Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano

 

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Balvenie 11y “Robert Watson”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Balvenie

Imbottigliamento:  Robert Watson, “Aged single Malt” serie, 1969 – 1980

Gradazione: 56 %

Prezzo: circa € 900

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Ritornano per la vostra gioia le nostre bellissime recensioni, are you happy? Per festeggiare la cosa, aggiungiamo al nostro catalogo una delle più interessanti distillerie dell’intero panorama scozzese: Balvenie!
Perchè diciamo questo? Beh, spesso Balvenie viene citata come una delle poche realtà rimaste che ancora malta in proprio l’orzo, ma è riduttivo fermarsi qua. Infatti, caso unico, all’interno delle sue mura vengono effettuate anche:
– la coltivazione dell’orzo in una piccola fattoria,
– la manutenzione degli alambicchi effettuata dai propri mastri ramai,
– la fabbricazione e cura delle botti.
Se poi consideriamo che il tutto avviene sotto lo sguardo vigile di David Stewart, uno dei più grandi master distillers in circolazione, abbiamo di che drizzare le antenne.
Per inaugurare questa distilleria sul nostro sito, abbiamo scelto un pezzo da 90: un Balvenie risalente agli anni 60 (sì, avete letto bene!). Il whisky è stato imbottigliato nel 1980 dal selezionatore Robert Watson, oggi scomparso, per conto di un gruppo di simpatici italiani appassionati di malto.

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Un grazie a Francesco, nipote di uno dei signori citati sull’etichetta, per averci dato occasione di provarlo.
Ora non indugiamo più e versiamo!

Colore: giallo paglierino.

Naso: a dir poco setoso dove ananas maturo, banana e zucchero Moscovado la fanno da padrone. C’è un fumo in lontananza tenue ed elegante, oseremmo dire in stile Highland Park, che aumenta con l’ossigenazione. C’è anche un buonissimo lato maltoso con biscotto e pane al latte (più la crosta più che la mollica). Completano il tutto baccelli di vaniglia e miele millefiori con  una punta di canfora. Alcool, dove sei?

Gusto: parte con della polpa di ananas per poi esplodere in bocca con una multitudine di sapori. Il lato dolce continua con un bella macedonia di frutta, dove la pesca e un kiwi leggermente acerbo sono protagonisti, con tante spezie, come pepe e cardamomo, di contorno.
Facciamo un po’ i sofisticati: non si sente tanto la cola, tratto (secondo noi eh!)  abbastanza tipico dei Balvenie OB “moderni”, quanto piuttosto del caramello. Leggermente erbaceo, si avverte del cedro candito appena dopo la deglutizione. Qua l’elevata gradazione si sente un po’, ma nulla di grave. Bastano poche gocce d’acqua per stemperare senza stravolgere il profilo gustativo.

Finale: lungo. Torna il miele di cui sopra, sempre accompagnato da un fumo di braci. C’è una punta di noce moscata.

Commento finale:  provate a pensare ai vecchi imbottigliamenti dove la gradazione alcolica spesso era “bassa”, per poi trovarci un corpo pieno e denso. Fatto? Ok, qua siamo a 56°: una intensità e una persistenza in bocca fantastiche. Una lacrima è d’obbligo: ci siamo bevuti un pezzo di storia, un sapore e uno stile che oggi si sono persi.

Voto: 9,2



Tasting notes
:

Nose: soft, with pineapple, banana, honey and moscodavo sugar. In the course of time, milk bread and biscuits appear. There is a dirty side with an elegant smoke and camphor.
Mouth: immediately pineapple pulp, then unripe kiwi and peach. A cascada of cardamom and pepper. We taste the cola, indeed, caramel. Slightly herbaceous. Candied citron?
Finish: long, with honey and smoke of embers. Nutmeg?
Comments:  a historical whiskey, with a style that it’s hard to find . And with high alcohol content: amazing!

Score: 9,2

 

 

 

Resoconto “Degustazione Douglas Laing”

Puntuale come le tasse a giugno, eccoci qua con il resoconto delle due serate “Douglas Laing”, che si sono svolte nel mese di Marzo presso la pasticceria Dolce Mente.

