Octomore 4.2 Comus

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: Octomore 5y 4.2 Comus

Gradazione: 61%

Prezzo: circa 350 euro

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Ragazzi che caldo! Per raffreddarci ci concediamo un bel whisky fresco, leggero, praticamente da aperit….no ahimè, oggi tocca ad uno dei whisky più torbati in circolazione, il famoso Octomore! Sopravviveremo?
Parliamo di torba e ovviamente siamo su Islay, presso la distilleria Bruichladdich. La nostra nel suo core range possiede 3 linee di imbottigliamento:
– Bruichladdich a zero torbatura
– Port Charlotte a elevata torbatura (40 ppm), paragonabile per intenderci ad un Laphroig o ad un Ardbeg
– Octomore, la cui torba può tranquillamente superare i 200 ppm (!!).
La selezione di oggi è una delle versioni più leggere, da soli 167ppm, un 5 anni denominata Comus. Creatura nata dalla mente del mitico Jim McEwan, prende il nome dal figlio di Bacco e Circe, scelta non casuale in quanto il whisky è stato sottoposto ad un finish in botti di Chateau d’Yquem.
Un enorme grazie a Alessandro P. per il, non sa quanto, gradito sample.
Torba e sauternes, abbiamo già l’acquolina, versiamo subito!

Colore: giallo paglierino.

Naso: il pungente dell’alcool si avverte leggermente, ma viene poi subito coperto giusto giusto da un “po’” di torba, stile gommista: un bel copertone sporco d’olio, che potete trovare dal vostro meccanico per intenderci. Possiede un lato salino, marino con alghe. Ecco poi il profumo che ha la legna umida dopo che ha finito di bruciare.
Mescolando il tutto, concedeteci la sinestesia, possiamo dire che, se esistesse un odore piccante, beh, questo lo è!
Accanto a questo lato dirty  però c’è un’anima mielosa, vellutata e vinosa. Ci facciamo un bel viaggetto ai tropici con ananas disdratato, mango e polpa di pesca noce. Come condimento finale una bella spolveratina di curcuma, cannella e zafferano.
Ossigenandosi aumenta il lato vegetale, sembrerebbe quasi linfa.

Gusto: mostra un lato dolce in bocca che dura solo un istante. Poi è tutta un’ esplosione, una piccante onda di sale, pepe e peperoncino: sì, decisamente pungente! La giovinezza del malto un po’ si sente, ma non è nulla di grave. Se il profilo si limitasse solo a questo però potrebbe dare fastidio, ma no panic! Ecco che ritorna in aiuto alle nostre papille la dolcezza del finish. Si ripropone la pesca del naso (sciroppata?), frutto della passione e ananas rosso. Appena deglutito c’è dell’uva moscata, è un lampo, ma molto evidente (per noi eh!). Una punta di menta dona freschezza al tutto. Abbiamo quindi una doppia anima, coerente col naso.
L’aggiunta di acqua ne aumenta la salinità, siamo in casa dei distillatori di Port Charlotte dopotutto. Un corpo avvolgente!

Finale: lungo e torbato. Resta una sensazione oleosa in bocca come dopo una abbuffata di noci (!). Si avverte ancora il sale del palato, ma in maniera più tenue.

Abbinamento: starebbe bene, anzi benissimo, con un risotto ai frutti di mare, ma il nostro consiglio è di berlo come whisky da meditazione. In ogni caso l’importante è averne nel bicchiere!

Commento finale: una eleganza e una delicatezza che non ti aspetti. Come sapete, non siamo dei fan dei finish in vino, ma il sauternes è sempre per noi una felice eccezione.
Temevamo un prodotto troppo costruito, per feticisti della torba. E’ anche questo, chiaramente, ma è un grande whisky, punto. Se Jim McEwan ci ha messo la faccia, qualcosa vorrà dire no ?
Peccato per il prezzo, limitiamoci a dire un po’ “costruito”, perchè è veramente molto molto buono! Guardiamo questo difetto chiudendo mezzo occhio e lo premiamo con un bel:

Voto: 9,0

 

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