Kavalan Solist Sherry 2006

Scheda Iniziale :

Distilleria: Kavalan

Imbottigliamento: OB, Solist Sherry, ex-sherry oloroso, cask n. S060821049, 2006 – 2013

Gradazione: 57,8 %

Prezzo: circa € 600

kav

Oggi ci sentiamo esotici e, per una volta, lasciamo perdere la nostra amata Scozia e facciamoci un viaggetto sensoriale nella calda e umida Taiwan! Qualcuno di voi storcerà il naso probabilmente pensando: “Whisky taiwanese??!”. Sappiate che non solo lo sanno fare, ma proprio con questa botte hanno vinto giusto qualche premio a livello internazionale. Capista caspita!
Prima di assaggiare, una nota chimica:  se in Scozia l’angel share si attesta circa al 2% , in casa Kavalan, complice il clima umido-tropicale, siamo addirittura al 12%. Questo si traduce in una più veloce interazione fra il distillato e la botte e quindi una più veloce maturazione del whisky.
Tutto molto affascinante, ma sarà buono? Versiamo e andiamo a vedere se la fama è meritata.

Colore: rosso scuro.

Naso: strapotente, un autentico pugno da ko. Oseremmo dire sherry (oh really ?!) con tutti i sacri crismi del caso. Aspettatevi quindi un fiume di arancia rossa, marmellata di ciliegia nera, moretta di vignola per gli amici, tanta prugna secca, cuoio e tabacco. Andiamo però oltre ed è qui che troviamo dei tratti decisamente caratteristici: tantissimo aroma di caffè espresso, legno e metri di gommosa alla liquirizia! Non bastasse, ha dei sentori di benzina, lucido da scarpe e melassa che ci ricordano tanto un rhum Caroni. Tropical power!

Gusto: inizia dolce, ci ricorda dei datteri,  per poi rivelarsi molto tanninico con spremuta di chinotto e sciroppo di tamarindo. Decisamente speziato con chiodi di garofano e bacche di ginepro. Corposo, “leggerissimamente” agro, ci ricorda certi aceti balsamaci extravecchi. Avvolgente e caffettoso!

Finale: medio lungo con polvere di cacao. Resta poi un sentore di fico bruciato accompagnato dal ritorno della liquirizia e del legno.

Abbinamento: un arrosto aromatizzato all’albicocca! Ok, fra poco arriva il caldo e non è esattamente il top, ma non si può avere tutto, no?

Commento finale: un prodotto simile, ma al contempo diverso rispetto al whisky scozzese. A nostro avviso, l’unico difetto può essere l’eccessivo apporto del legno, ma è una sua caratteristica data dal clima di Taiwan.  Parliamoci chiaro: se adorate i rhum tropicali, aggiungete pure 3 punti al volto finale. Se per voi il whisky ideale invece è un secco Bowmore bourbon, vi potreste trovare “leggermente” spiazzati. Chiaro, no? Per noi è un bel…

Voto: 8,9



Tasting notes
:

Nose: black cherry jam, red orange, dehydrated plum, leather and tobacco: a typical sherry monster. We also have espresso, wood and liquorice! Not enough, it has the aroma of petrol, shoe polish and molasses: it’s like a Caroni rum. Tropical power!

Mouth: at the beginning sweet, then it becomes very tannic with chinotto and tamarind syrup. Cloves, coffee and juniper berries. It reminds us of an extra-aged balsamic vinegar. Very good !

Finish: medium-long, with cocoa powder. Fig burnt with liquorice and wood.

Comments: a tropical product, similar but, at the same time, different from its Scottish brothers. Taiwan knows how to make a whisky, really!

Score: 8,9

 

 

 

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Bunnahabain 1995 “Valinch&Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bunnahabain

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, “Lost Dram Collection”, 1995 – 2018, ex-bourbon

Gradazione: 46,5 %

Prezzo: circa € 170

bunna

Siccome siamo in tema con la nuova degustazione di maggio, oggi vi presentiamo uno dei nuovi imbottigliamenti della “Valinch & Mallet” per la stagione 2018: parliamo di un Bunna di 22 anni. Salta subito all’occhio la gradazione di 46,5% gradi, e fonti certe ci dicono che sia quella di botte nuda e cruda. Abbiamo di che drizzare le antenne quindi, versiamo e beviamo!