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Sono state due serate, ammetto, un po’ pesanti per chi scrive: ero (e sono, sigh!) con molte ore di sonno arretrato. Nonostante non fossi al top ho visto che vi siete divertiti e che, soprattutto, siate riusciti ancora una volta a sopportare la proverbiale loquacità del sottoscritto. E’ quindi d’obbligo ringraziare di cuore tutti voi per la vostra partecipazione e state tranquilli: ci metteremo subito al lavoro per organizzare la prossima serata.
Bando alla ciance e vediamo che cosa abbiamo/avete bevuto. Come d’abitudine, scriveremo la media delle vostre valutazioni e un nostro piccolo contributo. Vediamo!

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Linkwood:
Naso: 6,10
Gusto: 6,20
Finale: 6,05
Minirecensione: un malto morbido ed elegante, con sfumature di miele di castagno e frutta a polpa gialla, pesca in primis. Uno dei ragazzi presenti alla serata parlava anche di camomilla e noi non possiamo che concordare! Come siete diventati “studiati”, siamo fieri di voi! Voto: 86

Mortlach:
Naso: 4,80
Gusto: 6,60
Finale: 6,65
Abbinamento: 8
Una carbonara “scientifica”: se non sapete cosa sia la carbonara che ha commosso il web, cliccate QUA. Il lato sporco del Mortlach si sposava alla perfezione con il guanciale e il pecorino del piatto, nonostante la presenza degli amidi della pasta. Il tutto all’insegna del grasso e bello!
Minirecensione: sporco, terroso e solforoso al naso, nonostante l’invecchiamento in bourbon anzichè nel tradizionale sherry. Mortlach non si smentisce! Rivela in bocca tuttavia un lato dolce, quasi zuccherino con un finale di foglie di tabacco. Giovane, ma intrigante! Voto: 85

Bowmore:
Naso: 7,10
Gusto: 7,45
Finale: 7,10
Abbinamento: 7,90
Una monoporzione dove il protagonista, il limone, veniva presentato in 4 preparazioni diverse e affiancato alla menta per un tocco più fresco. Il Bowmore andava ad esaltare l’agrume rendendolo ancora più frizzante. Un mojito con il whisky!
Dlin dlon (pubblicità): troverete questo dolce in versione “torta” durante il periodo estivo, ma con l’aggiunta del pregiatissimo caviale di limone!
Minirecensione: generalmente i Bowmore post 2000 tendono alla frutta tropicale come profilo, qua invece facciamo un tuffo negli anni 90, dove ad essere protagonista era l’aroma di limone di cui sopra. Torba delicata, raffinata, così come il fumo, mai esuberante. Leggermente salino, Bowmore conferma ancora una volta di essere “l’elegantone” di Islay. Voto: 88

Come vedete, anche a  vostro giudizio è risultato vincitore Bowmore ed, essendo il nostro torbato preferito, non possiamo che esserne felici! Un pò di tifo ci sta sempre.
Una menzione va al naso del Morlach, che ha spaccato in due la platea: odio o amore, come si leggeva dalle vostre schede. Il palato al contrario ha messo d’accordo tutti.

Sulla nostra pagina Facebook troverete le foto delle serate e anche qualche chicca spiritosa che ci avete lasciato sui fogli (sappiamo chi siete, la pagherete!).
Tornando seri, prima di salutarvi è doveroso ringraziare l’importatore italiano di Douglas Laing “Fratelli Rinaldi” e il loro rappresentante di zona Carmelo M. (che piacere rivederti dopo tutti questi anni!) per averci procurato le bottiglie.

Da settimana prossima torneremo con le nostre recensioni, restate sintonizzati!

A presto, Davide e Sebastiano

Presentazione SMWS Italy

Martedì 27 aprile siamo stati invitati alla presentazione per il ritorno della mitica Scotch Malt Whisky Society (SMWS per gli amici) in Italia.

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Parliamo di ritorno in quanto già qualche anno fa la SMWS si era avventurata nella nostra penisola: ricordiamo, infatti, la loro presenza ad un Milano Whisky Festival passato, purtroppo con poche fortune. I tempi allora erano acerbi mentre adesso dovrebbe essere la volta buona: staremo a vedere! I nostri bicchieri sono sempre vuoti, quindi certi eventi ben vengano sempre.
A tal proposito, un enorme grazie a Mark Van Der Vijver per averci invitato!
La serata, guidata dal nuovo brand ambassador italiano Mario Leoni di GlugluClub 2000, si è svolta nella bellissima cornice dell’ Octavius Bar, presso il The Stage di Milano.
Sono stati presentati 5 nuovi imbottigliamenti della SMWS accompagnati da altrettanti finger foods. Vi postiamo la foto del menù, così, per farvi vedere quanto abbiamo sofferto per voi.

