A Tutta Torba 2018

Vi segnaliamo l’ irrinunciabile appuntamento romano per gli amanti della torba! Fra l’altro cade nel mese di dicembre e cosa c’è di meglio di un buon whisky per scaldare i nostri cuori gelati dalla neve? Ma una bella sezione dedicata ad una delle nostre distillerie preferite, Bowmore! Leggete sotto e capirete cosa intendiamo!  

A TUTTA TORBA 2018 logo.jpgWhisky torbati
terza edizione
Roma, domenica 2 dicembre 2018

h. 15:00 – 24:00
c/o Chorus Cafè
(via della Conciliazione, 4)

A Roma la terza edizione di “A tutta Torba!”, giornata organizzata da Roma Whisky Festival dedicata interamente ai whisky torbati con centinaia di etichette in degustazione, un collector’s corner, il Bowmore Cocktail Bar tutto al femminile e la novità della ”Bowmore Room Experience”

Ingresso gratuito previa registrazione con gettoni per consumazioni
Si tiene a Romadomenica 2 dicembre 2018, presso il Chorus Cafè (via della Conciliazione, 4), a partire dalle ore 15:00 e fino a mezzanotte, la terza edizione di “A Tutta Torba!”, evento dedicato interamente ai whisky torbati, con centinaia di etichette ed espressioni per tutti i palati, bottiglie vintage e rare da assaggiare al collector’s corner, un’area cibo affidata allo street food romano del Maritozzo Rosso. L’evento, organizzato dalla direzione artistica di Roma Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano – la cui ottava edizione si terrà a Roma il 2 e 3 marzo 2019, è aingresso gratuito e con gettoni a consumazione, previa registrazione sul sitowww.romawhiskyfestival.it o in loco.

Appuntamento da non perdere sarà quello con la miscelazione e in particolare al Bowmore Cocktail Bar, partner esclusivo della manifestazione, con i cocktail inediti preparati a base Bowmore Nr1 e 12yo da quattro note barladies romane: Solomiya Grystychyn del Chorus CafèGiulia Castellucci diCo.So. Cocktail & SocialMichela Scalzo di Freni e Frizioni e Roberta Martino del PalazzaccioSpazio anche al food, con le eccellenze del Maritozzo Rosso, tipico maritozzo dolce romano farcito con le eccellenze della gastronomia romana e non solo e da abbinare ai propri torbati preferiti. Non mancherà poi come tutti gli anni, in collaborazione con lo shop Whisky & Co, la possibilità diacquistare numerose bottiglie presenti. Non mancherà anche in questa edizione il collector’s cornercon una trentina di bottiglie rare di whisky tra cui spiccano un Ardbeg 1974 Spirit of Scotland – 500 Years of Scotch Whisky, Limited Edition; un Bowmore 1980 – 21YO Dun Bheagan Collection; unTalisker 25YO imbottigliato nel 2007 e uno Springbank 15YO Sherrywood – Tim Nichools & Markku Sauvala selection. Bowmore sarà inoltre presente con una release 19yo invecchiata in botti di quercia francese ex-Chateau Lagrange, in vendita unicamente per il mercato di Amazon, oltre alle release Small batch, 12yo, 15yo, 25yo e 19yo.

A Tutta Torba – sottolineano i direttori artistici di Roma Whisky Festival – giunto ormai alla sua terza edizione si conferma sempre più un momento di incontro per i whisky lovers italiani amanti dei torbati. Anche per questa edizione intendiamo offrire al nostro pubblico l’opportunità di assaggiare centinaia di etichette in uno dei “salotti” più belli della Capitale, una giornata all’insegna del buon bere fumoso… Assoluta novità per questa edizione sarà però la Bowmore Room Experience, uno spazio sensoriale dove il visitatore verrà catapultato all’interno della distilleria tra immaginisuoni,profumi e tasting”. Si ringrazia per la partecipazione straordinaria Bowmore, del gruppo Martini & Rossi. Partner dell’iniziativa Whisky & Co, Bartales, Maritozzo Rosso e Chorus Cafè.

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Roma Whisky Festival 
(prossima edizione 2 e 3 marzo 2019 nella ormai consueta location del Salone delle Fontane all’Eur) si consacra ormai da anni come uno degli appuntamenti internazionali più importanti di settore, un evento che promuove la valorizzazione e la diffusione della cultura del whisky attraverso un approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment.