Colore: giallo chiaro.

Naso: subito ciliegia bianca seguita da un lato minerale, tipo la pietra focaia che usavamo da ragazzi in campeggio. Andiamo oltre e troviamo tanta pesca bianca, sia la polpa che la buccia, e un intenso profumo floreale. Spariamola: primule e begonie. Grazie, giardino della mamma!
Se lo lasciamo respirare, viene fuori un lato burroso di pasticceria con del cioccolato bianco e della zuppa inglese. Pasta alle mandorle con una spruzzatina di limone chiude il tutto. Che sia però chiaro: il lato minerale di cui sopra continua ad esserci e racchiude tutti gli altri profumi. Possiamo dire una eresia? Al di là di questa caratteristica, ha un profilo elegante che ricorda alcuni Lowlander. Curioso e accattivante!

Gusto: ah no, marcia indietro, qua siamo decisamente su Islay. E’ fresco, con tanto zenzero e lime. Oseremmo dire anche albicocca leggermente acerba! Wow, quanto è sapido? Sembra di sentire non solo del caramello salato, ma proprio tanta acqua di mare. Eppure in deglutizione mostra ancora della frutta con pera e banana. Ragazzi, se fa salivare!

Finale: medio, con sentori di rosa che richiamano il naso (eresia parte due?!). Ritorna la pesca di cui sopra con una manciata di foglie di menta, like a cocktail. Sarebbe finita qua se non fosse per una sensazione di sale marino che permane a lungo sul palato.

Abbinamento: spiedini di calamari e gamberetti, adornati con menta e conditi con gocce di limone. Yum!

Commento finale: come avrete capito, ammettiamo che ci aveva un po’ spiazzato al naso, per la serie “Che profumi! Ma siamo su Islay?”, salvo poi sentirci stupendamente sull’isola una volta assaggiatolo. A tal proposito, ha una facilità di bevuta imbarazzante, aiutata da quel retrogusto salino che resta in bocca . Veramente molto buono, un perfetto isolano “primaverile” !

Voto: 8,8



Tasting notes
:

Nose: mineral with a hint of flintstone. Fruits with cherries and white peaches, floral with begonias and roses. Over time, we sense pastry with white chocolate, lemon marzipan and “zuppa inglese”, an italian cake. Almost a Lowlander!

Mouth: different, definitely an Islaynder! Fresh, with ginger, lime and slightly sour apricots. Salted caramel and sea water gives it sapidity. A touch of banana and pear.

Finish: medium. Roses, peach and even sea salt.

Comments: fragrant to the nose and above all marine in the mouth, a “spring” Bunna. Very good, one would never stop drinking it.

Score: 8,8

 

 

Degustazione al “Barba” di Milano

Qualche giorno fa veniamo a sapere che lunedì 9 aprile il locale “Barba” di Milano avrebbe organizzato una cena a base whisky, e già qua sarebbe interessante. Se poi i piatti te li abbinano con gli imbottigliamenti della “Valinch & Mallet”, come potevamo noi mancare?

Prima di raccontarvi tutto, cliccate QUA  per leggere meglio i piatti: come noterete non c’è nulla di banale, parliamo di accostamenti decisamente ben studiati.

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Mattatori della serata sono stati Fabio e Davide della Valinch e il padrone di casa Marco Maltagliati. Adesso però basta indugiare e apriamo le danze! Vediamo cosa ci hanno servito.

1^ Piatto: l’agnello cotto a bassa temperatura per 48 (!) ore, aromatizzato al pepe di Sichuan e crema di carota bianca.
Whisky: Islay South Shore 8yo di cui QUA trovate la nostra recensione. Rispetto ad allora sono apparse delle golose note di crème brulé che prima non avevamo trovato: la dimostrazione che i whisky si evolvono anche una volta imbottigliati.
Commento: torba e carne? Ma assolutamente! L’agnello dopo 48 ore si scioglieva in bocca e il whisky, grazie alla presenza anche della crema di carota, tirava fuori quel nonsochè di rustico e conviviale dal piatto. Ottimo inizio!

