Intervista a “Whiskydo”

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Ok ragazzi, chi ci segue sa che siamo molto vicini al nuovo sito Whiskydo, progetto in cui crediamo strafermamente. Oggi abbiamo l’occasione di intervistare Valentina Malcevschi, co-founder, che ci racconterà bene passo passo cosa rappresenti Whiskydo e soprattutto coome possiamo sfruttarlo noi umili bevitori di malto distillato! VIP su dolcementewhisky oggi! E andiamo!
Buona lettura!

Ciao Valentina! Potresti innanzitutto presentare te stessa e il tuo gruppo ai nostri lettori? 
Ciao! Grazie per l’opportunità innanzitutto, è un piacere poter condividere con te le nostre informazioni sul progetto. Il nostro team è formato da Giovanni e Valter, i nostri web developers; Matteo e Fabian di GlueGlue Design, coloro che rendono semplice e coinvolgente a livello grafico la complessità della piattaforma; Michele, mago SEO e infine Andrea ed io, i due founder, folgorati dopo un viaggio per le distillerie dello Spyeside… da allora il whisky è diventata una dolce ossessione! Andrea si occupa soprattutto dei contenuti e delle analisi web ed io coordino la squadra e mi occupo del marketing e della promozione del brand.

Whiskydo: un nome molto semplice e efficace! Come è nato?
Bella domanda… la piattaforma doveva chiamarsi Whiskyhub, perché volevamo sottolineare il carattere aggregante del progetto, poi il nostro reparto creativo ci ha messo in crisi nera proponendoci Whiskydo. Il nome era semplice, immediato, nuovo e poneva l’accento sul fare, pur contenendo la parola whisky che si porta dietro tutta la sua storia e cultura: ci è piaciuto e l’abbiamo adottato senza troppi indugi. Anche il logo sposa la stessa filosofia: Matteo e Fabian hanno lavorato sul simbolo chiave della produzione del whisky, l’alambicco, e lo hanno rielaborato in chiave digital.

Ok basta con i preliminari e andiamo al sodo: descrivici il sito! Cosa ci può trovare il bevitore di whisky o un organizzatore di eventi?
Il concetto alla base del nostro progetto è semplice: mettere in contatto tutti coloro che offrono “cultura whisky” (masterclass, degustazioni, corsi e festival) con chi ne ha sete. Vogliamo rendere più fruibile un’offerta incredibilmente di qualità, che sta crescendo, ma che fa fatica ad avere la giusta visibilità sul web. Il curioso di whisky troverà in un unico contenitore tutti i tipi di evento che potrebbero interessargli. Potrà cercarli per geolocalizzazione, data, parole chiave, tipologia… e (per gli eventi che attiveranno questa funzione) prenotarli in modo semplice e sicuro. Insomma, speriamo di dare una bella mano a chi vuole intraprendere ed organizzare un viaggio in questo mondo fatto di profumi, aromi e scoperte continue.

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Whiskydo beta version

E’ un progetto dalla portata internazionale, dedicato al mondo dei whisky, ma è nato in Italia giusto?
Sì, siamo assolutamente orgogliosi di poter dire che il progetto nasce e cresce sulle Alpi italiane, in un minuscolo paesino della Valle de Gran San Bernardo, ma la portata è assolutamente internazionale. Vogliamo che chiunque cerchi informazioni su un festival o un evento in uno stato diverso dal proprio non debba scontrarsi coi problemi di lingua o avere difficoltà nella prenotazione per via dei metodi di contatto e pagamento. Ci piacerebbe contribuire ad abbattere qualche muro!

C’è  la possibilità da parte di un festival /imbottigliatore/un locale di inserire il proprio evento?
Chiunque potrà aprire un proprio account da “organizzatore” e, completando un form, pubblicare il proprio evento in modo molto semplice e autonomo, utilizzandoci solo come “vetrina” o usufruendo anche delle funzionalità di prenotazione e biglietteria. Pensiamo che un approccio diretto alla piattaforma possa essere più efficace per chi organizza eventi.

L’utente finale in che modo può acquistare gli eventi?
Chiaramente ci appoggiamo ai maggiori e più sicuri wallet di pagamento, gli utenti possono acquistare gli eventi direttamente dal sito tramite PayPal o carta di credito e riceveranno via mail la conferma di prenotazione e pagamento insieme al ticket …un bel modo per saltare le code!