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Per la spiegazione di tutti quei “numerini strani”, vi rimandiamo alla nostra recensione di un vecchio Highland Park SMWS dove troverete tutti i dettagli del caso.
Sono stati presentati quindi 4 whisky, sì giovani a dire il vero, ma dotati di grande carattere. Ovviamente spiccava fra questi il quinto whisky, un Glenlossie di ben 24 anni di età!
Tutti i piatti sono stati preparati e presentati molto bene, soprattutto lo scampo, cottura perfetta, e il controfiletto. Menzione d’onore al matrimonio fra il risotto al castelmagno e il Glenlossie: la sapidità del formaggio andava fantasticamente a braccetto con i sapori di frutta del whisky.
Una sola nota negativa: l’abbinamento del controfiletto con il Dalmore e della tarte tatin al pompelmo con il Glenlivet, a nostro modestissimo avviso, non erano molto azzeccati. Che sia chiaro, parliamo solo dell’abbinamento e non della qualità dei prodotti serviti (anzi, a dirla tutta, quel Glenlivet ex-sherry…mmm!).
Finita la degustazione è saltata fuori una special guest star: un Laphoraig 18y a gradazione piena, come tutti gli imbottigliamenti SMWS del resto. Saremo anche degli italiani medi, tutto quel che volete, ma era veramente notevole! Una “ciliegiona” sulla torta per concludere la bellissima serata.
Pensando al futuro, per le prossime degustazioni la SMWS ha effettuto una partnership con il già citato Octavius Bar e l’ Irish Pub Mullligans del nostro caro amico Giuseppe Bertoni. Complimenti per la scelta, assolutamente nulla da eccepire!
In ogni caso, parlando da amanti del whisky, siamo molto contenti del ritorno della SMWS in Italia. Vuol dire avere a nostra disposizione tanti imbottigliamenti di qualità che prima ci erano preclusi. I dettagli per l’iscrizione al club li trovate sempre sulla loro pagina ufficiale.
Sulla nostra pagina Facebook invece troverete le altre foto dell’evento (bottiglie, piatti, ecc) , mentre QUESTO è il link della pagina Facebook della SMWS Italy.
Per concludere, facciamo un in bocca al lupo alla SMWS e a Mario per il suo nuovo incarico!

Detto questo, prossimo appuntamento con i sottoscritti dal vivo con la degustazione di “Douglas Laing”.

Siate folli, siate assetati (?!?)
Davide & Sebastiano

 

Degustazione “Douglas Laing” 2018 – SOLD OUT

Per la prima degustazione dell’anno abbiamo scelto per voi i whisky del famoso imbottigliatore scozzese”Douglas Laing”.
Siamo riusciti a trovare tre intriganti bottiglie della loro gamma “Old Particular” che,siamo convinti, non vi deluderanno assolutamente.

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Nel dettaglio avremo:

– Dalla regione dello Speyside: Linkwood 21y 51,5 % solista
– Sempre dallo Speyside :Mortlach 12y 48,4 % accompagnato da pasta alla carbonara
– L’elegantissimo torbato della serata: Bowmore 15y 48,4 % servito con la nuova “tarte au citron” del nostro pasticcere
Spoiler: gli abbinamenti sono clamorosi!

Relatore: Sebastiano Segalla

L’evento, come di consueto, si svolgerà in due serate, ciascuna con 16 posti disponibili, presso la pasticceria Dolce Mente:

– venerdì 9 marzo ore 21    SOLD OUT
– venerdì 16 marzo ore 21  SOLD OUT

Costo: 28 €

Vi preghiamo di indicare la serata a cui vorrete partecipare e di lasciare un acconto di 10€ in pasticceria a conferma della prenotazione.

Grazie a tutti e a presto: con questo freddo bisogna scaldarsi!

Davide & Sebastiano

Guida ai migliori cocktail bar d’Italia

Oggi andiamo parzialmente fuori tema, ma un fuori tema interessante. Una nostra sempre deviata passione sono i cocktails, quelli fatti come dio comanda. Bien, ci segnalano una applicazione dove potrete trovare i migliori bar d’Italia per soddisfare la vostra infinita sete!

