Tomatin 18y OB

Scheda Iniziale :

Distilleria: Tomatin

Imbottigliamento: OB, 18y, ex Oak Casks + Oloroso Sherry Butt Finish

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 75

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L’estate sta finendo e cogliamo l’occasione per raccontarvi di un whisky che ci ha tenuto compagnia mentre eravamo dispersi fra le montagne del Trentino! Cosa intendiamo? Lo scoprirete nella sezione “abbinamenti”. Per ora, limitiamoci a presentarvi il nostro protagonista di oggi, ovvero il Tomatin 18 anni ufficialissimo di distilleria.
Come ci spiegava Scott Fraser, brand ambassador del marchio, l’invecchiamento del 18y è decisamente curioso. Una parte del nostro whisky matura circa 15 anni e mezzo in botti Refill Hogsheads e altrettanti in botti di Oloroso Sherry. Una volta trascorso questo tempo, le due parti vengono miscelate e lasciate a riposare per 2 anni e mezzo ancora in Oloroso Sherry. Spesso l’invecchiamento di questo whisky viene identificato solo come un finish in sherry, ma come avete visto è abbastanza limitativo, per cui ci tenevamo a precisarlo!
Bien, vi abbiamo annoiato abbastanza, andiamo ad assaggiarlo.

Colore: oro antico.

Naso: note di sherry e di pelliccia accopagnate da una bella macedonia di frutta gialla, prugna e pesca in primis. Dopo di che, via di dolcezze con miele mille fiori, uva rossa, uvetta sultanina e cioccolato fondente. C’è una parte minerale che ci riporta alla mente…la capocchia dei fiammiferi (un modo aulico per dire indicare una punta di zolfo, insomma!).

Gusto: rotondo e avvolgente, ma senza essere pesante o peggio “mappazzone” (rischio riscontrabile con alcuni first fill sherry), risultando infatti al contempo fresco ed elegante. Si avverte una nota leggermente speziata, pepe e tabacco, e una nota  amaricante, da mandorle tostate. Buccia di arancia e tanta marmellata di rabarbaro!

Finale
: medio, con uva cardinale e ancora buccia di arancia. Chiudiamo il tutto con sentori di plum cake bruciacchiato che ci piacciono tanto.

Abbinamento: eccoci qua. Avevamo chiesto tempo fa al nostro voluminoso Scott con che cosa consigliasse di bere questo Tomatin. La sua risposta è arrivata istantaneamente: bistecca di cervo! Mentre eravamo in Trentino abbiamo avuto più di una occasione per abbinarlo…e ragazzi…che bontà! Provare per credere. Il motivo d’altro canto è semplice: non essendo un 18y “only sherry” ha un corpo più beverino, che lo rende assolutamente perfetto ad ogni assaggio per pulire la bocca e valorizzare un piatto saporito, ma al contempo semplice come una bistecca di cervo.

Commento finale: a noi è piaciuto molto. Un whisky con un tipo di invecchiamento evidentemente studiato a tavolino che ha dato degli ottimi risultati. Considerando il prezzo veramente basso nel mercato attuale per un 18 anni e gli abbinamenti fantastici cui può dare origine, lo premiamo con un…

Voto: 8,6

 

 

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Auchroisk 27y “Valinch & Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Auchroisk

Imbottigliamento: Valinch& Mallet, 27 y, 1991 – 2019, ex Bourbon Hogshead

Gradazione: 48,7 %

Prezzo: circa € 240

valinch

Questo lunedì ci sentiamo molto creativi e decidiamo di aggiungere una nuova distilleria al nostro portfolio di assaggi! Auchroisk (si pronuncia “ar-thrusk”) è la protagonista di oggi ed è praticamente una giovincella rispetto alle altre sue sorelle scozzesi: è stata costruita nel 1972. Di imbottigliamenti ufficiali non ne esistono, per cui dobbiamo rivolgerci al mercato indipendente. Per ragioni storiche dobbiamo citare il mitico 10 anni della serie Flora & Fauna, ma a noi piacciono “nel fiore degli anni/mature” (?!) e quindi abbiamo scelto di assaggiare addirittura una ventisettenne proveniente dalle selezioni della “Valinch & Mallet”. Sarà buono?