2^ Piatto: gli scampi aromatizzati allo yuzu, un agrume giapponese che adoriamo, con crema di fave e germogli di cipolla come decorazione.
Whisky: Tormore 25yo. Molto floreale, con gelsomino e violetta, e tanta frutta a polpa gialla: sembrerebbe quasi un Lowlander! Non manca del cioccolato bianco. In bocca ritorna la frutta gialla del naso, anzi, è un the alla pesca con una spolveratina di peperoncino giallo. Anche ananas che non fa mai male. Delizioso da bere, un whisky che sa di primavera.
Commento: la freschezza del pesce si sposava alla perfezione col profilo morbido del Tormore e lo yuzu portava quel guizzo in più in bocca. Ancora meglio del primo accostamento.

3^ Piatto: l’insalata Portaluca su crema di rapa rossa e ricotta di bufala.
Whisky: Glenrothes 11yo sherry. Evviva il vino spagnolo: dona al naso una facciata di morbidezza con uvetta, cioccolato alla menta, brownie con solo una leggera punta di solvente. In bocca è dolce, vellutato, con la frutta rossa ovviamente a farla da padrona. Resta una vaga senzazione di cedrata in bocca.
Commento: il miglior abbinamento della serata, ebbene sì! Da golosi quali siamo, ci scoccia parlar bene di una dietetica “insalata”, ma il modo in cui la crema e la Portoluca facevano esaltare le note di fragola, lampone e mora del whisky era assolutamente sorprendente. Punto.

4^ Piatto: la cheesecake scomposta con more e zenzero disidratato.
Whisky: Glenrothes 9yo bourbon. Preso singolarmente, dei due Glenrothes si è rivelato il nostro preferito. Qua abbiamo un profilo decisamente goloso. E’ un tripudio dei “grassi da pasticceria” con note di panna calda, biscotto shorbread e di latte con menta. Un corpo caldo e pieno con punte di miele e pepe bianco ci ha decisamente convinti. Possiamo spararla tipico nostro? In bocca ha un qualcosa che ci ricorda una pastiera napoletana.
Commento: molto interessante, ma a nostro avviso forse l’abbinamento meno riuscito dei 4 per la presenza delle more. D’altro canto, e per dovere di cronaca dobbiamo riportarlo, per altre persone presenti in sala invece l’acido della frutta faceva emergere delle sfaccettature del distillato che altrimenti non si sentivano. In ogni caso l’accompagnamento ci stava, che sia chiaro. Come se non bastasse, sia il dolce che il whisky si sono rivelati di ottima fattura, quindi godiamo in silenzio senza brontolare, per Diana!

Adesso che vi abbiamo raccontanto tutto, come definiamo la serata? Si può riassumere in una sola parola, ovvero complimenti!
Esaltare piatti e whisky contemporanemante non è un lavoro facile, anzi, pensiamo proprio che tutto lo staff del “Barba” ci sia riuscito alla grande. Un evento da rifare, bravi!
Sulla nostra pagina Facebook troverete numerose foto dell’evento e tal proposito ringrazio Matteo per avermi aiutato con le stesse! Two cells are better than one!
Prima di concludere, un ringraziamento a Marco, Davide, Fabio, allo chef e a tutto lo staff del Barba è d’obbligo per aver reso possibile questa serata! A quando le prossime?

Tornando a noi, vi aspettiamo invece per la nostra prossima degustazione: venerdì metteremo fuori le date.
Vi ricordo che sarà l’ultimo evento prima dell’estate perchè…ìl nostro pasticcere si sposerà a giugno!
(n.d.a. Fuggi finchè sei in tempo! Salvati almeno tu!)

Dai, per oggi ci fermiamo qua e continuate a seguirci!

