Food pairing “inverso”

Durante il Milano Whisky Festival abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona Valentina Malcevschi e suo marito Andrea. Sono le menti dietro ad un progetto whiskoso in dirittura d’arrivo e su cui sarà necessario tutto un articolo dedicato per farvelo conoscere bene: restate sintonizzati, sarà una cosa spettacolare e utilissima al contempo!
Tornando a noi, questa visita è stata gradita oltremodo. Ci hanno portato infatti dei prodotti  tipicamente valdostani assieme ad un guanto di sfida: dovevamo trovare dei whisky da abbinarci! Di solito noi partiamo dal distillato e non dal cibo, quindi, attirati da una possibile unione “Valle d’Aosta & Scozia”, ci siamo buttati a capofitto in questo gioco. Buona lettura!

valle.jpg

Fromadzo valdostano: a differenza della Fontina, che tutti noi conosciamo, questo formaggio risulta più magro. Derivante principalmente dal latte di vacca (è ammessa infatti una piccola percentuale di latte di capra), non viene servito fresco, ma solo dopo una maturazione che varia da un minimo di 60 giorni fino ad un massimo di 6 mesi. Il fromadzo provato da noi era nella versione senza erbe di montagna.

Abbinamento: sono tanti i whisky a onor del vero che possono accompagnarsi con questo formaggio. Veramente versatile, a noi è piaciuto particolarmente con il Balblair OB, in versione ex bourbon, un nostro feticcio. Ne viene esaltato il profilo dolce e piccante, lo promuoviamo quindi a pieni voti!



Lardo di Arnad alle erbe:
come potrete intuire dal nome, è un prodotto di salumeria che viene sottoposto ad un procedimento di stagionatura con sale e aromi.  L’aspetto più importante in realtà per valorizzarne il gusto saporito e particolare  è sempre il solito quando si parla di carni: l’alimentazione dell’animale. Per il nostro simpatico maiale niente mangimi preconfezionati, ma solo castagne e ortaggi. Insomma, come si faceva una volta. Come base per la preparazione si utilizza il lardo del dorso o della spalla di un maiale di età non inferiore ai 9 mesi con un peso minimo di 160 Kg,

Abbinamento: quando eravamo in Alsazia avevamo già testato..ehm sul campo…come certi Caol Ila dessero il meglio di sè con certe varianti non ufficiali del Munster. Da qui l’idea di questo abbinamento e funziona alla stragrande, con il lato vegetale del Caol Ila che si armonizza con le erbe del lardo e la parte fumosa/marina/dolce con la parte grassa. Va provato, chiudendo un occhio per una volta alle calorie! Noi l’abbiamo assaggiato con un generoso sample di Caol Ila 20y a gradazione piena, gentilmente regalatoci dal nostro amico di “A song of ice and whisky



Boudin:  
prodotto di salumeria che affonda le sue origini a quando, alle popolazioni di montagna, serviva un cibo che fosse calorico, che durasse a lungo e i cui gli ingredienti fossero di facile reperibilità. Nasce così questo insaccato a base di cubetti di lardo di maiale e patate bollite cui vengono aggiunti sangue bovino o suino, vino e aromi locali. Fondamentale la presenza della barbabietola che, oltre a donare il colore caratteristico del Boudin, ha la funzione di apportare un’ulteriore carica di minerali e zuccheri oltre ad essere un ottimo conservante naturale.
E’ interessante il fatto che si possa consumare sia freddo che caldo.

Abbinamento: carne ehm…decisamente rossa e condita con vino. Qua ci vedremmo bene un ex-sherry tendenzialmente morbido, niente distillati  astringenti. Fra l’altro, come ci ha insegnato il cuoco del Barba di Milano, l’abbinamento sherry-barbabietola è vincente. Abbiamo optato allora per il Glenrothes 11yo 53% della Valinch&Mallet che risulta, eufemismo, pericolosamente beverino!



Toma valdostana: 
formaggio a pasta semidura di latte di vacca che da il meglio di sè dopo una lunga stagionatura. Capita spesso che venga venduta fresca, per ovvie ragioni di costo, ma per fortuna non era il nostro caso. L’aggiunta di peperoncino valorizza la piccantezza naturale della toma. Un prodotto semplice, ma al contempo interessante!