Nasce l’App gratuita e senza sponsor
“GUIDA AI MIGLIORI COCKTAIL BAR D’ITALIA”

logo Guida Cocktail BlueBlazer

Un’app gratuita per iOS e Android per scoprire i migliori cocktail bar d’Italia, grazie alla Guida di BlueBlazer, scaricabile dal sito www.blueblazer.it/app

Nasce la nuova app gratuita “Guida ai migliori cocktail bar d’Italia”, selezionati dalla rivista specializzataBlueBlazer, scaricabile al link www.blueblazer.it/app 

L’app non ha scopo di lucro, è gratuita e priva di sponsor, a garanzia della massima autonomia di azione e della fiducia dei suoi utenti, è un contenitore virtuale, scaricabile sulle piattaforme iOS e Android, contenente gli indirizzi, le informazioni e tutte le news sui migliori cocktail bar d’Italia. Gli oltre 160 bar della Guida sono frutto di una attenta selezione di Giampiero Francesca e Massimo Gaetano Macrì, supportati da un panel di cento esperti che hanno pre-selezionato una lunga lista di locali. Per il secondo anno consecutivo sono infatti presenti nella Guida tutte le regioni italiane, con un’attenzione sempre maggiore alle realtà di provincia, tanto interessanti quanto, spesso, difficili da scoprire. Trovano così spazio, accanto alle grandi città come Roma, Milano e Firenze, realtà con poche centinaia di abitanti, come Acquapendente, in provincia di Viterbo, o Mirano, non lontana da Venezia.

I criteri seguiti per selezionare i bar si basano sull’ospitalità, oltre che sulla qualità del servizio e del cocktail.Non scegliamo mai un locale perché fa bene da bere – sottolinea Giampiero Francesca, direttore di BlueBlazer e ideatore della Guida – non è quello che ci interessa in primis. Consideriamo soprattutto l’alto grado di accoglienza, ormai sempre più rara, che si traduce nella capacità di far star bene il cliente, consentendogli di vivere un’esperienza completa. Poi, ovviamente, viene anche il cocktail”.

Una volta installata l’app dal link www.blueblazer.it/app, è sufficiente aprirla dal proprio smartphone per consultarla. La navigazione del menù è semplice e intuitiva: si può decidere di geolocalizzarsi e selezionare i locali che appariranno sulla cartina, oppure filtrare per le quattro categorie (cocktail bar, bistrot – restaurant, hotel bar e speakeasy). In ogni caso, ‘cliccando’ su un locale, si aprirà la scheda con una breve storia di presentazione del bar, alcune informazioni sui cocktail consigliati e sul tipo di miscelazione praticata, gli orari, i contatti e l’accesso diretto alle mappe per rintracciare la strada col proprio navigatore.

Le categorie sono uno strumento utile per consentire a chiunque, in base ai propri gusti e aspettative, di scegliere velocemente. Al di là del ‘cocktail bar’ propriamente detto, ‘bistrot-restaurant’ indica quei locali in cui oltre che bere si offre un’esperienza food frutto di una cucina, in molti casi anche degna di nota per non dire ‘stellata’”,sottolinea Massimo Gaetano Macrì, capo-redattore di BlueBlazer e co-ideatore della Guida. “Non potevano poi mancare gli hotel bar, di cui siamo grandi estimatori. Anzi, con il nostro lavoro, vorremmo far capire che le atmosfere eleganti ed ovattate di questi locali potrebbero essere frequentate da tutti. In Italia c’è ancora molta diffidenza e sono ancora tanti a chiedersi se si possa entrare in un hotel solo per bere un drink, senza essere clienti”. E, infine, la categoria forse più alla moda, i cosiddetti speakeasy “in cui abbiamo inserito sia i locali il cui accesso è garantito tramite la parola d’ordine, come i ‘veri’ speakeasy americani del Proibizionismo degli anni Venti-Trenta del secolo scorso, sia quei locali che in qualche modo ricordano quelle atmosfere fumose, con un accesso un po’ da secret bar, in cui entri solo se ne conosci fisicamente l’ingresso”.

