Degustazione “Kilchoman 2017”

Giovedì 16 novembre, come sapete, abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare Peter Wills, figlio del proprietario di Kilchoman, Anthony Wills. E’ stato un evento di una portata non indifferente e infatti il locale traboccava di giovani virgulti assetati di conoscenza e sapere. Mi scuso fin d’ora con tutti coloro che non hanno potuto partecipare, ma non era rimasto neanche lo spazio per un capello. D’altro canto chi era presente penso proprio che possa confermare!

Kilchoman Range

Ad affiancare Peter come traduttore c’era Jacopo dei WhiskyFacile, mentre l’amico Giacomo, sempre dei Facili, ci aiutava gentilmente a riempire i vostri bicchieri. Grande disponibilità da parte dei colleghi bloggers o solo tanta voglia di bere? Ovviamente entrambe le cose, non prendiamoci in giro!
La serata è filata via liscia come l’olio, Peter è stato veramente gentile con noi, rivelandosi un ragazzo decisamente alla mano. Considerando poi che i whisky che ha portato erano anche buoni, non possiamo proprio lamentarci. Ma quindi cosa ci siamo bevuti?

100% Islay 7th Ed. : un finissimo torbato prodotto completamente su Islay. Questa settima edizione è una miscela di fresh e refill ex bourbon barrels della Buffalo
Trace distillati nel 2010 e imbottigliati nell’Aprile 2017 a 50%. Torbatura? 20 ppm, l’elegantone della serata!
Naso: eucalipto e mandarino. Sembra quasi un po’ spento al naso ?
Gusto:  buonissimo. Sensazioni di succo d’ananas e acqua di mare a braccetto. Toffee e fumo completano l’offerta. Molto fine, assolutamente non chiassoso.
Finale: salato e mandorlato!
Bravi ragazzi: se continuano di questo passo, il 100% potrebbe diventare un punto di riferimento. L’abbiamo servito con una ricotta affumicata di Guffanti: abbinamento molto interessante, un “fumo più fumo” dove i due prodotti si sono esaltati a vicenda.
Voto: 8,8

Machir Bay 46% : il whisky entry level della casa di cui avevamo già parlato in precedenza. Fumo, limone e torba (sui 45 ppm), l’abbiamo servito con il gorgonzola stagionato 255 giorni gentilmente affinato sempre da Luigi Guffanti, premiato come migliore d’Italia. Nonsosemispiego!
Voto: 8,5

Vintage 2009 46% : è un vatted di barili ex-bourbon first fill, refill bourbon
barrels e sherry oloroso distillati nel 2008 e 2009, e imbottigliato a Settembre 2017.
E’ l’OB più vecchio fin’ora realizzato dalla distilleria.
Naso: fumoso e avvolgente, crema con note di vaniglia , agrumi e legno fresco
Gusto: Possiede una torba intensa, leggermente piccante: sparando un’eresia, ma giusto per capirci, quasi di Ardbeghiana memoria. Molto dolce e ben cesellato.
Finale: lungo, speziato, quasi burroso con un pizzico di limonata fresca.
Anche con questo whisky il gorgonzola era da urlo, forse anche meglio che con il Machir Bay.
Voto: 8,7

Loch Gorm 46%: una edizione maturata solo in ex-botti sherry, che purtroppo era andata andata già esaurita prima ancora di iniziare la serata. Ringraziamo Maurizio che ce ne aveva tenute due bottiglie da parte per l’evento!
Naso: sporco, sporco, sporchissimo. Oltre agli elementi di frutta rossa tipici dello sherry ci sono non poche tracce di cenere, plastica, olio e solvente!
Gusto: coerentemente col naso, si avvertono praticamente le stesse note sporche. L’aggiunta di uvette, sale marino, cumino, caramello e buccia di arancia rossa lo rendono estremamente interessante.
Finale: medio, con ancora arancia e torba.
Quando il mare incontra la frutta rossa. Ah, se solo avesse avuto qualche grado in più!
Voto: 8,7