Abbinamento: ecco, abbiamo voluto fare gli spocchiosi? Qua ci siamo trovati un po’ in difficoltà a trovare qualcosa di “diverso” che valorizzasse a dovere il formaggio con le sue spezie. Poi il lampo di fortun….ehm di genio: un whisky che avesse fatto un finish in vino. Con un ma! Testato sul campo, un distillato passato in botti di Amarone dava un matrimonio leggermente sbilanciato. Abbiamo optato quindi per un qualcosa leggermente più elegante: Strathmill 20y con finish in Chateau Lafite di Cadenhead. Risultato cla mo ro so!


Alla fine ci siamo salvati in extremis e pensiamo di aver portato a casa il risultato. Un grazie ancora a Valentina per questo gioco divertentissimo e rilanciamo la cosa ai nostri lettori: se avete altri prodotti da abbinare, non ci tireremo indietro, noi abbiamo sempre fame! Ricordate, lo facciamo per voi!

Per concludere, ci sentiremo settimana prossima per -SPOILER-  una bella carellata di whisky irlandesi! Stay tuned!

 

Annunci

Port Charlotte 10y Heavily Peated

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: OB, Port Charlotte, Heavily Peated, 2008 – 2018

Gradazione: 50 %

Prezzo: circa 60 €

Immagine

Mentre eravamo al WhiskyRevolution Festival di Castelfranco, ci siamo imbattuti nel nuovo Port Charlotte Heavily Peated. Parliamo della versione torbata di Bruichladdich, già solo per questo la nostra bottiglia è meritevole di attenzioni. Per i nerd del whisky, qua viaggiamo spediti verso le 40ppm, mica bruscolini! E’ il primo rilascio OB con l’età dichiarata in etichetta e per l’occasione hanno rinnovato il design delle bottiglie,  decisamente originale e che balza subito all’occhio: sarà bella? Sarà brutta? A noi poco importa, versiamo e andiamo a vedere com’è il contenuto!
Un grazie al caro Diego di WhiskyItaly per il gentilissimo campione!

Colore: giallo pallido

Naso: ok, siamo su Islay, bello oleoso e con un’evidente brezza marina. Pochi secondi dopo fa capolino un copertone di torba, quasi alla Ardbeg. E’ presente della frutta che stempera come il lime, l’ananas e una grattata di buccia di cedro. Ossigenandosi diventa più dolce, pur restando grasso, quindi andiamo con una crema pasticcera al limone e della vaniglia. Che sia chiaro però, il tutto resta comunque avvolto da fumo e dalla torba.

Gusto: oleoso, eppure al contempo fresco e limonoso. Il mare è presente con sale e alghe e da bravo isolano ci porta anche tanto fumo e catrame. Pepe verde? Resta una nota dolce, tipo succo d’ananas. Semplice, lineare, senza sbavature.

Finale: medio lungo con erba, zenzero e albicocca acerba. Resta un leggerissimo sentore di plastica e cenere.

Abbinamento: un erborinato stagionato. Giusto per variare, vi consigliamo di provare il nostro Port Charlotte con un cabrales spagnolo.

Commento finale: stabilito che noi lo avremmo preferito paradossalmente con meno torba, sempre a nostro avviso risulta comunque migliore di altri suoi pari entry level di Islay (oddio a quasi il doppio del prezzo però!). Non complessissimo, ma se è la torba quello che state cercando, beh, qua potreste trovare facilmente il Nirvana. Noi invece concordiamo con quei diversamente alcolizzati dei Facili, e quindi il voto sarà…

Voto: 8,5



Tasting notes
:

Color: pale yellow.

Nose: ok, we’re on Islay, nice oily and with a clear sea breeze. A few seconds later it appears a tire of peat, almost Ardbeg’s style. There are some fruits which soften the situation such as lime, pineapple and a scratch of cedar peel. Oxygenating it becomes sweeter, while remaining fat; after that we have custard with lemon and vanilla. Just to be clear, the whole thing is wrapped in peat and smoke.

Mouth: oily, yet fresh, with hints of lemon. The sea is present with salt e seaweeds and, since it’s a good islander, it also brings us a lot of pepper and tar. Green pepper? It remains a sweet note, like pineapple juice. Simple, linear, without smudges.

Finish: medium-long, with grass, ginger and unripe apricot. Aslight hint of plastic and ash remains.

Food Pairing: a blue cheese, a Spanish cabrales for example!

Comment: we would prefer it with less peat, but it’s better than many of his entry-level peers of Islay (but at twice the price!). Not very complex, but it’s well done: if you love peat, this is a “Nirvana” for you!

