Rock Oyster “Small Batch”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Blended Malt

Imbottigliamento: Douglas Laing, “Remarkable Regional Malts” serie, Small Batch Release

Gradazione: 43 %

Prezzo: circa 55 €

rock

Dopo il blend giapponese Taketsuru 17y, continuiamo oggi con un altro blend, stavolta tutto scozzese: parliamo del Rock Oyster imbottigliato dalla Douglas Laing. Quanta continuità e logica ineccepibile su queste pagine!
Il nostro roccioso whisky appartiene alla serie “Remarkable regional malts”, un progetto costituito da 5 referenze rappresentanti le caratteristiche generali delle regioni della Scozia da cui provengono. Il tutto ci viene “servito” senza colorazione o filtrazione a freddo.
Andando nello specifico, il Rock Oyster è una miscela di distillati provenienti dalle isole di Islay, Arran, Orkney e Jura. Ci piace riportare le parole di Fred Laing, il quale dice: “Se potessi selezionare solo un dram per trasportare l’appassionato di whisky nelle isole della Scozia, questo sarebbe il Rock Oyster”.
Sarà veramente così? Sbicchieriamo subito!

P.S. Anche a questo giro, ovviamente, niente mappa della distilleria avendo sempre a che fare con un blend.

Colore: giallo chiaro

Naso: mmm il ragazzo parte bene e coglie una nostra debolezza: adoriamo il mare e questo whisky, per farci felici, ci regala profumi di salsedine con delle punte di minerale. Yum! La torba non è invadente ed è accompagnata da olii essenziali della buccia di limone e di cedro. A concludere, resta un odore di legna spenta e del carbone bagnato. Un profilo semplice, forse banale, ma veramente ben amalgamato.

Gusto: oleoso, ma è al contempo fresco e leggero, grazie a una sensazone di pepe e di zenzero che donano freschezza. A dispetto di molti NAS che girano in questi periodi, il legno qua resta molto discreto permettendo al distillato, seppur chiaramente giovane, di esprimersi al meglio. Infatti in bocca si sente un bel malto ruspante accompagnato poi da tanti agrumi come limone, cedro e bergamotto.

Finale: medio lungo. Salato con una sensazione di “cerealoso” a ricordarci ancora la probabile giovane età del blend. Ancora una punta di fumo e di pera.

Abbinamento: banale sicuramente, ma bevetelo con le ostriche assolutamente. Ah, siccome certi personaggi reputano che sia sbagliatissimo come abbinamento per via della troppa potenza alcolica (ho visto un bell’attacco in proposito al collega IBR su Facebook), basta farsi furbi. Prendete l’ostrica con la sua acqua, aggiungete delle gocce di limone e altrettante di Rock Oyster. Diluito così, la gradazione scenderà per bene e…insomma provate e godete!

ostriche
Non vi basta? Vi copiamo paro paro dal sito della Douglas Laing la ricetta per prepararvi un bel “Rock Oyster Margarita“:

Create the ultimate seaside serve with 5cl Rock Oyster Island Malt, 3.5cl premium tequila, 2.5cl lime juice, salt & a wedge of lime.
1. Fill a shaker with ice & add the Rock Oyster, tequila & lime juice.
2. Shake until cold.
3. Strain into glass with half the rim damped with water, then dipped in salt & add lime wedge garnish.

Commento: fantastico rapporto qualità/prezzo. Per via del suo profilo marino, è semplicemente uno dei nostri blend preferiti, ottimo da solo, in accompagnamento e anche in miscelazione. Già che ci siamo, lo volete provare assieme agli altri blends regionali della DL? Questo lunedì (stasera!) ci sarà un evento tutto dedicato a loro by Milano Whisky Festival, quindi cosa volete che vi diciamo? Andate, bevete e studiate, cribbio!!

Voto: 8,7


 

Tasting notes:

Nose: a lot of saltiness, a non-invasive and mineral peat. We seem to feel the essential oils of lemon and cedar, yum! There is also unlit bonfire and wet coal. Simple, but well mixed!

Mouth: oily but fresh, light and “fizzy” thanks to pepper and ginger. Despite being a nas and despite the current “fashions”, the wood is very discreet. Malty, with still lemon and cedar.

Finish: medium long. It’s salty and malty with still a hint of smoke and pear.

