La degustazione del whisky

Senza titolo-2Siccome in tanti ce l’avete chiesto, anche durante le nostre serate, abbiamo deciso di scrivere una mini guida alla degustazione del nostro amato distillato. L’intento non vuole essere un nostro “salire in cattedra”, ma è giusto per dare delle indicazioni al fine di conoscere ed apprezzare meglio il whisky anche sfatando alcuni miti e cattive abitudini.
Per comodità abbiamo diviso la guida analizzando i singoli punti chiave di una degustazione: let’s begin!

LOCALE: non deve “distrarre i sensi”. Cosa vuol dire? Prediligete una stanza che sia luminosa e magari bianca, in modo da apprezzare il colore del whisky. Non devono esserci odori di sorta che possano coprirne i profumi. E’ importante anche la temperatura che idealmente deve essere intorno ai 19/20°C. Non avendo a disposizione quindi una stanza ospedaliera (sigh!) possiamo ricorrere a vari accorgimenti. Possiamo utilizzare un foglio bianco da mettere come sfondo al bicchiere per l’analisi del colore e  areare il locale prima di soggiornare. Ovviamente l’aria condizionata è un notevole aiuto.

IN CHE ORDINE: modus in rebus, non si dà molta importanza alla potenza alcolica quanto al contenuto di torba. Si procede dal meno torbato al più torbato. E’ consigliabile quindi seguire questo ordine in base alla zona di origine dei whisky : Lowlands, Highlands, Islands e infine Islay.
Ricordate che comunque le regole sono fatte per essere infrante.

BICCHIERE: ahimè tutti i film americani e, siamo onesti, anche molti libri di whisky mostrano il mitico tumbler in pole position. La forma aperta di questo bicchiere però disperde gli aromi ed ha senso solo se volete aggiungere ghiaccio, quindi lo scartiamo. Sono più indicati quelli stretti da grappa per intenderci, oppure a tulipano, come usiamo nelle nostre serate. Se volete spendere qualcosa in più  procuratevi un bicchiere glencairn, simile al tulipano ma con la base molto più corta e spessa.
In ogni caso cercate sempre di prediligere un “vostro” bicchiere: ogni modello ha un suo modo di diffondere gli aromi.

GRADAZIONE : un whisky ha una gradazione di almeno 40° gradi, quindi è sempre buona norma preparare il naso e la bocca. Non tuffatevi subito ad inspirare nel bicchiere, l’alcool andrebbe a saturarvi la mucosa nasale. Avvicinatevi diciamo pure con cautela, cominciando a sentire il bouquet già da lontano. Cercate di riconoscere i profumi che sentite, è una tappa molto divertente della degustazione. Possiamo avere così indicazioni sull’origine del whisky, dove è stato distillato, che tipo di botti sono state usate e così via!
Ricordate che il nostro whisky è stato per anni chiuso in una botte e poi imbottigliato: quando lo versate dategli sempre la possibilità di aprirsi, noterete così una evoluzione del suo profumo nel tempo. Qualcuno preferisce coprire sempre il bicchiere dopo ogni sorso per evitare che gli aromi si disperdano nell’ambiente, ma così facendo viene a mancare il discorso di cui sopra: sono solo scelte.
Un discorso simile per la bocca: cautela per evitare di, perdonatecela, bruciare la lingua. Assumete prima un piccolissimo sorso che farete girare quasi a modo di colluttorio, così da dare alla bocca il tempo di abituarsi, per poi passare al sorso vero e proprio. Un piccolo trucco: prima di degustare il vostro whisky bevete prima un whisky base con caratteristiche simili, (se non l’avete un comune blend andrà benissimo)  sia per il discorso di riscaldare la bocca e anche per valutare che i vostri recettori siano pronti. Per spiegarmi meglio: se andate a fare una corsa non è detto che tutti i giorni siate in forma, stessa cosa per i nostri sensi.

ACQUA: è uno degli ingredienti del whisky quindi ha un ruolo fondamentale. Non fatevela mai mancare per porterla bere dopo ogni sorso per rinnovare il palato. Ora però inizia una diatriba. Durante la degustazione si può aggiungere dell’acqua al nostro distillato, sia per abbassarne la gradazione alcolica, pensate ai cask strenght, sia contemporaneamente per sviluppare nuovi profumi ed aromi. L’aggiunta di acqua infatti innesca una reazione esotermica che innalza leggermente la temperatura del whisky offrendoci anche grazie alla diluizione un fronte di profumi e sapori diverso.
L’ideale per la diluizione sarebbe l’utilizzo della stessa acqua usata dalla distilleria, cosa che adesso è possibile senza andare nel luogo di origine in quanto una ditta ha commercializzato 3 tipi di acqua scozzese  provenienti da altrettante zone di produzione del whisky ( Speyside, Highland e Islay). Non avendole possiamo utilizzare un’acqua che sia il più dolce possibile.
Ci sono persone che però rifiutano categoricamente l’aggiunta di acqua nel bicchiere. Teniamo comunque presente che sono gli stessi produttori a diluire il nostro distillato dato che  esce dall’alambicco alla gradazione di circa 70° gradi, per poi essere portato con acqua ad una gradazione più consona. Quindi chi siamo noi modesti consumatori per decidere che non si debba aggiungere altra acqua ?
LATTE:  passando da un whisky ad un altro, oppure arrivando da una cena particolarmente saporita, lo possiamo utilizzare per pulire bene il palato. A seguire poi sempre e comunque il bicchiere di acqua.

GHIACCIO: se proprio dobbiamo (!?), solo nei blend o nei bourbon, ma mai in un single malt. Il ghiaccio abbassa la temperatura del distillato bloccando gli aromi volatili e in più anestetizza la bocca: perchè dobbiamo farci del male ?

DEGLUTIRE: farlo o non farlo ? In effetti se dobbiamo assaggiarne tanti  e considerando che i dram partono dai 40° gradi, è fin troppo facile superare la, definiamola così, soglia di sicurezza. Ma sono situazioni particolari, difficilmente riscontrabili nella vita di ogni giorno. Altrimenti, deglutiamo pure. Se non lo facciamo non possiamo valutare le sensazioni del “finale” che ci lascia il whishy.

BICCHIERE VUOTO: annusate sempre il bicchiere vuoto. Vi potrebbe sorprendere!

Più o meno è tutto e speriamo di essere stati sufficientemente chiari.
Ora però un consiglio finale: il whisky è una bevanda semplice. Cito Dominic Roskrow: “riempie il bicchiere del contadino, riempie il bicchiere dell’uomo comune. E’ il fluidificante perfetto per socializzare, fare pace, stringere legami.” Quindi quando siete con i vostri amici e bevete il vostro dram, dimenticate almeno la metà di tutto quello che abbiamo scritto sopra.
Un aneddoto personale: una volta una persona (ciao Andrea) mi aveva chiesto perchè bevevo, io gli risposi semplicemente per il piacere di farlo. Non so se sia la risposta giusta (esiste?), ma, forse con un pò di immodestia, mi piacerebbe che questa valga anche per voi. Esistono fin troppe “situazioni di bevute” dove i riti, la pretenziosità, il volere cercare il pelo dell’uovo, spesso vanno a rovinare quello che dovrebbe essere lo scopo principale di quel momento: godersi un buon bicchiere con dei buoni amici! E se volete abbinarci qualcosa di cibo, fatelo! Alcune nostre cene a base di whisky con dei nostri amici sono state esperienze bellissime! Remember this!

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