Single Cask finish PX 57% : parliamo di una selezione di Maurizio in persona! E’ un ex-bourbon first fill distillato il 2 Ottobre 2012, travasato per un finish di 6 mesi in un ex-sherry Pedro Ximenez e imbottigliato il 2 ottobre 2017 a gradazione piena. Apperò!
Naso: sembrerebbe poco alcolico. Inganna, non ti prepara per quello che sta per arrivare. Vaniglia e cioccolato bianco subito, mentre per sentire la torba occorre farlo respirare un attimo. Le note ufficiali parlano di canna da zucchero e in effetti c’è una parte vegetale e al contempo dolce. Per restare in tema, una nota di mojito buonissima!
Gusto: molto potente e deciso. Una intensa macedonia di frutta mista, con un fumo molto ricco e un deciso carico di spezie. Salsiccia caramellata e scorza di limone! Torba ne abbiamo? A secchiate, simile a quella del Vintage, meno piccante però.
Finale: avvolgente, pieno. Molto salato con una leggera punta tanninica. Ritorna il fumo del palato con un carico di frutta rossa.
Una ottima selezione, tanto per cambiare! Complimenti! Il single cask è stato servito con una fetta di panettone e un bicchiere di cioccolata calda dove poterlo intingere: amazing!
Voto: 8,8

A fine serata c’è stata anche la possibilità, dedicata ai feticisti del malto, di comprare una bottiglia e di farsela autografare da Peter in persona. Per la serie “ora o mai più” il povero Peter è stato preso d’assalto  peggio di una boyband ad un concerto di ragazzine.
La foto finale di rito era obbligatoria: sarà colpa dei buoni whisky, dell’ora tarda o delle troppe risate, ma non se ne salva uno!

serata

Vi ringraziamo ancora per aver partecipato così numerosi. Per l’annata 2017 direi che possiamo ritenerci soddisfatti, ne abbiamo combinate di tutti i colori.
Per l’anno prossimo tranquilli che ci stiamo già organizzando: decisamente non vi lasceremo a bocca asciutta, ci sono tante cose in ballo fra eventi anche in altri locali, feste, degustazioni con autentici top di gamma e altre cosette qua e là!
Vi salutiamo adesso e vi diamo appuntamento per la prossima recensione.
Spoiler: parleremo dell’Europa dell’est!

Davide & Sebastiano

P.s. sulla nostra pagina Facebook troverete le foto della serata, quelle pubblicabili almeno!

 

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A Tutta Torba 2017

Buon lunedì a tutti! Vi segnalo, con tanta invidia per non poterci andare, un evento in quel di Roma cui gli aficionados della torba non possono mancare!

A TUTTA TORBA !

 

Roma, domenica 3 dicembre 2017
h. 15:00 – 24:00
c/o Chorus Cafè
(via della Conciliazione, 4)

Torna a Roma “A Tutta Torba!, giornata dedicata interamente ai whisky torbati con centinaia di etichette, bottiglie rare, l’area food con Trapizzino, i viaggi nelle distillerie scozzesi, un collector’s corner e ilLAPHROAIG Cocktail Bar con quattro bartender d’eccezione e cocktail inediti 

Organizza Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, la cui settima edizione si terrà a Roma, il 3 e 4 marzo 2018

Ingresso gratuito con gettoni per consumazioni


Si tiene a Romadomenica 3 dicembre 2017, presso il Chorus Cafè (via della Conciliazione, 4), a partire dalle ore 15:00 fino a mezzanotte, “A Tutta Torba!”, una giornata intera dedicata interamente ai whisky torbati, con centinaia di etichette per tutti i palati,bottiglie vintage e rare da assaggiare al collector’s corner e l’area food affidata allo street food romano per eccellenza, il Trapizzino. L’evento, organizzato dalla direzione artistica di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano la cui settima edizione si terrà a Roma il 3 e 4 marzo 2018, è a ingresso gratuito e con gettoni a consumazione, previa registrazione sul sito www.spiritofscotland.it o in loco.