Per maggiori informazioni:
www.romawhiskyfestival.it
info@romawhiskyfestival.it
tel. 06 32650514


Ufficio Stampa:
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089

Dal nostro quartiere generale per ora è tutto!
A tal proposito gli aggiornamenti al sito riprenderanno dalla prossima settimana: per ingannare l’attesa vi aspettiamo per due chiacchiere davanti ad un bicchiere di whisky questo sabato e domenica al Marriott Hotel: Milano Whisky Festival is incoming! 

Davide & Sebastiano 

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Intervista “Atlas Whiskyteca & Rumteca”

Per portare un po’ di novità sul sito, invece di parlare al solito di bottiglie di whisky, andremo a parlarvi di un locale che…vende whisky! Contenti, vero?
Siamo nella grassa e felice Emilia Romagna, a Valsamoggia, nella tana di Lorenzo Lutti, proprietario del locale “Atlas Whiskyteca & Rumteca“.  Si è affacciato in maniera decisamente efficace nel mondo dei distillati, ma non stiamo qua a perdere tempo, lasciamo gli onori e le presentazioni di casa allo stesso Lorenzo.

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Ciao Lorenzo, presentati a noi: chi sei, da dove arrivi, ecc ecc
Erano le 19.00 quando emisi il mio primo vagito, nel lontano 1988. Capii subito una cosa, l’aperitivo non sarebbe arrivato prima di qualche ora. Emisi il mio secondo vagito. Nell’Emilia, terra di salumi e gastronomia, nemmeno un buffet mi era stato preparato, il tutto nonostante  la mia famiglia fosse legata, e tutt’ora lo è, al mondo del vino. Fui comunque cresciuto all’insegna del “bevi e mangia che è buono”: crearono un mostro e passarono gli anni.
Ricercando quel qualcosa in più, anche mentre i miei compagni celebravano Bacco con imprecisati alcolici da discount ai quali spesso mi univo, conobbi il mondo dei distillati…e fu amore. Dopo aver frequentato antropologia, decisi di aprire la mia prima attività: un negozietto con birre, vini e distillati.
La strada era buona, ma non perfetta e la parola d’ordine al giorno d’oggi per sopravvivere è una: specializzazione.

Come si è formato allora il tuo locale attuale?
Iniziai a far sparire birre e vini, dando sempre più spazio a whisky e rum, studiando e leggendo libri e blog. Avevo infatti denotato un vortice d’ignoranza sul quale una fetta di  gestori ma anche di operatori del settore si appoggiavano o che addirituttra cavalcavano chi per scelta, chi per mancanza di formazione.
Col senno di poi, mi prenderei a badilate ripensando a quanti soldi spesi in bicchieri e bottiglie di cui ora possono riconoscere un effettivo valore. Decisi di rivolgermi anche come “fornitore” ad altre attività, fornendo servizi (seconda parola d’ordine nel mercato odierno) come stesure di carte di degustazioni, aiuto per la creazione della bottigliera e delucidazioni varie quando richiesto. Ricevendo sempre più richieste per degustazioni, corsi o semplicemente “posso venire qui la sera e sfondarmi di whisky?”, questo settembre abbiamo ampliato il “negozio” con un banco e aree di sosta sotto forma di morbidosi divani inglesi. Tuttavia abbiamo mantenuto invariata la nostra attività principale: la vendita di bottiglie a privati o altri operatori, sia fisica che online.

Che cosa può trovare da bere te un avventore? Oltre alla cocacola eh!
Già dalle nostre insegne “Whiskyteca e Rumteca” abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sul distillato, abbinandolo ad una proposta culinaria classica: taglieri, tartare e crostini.  Per scaldare i motori abbiamo in mescita circa 100 whisky e 50 rum (in più qualche altro centinaio chiuso sugli scaffali), la maggior parte di indipendenti, single cask , rarità ed è in cantiere un reparto vintage.
L’altra nostra peculiarità è un divertimento vero e proprio: l’abbinamento del distillato a salumi, cacciagioni, formaggi e pesce o piatti complessi creati da chef nostri amici per determinati eventi.
Abbiamo deciso di creare solo 30 posti, per poterci dedicare alla comunicazione e alla cura del cliente: siamo un equilibrio tra formale ed informale, dove le barriere relazionali vengono ridotte ai minimi termini per rendere caldo e accogliente la visita e cogliere meglio il bicchiere.
La mia utopia è creare una formula per un whisky-rum bar che sia sostenibile senza doversi appoggiare troppo alla vendita o a vini, birre e mixologia, ma credo ci vorranno anni. Botti di anni.