La Guida vuole essere uno strumento di consultazione smart, continuamente aggiornata e utile, tanto agli operatori del settore quanto al cliente, più o meno appassionato. “Sono tanti i vari brand ambassador, per esempio, che ci hanno confessato di utilizzare per il loro lavoro le nostre mappe per rintracciare i locali. Si tratta di una utilità secondaria di cui prendiamo atto. Ma lo scopo principale della Guida è quello di offrire agli appassionati del buon bere e anche ai semplici curiosi, una finestra ‘mobile’ da cui osservare il mondo del bar.Se una persona entra in un locale, ‘spinta’ dalla descrizione della Guida, si innamora del posto e apprezza il cocktail, noi abbiamo centrato la missione”. Per l’occasione del lancio della Guida sono stati creati due signature cocktail: il ‘The Journalist Martini’ di Massimo D’Addezio e il “The Journalist Negroni” di Tommaso Cecca. Entrambi i cocktail sono degli omaggi che i barmanager dei due locali hanno voluto dedicare ai giornalisti adattando i pregi, e perché no, i difetti della categoria a due storici cocktail. Il The Journalist Martini è un Martini cocktail come piace berlo a molti giornalisti, freddissimo e molto secco, preparato con gin Bombay Sapphire, Apricot Brandy e gocce di Laphroaig, un whisky torbato i cui sentori affumicati rimandano, per Massimo D’Addezio, al mondo della stampa e delle redazioni. Completamente diverso il The Journalist Negroni, una variante calda e avvolgente del grande classico italiano, con brandy Cardenal Mendoza, Campari infuso all’ibisco e vermouth Cinzano 1757, che restituisce una visione diametralmente opposta del ruolo e della figura del giornalista.

Toro de Lidia (Tommaso Cecca & Alessandro Marrano) Café Trussardi – “The Journalist Negroni”

2 cl Cardenal mendoza
2 cl Campari infuso in foglie di ibisco
2 Cl Cinzano rosso 1757
2 drop di Aztec chocolate bitter

The Journalist Martini (Massimo D’Addezio)

5 cl Bombay Sapphire Gin
1 cl Apricot Brandy
gocce di Laphroaig Whisky

Vi alleghiamo anche 3 signature cocktail di due bar presenti nella guida: provate a farli e fateci sapere ! 

Locale: LA BODEGA (Cosenza)
Barman: Roberto Gulino
Cocktail: SUD (variante calabrese del cocktail Tommy’s Margherita)
Ingredienti:
1,5 cl succo di lime fresco (Lime di Corigliano)
1 spoon Nettare di Agave Herradura
1 spoon di Marmellata di Peperoncino Frajotta prodotta a Cerchiara
1,5 cl Liquore al Cedro azienda Vecchio Magazzino Doganale di Montalto Uffugo
5 cl Tequila Ocho Blanco
Tecnica: Shake & Strain
Garnish : fetta di lime
Affumicato con legno di melo, cannella e the verde
Bicchiere: old fashioned
Descrizione: Inserire tutti gli ingredienti in uno shaker, aggiungere ghiaccio e agitare per bene. Filtrare in un
bicchiere old fashioned colmo di ghiaccio e guarnire con fetta di lime. Affumicare con le spezie sopra elencate.

Locale: MADISON CAFE’ (Tropea, VV)
Barman Barmanager: Francesco Mazzitelli
Cocktail: KALABROTTO (variante calabrese del cocktail Hugo)
Ingredienti:
3 cl di sciroppo di Sambuco di Calabria, prodotto da un’azienda agricola di Capo Vaticano
5 cl di Bergotto ( bibita frizzante a base di bergamotto)
5 cl di Eukè spumante extra dry, cantina Senatore (o altro spumante extra dry, ma sempre di origine calabrese)
3 cl di soda
Twist di bergamotto (quando disponibile) o limone

Locale: MADISON CAFE’ (Tropea, VV)
Barlady: Genny
Cocktail: KALAVRI’
Ingredienti:
3 cl di Tequila reposado
2,75 cl di liquore al Bergamotto Calabro
2,75 cl di succo di lime
1 barspoon di "mezzodì Caffo"
1 barspoon sciroppo di pompelmo rosa "Monin"
1 barspoon marmellata di bergamotto
1 pezzetto di peperoncino fresco locale
1 pizzico di sale
Decorazione: crusta di mix di sale rosa dell’Himalaya, rosso delle Hawaii, blu di Persia e semi di papavero, ed un
peperoncino rosso.