Score: 8,5

 

Springbank 21y “SMWS” 27.112

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento: SMWS, 27.112, “A broadside cannon barrage”, 1996 – 2017, 1st Fill Ex-Sherry Butt

Gradazione: 54,7 %

Prezzo: circa 320 €

spring

Il Milano Whisky Festival si è concluso decisamente in maniera positiva. Adesso lasciateci ancora un po’ decantare e poi potrete leggere il nostro entusiasmante (?!?) resoconto. Come anticipazione, è doveroso segnalarvi la “riapparizione” della SMWS al suddetto evento. E altrettanto doverosa era una nostra visita per vedere cosa avevano da offrire al pubblico assetato. Ragazzi, c’erano degli autentici pezzi da 90. Decidiamo di provare uno Springbank di 21y, il 27.112, “a broadside cannon barrage”, ‘na robetta da tutti giorni insomma. Giusto per rinfrescarci la memoria, ci autocitiamo: “il primo numero rappresenta la distilleria secondo l’ordine temporale di imbottigliamento della SMWS, il codice dopo invece è il numero di single cask finora da loro selezionati”.
Bien, detto questo, sarà veramente una cannonata? Andiamo a scoprirlo insieme!

Colore: ambra scura.

Naso: che potenza. L’alcool si sente, ma esalta questa sensazione! Elementi minerali (pietra focaia?) e terrosi vengono avvolti da cioccolato fondente, pepe nero e melassa. C’è della spremuta di frutta rossa , anzi frutti di bosco, anzi more! Non si ferma e in questa pienezza possiamo trovare cuoio bagnato, olio di  motore e aceto balsamico.
Ma dategli ancora tempo e comincerà ad uscire un fumo di plastica bruciata e un grasso lucido di scarpe. C’è anche una punta di marino, oddio uova di pesce. Non possiamo rinunciare alla nostra castroneria settimanale, no? Miele di melata a chiudere il tutto! Poteva essere semplice e diretto, invece ci sono mille sfaccettature!

Gusto: sbadabamm parte due! Una spremuta di arancia rossa dolce, bella ricca e solo leggermente aspra e astringente. Ecco che poi arriva il lato dirty made in Campbeltown: l’arancia vira in arancia amara e si sente una sensazione pazzesca di terroso, con plastica e fumo! A fare da contraltare, ed è qui che ritorna la botte, andiamo con liquirizia, cola e sciroppo di tamarindo. Insomma, sentori di sherry sporco. Ha degli elementi che ricordano certi liquori alle erbe. Datecene ancora!

Finale: lungo, meravigliosamente minerale e fumoso. Ci pare di sentire del balsamico, anzi no, della canfora e un po’ di solvente. Ancora arancia rossa!

Abbinamento: godetevelo da solo! Oddio, con questo freddo però…ma sì, diamoci dentro! E’ superbo con uno zampone o con un cioccolatino fondente ripieno con albicocca e fava di tonca! #ciaopoveri

Commento finale: fantastico! La cosa impressionante è come una botte superattiva dopo 21 anni sia riuscita non solo a non sopraffare il distillato, ma addirittura ad esaltarlo. Non è un whisky per tutti, se fosse un vino sarebbe un Amarone, tenete bene a mente questo.  Il cannone era in effetti un cannone. Considerando che a noi questa potenza e questo “sporco complesso”  ha esaltato non poco, lo premiamo con un meritatissimo…

Voto: 9,1



Tasting notes
:

Color: dark amber

Nose:powerful! We can feel the alcohol, but it exalts this feeling! Mineral (flint stone?) and earthy elements are wrapped by dark chocolate, black pepper, and molasses and blackberries! Again: wet leather, motor oil and balsamic vinegar.
We wait and a burnt plastic smoke and a shiny shoe grease appears. Slightly marine, perhaps fish eggs. He ends up with honeydew to close everything!

Mouth:powerful again! A sweet red orange juice, beautifully rich and only slightly sour and astringent. Then it comes the “made in Campbeltown” side: you feel a crazy feeling of earthy, with plastic and smoke! Finally here the barrel returns with liquorice, cola and tamarind sciropppo. It has some elements reminiscent of some herbal liqueurs. We still want it!

Finish: long, wonderfully mineral and smoky with camphor and a little solvent. Still red orange!

Food Pairing: amazing with a traditional italian “cotechino and zampone” or with a dark chocolate filled with apricot and cocoa beans.

Comment: fantastic! An active cask that does not cover the distillate, but exalts it. A real “cannon”. Not for everyone, but really intriguing!