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Hai delle bottiglie di cui sei fiero di avere?
Non particolarmente, tendo a bere o fare bere! Su due piedi direi la collezione “Valhalla”  di Highland Park, solo per la mia fissa per le cose simil vichinghe, poichè non è propriamente di valore (parliamone! n.d.A.). Per il resto, preferisco mettere in un bicchiere o farci una serata sopra, diciamo che sono fiero di ciò che mensilmente apro. Per dirla tutta, è in cantiere l’idea di imbottigliare qualcosa sotto nostra etichetta. Attualmente ci appoggiamo alla “Valinch & Mallet” di Davide Romano e Fabio Ermoli dove sotto alcune delle loro bottiglie sarà presente una sotto etichetta “Selezionato per Atlas – Whisky & Rum company”. In futuro potrebbe uscire qualcosa di totalmente nostro (ci fa l’occhiolino).
Nel corso del tempo vorrò dare sempre più spazio agli indipendenti e alle loro selezioni: mi piacerebbe che ogni singola bottiglia o bicchiere vissuto da noi diventasse un’esperienza unica e inimitabile, come un viaggio. Potrete rifarlo 10 volte nella stessa zona, ma non sarà mai uguale. Da qui il nome ” Atlas”, un atlante da esplorare dove tutto scorre e ogni visita non sarà mai replicabile .

Rapporto con la mixology?  Detto anche: ” Ci fai una Caipirinha alla fragola?”
La mixologia non è mai stato un mio interesse, ma con l’apertura serale ho ingaggiato un bartender di fiducia, Antonio Bonavena, dove le sue creazioni mettono in risalto principalmente il distillato, andando quindi a modificare il dosaggio consono dei vari cocktail.
Il secondo compito di Antonio è quello di evitare che mi denuncino quando davanti alla nostra bottigliera qualcuno se ne esca con un ” che ciai tipo caipiroska alla fragola?” ed inizi a menomare alla cieca. Il mio rapporto con questo tipo di drink, come i cicchetti, penso sia abbastanza chiaro.
Crediamo molto nella qualità: il nostro rum bianco di linea è il “Veritas” di Velier, col quale si sbizzarrisce per creare le miscele della casa, ma abbiamo talmente tanti di quei fuori carta di cui ormai abbiamo perso il conto.
Abbiamo una selezione ciclica di gin che presentiamo in quattro modalità di servizio diverse e un reparto liquoristico sempre dinamico in base alle alchimie richieste.

Per i fumatori hai previsto qualcosa?
Essendo un neofita del fumo lento, una nostra sala è adibita al fumatore e stiamo cercando di ottenere il patentino per la vendita, per ora consigliamo sempre di portarsi dietro il proprio sigaro o tabacco preferito.

Argomento a cui noi teniamo tantissimo e che abbiamo toccato prima: la importanza al food pairing! Dicci ancora qualcosa!
Come detto prima, è importantissimo perchè divertentissimo, sia per chi lo propone e pensa anche per chi ne usufruisce. Per garantire questo servizio disponibile ogni sera abbiamo creato ” Atlas Experience”: una degustazione di 3 distillati importanti a 2 cl con abbinamento appositamente creato a 30 euro.
Vi faccio un esempio: avete mai provato uno Shropshire affogato in Porto e ricoperto di uve di Corinto insieme ad un bel whisky, magari una torba finita con qualche cask bello vinoso?  Douglas Coupland, uno scrittore canadese famoso per il suo libro “Generazione X”, disse che tutti vogliono andare in paradiso e nessuno morire, credo si riferisse a questo.

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Ultima domanda per scatenare un putiferio: ma tu preferisci il rhum o il whisky ?Bella domanda! A Gerasa un uomo fu posseduto dal demone Legione, così chiamato poichè era una moltitutine di diavoli, diciamo che analogamente bevo una moltitudine così differente di distillati in modo da provare sempre cose nuove. Dipende dalla serata, dalla compagnia, mood ecc. ecc.. Ecco a cosa mi è servita l’Università: a schivare domande come questa (ride) !

Noi ringraziamo Lorenzo per il tempo concessoci…e anche per i sorrisi che ci ha strappato questa chiacchierata! Verremo presto a trovarti, abbi fede!

Detto questo, noi invece aspettiamo tutti voi poveri lettori al MWF 2018 per questo fine settimana! Cominciate a scaldare i motori!