Detto questo, vi salutiamo e….state pronti per lunedì !! 

A presto, Davide e Sebastiano

Talisker Port Ruighe

Scheda Iniziale :

Distilleria: Talisker

Imbottigliamento: OB, Port Ruighe, finish in Porto

Gradazione: 45,8 %

Prezzo: circa € 45

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Oggi aggiungiamo una nuova distilleria al sito, o meglio, andiamo a colmare una grave mancanza. Parliamo di Talisker, distilleria simbolo di Skye e una delle più note del panorama  mondiale del whisky: sì, la tiratina d’orecchie era d’obbligo!
Analizziamo quindi un imbottigliamento ufficiale della distilleria, il Port Ruighe (pronuncia: port-ree). Questa bottiglia prende il nome dal capoluogo dell’isola Portree e, come potete facilmente immaginare, contiene un distillato che, dopo aver maturato in botti  di legno europeo e americano, ha effettutato un finish in botti di…Porto Ruby per la precisione! E’ un colpo di scena, siore e siori, lo sappiamo!
Tornando seri, ringrazio tantissimo Giuseppe (alle volte il mondo è piccolo!) de I Sapori dei Sassi per il graditissimo campione. Andiamo a provarlo!

Colore: ambra.

Naso:  doppia anima! All’angolo blu abbiamo dei sentori decisamente marini. C’è tanto iodio e un bel salmastro, da bagnasciuga “algoso”. La torba ovviamente non manca!  All’angolo rosso abbiamo i sentori di Porto, quindi uva rossa e prugna. Frutti di bosco, con la mora in primis, e un po’ di mandorle e foglie di tabacco essiccate. Non mancano anche delle scorze di arancia con una spolveratina di cannella! Il “mare “Talisker” e il vino si incontrano: pensiamo che sia la frase che renda meglio l’idea.

Gusto: al primo sorso ci si accorge che il corpo è un po’ debole. Non giriamoci attorno, per il nostro gusto la gradazione è un po’ bassa ahimè. Dateci l’alcool, per Odino! Ahem, torniamo seri! Oleoso, tanta salamoia e molto fumo: è sempre un Talisker! Il lato dirty è stemperato però da tanta cioccolata aromatizzata all’arancia, ciliegie e oseremmo dire del caramello salato. Speck?

Finale: insospettatamente medio lungo, con tanto fumo, ma soprattuto tanto cioccolato al sale.

Abbinamento: abbiamo avuto un’idea. Per ringraziare Giuseppe, il minimo che potessimo fare era inventare un accostamento sfruttando uno dei prodotti del loro sito. Servite quindi questo Talisker con un patè di tonno e arancia che, ammettiamo, ci ha ispirato un sacco.  Spalmatelo su di un crostino di pane, decorate con una rosa di lardo et voilà.

Commento finale:  non siamo dei fans dei whisky finiti in Porto, chiariamoci subito. Detto questo, il classico (e sempre meno reperibile, sigh!) 10 anni lo batte, questo è fuori discussione. Con saccenza, pensiamo che, se avesse maturato più a lungo e se avesse avuto una gradazione più elevata, ci saremmo trovati davanti ad un signor prodotto.  Eppure, contestualizzandone il prezzo, non abbiamo trovato poi male questo Talisker. Diamogli quindi un “quasi otto”, via!

Voto: 7,8



Tasting notes
:

Nose: on the ring we have two souls: on the one hand, there are seaweeds, sea water and iodine. On the other, red grapes, plums and blackberries. In the end, we detect orange zeste, cinnamon and almond.
Mouth: it’s oily with a lot of brine and smoke: it’s always a Talisker! The dirty side is mitigated by chocolate with orange, cherries and maybe salted caramel. Speck? Unfortunately, it is low in alcohol!
Finish: unexpectedly medium-long, with smoke and chocolate with added salt.
Comments: two interesting souls, unfortunately disconnected. Such a pity: with the passage of time,  maybe they would harmonize. However, we have to consider that the price is cheap, so our score is “almost 8”.

Score: 7,8

Ed ora le tanto attese date
…rullo di tamburi…
9 marzo e 16 marzo !
Apriremo i cancelli per le prenotazioni lunedì 19 febbraio ore 14: state pronti!

Piccolo spoiler: avremo gli imbottigliamenti di Douglas Laing  #stupore #meraviglia