Springbank 12yo 2015

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento:  12 anni

Gradazione: 53,8%

Prezzo: circa 60 euro

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Di Springbank abbiamo già parlato in una precedente recensione (QUI), quindi passiamo direttamente ad analizzare la bottiglia di oggi!
Abbiamo un 12 anni a gradazione piena maturato per il 60% in botti hogshead first fill sherry e per il 40% rimanente in botti  refill sherry. Un invecchianento quindi diverso rispetto al 10y classico.

Colore: ambrato.

Naso: decisamente etilico, ricorda la frutta rossa sotto spirito con una spruzzata di zenzero. Marmellata di arance rosse. Poco fumoso rispetto al 10y. E’ comunque un profilo chiuso, dando l’impressione come se ci fosse una gabbia a trattenerlo. Con acqua: come volevasi dimostrare! Diventa subito più fresco con l’arancia che gira verso lo yuzu giapponese, poi ecco che emerge il fumo “springbankkoso”, con le sue note sporche da paraffina e solvente, mai fastidioso comunque! Tantissima mandorla e poi un appetitoso (è il caso di dirlo) sentore di arrosto caramellato con chiodi di garofano.

Gusto: quasi allappa, è molto dolce all’inizio poi ancora arancia, questa volta amara. Pizzica notevolmente: infatti, Serge Valentin per l’imbottigliamento del 2014 parla di wasabi e siamo decisamente d’accordo! Con acqua: si nota subito la mancanza delle pere che si sentivano nel 10y. Caldo e avvolgente, inizia con un bell’ananas dolce, poi chinotto e zenzero. Ehi c’è anche la crème caramel! Oltre alla torba, ecco del tè (sembra la varietà cinese Pu’er). Pomodoro verde non maturo. Per finire, tanta liquirizia e per noi ,che la adoriamo, è una manna dal cielo!

Finale: medio, leggerissimamente aspro senza dare alcun fastidio. E’ molto speziato e fumoso, ricorda una zolfatara. Ancora arance.

Abbinamento: gustatelo quando fa freddo con un classicissimo zampone con le lenticchie. Lo abbiamo provato praticamente in contemporanea sotto le feste natalizie con una nostra amica (ciao Dani!) e anche lei ve lo può confermare: vi scalderà lo stomaco e il cuore! In fondo, siamo dei romantici.

Commento finale: fantastico! Come facciamo a non consigliarvelo? Gli spigoli della torba del 10Y vengono limati da una più lunga maturazione nello sherry e le note positive vengono da questa esaltate. Una di quelle bottiglie che non devono mai mancare in casa. L’aggiunta di acqua gli permette di esprimere tutto il suo potenziale. Un difetto? La non facile reperibilità!

Voto: 9,1

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Springbank 10y 2015

Scheda Iniziale :

Distilleria: Springbank

Imbottigliamento:  10 anni

Gradazione: 46%

Prezzo: circa 45 euro

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Eccoci al secondo whisky della serata “Whisky e panettone 2015”, lo Springbank 10y!
Springbank è stata fondata nel 1828, nella penisola di Campbeltown, dalla famiglia Mitchell, che ne è rimasta fino ad oggi proprietaria. Siamo di fronte ad una delle poche distillerie rimaste, che, nel corso dei decenni, ha mantenuto sempre alti gli standard qualitativi, diventando così anche un baluardo della tradizione del whisky.
Adesso vi raccontiamo un aneddoto che rappresenta molto bene questo concetto.
Torniamo indietro nel tempo a cavallo del 19° secolo in Scozia: in questo periodo storico sono numerose le distillerie che lavorano a Campbeltown, circa 30. In verità, il distillato prodotto non gode di buona fama, soprattutto presso gli stessi scozzesi. La torba della penisola ha delle note sporche, solforose, di solvente veramente molto intense che, non venendo gestite bene, ne pregiudicano il successo. Il problema si poteva aggirare in due maniere: o migliorando le tecniche di produzione del whisky o rivolgendosi ad un altro mercato, quello americano. Gli USA si dimostrano ottimi clienti per le distillerie di Campbeltown, risolvendo così il problema delle scarse vendite in Scozia.
Come però sappiamo il Proibizionismo era alle porte e infatti nel 1920 vengono banditi in America gli alcolici.
Le distillerie di Campbeltown, per non fallire, tentano di tornare al mercato interno, ma non ottengono risultato e tutte chiudono in breve la loro attività. Tutte tranne una, una distilleria che aveva sempre preso la strada della qualità, in barba, è il caso di dire, ai facili guadagni americani. Inutile dire di chi parliamo vero ?
A tutt’oggi, a Springbank viene sempre effettuato il maltaggio dell’orzo,  in modo tale da evitare quello industriale dando così un’impronta personale al distillato. In più tutti i suoi whisky sono imbottigliati senza aggiunta di coloranti e non sono filtrati a freddo.
La versione “10y” di oggi è il frutto di due distillazioni e mezza, la cui miscela è il risultato di un equilibrio fra invecchiamenti in botti ex-bourbon ed ex-sherry.

Colore: giallo oro

Naso: ecco subito le note sporche di cui si parlava prima, un fumo di fiammifero spento e solvente per unghie per la precisione con una spruzzatina di acqua ragia. Potrebbe essere fastidioso, invece è intrigante. Per i maligni: no, non ci piace sniffare colla! Poi dopo una coltre di sabbia bagnata ecco delle note agrumate, un leggero cedro reso un po’ pungente da un cetriolino bagnato. Ci pare di cogliere della genziana! Sicuramente aprendosi c’è tantissima pera! In lontananza profumi di salina.

Gusto: ha un attacco “datteroso”, dolce in verità,maltato, con polpa di pera e pesca. Ti sorprende quasi dopo un naso simile! La torba comunque si sente, non si può nascondere. Abbiamo letto in giro di sentori di olio di lino, ma, non avendolo ancora provato (provvederemo,sigh! ), non possiamo condividere. Di certo ha una anima oleosa, a noi ricorda più i pinoli. Ehi, cannella!

Finale: un turbine infinito di fumo e pera, wow! Miele di castagno a cui segue una punta di amaro di china davvero equilibrato: non da fastidio e fa venire voglia di risentire il dolce iniziale del whisky.

Abbinamento: lo abbiamo accompagnato nel corso della degustazione ad un panettone al cioccolato. Cioccolato con la torba e gli aromi di pera è un matrimonio, potremmo dire, quasi scontato no ?

Commento finale: un whisky “old school”, un fascino di altri tempi. A quel prezzo difficile (impossibile?)  trovare una tale complessità di profumi e sapori. Ci piace immaginare che questo sia il whisky con cui si scaldavano i marinai durante i freddi inverni scozzesi e forse è così!

Voto: 9,0