Davide & Sebastiano

 

 

 

 

 

 

 

Kilkerran 11y “Cadenhead”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Kilkerran

Imbottigliamento: Cadenhead, serie “Wood Range”, 2007-2018, ex-sherry

Gradazione: 58,1 %

Prezzo: circa 90 €

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Quando eravamo al festival di Castelfranco la nostra attenzione era caduta su una bottiglia a dir poco interessante: il primo single cask di Kilkerran, sherry, a gradazione piena e imbottigliato da Cadenhead! Ok, in realtà sapevamo già della sua esistenza qualche settimana prima, ma l’incipit era per creare un po’ di pathos! Certo è che, ritrovandocela davanti, non potevamo di certo lasciarcela sfuggire. Ma come ha fatto Cadenhead a mettere le mani su questa singola botte? Ricordiamoci che il suddetto imbottigliatore è di proprietà di Springbank, che a sua volta è sempre proprietaria di Kilkerran. Siamo di fronte quindi ad un tipico caso di “ti piace selezionare facile”, ma noi non ci formalizziamo e assaggiamo incuriositi, giusto?

Colore: ramato.

Naso: caspita caspita! Caldo e morbido con uvetta, ciliegia e arancia. Tende poi verso profumi più complessi come caramello salato, marsala e del miele di castagno in purezza. Ossigenandosi, diventa ancora più dirty: è tutta una girandola fra aceto balsamico, argilla, fumo polveroso e  pigna che brucia!  La moglie di chi scrive dice di sentirci anche dello scarpone sporco (niente facili battute, please!). Veramente particolare. Possiamo sparare anche la nostra castroneria settimanale? C’è un lato caldo che ci ricorda certe fragranze maschili a base di ambra grigia e muschio: un whisky virile! Tornando quasi seri, possiamo definire questo “naso” come pastoso? Assolutamente.

Gusto: non ce lo saremmo aspettati, sembra una torta “foresta nera”, con la sua amarena, il suo kirsch e quella bella senzazione di grasso in bocca. Poi il nostro Kilkerran ci ricorda di provenire da Campbeltown, diventando dapprima carnoso, poi addirittura sulfureo. E per non farci mancare nulla, tanta fuliggine e nafta appena deglutito. Giusto per la cronaca, i cinquantotto gradi quasi non sono pervenuti! Ehi, ci semba di sentire anche dell’eucalipto. Anche qua col passare del tempo va quasi in secondo piano il lato dolce per far posto ad uno più sporco.

Finale: medio lungo. Ritorna il balsamico, per poi lasciare in bocca un sapore salato e affumicato. C’è un leggero amaro, ma non è nulla di grave o fastidioso.

Abbinamento: ok, è probabile che qualcuno storcerà il naso, ma fidatevi! Questo Kilkerran con un bel rognone, come dicono a Roma, è la morte sua. Giuseppe Bertoni, se ci stai leggendo, sai cosa ci devi cucinare la prossima volta che veniamo all’Irish Pub Mulligans!

Commento finale: decisamente un whisky particolare. Se siete alla ricerca di un qualcosa di morbido e pulito, fuggite via di corsa! Volete qualcosa di intrigante, particolare, diciamo pure “freak”? Beh, siete al posto giusto! In ogni caso, non vi lascerà indifferenti. Già che siamo in argomento, il punteggio finale è  ancora più del solito risultato da una media dei nostri giudizi, fra chi l’ha apprezzato di meno e chi di gran lunga di più. Cercate di capire bene cosa state cercando quando avrete questa bottiglia davanti!

Voto: 8,8


 

Tasting notes:

Color: copper

Nose: warm and soft with raisins, cherry and orange. Then it tends towards more complex aromas such as salted caramel, marsala and pure chestnut honey. By oxygenating, it becomes even dirtier: balsamic vinegar, clay, dusty smoke and burning pinecone! Dirty boot (no easy jokes, please!). There is a warm side, which reminds us of certain masculine fragrances based on ambergris and musk: a manly whisky!

Mouth: fat, like a “black forest” cake, with sour cherries and kirsch. Then it becomes dirty, meaty, even sulfurous. So much soot and naphtha as soon as it’s swallowed. Still eucalyptus. Intriguing!

Finish: medium long. It returns the balsamic, then it leaves a salty and smoked taste in the mouth. There is a slight bitterness, but it is nothing serious or annoying.

Food Pairing: kidney!

Comment: if you love old-style dirty whisky, this is perfect for you!