Grande risalto sarà dato al LAPHROAIG Cocktail Bar, partner esclusivo della manifestazione, con i cocktail inediti preparati a base Laphroaig da guest bartender d’eccezione quali Federico Tomasselli del Porto Fluviale, Ercoli e Sant’Alberto al Pigneto, Gianluca Melfa dell’Argot, Solomya Grystychyn del Chorus Cafè e Camilla Di Felice del Jerry Thomas Speakeasy. Spazio anche al cibo, con le eccellenze dei Trapizzini da abbinare ai propri torbati preferiti e, in collaborazione con lo shop Whisky & Co, sarà possibile acquistare numerose bottiglie presenti. Non mancherà l’area dedicata ai viaggi in Scozia per distillerie grazie alla presenza di Tiuk Travel. Novità di questa edizione il collector’s corner con una trentina di bottiglie rare di whisky tra cui spiccano un Bowmore Delux Bot. 1970s 43%, un Port Ellen del 1978 6th Release 54.3% e un Ardbeg del 1974 26yo Silver Seal 40%.

A Tutta Torba – sottolineno i direttori artistici di Spirit of Scotland – alla sua seconda edizione dopo il successo del 2016 evidenzia quanto siano sempre più apprezzati, in Italia, i whiskies torbati. Quali promotori del bere di qualità vogliamo offrire al pubblico romano un’altra giornata dove poter assaporare centinaia di etichette e avere la possibilità di sentirsi raccontare aneddoti e curiosità su questo particolare prodotto caratteristico di Islay, isola della Scozia larga poco più di 40Km e lunga appena 25 e con 8 distillerie…una vera e propria distilleria galleggiante! Qui tutti affumicano, chi più chi meno, chicchi di malto d’orzo bruciando la torba di cui l’isola ne è molto ricca…insomma tanto da scoprire con un bel dram in mano!”. Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival (prossima edizione 3 e 4 marzo 2018 nella consueta location del Salone delle Fontane all’Eur) riunisce le migliori aziende nazionali e internazionali in un evento che promuove la valorizzazione e la diffusione della cultura del whisky di malto attraverso un approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment. Il Festival si presenta come una delle più importanti manifestazioni italiane del settore. Un vero e proprio brand che sostiene e promuove il whisky.

Si ringrazia per la partecipazione straordinaria LAPHROAIG del gruppo Bacardi. Un ringraziamento a Whisky & Co, Tiuk Travel, il Trapizzino e il Chorus Cafè. Ingresso gratuito previa registrazione online, sarà possibile acquistare in loco il bicchiere per le degustazioni al prezzo di 3 euro, mentre le degustazioni sono a pagamento a partire da 3 euro.

Per maggiori informazioni e per registrarsi
www.spiritofscotland.it
info@spiritofscotland.it

tel. 06 32650514

Ufficio Stampa 
Carlo Dutto

cell. 348 0646089

carlodutto@hotmail.it 

Resoconto “Milano Whisky Festival 2017”

Sinceramente a questo giro non so bene da dove partire: ci sono così tante cose da dire e così tante emozioni da mettere per iscritto che mi sento ancora un po’ confuso. Se sarò prolisso o noioso (più del solito?!) portate pazienza, vi ruberò 5 minuti di lettura massimo!