Comments: fantastic quality/ price ratio. Because of its marine profile, it’s simply one of our favorite blends, great on its own, with foods and even in blending.

Score: 8,7

 

 

 

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Resoconto “Degustazione Douglas Laing”

Puntuale come le tasse a giugno, eccoci qua con il resoconto delle due serate “Douglas Laing”, che si sono svolte nel mese di Marzo presso la pasticceria Dolce Mente.

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Sono state due serate, ammetto, un po’ pesanti per chi scrive: ero (e sono, sigh!) con molte ore di sonno arretrato. Nonostante non fossi al top ho visto che vi siete divertiti e che, soprattutto, siate riusciti ancora una volta a sopportare la proverbiale loquacità del sottoscritto. E’ quindi d’obbligo ringraziare di cuore tutti voi per la vostra partecipazione e state tranquilli: ci metteremo subito al lavoro per organizzare la prossima serata.
Bando alla ciance e vediamo che cosa abbiamo/avete bevuto. Come d’abitudine, scriveremo la media delle vostre valutazioni e un nostro piccolo contributo. Vediamo!

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Linkwood:
Naso: 6,10
Gusto: 6,20
Finale: 6,05
Minirecensione: un malto morbido ed elegante, con sfumature di miele di castagno e frutta a polpa gialla, pesca in primis. Uno dei ragazzi presenti alla serata parlava anche di camomilla e noi non possiamo che concordare! Come siete diventati “studiati”, siamo fieri di voi! Voto: 86

Mortlach:
Naso: 4,80
Gusto: 6,60
Finale: 6,65
Abbinamento: 8
Una carbonara “scientifica”: se non sapete cosa sia la carbonara che ha commosso il web, cliccate QUA. Il lato sporco del Mortlach si sposava alla perfezione con il guanciale e il pecorino del piatto, nonostante la presenza degli amidi della pasta. Il tutto all’insegna del grasso e bello!
Minirecensione: sporco, terroso e solforoso al naso, nonostante l’invecchiamento in bourbon anzichè nel tradizionale sherry. Mortlach non si smentisce! Rivela in bocca tuttavia un lato dolce, quasi zuccherino con un finale di foglie di tabacco. Giovane, ma intrigante! Voto: 85

Bowmore:
Naso: 7,10
Gusto: 7,45
Finale: 7,10
Abbinamento: 7,90
Una monoporzione dove il protagonista, il limone, veniva presentato in 4 preparazioni diverse e affiancato alla menta per un tocco più fresco. Il Bowmore andava ad esaltare l’agrume rendendolo ancora più frizzante. Un mojito con il whisky!
Dlin dlon (pubblicità): troverete questo dolce in versione “torta” durante il periodo estivo, ma con l’aggiunta del pregiatissimo caviale di limone!
Minirecensione: generalmente i Bowmore post 2000 tendono alla frutta tropicale come profilo, qua invece facciamo un tuffo negli anni 90, dove ad essere protagonista era l’aroma di limone di cui sopra. Torba delicata, raffinata, così come il fumo, mai esuberante. Leggermente salino, Bowmore conferma ancora una volta di essere “l’elegantone” di Islay. Voto: 88

Come vedete, anche a  vostro giudizio è risultato vincitore Bowmore ed, essendo il nostro torbato preferito, non possiamo che esserne felici! Un pò di tifo ci sta sempre.
Una menzione va al naso del Morlach, che ha spaccato in due la platea: odio o amore, come si leggeva dalle vostre schede. Il palato al contrario ha messo d’accordo tutti.

Sulla nostra pagina Facebook troverete le foto delle serate e anche qualche chicca spiritosa che ci avete lasciato sui fogli (sappiamo chi siete, la pagherete!).
Tornando seri, prima di salutarvi è doveroso ringraziare l’importatore italiano di Douglas Laing “Fratelli Rinaldi” e il loro rappresentante di zona Carmelo M. (che piacere rivederti dopo tutti questi anni!) per averci procurato le bottiglie.

Da settimana prossima torneremo con le nostre recensioni, restate sintonizzati!

A presto, Davide e Sebastiano

Degustazione “Douglas Laing” 2018 – SOLD OUT

Per la prima degustazione dell’anno abbiamo scelto per voi i whisky del famoso imbottigliatore scozzese”Douglas Laing”.
Siamo riusciti a trovare tre intriganti bottiglie della loro gamma “Old Particular” che,siamo convinti, non vi deluderanno assolutamente.