– SPOILER-

Sì!

Colore: giallo paglierino.

Naso: oh, ha un tipo di profilo che noi adoriamo! Si passa da note sporche a sfaccettature di frutta in un turbine infinito: promette bene! Partendo quindi dalla sabbia bagnata e da un minerale che ci ricorda la gomma da cancellare, facciamo una pausa più morbida con cedro e mandorle, per poi virare su aspetti più dolci come fichi secchi, miele e uva sultanina. In tutto ciò aleggiano delle foglie di citronella, che si ripropongono quando annusiamo  il bicchiere vuoto.

Gusto: fresco, minerale, dolce e sapido. Partiamo bene! Se fosse una birra, sarebbe una tedesca Gose, con quel tocco di sale e coriandolo che invoglia a berne ancora. Solo leggermente piccante, tenendolo in bocca ci sono dei ricordi di muffin aromatizzato al limone. Sempre restando nel campo della pasticceria, chiude il tutto una grattatina di anice che ci fa impazzire!

Finale
: medio lungo. Ritorna lo sporco del naso con tracce di inchiostro, cui segue del limone e profumi di erba di campo appena tagliata. Ricordi di gioventù…

Abbinamento: data la stagione, pesce di mare alla griglia, speziato in maniera delicata (coriandolo, dragoncello, salvia…), magari con una spennellata di burro fuso.

Commento finale: un whisky fresco, estremamente intrigante e dalle mille sfaccettature. Eppure, complice una cesellata sapidità, è dotato di una facilità di bevuta disarmante… Forse troppo (sì, perchè non ne abbiamo più, tristezza e sofferenza)! Volevamo bere un whisky adatto all’estate e l’abbiamo trovato!

Voto: 9,1

 

 

Highland Park Dumpy Bottle Ferraretto

Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: OB, Green Dumpy Bottle, 17y, 1958 – 1975, Ferraretto Import

Gradazione: 43%

Prezzo: circa € 1300

hp

In questi giorni di caldo torrido bisogna essere proprio dei pazzi per bere superalcolici. Noi tanto sani di mente di certo non lo siamo, ma, aiutati dall’istinto di sopravvivenza, optiamo per un dram a bassa gradazione alcolica…che astuzia! Fruga fruga nell’armadio e guardate cosa abbiamo trovato: un pazzesco Highland Park del 1958! Importato da Ferraretto e avuto tramite l’inossidabile Giorgio D’Ambrosio anni fa, decidiamo di assaggiarlo. Oggi abbiamo whisky storici su queste pagine! Versa versa!

Colore: ambra.

Naso: caldo e avvolgente come un cesto di frutta matura. Cerchiamo di scindere i profumi: ci pare quindi di sentire buccia di uva bianca, arancia, cedro, fichi e pesca. Miele a chili, siamo in casa HP d’altro canto. Ossigenandosi, salta fuori un lato sporco con  incenso, fumo leggero, olio di paraffina e cera in seguito. Sensazioni mentolate rinfrescano il tutto, per poi chiudere con un profumo di vecchio mobile di legno che è deliziosamente affascinante! Il bicchiere asciutto è sempre marchiato dal fumo.

Gusto: vellutato, sapido e oleoso. Tenetelo in bocca qualche secondo, dategli tempo, e wow! Tanti sapori così differenti eppure così in armonia, pazzesco, da caleidoscopio!  Coerentemente col profilo classico della distilleria, abbiamo del fumo e una nota erbacea  che Serge identifica addirittura come “Chlorophyll gum”: ok, tanto di cappello e ci facciamo da parte! La frutta fresca è presente con  uva spina e alchechengio e quella secca con castagne e nocciole in primis. Tanta, tanta liquirizia! A chiudere ci pare di sentire del merluzzo in crosta di sale. Permetteteci una battuta: mantenere un profilo armonioso con queste sfaccettature non è roba da tutti i giorni!