Davide e Sebastiano

 

Balvenie 11y “Robert Watson”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Balvenie

Imbottigliamento:  Robert Watson, “Aged single Malt” serie, 1969 – 1980

Gradazione: 56 %

Prezzo: circa € 900

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Ritornano per la vostra gioia le nostre bellissime recensioni, are you happy? Per festeggiare la cosa, aggiungiamo al nostro catalogo una delle più interessanti distillerie dell’intero panorama scozzese: Balvenie!
Perchè diciamo questo? Beh, spesso Balvenie viene citata come una delle poche realtà rimaste che ancora malta in proprio l’orzo, ma è riduttivo fermarsi qua. Infatti, caso unico, all’interno delle sue mura vengono effettuate anche:
– la coltivazione dell’orzo in una piccola fattoria,
– la manutenzione degli alambicchi effettuata dai propri mastri ramai,
– la fabbricazione e cura delle botti.
Se poi consideriamo che il tutto avviene sotto lo sguardo vigile di David Stewart, uno dei più grandi master distillers in circolazione, abbiamo di che drizzare le antenne.
Per inaugurare questa distilleria sul nostro sito, abbiamo scelto un pezzo da 90: un Balvenie risalente agli anni 60 (sì, avete letto bene!). Il whisky è stato imbottigliato nel 1980 dal selezionatore Robert Watson, oggi scomparso, per conto di un gruppo di simpatici italiani appassionati di malto.

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Un grazie a Francesco, nipote di uno dei signori citati sull’etichetta, per averci dato occasione di provarlo.
Ora non indugiamo più e versiamo!

Colore: giallo paglierino.

Naso: a dir poco setoso dove ananas maturo, banana e zucchero Moscovado la fanno da padrone. C’è un fumo in lontananza tenue ed elegante, oseremmo dire in stile Highland Park, che aumenta con l’ossigenazione. C’è anche un buonissimo lato maltoso con biscotto e pane al latte (più la crosta più che la mollica). Completano il tutto baccelli di vaniglia e miele millefiori con  una punta di canfora. Alcool, dove sei?

Gusto: parte con della polpa di ananas per poi esplodere in bocca con una multitudine di sapori. Il lato dolce continua con un bella macedonia di frutta, dove la pesca e un kiwi leggermente acerbo sono protagonisti, con tante spezie, come pepe e cardamomo, di contorno.
Facciamo un po’ i sofisticati: non si sente tanto la cola, tratto (secondo noi eh!)  abbastanza tipico dei Balvenie OB “moderni”, quanto piuttosto del caramello. Leggermente erbaceo, si avverte del cedro candito appena dopo la deglutizione. Qua l’elevata gradazione si sente un po’, ma nulla di grave. Bastano poche gocce d’acqua per stemperare senza stravolgere il profilo gustativo.

Finale: lungo. Torna il miele di cui sopra, sempre accompagnato da un fumo di braci. C’è una punta di noce moscata.

Commento finale:  provate a pensare ai vecchi imbottigliamenti dove la gradazione alcolica spesso era “bassa”, per poi trovarci un corpo pieno e denso. Fatto? Ok, qua siamo a 56°: una intensità e una persistenza in bocca fantastiche. Una lacrima è d’obbligo: ci siamo bevuti un pezzo di storia, un sapore e uno stile che oggi si sono persi.

Voto: 9,2



Tasting notes
:

Nose: soft, with pineapple, banana, honey and moscodavo sugar. In the course of time, milk bread and biscuits appear. There is a dirty side with an elegant smoke and camphor.
Mouth: immediately pineapple pulp, then unripe kiwi and peach. A cascada of cardamom and pepper. We taste the cola, indeed, caramel. Slightly herbaceous. Candied citron?
Finish: long, with honey and smoke of embers. Nutmeg?
Comments:  a historical whiskey, with a style that it’s hard to find . And with high alcohol content: amazing!

Score: 9,2

 

 

 

Resoconto “Degustazione Douglas Laing”

Puntuale come le tasse a giugno, eccoci qua con il resoconto delle due serate “Douglas Laing”, che si sono svolte nel mese di Marzo presso la pasticceria Dolce Mente.