Score: 9,1

 

 

A Tutta Torba 2018

Vi segnaliamo l’ irrinunciabile appuntamento romano per gli amanti della torba! Fra l’altro cade nel mese di dicembre e cosa c’è di meglio di un buon whisky per scaldare i nostri cuori gelati dalla neve? Ma una bella sezione dedicata ad una delle nostre distillerie preferite, Bowmore! Leggete sotto e capirete cosa intendiamo!  

A TUTTA TORBA 2018 logo.jpgWhisky torbati
terza edizione
Roma, domenica 2 dicembre 2018

h. 15:00 – 24:00
c/o Chorus Cafè
(via della Conciliazione, 4)

A Roma la terza edizione di “A tutta Torba!”, giornata organizzata da Roma Whisky Festival dedicata interamente ai whisky torbati con centinaia di etichette in degustazione, un collector’s corner, il Bowmore Cocktail Bar tutto al femminile e la novità della ”Bowmore Room Experience”

Ingresso gratuito previa registrazione con gettoni per consumazioni
Si tiene a Romadomenica 2 dicembre 2018, presso il Chorus Cafè (via della Conciliazione, 4), a partire dalle ore 15:00 e fino a mezzanotte, la terza edizione di “A Tutta Torba!”, evento dedicato interamente ai whisky torbati, con centinaia di etichette ed espressioni per tutti i palati, bottiglie vintage e rare da assaggiare al collector’s corner, un’area cibo affidata allo street food romano del Maritozzo Rosso. L’evento, organizzato dalla direzione artistica di Roma Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano – la cui ottava edizione si terrà a Roma il 2 e 3 marzo 2019, è aingresso gratuito e con gettoni a consumazione, previa registrazione sul sitowww.romawhiskyfestival.it o in loco.

Appuntamento da non perdere sarà quello con la miscelazione e in particolare al Bowmore Cocktail Bar, partner esclusivo della manifestazione, con i cocktail inediti preparati a base Bowmore Nr1 e 12yo da quattro note barladies romane: Solomiya Grystychyn del Chorus CafèGiulia Castellucci diCo.So. Cocktail & SocialMichela Scalzo di Freni e Frizioni e Roberta Martino del PalazzaccioSpazio anche al food, con le eccellenze del Maritozzo Rosso, tipico maritozzo dolce romano farcito con le eccellenze della gastronomia romana e non solo e da abbinare ai propri torbati preferiti. Non mancherà poi come tutti gli anni, in collaborazione con lo shop Whisky & Co, la possibilità diacquistare numerose bottiglie presenti. Non mancherà anche in questa edizione il collector’s cornercon una trentina di bottiglie rare di whisky tra cui spiccano un Ardbeg 1974 Spirit of Scotland – 500 Years of Scotch Whisky, Limited Edition; un Bowmore 1980 – 21YO Dun Bheagan Collection; unTalisker 25YO imbottigliato nel 2007 e uno Springbank 15YO Sherrywood – Tim Nichools & Markku Sauvala selection. Bowmore sarà inoltre presente con una release 19yo invecchiata in botti di quercia francese ex-Chateau Lagrange, in vendita unicamente per il mercato di Amazon, oltre alle release Small batch, 12yo, 15yo, 25yo e 19yo.

A Tutta Torba – sottolineano i direttori artistici di Roma Whisky Festival – giunto ormai alla sua terza edizione si conferma sempre più un momento di incontro per i whisky lovers italiani amanti dei torbati. Anche per questa edizione intendiamo offrire al nostro pubblico l’opportunità di assaggiare centinaia di etichette in uno dei “salotti” più belli della Capitale, una giornata all’insegna del buon bere fumoso… Assoluta novità per questa edizione sarà però la Bowmore Room Experience, uno spazio sensoriale dove il visitatore verrà catapultato all’interno della distilleria tra immaginisuoni,profumi e tasting”. Si ringrazia per la partecipazione straordinaria Bowmore, del gruppo Martini & Rossi. Partner dell’iniziativa Whisky & Co, Bartales, Maritozzo Rosso e Chorus Cafè.

A TUTTA TORBA5 piccola.jpg
Roma Whisky Festival 
(prossima edizione 2 e 3 marzo 2019 nella ormai consueta location del Salone delle Fontane all’Eur) si consacra ormai da anni come uno degli appuntamenti internazionali più importanti di settore, un evento che promuove la valorizzazione e la diffusione della cultura del whisky attraverso un approccio basato sull’interazione tra business, formazione ed entertainment.