Finale
: lungo, con il ritorno della pesca e del sale presenti nel naso.  Sono però un bel secchio di prugne e  una sensazione di paraffina untuosissima a fare la parte del leone.

Commento finale: da alcolisti quali noi siamo, spesso storciamo un po’ il naso quando leggiamo di gradazioni basse. Se poi sono vecchie bottiglie dove l’alcool è pure evaporato stiamo un po’ sul chi vive. E qua siamo davanti a 43 gradi, ma…con un corpo pazzesco! Una sensazione simile l’avevamo avuta con un vecchio Springbank a pera degli anni 80. Meravigliosamente rustico e al contempo elegante! All’insegna del “si stava meglio quando si stava peggio” concordiamo con i Facili e giù di votone!

Voto: 9,3

 

 

 

 

Kilkerran Heavily Peated

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glengyle

Imbottigliamento: “Kilkerran Heavily Peated”, Peat in Progess Batch 1, 2016 – 2019, 55%, Ex-Bourbon e 45% Ex-Sherry

Gradazione: 59,3 %

Prezzo: circa 70 €

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Se vi ricordate bene, ad Aprile vi abbiamo portato alla pasticceria DolceMente di Varese un’anteprima mondiale da provare, il Kilkerran Heavily Peated. Bevuto e ribevuto, oggi possiamo darvene una succosa recensione. Siatene felici!
Nato per far fronte alle richieste di mercato che predilige i whisky torbati, il nostro arriva nei nostri bicchieri carico con addirittura 84 ppm di torba. What? Ma che commercialata è? No, tranquilli, vi pare che di colpo a Kilkerran si dimentichino come si distilla?
Giusto prima di iniziare, questa bottiglia rappresenta la prima della serie “Peat in Progess”, analogalmente alla “Work in Progress” di qualche anno fa. Non si sa ancora dopo quanti anni verrà imbottigliata la versione finita e a quanti gradi, possiamo darvi informazioni solo sulla bottiglia di oggi, è un 3 anni a gradazione piena. “Oddio, ma sarà sgraziatissima!” direte voi, “andate avanti a leggere” diciamo noi.

Colore: oro.

Naso: un insieme di mare e terra sorprendente. Abbiamo un lato carnoso, che varia da una bistecca ben condita fino al maiale al limone, in cui si riflette (poesia!) un lato marino e vegetale, dato dal sale marino e dalla torba. Avvolgente e appetitoso, col tempo rilascia sensazioni di crema al burro e spruzzate di torta di mele. L’ alcool al naso è molto leggero con prugne sotto spirito e papaya. Ritornano le sensazioni carnose di cui sopra con del brodo di pollo. Pronti per la megacastroneria settimanale? Profuma di torta della nonna…alle olive! Tornando più seri, annusando il bicchiere ormai vuoto compare la sabbia bagnata di kilkerraniana memoria che ci piace tanto!

Gusto: qua l’alcool si sente, fuori discussione, ma non così tanto come sarebbe lecito aspettarsi. All’inizio ha una dolcezza che ci ricorda l’albicocca, per poi virare decisamente su sapori salati, quasi da pesce in crosta. Speziato, potente eppure vellutato, possiede infatti una struttura oleosa con note di olive in salamoia. Ci pare di sentire anche una leggera sensazione canforata. Un particolare non di poco conto: non è sgraziato come ci si potrebbe aspettare da un “tre anni”, anzi! Cercando di spiegarci meglio, non è ovviamente molto complesso data la gioventù, ma…si può dire che ha un profilo estremamente coerente?

Finale
: medio  lungo, torbato e salato!

Abbinamento: durante la serata di cui sopra volevamo accompagnarlo ad un dolce alternativo, ma non era facile: l’alta gradazione era un problema e andava assolutamente mitigata. Da qui l’idea di una variazione strutturale della tarte tatin accompagnata a crema di mascarpone. In più la mela avrebbe aiutato tantissimo ad esaltare la nota torbata del whisky. E direi che l’obiettivo è stato raggiunto a giudicare dai commenti dei presenti. Troverete le foto sulla nostra pagina Facebook.