Score: 8,8

 

 

 

Milano Whisky Festival 2018

Ci siamo, ci siamo! Novembre si sta avvicinando e con questo anche il nostro amato Festival: vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale. Oggi il meteo ci annuncia l’arrivo delle basse temperature, quindi questa occasione è perfetta per riscaldare i nostri stomaci e soprattutto i nostri cuori! Accorrete numerosissimi, mi raccomando!

MILANO WHISKY FESTIVAL and FINE SPIRITS:

MILANO WHISKY FESTIVAL 2018_1

celebriamo insieme

il distillato più amato

(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 10-11 Novembre 2018)

Un altro autunno alle porte e, per celebrare la stagione della convivialità, dei colori caldi e dei profumi intensi, diamo il benvenuto alla tredicesima edizione del Milano Whisky Festival.

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L’evento del novembre milanese, che è ormai diventato un appuntamento fisso sull’agenda di tantissimi appassionati ed operatori del settore, ha fatto registrare lo scorso anno quasi 5.000 presenze, un numero importante che testimonia il respiro sempre più internazionale della manifestazione. Un fattore che ha giocato a favore di questa nuova veste è senza dubbio la scelta di posizionare l’evento nello spazio più ampio dell’Hotel Marriott: oltre 1.200 metri quadri per degustare, ammirare e scegliere tra migliaia di etichette e produttori.

Come lo scorso anno, i riflettori sono puntati sul whisky ma non solo: Cognac, Brandy e Armagnac conquistano spazi sempre più rilevanti, per accontentare anche gli estimatori di questi distillati.

La manifestazione apre sabato 11 alle ore 14,00 per una non-stop fino alle 23.30; la domenica si replica dalle 14.00 alle 21.00.

Le modalità di registrazione sono le stesse delle precedenti edizioni: per velocizzare la procedura, sarà possibile iscriversi anche via web oppure direttamente all’entrata il giorno dell’evento che, anche quest’anno, sarà gratuito. Basterà dotarsi del kit di degustazione composto da bicchiere, portabicchiere e guida al whisky, e iniziare un’esperienza sensoriale unica e inconfondibile.

Anche l’edizione 2018 sarà caratterizzata da Masterclass e seminari: percorsi guidati per approfondire o iniziare ad assaporare la storia e i gusti di questi distillati. L’angolo food è ormai diventato una piacevole tradizione e accostare ostriche, panettoni e raffinate proposte food rappresenta una pausa gustosa tra un assaggio e l’altro. Parimenti, l’area Mixology offrirà esperienze di degustazioni uniche, con cocktail preparati per l’occasione da bartender di rilievo.

Per finire, il Premio Best Whisky che incoronerà i migliori whisky nelle varie categorie e la distilleria dell’anno.

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY FESTIVAL & FINE SPIRITS:

Hotel Marriott – Via Washington 66 – MILANO

10-11 NOVEMBRE 2018

Apertura al pubblico: Sabato 10 novembre dalle 14.00 alle 23.30

Domenica 11 novembre dalle 14.00 alle 21.00

Ingresso gratuito (previa registrazione all’ingresso)

KIT degustazione: bicchiere, porta-bicchiere e Guida al Whisky 2019. euro 5,00

Degustazioni a partire da euro 3,00

PROGRAMMA MASTERCLASS E SEMINARI:

(in continuo aggiornamento) su http://www.whiskyfestival.it 

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945
Cell. 346-8548236
ufficiostampa@whiskyfestival.it

A proposito di masterclass, vi riportiamo sotto l’elenco delle suddette: se avete da lamentarvi, siete degli astemi !!

masterclass

 

Cliccando su QUESTO LINK  potrete trovare tutti i dettagli delle masterclass, con i relativi imbottigliamenti, e ovviamente anche la possibilità di iscriversi !  

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che troverete anche noi al festival!  Nel dettaglio, ci sarà:

  • lo stand della pasticceria  “Dolce Mente” con i panettoni aromatizzati al whisky
  • il sottoscritto allo stand di Beija flor a sbicchierare per voi, solo per voi (non tutto può andare sempre bene, no?)

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prox recensione!

Davide & Sebastiano

 

 

Panettone al whisky

L’abbiamo scritto questa mattina sulla nostra pagina Facebook, potevamo non farlo qua?
Siamo lieti di potervi annunciare che anche quest’anno potrete trovare al Milano Whisky Festival il nostro stand con i panettoni al whisky!