Per maggiori informazioni:
www.romawhiskyfestival.it
info@romawhiskyfestival.it
tel. 06 32650514


Ufficio Stampa:
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089

Dal nostro quartiere generale per ora è tutto!
A tal proposito gli aggiornamenti al sito riprenderanno dalla prossima settimana: per ingannare l’attesa vi aspettiamo per due chiacchiere davanti ad un bicchiere di whisky questo sabato e domenica al Marriott Hotel: Milano Whisky Festival is incoming! 

Davide & Sebastiano 

Intervista “Atlas Whiskyteca & Rumteca”

Per portare un po’ di novità sul sito, invece di parlare al solito di bottiglie di whisky, andremo a parlarvi di un locale che…vende whisky! Contenti, vero?
Siamo nella grassa e felice Emilia Romagna, a Valsamoggia, nella tana di Lorenzo Lutti, proprietario del locale “Atlas Whiskyteca & Rumteca“.  Si è affacciato in maniera decisamente efficace nel mondo dei distillati, ma non stiamo qua a perdere tempo, lasciamo gli onori e le presentazioni di casa allo stesso Lorenzo.

1

Ciao Lorenzo, presentati a noi: chi sei, da dove arrivi, ecc ecc
Erano le 19.00 quando emisi il mio primo vagito, nel lontano 1988. Capii subito una cosa, l’aperitivo non sarebbe arrivato prima di qualche ora. Emisi il mio secondo vagito. Nell’Emilia, terra di salumi e gastronomia, nemmeno un buffet mi era stato preparato, il tutto nonostante  la mia famiglia fosse legata, e tutt’ora lo è, al mondo del vino. Fui comunque cresciuto all’insegna del “bevi e mangia che è buono”: crearono un mostro e passarono gli anni.
Ricercando quel qualcosa in più, anche mentre i miei compagni celebravano Bacco con imprecisati alcolici da discount ai quali spesso mi univo, conobbi il mondo dei distillati…e fu amore. Dopo aver frequentato antropologia, decisi di aprire la mia prima attività: un negozietto con birre, vini e distillati.
La strada era buona, ma non perfetta e la parola d’ordine al giorno d’oggi per sopravvivere è una: specializzazione.

Come si è formato allora il tuo locale attuale?
Iniziai a far sparire birre e vini, dando sempre più spazio a whisky e rum, studiando e leggendo libri e blog. Avevo infatti denotato un vortice d’ignoranza sul quale una fetta di  gestori ma anche di operatori del settore si appoggiavano o che addirituttra cavalcavano chi per scelta, chi per mancanza di formazione.
Col senno di poi, mi prenderei a badilate ripensando a quanti soldi spesi in bicchieri e bottiglie di cui ora possono riconoscere un effettivo valore. Decisi di rivolgermi anche come “fornitore” ad altre attività, fornendo servizi (seconda parola d’ordine nel mercato odierno) come stesure di carte di degustazioni, aiuto per la creazione della bottigliera e delucidazioni varie quando richiesto. Ricevendo sempre più richieste per degustazioni, corsi o semplicemente “posso venire qui la sera e sfondarmi di whisky?”, questo settembre abbiamo ampliato il “negozio” con un banco e aree di sosta sotto forma di morbidosi divani inglesi. Tuttavia abbiamo mantenuto invariata la nostra attività principale: la vendita di bottiglie a privati o altri operatori, sia fisica che online.

Che cosa può trovare da bere te un avventore? Oltre alla cocacola eh!
Già dalle nostre insegne “Whiskyteca e Rumteca” abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sul distillato, abbinandolo ad una proposta culinaria classica: taglieri, tartare e crostini.  Per scaldare i motori abbiamo in mescita circa 100 whisky e 50 rum (in più qualche altro centinaio chiuso sugli scaffali), la maggior parte di indipendenti, single cask , rarità ed è in cantiere un reparto vintage.
L’altra nostra peculiarità è un divertimento vero e proprio: l’abbinamento del distillato a salumi, cacciagioni, formaggi e pesce o piatti complessi creati da chef nostri amici per determinati eventi.
Abbiamo deciso di creare solo 30 posti, per poterci dedicare alla comunicazione e alla cura del cliente: siamo un equilibrio tra formale ed informale, dove le barriere relazionali vengono ridotte ai minimi termini per rendere caldo e accogliente la visita e cogliere meglio il bicchiere.
La mia utopia è creare una formula per un whisky-rum bar che sia sostenibile senza doversi appoggiare troppo alla vendita o a vini, birre e mixologia, ma credo ci vorranno anni. Botti di anni.