festival

Quest’anno chi scrive si è ritrovato arruolato nell’esercito del bancone di Beija flor, storico importatore italiano di whisky, a dispensare saggezza (poca) e bicchieri (mai abbastanza!) a voi tutti. Posso proprio dire che Maurizio C. aveva messo su nei mesi prima una bellissima squadra: Jacopo e Giacomo di WhiskyFacile, Federico di Whiskysucks, Corrado, Gianni, la special guest Giuseppe alias il Bevitore Raffinato e il sottoscritto. Ce n’era per tutti i gusti insomma, guardate nella foto sopra di Marco Zucchetti che belli che siamo! Personalmente, posso dire come la fatica del lavoro sia stata abbondantemene ripagata dalle facce soddisfatte delle persone che abbiamo servito. Come avevo già scritto sul faccialibro, mi è solo spiaciuto non aver potuto dedicare a ciascuno di voi il tempo che meritavate. Sono venuti a trovarci bevitori occasionali, gestori di locali e tanti tanti amici. Non so cosa dirvi, se non un banalissimo grazie!
Parliamo ora delle bottiglie interessanti che sono riuscito a provare in giro per la fiera.

– stand Beija Flor: un sapidissimo Tobermory 21y, il mai abbastanza rimpianto Local Barley di Springbank, ma soprattuto un clamoroso single cask di Glendronach 25y, selezionato dall’importatore,  assolutamente fuori scala per eleganza e corpo.
– stand Valinch& Mallet: i 4 nuovi moschettieri Caol Ila realizzati con altrettanti finish differenti, un interessantissimo esperimento! E del Longmorn 28y e dello Springbank 21y a gradazione piena, ne vogliamo parlare? Ho anche provato un Clynelish sherry e un Ledaig imbottigliati da “Carn mor” molto, ma molto buoni!
– stand Whisky Gallery Bulgaria: una sola referenza, un Glen Keith 21 anni che si è rivelato uno Speysider purosangue ricchissimo di spezie e al contempo un campione di eleganza.
– stand Max Righi: un Bladnoch setoso e un Bowmore tropicaloso mi hanno stuzzicato non poco!
– stand Bar Metro: oddio l’imbarazzo della scelta! Un Ardbeg single cask di Signatory, Bowmore Bicentenary, Glenfarclas, Laphroaig storici in ceramica: datemi una cannuccia e mi renderete felice!
– stand di Narciso: Maccallan storici, serve aggiungere altro?