Salta subito all’ occhio la possibilità del cercare gli eventi per data/città. Funzione comodissima: sarete voi a segnalare gli eventi?
Immancabile la ricerca su mappa! La piattaforma segnalerà automaticamente qualsiasi evento che verrà caricato, in questo modo chi consulterà la nostra mappa o inserirà nel campo di ricerca il nome di una località, potrà avere subito una panoramica di ciò che accade nella zona che gli interessa.

Gli eventi sul sito Whiskydo che Nazioni copriranno? Ci sono degli Stati dove avete avuto più difficoltà a rintracciare gli eventi? Avete avuto degli aiuti locali?
Whiskydo vuole essere un aggregatore globale… non ci sono parti del mondo che non ci interessino o che crediamo non debbano essere rappresentate. Per questioni di attiguità probabilmente in una fase iniziale ci saranno soprattutto eventi sul territorio europeo, ma stiamo intessendo ottimi rapporti, per esempio, con il mondo del whisky australiano, quindi… chi può dire fino a dove ci porterà il whisky?
Per quanto riguarda le difficoltà… beh, parecchie in tutti quegli stati che non utilizzano l’inglese per pubblicizzare i loro festival o eventi. Vi assicuro che orientarsi nel mondo svedese o polacco non è stato semplice… ma è proprio questo il nostro valore aggiunto, cerchiamo di semplificare la vita ai whisky enthusiast, qualsiasi lingua parlino.
Per gli “aiuti locali” devo dire che, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, ho trovato apertura, entusiasmo, umiltà e tantissima disponibilità.

Ci sarà la possibilità anche dei tour nelle distillerie. Questa cosa, per i “turisti del whisky” che si recano in Irlanda o in Scozia, è fantastica. Ma è tutto vero?
Ci sarà! il progetto è ampio, il nostro primo traguardo è riuscire a coinvolgere il mondo degli eventi diffusi, dei corsi e dei festival, per poi passare ai tour nelle distillerie e ai viaggi whisky. Riuscire a fornire un servizio di prenotazione semplice, veloce e “universale” per tutti i viaggiatori che desiderano visitare i centri di produzione è assolutamente una priorità per noi.

Ci sarà anche una Newsletter che pubblicizzi nuovi eventi per gli utenti registrati?
Magari per essere informati di nuove degustazioni vicino a dove vive l’iscritto.
La nostra idea è quella di attivare al più presto un sistema di alert che avvisi in tempo reale qualsiasi utente registrato del caricamento di un evento e questo avverrà in base alle sue zone di interesse o alle preferenze inserite. Ottimo per i fan di brand specifici o di particolari tipi di whisky 🙂

Domanda personale nostra: vediamo sul sito che è presente una sezione “Blog”. La troviamo (che strano!) una idea bellissima. Come mai questa scelta?
Perché vogliamo costruire uno spazio dove chiunque abbia qualcosa di valido ed interessante da condividere lo possa fare… che sia il proprietario di una distilleria o un blogger ancora sconosciuto, noi vogliamo amplificare la loro voce. Desideriamo che sia uno spazio aperto con “contenuti Whiskydo” ma, soprattutto, con contributi inviatici da ogni parte del mondo: un luogo dove le idee e le informazioni circolino. Crediamo fortemente che il confronto sia un motore di crescita molto potente!

Domanda volutamente provocatoria: perché scegliere voi e non altri siti di eventi? 
Ah, Ah 🙂 Perché non ci interessa essere “solo” una biglietteria… vogliamo essere una piattaforma interamente ed unicamente dedicata al whisky, dove si possa effettivamente condividere cultura, esperienza e divertimento. Vogliamo dare agli utenti un servizio tecnicamente impeccabile, ma che abbia un’anima grande… un’anima whisky!


Beh ragazzi, l’intervista è finita e speriamo vi sia piaciuta! Ringraziamo tutti Valentina e il suo staff non solo per il tempo che ci hanno concesso, ma soprattutto per il lavoro che stanno facendo per la comunità whisky mondiale!
Noi qua vi salutiamo e state pronti, a breve rilasceremo le date del prossimo evento presso la pasticceria!