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Segnatevi queste date: il 10 e 11 novembre presso l’hotel Marriott, un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del malto distillato!
Ok, è tutto molto bello, ma che whisky ci abbiamo messo? Una “robetta” come al solito…Un Glenrothes 9y single cask bourbon che ci hanno stragentilmente donato i nostri amici della Valinch & Mallet Whisky !

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A tal proposito il nostro sponsor vi informa di una altra cosetta: “Non vi preoccupate, rispetteremo anche la tradizione inaugurata l’anno scorso: per ogni fetta di panettone acquistata durante il Milano Whisky Festival & Fine Spirits offriremo il Glenrothes 9y utilizzato nella ricetta a delle condizioni speciali!” Cosa volete di più?

Prima di salutare, è doveroso ringraziare gli organzizatori del MWF, Andrea Giannone e a Gervasio Dolci Giuseppe, per lo spazio gentilmente concessoci !
Vi aspettiamo al Marriott con una raccomandazione: non siate folli, siate…affamati (cit)!

Davide & Sebastiano

Balblair 12y “Gordon & MacPhail”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Balblair

Imbottigliamento: “Gordon & MacPhail” , serie “Discovery” , 2006-2018, ex-bourbon

Gradazione: 43%

Prezzo: circa 60 €

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Eccoci qua a scrivere per voi il reportage della “degustazione live” che si è svolta presso il Whisky Revolution  di Castelfranco Veneto! Avevamo varie bottiglie fra cui scegliere ma,  quando i nostri assetati occhi (che sinestesia, ragazzi!) hanno visto una bottiglia di Balblair, non abbiamo avuto dubbi!
La distilleria, un nostro feticcio fra le “minori”, è già nota su queste pagine, quindi non indugiamo e andiamo a mettere insieme il lavoro di squadra che abbiamo fatto durante l’evento.

P.S. L’estetica delle nuove bottiglie della Gordon ci piace molto!

Colore: giallo pallido

Naso: non invadente, primaverile, fresco. Se scriviamo “bucolico” ci linciate? Eppure, grazie al suo bouquet millefiori, non riusciamo a definirlo meglio. Anche la frutta presente rispecchia questo profilo frizzante, con profumi di cedro candito e di buccia di pera. Ci pare di sentire anche dell’olio di nocciola. Col tempo emergono un delicato gelsomino e un’essenza diluita di fiori d’arancio. Un profilo non complesso, ma coerente e gradevole.

Gusto: ce l’aspettavamo più leggero e invece ha un discreto corpo, nonostante la diluizione. Non risulta grasso comunque, ma dolce e fresco. Tantissima pera, anzi, è proprio succo di pera, con del mango e una punta di limone. Una grattatina di peperoncino giallo gli dona il giusto brio. Per finire, ci sono degli elementi maltosi che ci ricordano una torta paradiso. E’ un whisky semplice, ma veramente gradevole.

Finale: medio corto. E’ leggermente piccante, sembrerebbe zenzero. Resta una nota amaricante, erbacea , che ci ricorda del lemongrass e anche del coriandolo.

Abbinamento: un cestino di sfoglia riempito con una crema di formaggio vaccino fresco.  Per decorazione, un gamberetto crudo bagnato con una goccia di lime.

Commento finale: perfetto daily dram, non da meditazione, ma da aperitivo con gli amici. Alle volte le coincidenze: anche il baffuto Serge l’ha recensito di recente e possiamo notare come, facendo un confronto, il nostro team sia stato bravo. Anche il voto, calcolato facendo una media fra tutti i partecipanti, è molto simile…

Voto: 8,4


 

Tasting notes:

Color: pale yellow

Nose: non-invasive, vernal, fresh and crisp with aromas of candied citron and pear peel. We also seem to taste hazelnut oil. Over time it emerges a delicate jasmine and a diluted essence of orange blossom. A profile that is not complex, but coherent and pleasant.

Mouth: sweet and fresh. A lot of pear, indeed, it is really pear juice, with mango and a bit of lemon. A sprinkling of yellow pepper gives the right brio. In the end there are some malty elements, which remind us of a paradise cake. It is a simple but very pleasant whisky.

Finish: medium-short. It’s slightly spicy, like ginger. It remains a bitter, herbaceous note, similar to lemongrass and also coriander.

Comment: a whisky for the aperitifs. Not demanding, young and brilliant. A good daily dram!

