se il whisky precedente l’abbiamo premiato per la sua bevibilità, qua invece premiamo la complessità. A nostro avviso il migliore della serata!

Voto: 9,0

The key note on the nose was perfumed, floral and summery (meadows, hedgerows, nosegays) but we also got old-fashioned confectionery, Christmas cake, tea chests and deep leather sofas. It was fruit that first jumped out of the palate – pear and passion-fruit, blackcurrant sorbet and figs in syrup; then marshmallow and chocolate sweetness arrived, leaving deeper notes of cinnamon, leather and tobacco on the finish. The reduced nose – jam donuts, Black Forest gateau, pears Belle Helene, Amarena cherries and fruit and nut chocolate. The palate now balanced perfumed sweetness (fruit crumble, blackberry yoghurt) with menthol and tobacco tannins on the after-taste.


 

Una mega ed estenuantissima (averne!) sessione che si è felicemente conclusa! Un enorme grazie agli ambassador Mauro e Alessandro Leoni per averci permesso di partecipare. Ci hanno fatto scoprire, oltre che dei grandissimi whisky, anche particolari e aneddoti della SMWS che ignoravamo. Una considerazione personale: siamo ghiotti di 2nd refill dal lungo invecchiamento, e qua sapevamo di cascare bene. Vi lasciamo con un piccolo spoiler: alla prossima degustazione della SMWS ci saranno altre…bottiglie costiere non esattamente giovani!

Tornando a noi, per ora non possiamo anticiparvi nulla, ma vi lasciamo con una anticipazione: tenetevi liberi per metà marzo, fidatevi! #AnteprimeMondiali

A presto, Davide e Sebastiano

 

The Echlinville Distillery

Udite udite: “habemus pc!” e quindi da oggi torneremo a tormentarvi con le nostre recensioni. Iniziamo l’anno nuovo prendendo virtualmente un aereo per la verde Irlanda e vi presentiamo subito ben 4 prodotti della Echlinville distillery.
La distilleria Echlinville, quando ha iniziato la produzione nel 2013, è diventata la prima distilleria di nuova licenza in Irlanda del Nord da oltre 125 anni.
Ritenuta essere l’unica distilleria irlandese che possiamo definire “dal campo al bicchiere”, gli spiriti di nuova produzione di Echlinville sono distillati da orzo coltivato e raccolto dai loro stessi campi e maltato a pavimento. Giusto per intenderci…
Aggiungiamoci però una bella chicca finale: l’esclusiva esperienza “soggiorno e distillazione”. Echlinville offre agli appassionati di whisky l’opportunità di lavorare con il loro capo distillatore per distillare la loro esclusiva botte di whisky. Sì, avete letto bene! Sarebbe bello avere un “Dolce Mente WhiskEy”! 

Ora torniamo con i piedi per terra e vediamo cosa andremo a bere. Innanzitutto NON berremo il loro whiskey, non è ancora pronto. Da qui i nostri signori irlandesi hanno avuto una un’idea intelligente per portare soldini nelle casse, nell’attesa che il loro distillato abbia maturato abbastanza e risulti quindi vendibile: hanno creato dei “marchi” sotto la cui egidia vendono whiskey di altre distillerie irlandesi.
Proveremo quindi un blend, il Dunville’s Three Crowns, in versione non torbato e torbato. A seguire un single malt di 12 anni, il Dunville’s 12Y Old Irish che, ribadiamo, non appartiene alla Echlinville. Voci di corridoio ci parlano di un Cxxley, ma nulla di ufficialmente confermato. Sì, in ogni caso possiamo dire che la nostra Echlinville fa anche il lavoro di selezionatore/imbottigliatore. A concludere il nostro giro, vi presenteremo il loro….gin, prodotto interamente da loro!

Un enorme grazie a Beppe di “Taste of Spirits” che, in qualità di importatore ufficiale della distilleria, ci ha dato la possibilità di provare tutto il range! Restate comunque sintonizzti su queste pagine perchè le novità che ci ha portato Beppe non sono finite qui!

 


Imbottigliamento
: Dunville’s Three Crowns

Gradazione: 43,5 %

Prezzo: circa € 50

Colore: giallo chiaro

Naso: molto fruttato, si sente soprattutto un’esplosione di buccia di mela verde seguita da limone e pesca gialla. Aggiungiamoci anche una bella spolveratina di coriandolo e dragoncello: in ogni caso parliamo di spezie tendenti all’agrumato. Pronti per la castroneria della settimana? Cheerios al miele! 

Gusto: dolce , leggero, molto coerente col naso, evidenziando quindi ancora sensazioni di mela, limone e pesca. 

Finale: medio corto con pepe rosa, peperoncino e rosmarino.

Abbinamento: cocktail o del sashimi. 