Commento finale: 3 anni? Veramente? Se è questo l’inizio, chissà cosa ci aspetta quando sarà “pronto”: rischia di diventare uno dei migliori OB in circolazione, a nostro modestissimo avviso. Spesso capita che nei whisky giovani la torba sia aggressiva e scomposta, qua è un velluto. La dimostrazione è che i ppm siano solo un numero alle volte. Ha solo un difetto, non è complessissimo, ma è giustificato dalla estrema giovinezza.

Voto: 8,7

 

Rare Malts – Parte 1

Oggi abbiamo particolarmente sete e per dissetarci abbiamo deciso addirittura di optare per una quadrupla bevuta. Un blog sempre più disinibito!
Andremo ad assaggiare quindi degli imbottigliamenti provenienti dalla mitica serie “Rare Malts”, creata dalla Diageo nell’ormai lontano 1995. Era stata creata con lo scopo di coprire la domanda di whisky “inusuali” da parte di un pubblico che ormai stava crescendo e diventando giorno dopo giorno sempre più esigente.
Inusuali perchè? Beh, parliamo di whisky provenienti da distillerie (all’epoca) sconosciute, anche chiuse, a gradazione piena, dal notevole invecchiamento (dai 18 ai 35 anni) e senza coloranti: una mossa forse azzardata a metà anni 90, sicuramente avvenieristica, ma che poi avrebbe anticipato il trend attuale.
Solo un appunto: non sono single cask, ma il frutto dell’unione di due o tre botti (small batch). Che problemi, vero? Bien, via alle danze, ecco cosa ci beviamo:

– Royal Lochnagar
– Dallas Dhu
– Benrinnes
– Caol Ila

rare

 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Royal Lochnagar

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1973 – 1997, 23y, ex-bourbon

Gradazione: 59,7 %

Prezzo: circa € 400

Colore: giallo chiaro.

Naso: maltosissimo! Oltre a del marzapane abbiamo infatti un intenso profumo di biscotto “oro saiwa”, cui si uniscono varie spezie come thé oolong, pepe rosa e vaniglia. Semplice, ma efficace!

Gusto: decisamente accattivante. Subito un’esplosione di spezie dolci e piccanti, pepe e peperoncino di cayenne in primis, seguita da sapori di liquirizia e frutta fresca, pesca e limone in particolare. C’è anche una gradevole nota erbacea mentolata.

Finale
: medio con coriandolo, oleoso, salato e buccia di pesca.

Commento finale: partiamo alla grandissima con un Royal che, ci teniamo a precisarlo, nulla ha a che vedere con la versione “Game of Thrones”, dove è stato decisamente bistrattato. Un whisky d’entré veramente buono e frizzante!

Voto: 8,7



Scheda Iniziale
 :

Distilleria: Dallas Dhu

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1975 – 1997, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 61,9 %

Prezzo: circa € 700

Colore: giallo pallido.

Naso: inizialmente oleoso e minerale (salino) con arancia e fondi di caffè. Sensazioni insolite di…ginepro? Il profumo di pandoro e la sua “crosta” a chiudere è un tocco di classe come pochi. Non complesso, ma d’impatto nella sua semplicità.

Gusto: oh my god, è ceroso, ma al contempo così appetitoso (fa pure rima). E’ tutto una cascata di pan pepato, mela, nocciola e torta delizia con la sua crema e le sue mandorle. Sentiamo anche un leggero tocco acidulo, dato da passion fruit e limone. A stemperare il tutto, seppur rimanendo nel campo della pasticceria, ecco una bella sablé salata!

Finale
: lungo e gradevolmente erbaceo, lascia sensazioni di crème brûlée.

Commento finale: SPOILER alert! Il migliore dei 4 a nostro giudizio. Il primo Dallas Dhu  su queste pagine e speriamo vivamente che ce ne possano essere ancora tanti altri. Una bontà ed un’eleganza come pochi!

Voto: 9,2


 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Benrinnes

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1974 – 1996, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 60,4 %

Prezzo: circa € 600

Colore: giallo pallido.