Parliamoci chiaro: ne ho viste veramente tante altre, ma purtroppo il fegato è uno solo e non si è ancora sdoppiato, anche se ci sto lavorando…poi dovevo guidare!
Una menzione a parte se la merita il nostro pasticcere Davide Steffenini con il suo panettone al whisky. In tanti siete venuti a fare i complimenti, possiamo quindi dire che sia piaciuto, e anche su ScotchWhisky.com pare abbia avuto successo. Scusate l’eccessivo entusiasmo, ma alla vigilia eravamo parecchio nervosi/agitati ed essere stati apprezzati ci ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo!
Solo una nota negativa: la pasticceria Dolce Mente ha fatto il tutto esaurito e il sottoscritto è rimasto a bocca asciutta. Vabbè, mi ero portato avanti con gli assaggi preparatori, lo ammetto, non disperiamoci troppo (sigh!). Restando parzialmente in tema, c’è qualcosa in ballo per l’anno prossimo, per ora non vi possiamo dire nulla, ma restate con le orecchie ben aperte!
Cambiando discorso, sono riuscito a conoscere il grandissimo Jim McEwan e uno(a) di noi ha partecipato alla sua degustazione. Come Jim, non mi dilungherò su cosa si sia bevuto. I 4 whisky presentati erano distillati che avrebbero messo in soggezione qualunque oratore, al contrario lui, con la sua personalità e conoscenza, li ha semplicemente sovrastati. Ha tenuto una conferenza entusiasmante e divertente (buono il “distillato” finale vero? Ehehe) dove i whisky erano solo un corollario. Giusto per: far passare in secondo piano un Bowmore 33y sherry non penso sia da tutti. Tanto per darvi un’idea.
Ora tocca ai ringraziamenti, cosa che quest’anno come non mai sento di dover fare.
Innanzitutto, un grazie a Maurizio per aver creduto in me, per avermi affiancato dei ragazzi fantastici e avermi permesso di fare un’esperienza decisamente formativa.
Un ringraziamento speciale va a Davide e Fabio della Valinch & Mallet che ci hanno fornito il Craigellachie e l’Heaven Hill per il nostro panettone. Se vi è piaciuto è anche merito loro, “sapevatelo”!
Giorgio d’Ambrosio: ogni chiacchierata con lui è a dir poco istruttiva e mi lascia dei ricordi bellissimi. Soprattutto l’avvertimento di smettere di chiamarlo “signor” Giorgio se non voglio che mi tiri le orecchie con le sue manacce. Giorgio, se mi stai leggendo: cercherò di ricordarmelo, promesso!
Una dedica a Salvatore Mannino, per la pazienza e la gentilezza che ha avuto con me. Lui sa a cosa mi riferisco, spero di rivederlo presto a Parigi.
Ai mitici Miroslav e Marko della Whisky Gallery Bulgaria, il cui calore mi ha colpito tantissimo (come il loro whisky del resto!).
Ho conosciuto Simon Murat, una delle menti, assieme a Davide Terziotti e Fabio Petroni, dietro al progetto del magnifico libro “My name is whisky”  : in pochi secondi ho capito di avere di fronte un grandissimo appassionato. Alla prossima degustazione sarai dei nostri, Simon!
Grazie a Elena M. che passava ogni tanto a spezzare il ritmo frenetico della giornata con un bel po’ di brio tutto femminile!
Per gli amici che sono venuti a trovarmi: spero che siate venuti per me e non per i whisky, ma tanto so di non dovermi illudere!  Non vi elenco tutti se no “fammo domani”, in ogni caso mi avete fatto un piacere immenso.
Il grazie finale spetta ovviamente agli organizzatori del MWF 2017, Andrea e Giuseppe: avete dato un notevole cambio di marcia rispetto alle precedenti edizioni. Se la prossima volta mi metterete anche un banco per le mie adorate aringhe affumicate e una finta vista mare, direi che sarete perfetti! Scherzo ovviamente! Un ulteriore grazie  per aver creduto nella pasticceria di Davide Steffenini e per aver dato la possibilità di partecipare ad un così importante evento.

Detto questo, due piccole anticipazioni: ci sentiremo a breve per il resoconto della degustazione con Kilchoman e per la prossima recensione di un imbottigliamento. Continuate a seguirci qua, su FB e ovviamente anche dal vivo!

Stay tuned
Davide & Sebastiano

Clynelish 16y MWF 2013 “Editto di Milano”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Clynelish

Imbottigliamento: OB, 1997-2013, for Milano Whisky Festival, ex-bourbon

Gradazione: 57,4 %

Prezzo: circa € 200

clynelish

Il Milano Whisky Festival è ormai alle porte e per buon auspicio tiriamo fuori dal cilindro un imbottigliamento di un Clynelish per un’edizione passata, quella del 2013 per la precisione. La selezione è stata soprannominata “Editto di Milano” dato che il famoso accordo fra Costantino e Licinio risaleva esattamente a 1700 anni prima.
Quanta cultura su queste pagine: ora apriamo la bottiglia (eh sì caro Andrea G.) e assaggiamo!

Spoiler: e’ buonissimo!

Colore: giallo chiaro

Naso: uh mamma! Sabbia, olio, legno di frassino con una spruzzata di limone e una grattuggiata di cocco acerbo. Wowowow! Ossigenandos,i esce una crema pasticcera alla vaniglia bella calda a cui si accompagna una frangipane. Possiamo dire quindi che ad un attacco fresco e sporco segue poi un’evoluzione sul dolce. A tal proposito ci sono anche delle pesce sciroppate aromatizzate alle noci moscate. Delle gocce di sciroppo di tamarindo concludono il quadro. La cera è presente, ma è molto in sordina. 
E’ molto curioso il bicchiere vuoto: sa di pasta della pizza cruda!