Commento finale: un blend forse troppo leggero per essere bevuto da solo, ma veramente ottimo per la mixology. Infatti la sua dolcezza a nostro avviso lo rende adatto alla creazione di cocktail estivi e fruttati. Non è esattamente il nostro campo e quindi, ancor più del solito, prendete con le pinze questa nostra impressione!

Voto: 7,5



Imbottigliamento
: Dunville’s Three Crowns Peated

Gradazione: 43,5 %

Prezzo: circa € 60

Colore: giallo chiaro

Naso: la torba aggiunge delle carte in tavola. Abbiamo infatti della pancetta affumicata che va a braccetto con il dolce della crosticina che si forma sulle costine al barbecue (frutto della reazione di Maillard per gli amici chimici). Sotto questi profumi si avvertono poi gli stessi sentori della versione unpeated provata prima. Miscela arabica!

Gusto: leggermente più oleoso, quindi con più corpo, rispetto al precedente con del cioccolato kinder accompagnato da una punta di medicinale. Zuppa inglese e un po’ di balsamico che non fa mai male!

Finale: medio, con fumo leggero e ancora una punta di medicinale/ erbaceo.

Commento finale: come aggiungere il sale alla pasta frolla. Andiamo decisamente meglio, il nostro blend ha acquisito corpo e risultando più gradevole rispetto al precedente . Ma si sa, a noi italiani piace la torba.

Voto: 8,2


Imbottigliamento: Dunville’s 12y , finished in ex Pedro Ximenez cask

Gradazione: 46%

Prezzo:  circa € 85

Colore: giallo ambrato

Naso: Fruttoso e caldo! L’arancia è avvolta da un bel miele di tiglio, marmellata di ciliegie e in sordina albicocca. C’è infine un lato di pasticceria, con cioccolato al latte e caramella mou. Veramente gradevole!

Gusto: denso e cesellato, risulta morbido in bocca con sentori di cioccolato all’arancia e crema alla nocciola. Leggermente tanninico con una discreta pepatura sul fondo. Ci piace, fa veramente bene il suo compitino senza sbavature.

Finale: medio con peperoncino e  ancora sentori di cioccolato e agrumi. More acerbe?

Abbinamento: sostanzialmente carni rosse elaborate. Andando nel dettaglio, per chi segue la nostra pagina Facebook, sapete già dove vogliamo andare a parare: canguro con noci e mele! 

Commento finale: sherry molto buono, non a caso era stato premiato l’anno scorso come miglior whiskey irlandese. Pericolosamente beverino a tavola, fate attenzione! D’altro canto siamo in inverno, quindi cade proprio a fagiolo! 

Voto: 8,6


Benissimo, ma una domanda resta giustamente in sospeso: ma come sono i loro whisky? Per ora non ci è dato saperlo, non essendo ancora pronti dovremo aspettare ancora un po’. Ma possiamo farci una idea su come distillano ad Echlinville assaggiando il loro gin!
Siate misericordiosi, per noi è difficile recensire un gin, avendone bevuti pochi da puri, ma ci proveremo lo stesso.

Imbottigliamento: Echlinville Irish Pot Still Gin

Gradazione: 46%

Prezzo: circa € 45

Colore: trasparente, acqua (oh really?)

Naso: tantissimo anice con  limone e ginepro in primis, quindi dei sentori dell’entroterra, a cui si accompagnano delle sfumature marine. Beppe di “Taste of spirits” infatti ci conferma la presenza di alghe che crescono nella baia vicino alla distilleria fra i botanicals utilizzati. Erica per finire e…oddio…ci pare di sentire della crema alla mandorle.

Gusto: dolce e raffinato, con ancora l’anice ( feticcio di chi scrive) protagonista. Marino in deglutizione, con limone e coriandolo.

Finale: medio corto ed erbaceo, nel dettaglio oseremmo dire menta.

Abbinamento: con le sue note delicatamente marine e contemporaneamente di terra lo vedremmo benissimo in un gin tonic servito con un bel filetto di branzino al burro e erbe cotto al forno. 

Commento finale: a noi è piaciuto molto, gradevolissimo. Anzi, ve lo consigliamo caldamente. Magari ci toccherà smentirci, ma se distillano whisky come distillano gin, beh, abbiamo di che essere ottimisti. Non diamo però un voto in quanto abbiamo pochi parametri di confronto, alias dovremmo bere più gin! 

Voto:  XXXX

Bien, questa mega sessione si è conclusa felicemente! Come detto nell’intro, parleremo ancora di Taste of Spirits, in un’altra occasione decisamente golosa! QUA troverete comunque il link al negozio nel caso foste interessati a dissetarvi direttamente alla fonte!

Prima di salutarvi, ecco a voi uno spoiler: abbiamo le date della nostra prossima degustazione! Quando saremo pronti vi avviseremo!

A presto, Davide & Sebastiano