Score: 8,4

 

 

Whisky Revolution 2018: resoconto

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Eccoci qua, come promesso, a farvi un corposo reportage dell’ultimo evento nato in Italia dedicato al nostro amato distillato: il Whisky Festival Revolution.
Ideato dai ragazzi del Blend Bar di Castelfranco Veneto, è stata una kermesse della durata di 3 giorni, da sabato 22 a lunedì 24 settembre, svoltasi nell’omonima cittadina presso l’Hotel Ristorante Fior.
La formula era semplice: aggiungere alle classiche sbicchierate agli stands e alle varie masterclass un qualcosa di più moderno, più rivolto ai giovani. E in tal senso il programma era veramente fitto.
Innanzitutto le “Tasting notes live con i blogger”, ovvero ci si trovava insieme ai suddetti, me compreso ahivoi, a scrivere insieme le note di degustazione di una bottiglia presa a caso. E’ sempre affasciante e divertente notare come ogni naso e ogni bocca dei partecipanti ragioni in maniera diversa, apportando una propria palette sensoriale.
Un commento personale: mi sono divertito a tenere la mia degustazione live, complice un pubblico decisamente “amico” e una bella bottiglia di Balblair, gentilmente offerta da Roberto del gruppo Meregalli. A breve pubblicheremo le tasting notes!
Simile la formula “Degustazione alla cieca”, dove, come avrete intuito, si cercava di intuire tutti insieme quale whisky fosse stato servito ai commensali presenti.
Questo taglio più fresco e giocoso è stato confermato anche dall’evento “Brunch in Piscina” che si è svolto la domenica a mezzogiorno.  Siamo in Veneto, una breve parentesi a prosecco era dovuta anche solo per far gli onori ai padroni di casa e col risotto ai finferli ci stava alla grande (ne è avanzato per caso?).
Claudio Riva, durante il brunch in piscina, ha battezzato a whisky il nuovo clan di Treviso, il quale va ad aggiungersi agli altri tre del Veneto. E’ importante che gli appassionati aumentino, vedremo poi il perchè! Un grazie all’importatore Beija flor per aver fornito…ehm…i liquidi per la cerimonia!
Sempre a proposito di cibo, il ristorante dell’hotel aveva preparato un menù studiato apposta per l’evento, con piatti deliziosamente abbinabili a dei whisky. Troverete delle foto sulla nostra pagina FB, in ogni caso veramente tutto molto buono. Ah, il fois gras con il petto d’anatra ci ha toccato il cuore!
Prima di potersi andare a divertire, c’è stato un “Talk Show”, dove esperti, appassionati e personalità del mondo del whisky si sono confrontati per un divertente scambio di idee e opinioni.
Finiti gli obblighi sociali, non poteva mancare un mondano “Cocktail party” in piscina, con una carta preparata da Valentina Crucil, curatrice della pagina “La ragazza che beve”. Veramente azzeccate le miscelazioni! Non è mancata neppure la musica con gruppi di jazz, ambient e simili ad allietare gli ospiti durante le serate.
Molto carina la presenza di uno stand durante tutto il festival dove si potevano acquistare delle magliette, fra l’altro di buona fattura, rappresentanti le varie zone whiskose della Scozia, alias Lowlands, Speyside, Islay ecc ecc.
Ma non parliamo delle bottiglie presenti? Arriveranno anche le loro schede, tranquilli! Solo un’anticipazione: al nostro stand spiccavano un Kilkerran 11yo sherry e un Longrow 14yo sherry entrambi a gradazione piena. Dei fuoriclasse!

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Un episodio a parte al di fuori della programmazione: lunedì mattina siamo andati a visitare il Blend Bar vicino alla piazza principale di Castelfranco. Ragazzi, un bar così farebbe impallidire molti locali a Milano, per non parlare della nostra Varese. Impressionante bottiglieria fra whisky OB, selezioni di Cadenhead e anche roba d’oltreoceano (Chichibu e Karuizawa, tanto per intenderci). La carta cocktail è poi qualcosa di pazzesco, con percorsi misti che spaziano dalla presentazione classica a rielaborazioni sensoriali, non so come meglio definirle, assolutamente stupefacenti. Personalmente mi sono innamorato della carta giapponese, strano eh? E l’ambiente, dove si passa dall’informale nella sala principale al raccolto con poltrone e tavolini nelle sale adiacienti, non è di certo da meno. Complimenti veramente!