A presto, Davide & Sebastiano

 

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Roma Whisky Festival 2018: intervista

Buongiorno a tutti! Oggi per voi non abbiamo la solita noiosa recensione, ma abbiamo nientepocodimenoche una intervista in esclusiva per Dolcemente Whisky a Pino Perrone, Whisky Consultant del Roma Whisky Festival by Spirit of Scotland!
A tal proposito vi ricordiamo che il festival si terrà a Roma,sabato 3 e domenica 4 marzo 2018, presso il Salone delle Fontane all’Eur.
Troverete il programma completo al link www.romawhiskyfestival.it

Roma Whisky Festival 2018
Detto questo, partiamo!

1.Spirit of Scotland alla sua settima edizione diventa Roma Whisky Festival, si tiene il 3 e 4 marzo prossimi al consueto Salone delle Tre Fontane all’Eur. Cambio di nome, ma sostanza la stessa: quali le sostanziali novità del festival che ci aspetta?
Chi verrà vedrà. Aggiungo che la sostanza è meglio della stessa. Infatti la necessità del cambio del nome, dovuta all’inclusione di tutte quelle nazioni produttrici di ottimi whisky che non siano scozzesi, va rispettata ed è condivisa. Questa è la motivazione principe. Poi ce da dire un’altra cosa. A migliorare questa edizione rispetto a quelle passate, sarà la presenza di numerosi Cognac e Armagnac in una sala a loro dedicata. Questa è la novità più importante, ma trovate tutto il programma completo sul sito ufficiale http://www.romawhiskyfestival.it

2. Ci sveli ospiti e argomenti delle masterclass di questa nuova edizione? Gli appassionati a cosa si appassioneranno?
Per gli ospiti preferisco non dire ancora nulla, finchè non abbiamo la certezza che presenzino. Per quanto riguarda le masterclass, invece, posso anticipare che saranno tantissime. Mai numerose come quest’anno, si parla di sedici al momento attuale, salvo ripensamenti. La stragrande maggioranza di altissimo livello. Se non fossi impegnato con la gestione del festival parteciperei ad almeno quattro inderogabilmente. Usciranno poco alla volta. Qualcuna è stata già pubblicata ed è sotto gli occhi di tutti: ci sarà un BRORA in una e due GLENFARCLAS single cask invecchiatissimi. A buon intenditor… Gli appassionati a cosa si appassioneranno? Se sono dei veri appassionati, a essere presenti! Il clima è quello giusto.

3. Come ogni anno presenterete il vostro imbottigliamento? Ormai un vero e proprio rito, avete anche dei collezionisti che vi chiedono le bottiglie in questione?
Facendo i debiti scongiuri… che arrivi per tempo, anche quest’anno avremo il nostro imbottigliamento, che sarà molto interessante. Per quel che concerne i collezionisti è difficile uscire con prodotti a loro interessati. Diciamo che sicuramente c’è un gruppo di persone che compra i nostri imbottigliamenti a prescindere. Tuttavia se uno colleziona Macallan, con tale prodotto bisogna uscire e vi assicuro che non è affatto semplice.

4. Tornando alla questione del collezionismo, quali sono secondo te le bottiglie che valgono il prezzo che costano? Il vero collezionista compra per conservare o per assaggiare la rarità?
Forse nessuna e tutte. Infatti, quando una bottiglia diventa da collezione si snatura del suo valore iniziale e diventa con un pessimo rapporto qualità prezzo. Per il collezionista però ha un inestimabile valore. Ci sono collezionisti che comprano solo per conservare e chi come il sottoscritto le compra per assaggiarle in futuro. Finchè rimangono chiuse rappresentano una collezione, dal momento che si aprono non lo sono più. Diventano collezione di ricordi. Dispendioso, ma coerente, sarebbe collezionare bottiglie sane di quelle che ci sono più piaciute, il che significa comprarne un paio.

5. Gli abbinamenti del whisky con il cibo, quali consigli e perchè?
Ai canonici pasticceria secca, cioccolata, dolci e quant’altro, dirò che in Scozia si accompagnano con pesci grassi come arighe e salmone, ma sono da provare anche con altri come triglie, gamberi e capesante. Assolutamente da non trascurare sono alcuni formaggi, in primis tutti gli erborinati. Anche quelli molto stagionati, a latte crudo o d’alpeggio. Con uova e omelette li trovo degli ottimi compagni. Provate anche i primi piatti della tradizione romana come cacio e pepe o carbonara! (n.d.A. seguiremo per una degustazione il consiglio di Pino per la cacio e pepe!)