Gusto: dolce e pungente, da marmellata​ con succo di limoni. E’ un’esplosione di spezie varie, soprattutto pepe bianco, cui segue una pesca, coerentemente col naso, assieme a mela verde. Un pesce cotto agli agrumi? Secco e affilato in deglutizione, con una sensazione di acqua salata (che a noi fa sempre impazzire). Buonissimo, la dimostrazione che bastano poche “sfaccettature”, ma fate bene, a dare un prodotto eccellente.

Finalemedio lungo, con un’esplosione di cera, molto più che al naso. Carambola con una gradevole punta asprigna cui segue un tenue ma costante fumo, da stoppino che brucia. 

Abbinamento: un vassoio di ostriche, polipo, capesante e gamberetti, magari con del pane di segale e un bel burro salato bretone, oh my god!

Commento finale: quando assaggiammo tre anni fa questa selezione ovviamente Clynelish lo conoscevamo già. D’altro canto è stato proprio in questo episodio che nacque il nostro amore per la distilleria e riberlo oggi è stato come festeggiare l’anniversario di un matrimonio (!!??). Un whisky non per tutti per gradazione e potenza, siamo onesti, ma con un sapore disarmante da tanto è buono. Basta a rendere l’idea no?

Voto: 9,3



Tasting notes
:

Nose: sand, wax, oil, ash wood and lemon. Very Clynelish! As time goes by, vanilla pastry cream, “frangipane” and syrupy peach. Star fruit of course.
Mouth: Sweet and acid, like a jam and lemon juice together. Citrus fish? Peach, with sea water and green pepper.
Finish: medium long, with so much wax and smoke.
Comments: superb Clynelish, one of the best we have tasted.

Score: 9,3

 

 

Macduff 20y Valinch & Mallet

Scheda Iniziale :

Distilleria: Macduff / Glen Deveron

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, 1997-2017, Lost Dram Collection, ex-bourbon

Gradazione: 51,3 %

Prezzo: circa € 159

macduff

Penultima recensione prima del Milano Whisky Festival, diamoci dentro con un nuovo whisky per il nostro blog: Macduff.
Parliamo di una distilleria aperta nel 1958 nel villaggio di Banff sotto il nome di Glen Deveron. Nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, giusto per confondere le idee a noi poveri consumatori. Ad oggi è stata scelta come strategia quella di chiamare sotto il nome “Glen Deveron” gli imbottigliamenti OB, mentre sotto il nome “Macduff” finiscono gli indipendenti, come il Valinch & Mallet di oggi. Per dovere di cronaca sappiate però che la maggior parte della produzione del distillato finisce nel blend William Lawson.
E’ interessante notare come la distilleria sia curiosamente dotata di 2 wash e TRE spirit stills, d’altro canto anche a Talisker fanno così, quindi facciamocene una ragione, no?Attualmente Macduff fa parte del gruppo Bacardi assieme a Aberfeldy, Aultmore (distilleria feticcio di chi scrive!), Craigellachie e Royal Brackla.
Un grazie a Davide Romano per il gentile assaggio e diamoci dentro!

Colore: giallo chiaro

Naso:  marmellata di rabarbaro, marsala sfumato in cottura (quello buono eh!), pesca gialla e guava. C’è poi un lato leggermente balsamico dato da resina e aghi di pino marittimo. In ogni caso e’ un profumo molto caldo che è difficile trovare in un bourbon. Con l’ossigenazione diventa una bomba di creme caramel alla vaniglia (t’el chi ul bourbon). The nero a cui segue un miscuglio di miele e nocciole, un croccante per intenderci. Per finire una spruzzata di agrumi, anzi cedro candito! Goloso !

Gusto: in parte diverso rispetto al naso. L’attacco è molto dolce e fruttato, poi stupisce: diventa molto fresco con coriandolo e cardamomo, limone e olio essenziale di pino. Ad aiutare un’acidità data da una bella mela renetta. Rosmarino? In deglutizione è leggermente secco, come alcuni nuovi Bowmore per intenderci, e si avverte una gradevolissima nota salata e vegetale.