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Nel dettaglio avremo:

– Dalla regione dello Speyside: Linkwood 21y 51,5 % solista
– Sempre dallo Speyside :Mortlach 12y 48,4 % accompagnato da pasta alla carbonara
– L’elegantissimo torbato della serata: Bowmore 15y 48,4 % servito con la nuova “tarte au citron” del nostro pasticcere
Spoiler: gli abbinamenti sono clamorosi!

Relatore: Sebastiano Segalla

L’evento, come di consueto, si svolgerà in due serate, ciascuna con 16 posti disponibili, presso la pasticceria Dolce Mente:

– venerdì 9 marzo ore 21    SOLD OUT
– venerdì 16 marzo ore 21  SOLD OUT

Costo: 28 €

Vi preghiamo di indicare la serata a cui vorrete partecipare e di lasciare un acconto di 10€ in pasticceria a conferma della prenotazione.

Grazie a tutti e a presto: con questo freddo bisogna scaldarsi!

Davide & Sebastiano

Longmorn 18y Old Particular

Scheda Iniziale :

Distilleria : Longmorn

Imbottigliamento : Douglas Laing “Old particular” 18Y old,  cask 10051               

Gradazione : 48,4 %

Prezzo : sui 120 euro

longmorn


Eccoci con la nostra prima recensione: dalla regione dello Speyside il ” gioiello nascosto “, come viene spesso definito, Longmorn. La maggior parte della produzione della distilleria confluisce nel blended whisky Chivas, ma per nostra fortuna sono in commercio anche degli imbottigliamenti sia ufficiali che indipendenti, seppur non in grande quantità (da cui il soprannome).
Oggetto del tasting di oggi è proprio la bottiglia di un indipendente, la ” Douglas Laing & Co ” di Glasgow. Fondata  nel 1948 oggi è in mano a Fred Douglas, a cui si deve la creazione della gamma “Old Particlular”, dove vengono presentati imbottigliamenti non colorati e non filtrati a freddo, in modo da mantenerne il sapore il più intatto possibile .
E’ una delle 322 bottiglie che provengono dalla botte 10051 della Longmorn. Nello specifico si tratta di un refill Hogshead invecchiato 18 anni. (In sostanza vuol dire che già la botte Hogshead aveva contenuto un altro tipo di whisky per un certo numero di anni. Poi è stata svuotata e quindi poi riempita con un nuovo whisky. Si opera in questa maniera affinchè il legno che contiene il distillato ne influenzi meno il sapore, avendo già donato molti aromi al primo riempimento. Non è una cosa positiva o negativa, è solo una questione di gusti/scelte).
Una nota storica : la distillazione di questo whisky risale al 1994, anno in cui a Longmorn abbandonano il riscaldamento diretto degli alambicchi per il più moderno riscaldamento a vapore.

Aspetto: giallo paglierino

Naso: al primo impatto miele, limone, spezie orientali, nella fattispecie zenzero, e un delizioso profumo di babà al rhum. Appetitoso!
Facendolo respirare si avverte anche del latte di mandorla, veramente molto curioso.
Il tutto potrebbe sembrare troppo dolce, ma fin dall’inizio ci accompagna una nota vegetale erbacea e una non indifferente punta di olive nere che dona contrasto e non stufa (a patto che piacciano le olive nere!).

Gusto: molto dolce ed elegante, con un incipit di pesca e miele, è quasi sciropposo. Ma è solo un attimo.
Di colpo poi effettua un cambio di rotta e vira, potremmo dire, quasi sul frizzante, diventando molto fresco. Ripropone alla bocca quello che il naso già suggeriva con un bel contrasto fra note dolci ed erbacee. Ancora limone e pepe.

Finale:  limone e zenzero, poi torna ancora l’erbaceo che lascia in bocca un amaro leggero e gradevole che ti invoglia a iniziare a bere di nuovo. Ecco: questa sensazione ricorda molto una birra IPA .

Commento finale: un whisky dalla doppia anima, molto fresco e gradevole senza risultare stucchevole.

Voto: è un bravo ragazzo questo whisky ….quindi gli diamo un meritato 82!

Un grazie all’enoteca  “Cremavini” per averci trovato la  bottiglia!