Naso: molto alcolico e chiuso a gradazione piena. L’aggiunta di acqua fa evolvere il profilo in  brioche, mela verde e plumcake. Pasta alla carbonara?

Gusto: dolce all’inizio, da composta alla pesca, per poi virare sul tanninico, simile ad una pera un po’ astringente. Non manca anche qui un bel carico di spezie, ma ci pare di sentire anche della buccia di limone, con anche la sua parte bianca, che risulta quindi leggermente amara. Biscotto alle nocciole in chiusura.

Finale
: lungo e ceroso. Anche qui c’è una punta di amaro, mitigata però da delle belle fette di banana e alchechengi.

Commento finale: ecco, il whisky è buono, fuori discussione. Noi però l’abbiamo trovato abbastanza…ostico? Anche a lasciarlo nel bicchiere a lungo. Giusto per la cronaca, gente più alcolizzata di noi ci si è strappato i capelli. Potrebbe anche essere colpa del sample che non si era conservato bene, chi lo sa! Fateci sapere cosa ne pensate in ogni caso!

Voto: 8,2

 


 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Caol Ila

Imbottigliamento: “Rare Malts”, 1975 – 1997, 21y, ex-bourbon

Gradazione: 61,3 %

Prezzo: circa € 1000

Colore: giallo chiaro.

Naso: abbiamo un fumo di braci da barbecue, che va a braccetto con un lato decisamente marino. Una bella spiaggia con i suoi sentori di iodio, di alghe e di aringhe affumicate rende bene l’idea. A smorzare e a dare del fresco, ecco una spruzzata di limone e di medicinale. Torba presente all’appello, ovviamente!

Gusto: fantasticamente isolano. E’ delizioso notare (per la nostra bocca!) come siano elegantemente presenti tutti gli elementi Caolila-style: fra torba, fumo, pepe nero, olio, limoncello, alghe marine, olive e cioccolato fondente c’è da perderci la testa. Per tacere di certi sentori di pancetta! Cari giovani e moderni torbati che circolate oggi, imparate da questo vostro antenato.

Finale: lungo, complesso ed equilibratissimo. Tanto fumo, deliziosamente marino e salato.

Commento finale: difficile trovare un Caol ila distillato male e su questo siamo tutti d’accordo. Non è facile però trovarne uno eccezionale: qua ci siamo riusciti! Ci sono tutti i sentori tipici di un Caol Ila armonizzati dagli anni: un paradigma! Se stravedete per i torbati, alzate pure il punteggio di due punti, tanto per darvi una idea.

Voto: 9,0

 


 

Un grazie a Veronica e Gaia che ci hanno supportato in questa sessione e al mitico Angelo del Harp Pub Guinness per averci tenuto da parte i whisky di cui sopra.
E anche oggi abbiamo bevuto (tanto e bene!).

A presto, Davide & Sebastiano

Milano Whisky Day 2019

E anche quest’anno, per la gioia di noi “studiosi” del malto distillato, torna il tanto atteso “Whisky Day” a Milano. Come leggerete  fra poche righe nel comunicato stampa ufficiale, quest’anno verrà dato molto spazio agli Imbottigliatori Indipendenti: è una cosa che ci fa molto piacere. Chi ci segue o viene alle nostre degustazioni o ci viene a trovare ai festival conosce benissimo la nostra vicinanza e passione per questo lato del mondo del whisky.
Fra Giorgio D’ambrosio, Cadenhead, Valinch & Mallet, Silver Seal, Càrn Mòr ecc. ecc. ce ne sarà veramente per tutti i gusti e tutte le tasche. Cosa dire allora se non “buona lettura e preparate i fazzoletti per l’imminente aumento di salivazione” ?
p.s. ci saranno delle Masterclass fotoniche!