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Sono state due serate, ammetto, un po’ pesanti per chi scrive: ero (e sono, sigh!) con molte ore di sonno arretrato. Nonostante non fossi al top ho visto che vi siete divertiti e che, soprattutto, siate riusciti ancora una volta a sopportare la proverbiale loquacità del sottoscritto. E’ quindi d’obbligo ringraziare di cuore tutti voi per la vostra partecipazione e state tranquilli: ci metteremo subito al lavoro per organizzare la prossima serata.
Bando alla ciance e vediamo che cosa abbiamo/avete bevuto. Come d’abitudine, scriveremo la media delle vostre valutazioni e un nostro piccolo contributo. Vediamo!

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Linkwood:
Naso: 6,10
Gusto: 6,20
Finale: 6,05
Minirecensione: un malto morbido ed elegante, con sfumature di miele di castagno e frutta a polpa gialla, pesca in primis. Uno dei ragazzi presenti alla serata parlava anche di camomilla e noi non possiamo che concordare! Come siete diventati “studiati”, siamo fieri di voi! Voto: 86

Mortlach:
Naso: 4,80
Gusto: 6,60
Finale: 6,65
Abbinamento: 8
Una carbonara “scientifica”: se non sapete cosa sia la carbonara che ha commosso il web, cliccate QUA. Il lato sporco del Mortlach si sposava alla perfezione con il guanciale e il pecorino del piatto, nonostante la presenza degli amidi della pasta. Il tutto all’insegna del grasso e bello!
Minirecensione: sporco, terroso e solforoso al naso, nonostante l’invecchiamento in bourbon anzichè nel tradizionale sherry. Mortlach non si smentisce! Rivela in bocca tuttavia un lato dolce, quasi zuccherino con un finale di foglie di tabacco. Giovane, ma intrigante! Voto: 85

Bowmore:
Naso: 7,10
Gusto: 7,45
Finale: 7,10
Abbinamento: 7,90
Una monoporzione dove il protagonista, il limone, veniva presentato in 4 preparazioni diverse e affiancato alla menta per un tocco più fresco. Il Bowmore andava ad esaltare l’agrume rendendolo ancora più frizzante. Un mojito con il whisky!
Dlin dlon (pubblicità): troverete questo dolce in versione “torta” durante il periodo estivo, ma con l’aggiunta del pregiatissimo caviale di limone!
Minirecensione: generalmente i Bowmore post 2000 tendono alla frutta tropicale come profilo, qua invece facciamo un tuffo negli anni 90, dove ad essere protagonista era l’aroma di limone di cui sopra. Torba delicata, raffinata, così come il fumo, mai esuberante. Leggermente salino, Bowmore conferma ancora una volta di essere “l’elegantone” di Islay. Voto: 88

Come vedete, anche a  vostro giudizio è risultato vincitore Bowmore ed, essendo il nostro torbato preferito, non possiamo che esserne felici! Un pò di tifo ci sta sempre.
Una menzione va al naso del Morlach, che ha spaccato in due la platea: odio o amore, come si leggeva dalle vostre schede. Il palato al contrario ha messo d’accordo tutti.

Sulla nostra pagina Facebook troverete le foto delle serate e anche qualche chicca spiritosa che ci avete lasciato sui fogli (sappiamo chi siete, la pagherete!).
Tornando seri, prima di salutarvi è doveroso ringraziare l’importatore italiano di Douglas Laing “Fratelli Rinaldi” e il loro rappresentante di zona Carmelo M. (che piacere rivederti dopo tutti questi anni!) per averci procurato le bottiglie.

Da settimana prossima torneremo con le nostre recensioni, restate sintonizzati!

A presto, Davide e Sebastiano

Presentazione SMWS Italy

Martedì 27 aprile siamo stati invitati alla presentazione per il ritorno della mitica Scotch Malt Whisky Society (SMWS per gli amici) in Italia.

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Parliamo di ritorno in quanto già qualche anno fa la SMWS si era avventurata nella nostra penisola: ricordiamo, infatti, la loro presenza ad un Milano Whisky Festival passato, purtroppo con poche fortune. I tempi allora erano acerbi mentre adesso dovrebbe essere la volta buona: staremo a vedere! I nostri bicchieri sono sempre vuoti, quindi certi eventi ben vengano sempre.
A tal proposito, un enorme grazie a Mark Van Der Vijver per averci invitato!
La serata, guidata dal nuovo brand ambassador italiano Mario Leoni di GlugluClub 2000, si è svolta nella bellissima cornice dell’ Octavius Bar, presso il The Stage di Milano.
Sono stati presentati 5 nuovi imbottigliamenti della SMWS accompagnati da altrettanti finger foods. Vi postiamo la foto del menù, così, per farvi vedere quanto abbiamo sofferto per voi.