botti

Tornando al discorso del festival, va detto purtroppo che l’afflusso dei visitatori, soprattuto al sabato, è stato un po’ deludente. Abbiamo visto che paradossalmente sono mancati soprattutto i cosidetti “giovani”.
Vi facciamo un esempio a nostro avviso molto illuminante: andiamo a guardare il pubblico femminile. Le ragazze presenti erano tutte nella veste di morosa/fidanzata/amica trascinata dal proprio partner. Ergo, non si sono visti i gruppetti di ragazze entrate al festival con le amiche anche solo per il fatto che è di tendenza, cosa che invece è normalissima in altre location. Milano in primis. E tenete conto che siamo in Veneto, dove, come è noto, anche il pubblico femminile può vantare…ehm…elevati gradi di assorbenza di alcolici. Ora poniamoci due domande.
Questo cosa vuol dire? Semplicemente che, dal punto di vista diciamo culturale, questa regione d’Italia rappresenta ancora un territorio vergine per il whisky. Non appare ancora come una cosa “figa”.
Cosa si può fare? Per fortuna, tante cose! Ci permettiamo di suggerirle non per supponenza, assolutamente, ma perchè abbiamo visto una grande passione da parte di tutti gli organizzatori e ci piacerebbe che questa cosa venga ricompensata come merita.
Innanzitutto la sede: siamo onesti, Castelfranco Veneto è una chicca dove, per chi viene dalla città, si può veramente “respirare”. Questo suo pregio è contemporaneamente anche il suo difetto, ovvero la scarsa densità di popolazione e quindi di potenziali clienti.
In secondo luogo, e qui mi sono trovato in sintonia con Roberto, occorre coinvolgere i locali della zona, birrifici, cocktail bar ecc. ecc. in modo tale da pubblicizzare l’evento ai loro abituali clienti.
Infine, cercare di stringere più accordi possibili con altri espositori e rafforzare gli accordi con quelli già venuti per invogliarli a ritornare. La cosa non deve essere vista come una maggiore concorrenza sul posto, ma un “far fronte comune” per attirare quante più persone possibili.
Oddio, ma questo è un problema ben noto di chi scrive, anche una maggior presenza di cibo durante il festival non farebbe male, con postazioni sia per il dolce che il salato.
Vedremo l’anno prossimo cosa succederà, le potenzialità ci sono e sono tante, ora tocca all’alunno sfruttarle!

A tal proposito, voglio ringraziare tantissimo i ragazzi del Blend Bar di Castelfranco. Sono stati veramente supergentili, disponibili e alle volte con il dono dell’ubiquità per garantire a tutti la loro presenza e il loro appoggio.
Un grazie anche a Maurizio di Beija flor,  che ci ha ospitato presso il suo stand, e a tutti i compagni della ciurma, ovvero i Facili Giacomo&Jacopo, Scott Fraser di Tomatin, Jenna di Cadenhead, David Allen di Springbank e Will Pitchforth di Bladnoch. Ci siamo decisamente divertiti insieme, niente da dire!
E posso forse non salutare Federico Bosco di Cigarslover e Giuseppe Napolitano, alias IlBevitoreRaffinato, dopo aver condiviso con loro altrettanti momenti di risate? Sono la versione alcolica di Peppone e don Camillo, poche storie. O Andrea di Monkey Club? Gettate un occhio ai suoi eventi, datemi retta, il ragazzo ha roba interessante!
Un grosso saluto a Marco Maltagliati, anche se ha cercato di fregare a chi scrive l’ultima fetta di torta a colazione, ma cercheremo di perdonarlo! Ammirazione invece per Nicolò Veronese e Matteo Zampini, che hanno condiviso con noi le gioie (!?) di una bella birra geuze post lavoro!
Un grazie a tutti gli amici che sono venuti a trovarci anche da lontano, in primis Matteo e Martina. Lo sappiamo, l’avete fatto solo per il bere, ma ad una certa età un uomo deve imparare a non formalizzarsi e a guardare il risultato, no?
Un grazie anche a mia moglie Veronica che mi ha accompagnato in questa “trasferta”. Purtroppo non le è stato possibile seguire tutto il festival: avremo possibilità di rifarci!

Detto questo, vi informiamo che troverete sulla nosta pagina FB le altre foto dell’evento, taggatevi, cliccate, fate quel che volete, basta che le vediate!

A novembre, invece, vi aspettiamo ancora per scambiare due chiacchiere davanti a un bel bicchiere di whisky al Milano Whisky Festival, stesso luogo (Hotel Marriott) e stesso bar (stand Beija Flor). Per gli eventi presso la pasticceria, non disperate, stiamo lavorando per voi!

Prox articolo su queste pagine: il resoconto della degustazione live!

A presto, Davide & Sebastiano