3

Hai delle bottiglie di cui sei fiero di avere?
Non particolarmente, tendo a bere o fare bere! Su due piedi direi la collezione “Valhalla”  di Highland Park, solo per la mia fissa per le cose simil vichinghe, poichè non è propriamente di valore (parliamone! n.d.A.). Per il resto, preferisco mettere in un bicchiere o farci una serata sopra, diciamo che sono fiero di ciò che mensilmente apro. Per dirla tutta, è in cantiere l’idea di imbottigliare qualcosa sotto nostra etichetta. Attualmente ci appoggiamo alla “Valinch & Mallet” di Davide Romano e Fabio Ermoli dove sotto alcune delle loro bottiglie sarà presente una sotto etichetta “Selezionato per Atlas – Whisky & Rum company”. In futuro potrebbe uscire qualcosa di totalmente nostro (ci fa l’occhiolino).
Nel corso del tempo vorrò dare sempre più spazio agli indipendenti e alle loro selezioni: mi piacerebbe che ogni singola bottiglia o bicchiere vissuto da noi diventasse un’esperienza unica e inimitabile, come un viaggio. Potrete rifarlo 10 volte nella stessa zona, ma non sarà mai uguale. Da qui il nome ” Atlas”, un atlante da esplorare dove tutto scorre e ogni visita non sarà mai replicabile .

Rapporto con la mixology?  Detto anche: ” Ci fai una Caipirinha alla fragola?”
La mixologia non è mai stato un mio interesse, ma con l’apertura serale ho ingaggiato un bartender di fiducia, Antonio Bonavena, dove le sue creazioni mettono in risalto principalmente il distillato, andando quindi a modificare il dosaggio consono dei vari cocktail.
Il secondo compito di Antonio è quello di evitare che mi denuncino quando davanti alla nostra bottigliera qualcuno se ne esca con un ” che ciai tipo caipiroska alla fragola?” ed inizi a menomare alla cieca. Il mio rapporto con questo tipo di drink, come i cicchetti, penso sia abbastanza chiaro.
Crediamo molto nella qualità: il nostro rum bianco di linea è il “Veritas” di Velier, col quale si sbizzarrisce per creare le miscele della casa, ma abbiamo talmente tanti di quei fuori carta di cui ormai abbiamo perso il conto.
Abbiamo una selezione ciclica di gin che presentiamo in quattro modalità di servizio diverse e un reparto liquoristico sempre dinamico in base alle alchimie richieste.

Per i fumatori hai previsto qualcosa?
Essendo un neofita del fumo lento, una nostra sala è adibita al fumatore e stiamo cercando di ottenere il patentino per la vendita, per ora consigliamo sempre di portarsi dietro il proprio sigaro o tabacco preferito.

Argomento a cui noi teniamo tantissimo e che abbiamo toccato prima: la importanza al food pairing! Dicci ancora qualcosa!
Come detto prima, è importantissimo perchè divertentissimo, sia per chi lo propone e pensa anche per chi ne usufruisce. Per garantire questo servizio disponibile ogni sera abbiamo creato ” Atlas Experience”: una degustazione di 3 distillati importanti a 2 cl con abbinamento appositamente creato a 30 euro.
Vi faccio un esempio: avete mai provato uno Shropshire affogato in Porto e ricoperto di uve di Corinto insieme ad un bel whisky, magari una torba finita con qualche cask bello vinoso?  Douglas Coupland, uno scrittore canadese famoso per il suo libro “Generazione X”, disse che tutti vogliono andare in paradiso e nessuno morire, credo si riferisse a questo.

2

Ultima domanda per scatenare un putiferio: ma tu preferisci il rhum o il whisky ?Bella domanda! A Gerasa un uomo fu posseduto dal demone Legione, così chiamato poichè era una moltitutine di diavoli, diciamo che analogamente bevo una moltitudine così differente di distillati in modo da provare sempre cose nuove. Dipende dalla serata, dalla compagnia, mood ecc. ecc.. Ecco a cosa mi è servita l’Università: a schivare domande come questa (ride) !

Noi ringraziamo Lorenzo per il tempo concessoci…e anche per i sorrisi che ci ha strappato questa chiacchierata! Verremo presto a trovarti, abbi fede!

Detto questo, noi invece aspettiamo tutti voi poveri lettori al MWF 2018 per questo fine settimana! Cominciate a scaldare i motori!