6. Lo scorso anno ci ha lasciato un vero Maestro del settore, Silvano Samaroli, ci delinei un suo ricordo?
E’ stato veramente un grande. Potrei raccontarvi tante cose su di lui, come l’ultima volta che ci siamo visti o l’ultima volta che ci siamo sentiti, 30 ore prima della sua dipartita per altri mondi. Un suo ricordo l’ho tracciato qui:
http://romawhiskyfestival.it/blog/samaroli-una- lettera-un- ricordo-un- saluto/
Preferisco invece ricordare un episodio accaduto nel nostro showroom al centro di Roma. Silvano era a Roma in quanto giudice del festival di rum. Lo incontrai assolutamente per caso, in un locale romano dove mi ero recato per motivi professionali. Baci e abbracci quando ci siamo riconosciuti, assieme a stupore per l’incontro. Gli chiedo la ragione della sua presenza a Roma e mi spiega, appunto, la sua veste di giudice. Fino a quando rimani? Un paio di giorni, mi risponde. Presi a quel punto la palla al balzo. Gli dissi: dal momento che non hai ancora visto il nostro negozio al centro di Roma, che ne diresti di passare domani, dopo che hai terminato con gli assaggi della giuria? Sarebbe perfetto verso le 21.30. Ospito infatti una degustazione di whisky che inizierà alle 20.30, sarebbe un bel colpo di teatro se tu arrivassi a metà degustazione. Pensa alle facce! D’accordo, mi rispose. Non ero assolutamente convinto che avrebbe mantenuto la promessa, e invece, verso quell’ora, un taxi si fermò davanti alla nostra porta e ne discese Silvano. In quel momento ho bloccato il relatore che stava nel mezzo di un’ardita descrizione del Balvenie e ho detto a tutti in sala: scusate l’interruzione ma sta entrando Samaroli. Quel che successe a quel punto lo ricorderò per sempre.
Dalle borse delle signore e dalle tasche dei signori comparvero numerosi cellulari, strumenti oramai destinati alle foto. Un fotografo, bravo peraltro a carpire il momento, era però presente alla degustazione e fece qualche scatto che fissò gli istanti. Veramente sembrava di stare alla presenza di una star, come avviene con i giocatori di calcio.
Non accettò nulla da assaggiare, essendo uscito da una giuria che ne aveva degustati una settantina di rum, alcuni solo odorati. Giusto una lacrima di quel 25 anni single cask! mi disse. E vorrei ben vedere, Silvano non era di certo l’ultimo arrivato. Chiaramente la presenza “ingombrante” di Samaroli non poteva non essere notata, sebbene lui fosse passato per salutarmi e per vedere il negozio e non volesse partecipare alla discussione e degustazione. Tuttavia, il relatore della serata gli pose una prima domanda alla quale Silvano rispose nella maniera giusta, risposta che però non convinse chi gliela fece. Della risposta alla seconda appartiene l’immagine più significativa. Gli fu chiesto: “Silvano, come mai gli whisky giapponesi sono così premiati e richiesti, sono forse più buoni di quelli scozzesi (ignote ci sono le ragioni, poi, di una tale siffatta domanda in una degustazione che non concerneva il Giappone)?”
Lui rispose avvalendosi della gestualità, tipica di noi italiani. Stese le braccia perpendicolarmente, con il palmo delle mani verso l’alto. In quella sinistra teneva un pacchetto di sigarette. E disse: “Ma è chiaro…se due prodotti partono dallo stesso livello e uno dei due cala, l’altro emerge necessariamente”. Così facendo abbassa la mano sinistra, quella con le sigarette verso il basso. Simply brilliant, come Silvano Samaroli è sempre stato.

Pino Perrone e Silvano Samaroli
Ecco immortalato il fatidico momento (foto di Corrado Mercuriali)

L’intervista si conclude qua e noi dello staff di Dolcemente Whisky ringraziamo Pino e il suo ufficio stampa per averci dedicato così tanto tempo: speriamo che l’intervista vi sia piaciuta, magari in futuro ne faremo delle altre!

A presto per la prossima recensione !

Davide & Sebastiano