MILANO WHISKY DAY 2019:
una giornata dedicata al Re degli Spirits
(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 11 Maggio 2019)

Milano Rum Festival

Tutti gli appassionati del whisky di sicuro lo sanno: alcuni anni fa il parlamento scozzese ha approvato una legge secondo la quale il whisky deve essere festeggiato nel mese di Maggio. Di conseguenza agli organizzatori del Milano Whisky Festival non è rimasto altro da fare se non seguire questo dictat: la quinta edizione del Milano Whisky Day si terrà quindi sabato 11 maggio 2019 presso la sala Le Baron dell’Hotel Marriott.

Il Milano Whisky Day è l’unico evento celebrativo in Italia dedicato al whisky e ai festeggiamenti che in tutta la Scozia gli vengono tributati in questo mese dell’anno.

In questa edizione un’attenzione particolare è dedicata agli Imbottigliatori Indipendenti, da sempre anima e cuore del Single Malt Scotch Whisky, all’Irish Whisky e all’American Whiskey, in grande rimonta sul mercato italiano. In un unico evento sarà quindi possibile assaggiare e venire a conoscenza delle diverse anime dello spirit più amato.

Il meccanismo di questa giornata speciale ricalca quello dell’ormai famosissimo Milano Whisky Festival: degustazioni guidate e seminari daranno ai neofiti la possibilità di avvicinarsi a questo affascinante mondo e agli appassionati di approfondire le conoscenze e raffinare ulteriormente il palato.

Inoltre, all’interno dell’evento, gli amanti della mixology troveranno 2 cocktail bar, uno dedicato al whisky americano e l’altro all’irlandese.

L’entrata è gratuita previa registrazione via web oppure direttamente all’entrata il giorno dell’evento. Basterà dotarsi del kit di degustazione composto da bicchiere, portabicchiere e guida al whisky, e iniziare un’esperienza sensoriale unica e inconfondibile. I biglietti per la partecipazione alle degustazioni guidate, verranno messi in prevendita su whiskyshop.it e su whiskyfestival.it.

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY DAY 2019:
Hotel Marriott – Via Washington 66
Apertura al pubblico: Sabato 11 maggio dalle 14.00 alle 23.30
Ingresso gratuito (previa registrazione all’ingresso)
KIT degustazione: bicchiere, porta-bicchiere e Guida al Whisky 2019. euro 5,00
Degustazioni a partire da euro 3,00

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945 Cell. 346-8548236 MAIL: ufficiostampa@whiskyfestival.it


Riassumento il tutto, possiamo quindi dire che ci sarà da divertirsi questo sabato e ci raccomandiamo di bere con moderazione (!) anche per noi! Eh sì, noi saremo in vacanza all’estero: vi penseremo tanto, ma con un sincero pizzico di invidia!
Prima di salutarvi, un megagrazie all’efficentissima Roberta Riva, sempre solerte a fornirci materiale per i nostri amati festival!
E con questo abbiamo veramente concluso, quindi…

See you soon,
Davide & Sebastiano

Lagg Distillery

In questi giorni tutti parlano di Ardnahoe e potevamo noi esimerci dal farlo? Certo che sì, da bravi bastiancontrari. Zitta zitta e praticamente in sordina al confronto,  ha inziato a lavorare anche un’altra nuova distilleria, seppur non su Islay.
Siamo sulla calda Arran e, oltre all’omonimo impianto, adesso ha iniziato a lavorare anche la neonata Lagg. Nota bene: i proprietari sono gli stessi. Ma allora perchè? Semplice, a Lagg si produrrà whisky torbato, ben oltre i 40ppm, per la gioia degli amanti delle fumose zolle scozzesi!
E, per festeggiare la cosa, le prime 700 botti saranno acquistabili anche da terzi. Se foste interessati e dotati di circa 7000 €, è la vostra occasione, in quanto poi non ci sarà nulla per i prossimi 10 anni.

Cambiando parzialmente discorso, il design ci piace veramente molto, ci ricorda infatti certi chalet moderni del Trentino, il cui stile ci ha sempre attratto. Poi, come si suol dire, de gustibus ecc. ecc.

P.s. Grazie a Joe Howells per averci fornito il materiale! Buona lettura!