Davide & Sebastiano

 

 

 

 

 

 

 

Kilkerran 11y “Cadenhead”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Kilkerran

Imbottigliamento: Cadenhead, serie “Wood Range”, 2007-2018, ex-sherry

Gradazione: 58,1 %

Prezzo: circa 90 €

kilk

Quando eravamo al festival di Castelfranco la nostra attenzione era caduta su una bottiglia a dir poco interessante: il primo single cask di Kilkerran, sherry, a gradazione piena e imbottigliato da Cadenhead! Ok, in realtà sapevamo già della sua esistenza qualche settimana prima, ma l’incipit era per creare un po’ di pathos! Certo è che, ritrovandocela davanti, non potevamo di certo lasciarcela sfuggire. Ma come ha fatto Cadenhead a mettere le mani su questa singola botte? Ricordiamoci che il suddetto imbottigliatore è di proprietà di Springbank, che a sua volta è sempre proprietaria di Kilkerran. Siamo di fronte quindi ad un tipico caso di “ti piace selezionare facile”, ma noi non ci formalizziamo e assaggiamo incuriositi, giusto?

Colore: ramato.

Naso: caspita caspita! Caldo e morbido con uvetta, ciliegia e arancia. Tende poi verso profumi più complessi come caramello salato, marsala e del miele di castagno in purezza. Ossigenandosi, diventa ancora più dirty: è tutta una girandola fra aceto balsamico, argilla, fumo polveroso e  pigna che brucia!  La moglie di chi scrive dice di sentirci anche dello scarpone sporco (niente facili battute, please!). Veramente particolare. Possiamo sparare anche la nostra castroneria settimanale? C’è un lato caldo che ci ricorda certe fragranze maschili a base di ambra grigia e muschio: un whisky virile! Tornando quasi seri, possiamo definire questo “naso” come pastoso? Assolutamente.

Gusto: non ce lo saremmo aspettati, sembra una torta “foresta nera”, con la sua amarena, il suo kirsch e quella bella senzazione di grasso in bocca. Poi il nostro Kilkerran ci ricorda di provenire da Campbeltown, diventando dapprima carnoso, poi addirittura sulfureo. E per non farci mancare nulla, tanta fuliggine e nafta appena deglutito. Giusto per la cronaca, i cinquantotto gradi quasi non sono pervenuti! Ehi, ci semba di sentire anche dell’eucalipto. Anche qua col passare del tempo va quasi in secondo piano il lato dolce per far posto ad uno più sporco.

Finale: medio lungo. Ritorna il balsamico, per poi lasciare in bocca un sapore salato e affumicato. C’è un leggero amaro, ma non è nulla di grave o fastidioso.

Abbinamento: ok, è probabile che qualcuno storcerà il naso, ma fidatevi! Questo Kilkerran con un bel rognone, come dicono a Roma, è la morte sua. Giuseppe Bertoni, se ci stai leggendo, sai cosa ci devi cucinare la prossima volta che veniamo all’Irish Pub Mulligans!

Commento finale: decisamente un whisky particolare. Se siete alla ricerca di un qualcosa di morbido e pulito, fuggite via di corsa! Volete qualcosa di intrigante, particolare, diciamo pure “freak”? Beh, siete al posto giusto! In ogni caso, non vi lascerà indifferenti. Già che siamo in argomento, il punteggio finale è  ancora più del solito risultato da una media dei nostri giudizi, fra chi l’ha apprezzato di meno e chi di gran lunga di più. Cercate di capire bene cosa state cercando quando avrete questa bottiglia davanti!

Voto: 8,8


 

Tasting notes:

Color: copper

Nose: warm and soft with raisins, cherry and orange. Then it tends towards more complex aromas such as salted caramel, marsala and pure chestnut honey. By oxygenating, it becomes even dirtier: balsamic vinegar, clay, dusty smoke and burning pinecone! Dirty boot (no easy jokes, please!). There is a warm side, which reminds us of certain masculine fragrances based on ambergris and musk: a manly whisky!

Mouth: fat, like a “black forest” cake, with sour cherries and kirsch. Then it becomes dirty, meaty, even sulfurous. So much soot and naphtha as soon as it’s swallowed. Still eucalyptus. Intriguing!

Finish: medium long. It returns the balsamic, then it leaves a salty and smoked taste in the mouth. There is a slight bitterness, but it is nothing serious or annoying.

Food Pairing: kidney!