Finale: medio lungo, con acqua di mare e una punta di cicoria tagliata fine fine.

Abbinamento: noi lo vediamo da aperitivo, con dei salatini al burro, alici e prosciutto crudo farete la vostra bella figura!

Commento finale: la bocca amplifica alcune note avvertite al naso. Abbiamo trovato molto interessante questo connubio fra un naso caldo e una bocca fresca con una spruzzata di sale. Adorando poi noi il salino diamogli un bel…

Voto: 8,5



Tasting notes
:

Nose: rhubarb marmalade, marsala, yellow peach. It evolves into creme caramel with vanilla. Again we have pastry with honey and hazel nut, like a “croccante” (an Italian sweet).
Mouth: very fruity and sweet, then it becomes fresh with lemon, pine essential oil, “renetta” apple and a little salt.
Finish: medium long, with sea water and finely chopped chicory.
Comments: really nice, a well-made aperitif whiskey with intriguing notes!

Score: 8,5

 

 

Degustazione Kilchoman con Peter Wills – SOLD OUT

Per l’ultimo evento dell’anno ci è stata fatta una offerta che non potevamo rifiutare (cit.)!
Come molti di voi già sapranno, giovedì 16 novembre si terrà una degustazione dei maginific torbati di Kilchoman, guidata nientepocodimeno che da Peter Wills, figlio di Anthony Wills, proprietario e fondatore della suddetta distilleria, che verrà appositamente dalla Scozia per farci conoscere i suoi fantastici whisky!
Ad affiancare Peter saraà presente Jacopo di WhiskyFacile nella veste di correlatore e traduttore (ogni scusa per bere è buona, vero ragazzi?!)
Kilchoman Range
Durante la serata vi serviremo 5 whisky:
Islay 100% 7th Ed. Vol 50%
Machir bay Vol 46%
Vintage 2009 Vol 46%
Loch gorm Vol 46%
Single cask Vol 58%
Islay e Machir Bay saranno accompagnati da una selezione di formaggi di Luigi Guffanti Formaggi 1876, grandissimo affinatore di formaggi famoso a livello internazionale, mentre il Single Cask verrà servito con una fetta del nostro panettone, per l’occasione senza canditi e con gocce di cioccolato.
In caso di non gradimento dei formaggi sarà disponibile un carrè di cioccolati scelti dal nostro pasticciere, si prega solo di avvisarci nella prenotazione.
Costo della serata? Solo 29 € per TRENTA posti disponibili !
Ci sarà anche la possibilità di acquistare gli imbottigliamenti (e di farseli autografare!) con sconti decisamenteinteressanti.
In tutto questo vi chiediamo però una gentilezza : di mettere il “partecipa” all’evento se siete su FB o di telefonare in pasticceria allo 0332 022916 e di passare a confermare con un acconto di 10€. In caso di problemi per lontananza contattateci pure in privato e troveremo la soluzione.
Vi aspettiamo, Davide & Sebastiano

Dalmore 1992 22y Cadenhead’s

 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Dalmore

Imbottigliamento: Cadenhead, 1992-2014,  Authentic Collection, ex-bourbon

Gradazione: 59,5 %

Prezzo: circa € 130

dalmore

Il Milano Whisky Festival si avvicina: come ormai saprete, ci troverete a sbevazzar…lavorare al bancone di Beija Flor, importatore in Italia di numero marchi, tra cui “Cadenhead”. Bien, cosa c’è di meglio quindi di una selezione di questo storico imbottigliatore per cominciare a prepararci?
A fare gli onori di casa un Dalmore di 22 anni, giusto per toccarla piano.
La distilleria è stata fondata nelle Highlands da Alexander Matheson nel 1839. E’ sopravvissuta a vari cambi di proprietà, alle due guerre e alla crisi del whisky degli anni 80 per poi approdare fino ai giorni nostri.
Attualmente è di proprietà della White & Mackay Ltd ed è guidata dall’eccentrico e leggendario Richard “The Nose” Paterson.
Giusto per vedere che personaggino è il nostro Richard, date un occhio al video qui sotto!