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Per la spiegazione di tutti quei “numerini strani”, vi rimandiamo alla nostra recensione di un vecchio Highland Park SMWS dove troverete tutti i dettagli del caso.
Sono stati presentati quindi 4 whisky, sì giovani a dire il vero, ma dotati di grande carattere. Ovviamente spiccava fra questi il quinto whisky, un Glenlossie di ben 24 anni di età!
Tutti i piatti sono stati preparati e presentati molto bene, soprattutto lo scampo, cottura perfetta, e il controfiletto. Menzione d’onore al matrimonio fra il risotto al castelmagno e il Glenlossie: la sapidità del formaggio andava fantasticamente a braccetto con i sapori di frutta del whisky.
Una sola nota negativa: l’abbinamento del controfiletto con il Dalmore e della tarte tatin al pompelmo con il Glenlivet, a nostro modestissimo avviso, non erano molto azzeccati. Che sia chiaro, parliamo solo dell’abbinamento e non della qualità dei prodotti serviti (anzi, a dirla tutta, quel Glenlivet ex-sherry…mmm!).
Finita la degustazione è saltata fuori una special guest star: un Laphoraig 18y a gradazione piena, come tutti gli imbottigliamenti SMWS del resto. Saremo anche degli italiani medi, tutto quel che volete, ma era veramente notevole! Una “ciliegiona” sulla torta per concludere la bellissima serata.
Pensando al futuro, per le prossime degustazioni la SMWS ha effettuto una partnership con il già citato Octavius Bar e l’ Irish Pub Mullligans del nostro caro amico Giuseppe Bertoni. Complimenti per la scelta, assolutamente nulla da eccepire!
In ogni caso, parlando da amanti del whisky, siamo molto contenti del ritorno della SMWS in Italia. Vuol dire avere a nostra disposizione tanti imbottigliamenti di qualità che prima ci erano preclusi. I dettagli per l’iscrizione al club li trovate sempre sulla loro pagina ufficiale.
Sulla nostra pagina Facebook invece troverete le altre foto dell’evento (bottiglie, piatti, ecc) , mentre QUESTO è il link della pagina Facebook della SMWS Italy.
Per concludere, facciamo un in bocca al lupo alla SMWS e a Mario per il suo nuovo incarico!

Detto questo, prossimo appuntamento con i sottoscritti dal vivo con la degustazione di “Douglas Laing”.

Siate folli, siate assetati (?!?)
Davide & Sebastiano

 

Degustazione “Douglas Laing” 2018 – SOLD OUT

Per la prima degustazione dell’anno abbiamo scelto per voi i whisky del famoso imbottigliatore scozzese”Douglas Laing”.
Siamo riusciti a trovare tre intriganti bottiglie della loro gamma “Old Particular” che,siamo convinti, non vi deluderanno assolutamente.

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Nel dettaglio avremo:

– Dalla regione dello Speyside: Linkwood 21y 51,5 % solista
– Sempre dallo Speyside :Mortlach 12y 48,4 % accompagnato da pasta alla carbonara
– L’elegantissimo torbato della serata: Bowmore 15y 48,4 % servito con la nuova “tarte au citron” del nostro pasticcere
Spoiler: gli abbinamenti sono clamorosi!

Relatore: Sebastiano Segalla

L’evento, come di consueto, si svolgerà in due serate, ciascuna con 16 posti disponibili, presso la pasticceria Dolce Mente:

– venerdì 9 marzo ore 21    SOLD OUT
– venerdì 16 marzo ore 21  SOLD OUT

Costo: 28 €

Vi preghiamo di indicare la serata a cui vorrete partecipare e di lasciare un acconto di 10€ in pasticceria a conferma della prenotazione.

Grazie a tutti e a presto: con questo freddo bisogna scaldarsi!

Davide & Sebastiano