 

Whisky production begins at Lagg Distillery

Lagg APR 2019

The latest major milestone in the building of the Isle of Arran Distillers’ new Lagg Distillery has been reached, with distillation now underway.
The first middle cut of spirit was recorded on Tuesday 19th March at 14.35. Following this, the commissioning phase has now been completed and Cask Number One was filled on Wednesday 10th April.
Cask Number One, a Sherry Butt exclusively reserved for members of the Lagg Cask Society, has been filled with a heavily-peated (50ppm) spirit, at a filling strength of 63.5%.
This spirit is expected to mature into the rich, earthy, smoky, Lagg Single Malt which will be very different in character to what the distillers currently produce at their original distillery in Lochranza.

Lagg Distillery 2

Master Distiller, James MacTaggart, said: “It’s incredibly exciting to be taking the very first steps in producing what will eventually be a magnificent Lagg whisky and something truly unique to anything we’ve produced previously.”
Whisky lovers can be part of the exciting story of the Lagg Distillery, by purchasing one of the first casks to be filled at the distillery, and becoming members of the Lagg Cask Society. For more information, visit www.laggwhisky.com

Lagg Distillery 1

Over half of the casks reserved for this offering have now been sold, and with distillation underway, it is expected that each of the 700 casks for the society will soon be filled.
In terms of site construction, the distillery & visitor centre is now entering its final stages and is on track to open in early summer of this year. Work to the outer structure is now complete, and inside many of the elements of internal design are starting to come together.
It is expected that once open, the Lagg Distillery and Visitor Centre will increase total visitor numbers at both sites to over 200,000 by 2020.



Notes to editors:

For more information, please contact:
Joe Howells joe@steelyfox.com / 07584 063 867

Accolades for Isle of Arran Distillery include Winner for:
Best New Exporter (2004), Queen’s Award for International Trade (2005), Scottish Distiller of the Year (2007) and Scottish Drinks Producer of the Year (2007) Scottish Field Visitor Experience of the Year 2014 & 2015
Drinks Business Best Contribution to Wine and Spirits Tourism (2017)
Best Brewery/Distillery Tour – Scottish Outdoor Leisure Awards (2017)
Best Visitor Experience – Association of Scottish Visitor Attractions (2018)
Product Awards include:
Arran 10 year-old: Gold Medal ‘Best Single Malt 12 Years & Under, World Whiskies Awards (2019) San Francisco World Spirits Competition Double Gold Medal (2018). International Wine & Spirits Competition Gold Medal (2018). Category Winner and Gold Medal ‘Best Scotch Under 12 Years’ Islands Non-Islay at the World Whiskies Awards (2018). International Spirits Challenge Silver Medal (2018). Ultimate Spirits Challenge 91 points (2018). Ultimate Spirits Challenge Cocktail Commendation for the Rob Roy (2018). Double Gold Medal China Wine & Spirits Best Value Awards (2014)

Arran 18 year-old: Gold Medal ‘Best Single Malt 13 – 20 Years, World Whiskies Awards (2019) International Wine & Spirits Competition Gold Medal (2018) Category Winner & Gold Medal ‘Best Scotch 13-20 Years – Islands (Non- Islay) World Whiskies Awards (2018). International Spirits Challenge Silver Medal (2018) Scottish Field Whisky Challenge – Gold Award for Best Whisky £50-100 (2018)

Quarter Cask ‘The Bothy’: Best Scotch Island Single Malt, World Whiskies Awards (2019) Category Winner & Gold Medal ‘No Age Statement Single Malt’ for The Bothy Batch 3 World Whiskies Awards (2018). International Wine & Spirits Competition Silver Outstanding Medal (2018). International Spirits Challenge Silver Medal (2018)

Arran Lochranza Reserve: International Wine & Spirits Competition Silver Outstanding Medal (2018), International Spirits Challenge Silver Medal (2018)


 

Ora facciamo ai nostri eroi di Lagg un bel “in bocca al lupo” e aspettiamo di assaggiare i frutti delle loro prime fatiche. Per ingannare l’attesa, aspettatevi a breve il resoconto delle degustazioni che si sono svolte alla pasticceria Dolce Mente! Contenti?

A presto, Davide & Sebastiano