Tornando a noi, la distilleria è praticamente un mito fra gli appassionati e i collezionisti,  alcune sue bottiglie hanno superato in asta i 30.000€ ed oltre, robetta da tutti i giorni insomma.
Generalmente Dalmore invecchia il proprio whisky  in botti sherry Matusalem, avendo la distilleria un accordo con la bodega spagonola Gonzalez Byass. Oggi invece berremo un ex-bourbon selezionato da Cadenhead: con il cambio di botte il distillato risulterà comunque gradevole? Lo scopriremo a breve, prima di iniziare però una nota di colore, quasi da Trono di spade.
Se ci avete fatto caso, sugli OB c’è il simbolo del cervo reale e il motivo è semplice. Un avo dei Mackenzie, vecchi proprietari della distilleria, nel 1263 salvò la vita al re scozzese Alessandro III, che era stato aggredito proprio da un cervo. Come ringraziamento il re concesse, bontà sua, alla famiglia del suo salvatore di utilizzare il cervo reale come nuovo emblema araldico.
E’ sempre affascinante il legame che ha il whisky con la propria terra d’origine. Detto questo, versiamo!

Colore: oro antico.

Naso: l’alcool parte in quarta, d’altro canto siamo quasi a 60 gradi, lasciamolo quindi respirare un po’! Ohoo, golosissimo! C’è una crema pasticcera calda e budino alla vaniglia appena sfornato: roba da prima colazione a mille calorie. Appaiono poi dei fichi maturi, del legno di ciliegio e cioccolato bianco. Ci sono dei fiori, spariamo del gelsomino, mughetto. Tutti questi aromi però riescono nel difficile compito di non risultare stucchevoli, anzi! Buono!
L’aggiunta di acqua fa salire lo  zolfo,  la paglia e appare una marmellata di fichi. C’è un prato fiorito?

Gusto: l’ alcool la fa ancora da padrone all’inizio, occorre abituarsi pian pianino. E’ molto dolce con una punta di amarognolo che smorza. Da un lato infatti abbiamo del cioccolato latte bianco (dai, diciamolo: kinder maxi! ) e crosta del pandoro, dall’altra c’è la parte bianca dell’arancia e l’arancia stessa. Bello “burroso” in ogni caso!
Con acqua, appare una sigaretta bagnata non troppo gradevole a nostro modesto avviso e della susina.

Finale: abbastanza corto con una sensazione di marmellata di agrumi acida. Lascia la bocca  piacevolmente pulita.

Abbinamento: bevuto con un formaggio grasso a pasta semidura, come un bel bettelmatt stagionato, dona un risultato veramente interessante!

Commento finale: ci piace molto, ma siamo onesti: non è per tutti. Dona il meglio di sè infatti a gradazione piena e ricordiamo che siamo quasi a 60 gradi. Se siete, ehm, esperti? non avrete però problemi, anzi!
Andiamo anche ad analizzare il prezzo (che barboni!!): andate a vedervi cosa costa un Dalmore 21y OB a 42%. Fatto? Perfetto, siete ancora fra noi? Qua, invece,  al posto della “miscela” OB abbiamo un single cask con un anno in più a gradazione piena a circa 130 euro!! No dico, lamentatevi pure! Vai col voto !

Voto: 8,7


Tasting notes:

Nose: alcohol, pastry cream, vanilla pudding and white chocolate. Ripe figs and cherry wood. In the end jasmine and thrush.
Mouth: milk chocolate, pandoro, butter, orange and plums.
Finish: short with citrus marmalade.
Comments: very good, greedy and catchy! Beware of alcohol content. The price is very very low compared to the 21y OB.

Score: 8,7