Comment: if you love old-style dirty whisky, this is perfect for you!

Score: 8,8

 

 

 

Milano Whisky Festival 2018

Ci siamo, ci siamo! Novembre si sta avvicinando e con questo anche il nostro amato Festival: vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale. Oggi il meteo ci annuncia l’arrivo delle basse temperature, quindi questa occasione è perfetta per riscaldare i nostri stomaci e soprattutto i nostri cuori! Accorrete numerosissimi, mi raccomando!

MILANO WHISKY FESTIVAL and FINE SPIRITS:

MILANO WHISKY FESTIVAL 2018_1

celebriamo insieme

il distillato più amato

(Hotel Marriott – Via Washington 66 – Milano, 10-11 Novembre 2018)

Un altro autunno alle porte e, per celebrare la stagione della convivialità, dei colori caldi e dei profumi intensi, diamo il benvenuto alla tredicesima edizione del Milano Whisky Festival.

MILANO WHISKY FESTIVAL 2018_3

L’evento del novembre milanese, che è ormai diventato un appuntamento fisso sull’agenda di tantissimi appassionati ed operatori del settore, ha fatto registrare lo scorso anno quasi 5.000 presenze, un numero importante che testimonia il respiro sempre più internazionale della manifestazione. Un fattore che ha giocato a favore di questa nuova veste è senza dubbio la scelta di posizionare l’evento nello spazio più ampio dell’Hotel Marriott: oltre 1.200 metri quadri per degustare, ammirare e scegliere tra migliaia di etichette e produttori.

Come lo scorso anno, i riflettori sono puntati sul whisky ma non solo: Cognac, Brandy e Armagnac conquistano spazi sempre più rilevanti, per accontentare anche gli estimatori di questi distillati.

La manifestazione apre sabato 11 alle ore 14,00 per una non-stop fino alle 23.30; la domenica si replica dalle 14.00 alle 21.00.

Le modalità di registrazione sono le stesse delle precedenti edizioni: per velocizzare la procedura, sarà possibile iscriversi anche via web oppure direttamente all’entrata il giorno dell’evento che, anche quest’anno, sarà gratuito. Basterà dotarsi del kit di degustazione composto da bicchiere, portabicchiere e guida al whisky, e iniziare un’esperienza sensoriale unica e inconfondibile.

Anche l’edizione 2018 sarà caratterizzata da Masterclass e seminari: percorsi guidati per approfondire o iniziare ad assaporare la storia e i gusti di questi distillati. L’angolo food è ormai diventato una piacevole tradizione e accostare ostriche, panettoni e raffinate proposte food rappresenta una pausa gustosa tra un assaggio e l’altro. Parimenti, l’area Mixology offrirà esperienze di degustazioni uniche, con cocktail preparati per l’occasione da bartender di rilievo.

Per finire, il Premio Best Whisky che incoronerà i migliori whisky nelle varie categorie e la distilleria dell’anno.

PROGRAMMA COMPLETO DEL MILANO WHISKY FESTIVAL & FINE SPIRITS:

Hotel Marriott – Via Washington 66 – MILANO

10-11 NOVEMBRE 2018

Apertura al pubblico: Sabato 10 novembre dalle 14.00 alle 23.30

Domenica 11 novembre dalle 14.00 alle 21.00

Ingresso gratuito (previa registrazione all’ingresso)

KIT degustazione: bicchiere, porta-bicchiere e Guida al Whisky 2019. euro 5,00

Degustazioni a partire da euro 3,00

PROGRAMMA MASTERCLASS E SEMINARI:

(in continuo aggiornamento) su http://www.whiskyfestival.it 

Per informazioni:
Roberta Riva
Ufficio Stampa Milano Whisky Festival
Tel. 02-91082945
Cell. 346-8548236
ufficiostampa@whiskyfestival.it

A proposito di masterclass, vi riportiamo sotto l’elenco delle suddette: se avete da lamentarvi, siete degli astemi !!

masterclass

 

Cliccando su QUESTO LINK  potrete trovare tutti i dettagli delle masterclass, con i relativi imbottigliamenti, e ovviamente anche la possibilità di iscriversi !  

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che troverete anche noi al festival!  Nel dettaglio, ci sarà:

  • lo stand della pasticceria  “Dolce Mente” con i panettoni aromatizzati al whisky
  • il sottoscritto allo stand di Beija flor a sbicchierare per voi, solo per voi (non tutto può andare sempre bene, no?)

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prox recensione!

Davide & Sebastiano