Whisky Revolution 2018: resoconto

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Eccoci qua, come promesso, a farvi un corposo reportage dell’ultimo evento nato in Italia dedicato al nostro amato distillato: il Whisky Festival Revolution.
Ideato dai ragazzi del Blend Bar di Castelfranco Veneto, è stata una kermesse della durata di 3 giorni, da sabato 22 a lunedì 24 settembre, svoltasi nell’omonima cittadina presso l’Hotel Ristorante Fior.
La formula era semplice: aggiungere alle classiche sbicchierate agli stands e alle varie masterclass un qualcosa di più moderno, più rivolto ai giovani. E in tal senso il programma era veramente fitto.
Innanzitutto le “Tasting notes live con i blogger”, ovvero ci si trovava insieme ai suddetti, me compreso ahivoi, a scrivere insieme le note di degustazione di una bottiglia presa a caso. E’ sempre affasciante e divertente notare come ogni naso e ogni bocca dei partecipanti ragioni in maniera diversa, apportando una propria palette sensoriale.
Un commento personale: mi sono divertito a tenere la mia degustazione live, complice un pubblico decisamente “amico” e una bella bottiglia di Balblair, gentilmente offerta da Roberto del gruppo Meregalli. A breve pubblicheremo le tasting notes!
Simile la formula “Degustazione alla cieca”, dove, come avrete intuito, si cercava di intuire tutti insieme quale whisky fosse stato servito ai commensali presenti.
Questo taglio più fresco e giocoso è stato confermato anche dall’evento “Brunch in Piscina” che si è svolto la domenica a mezzogiorno.  Siamo in Veneto, una breve parentesi a prosecco era dovuta anche solo per far gli onori ai padroni di casa e col risotto ai finferli ci stava alla grande (ne è avanzato per caso?).
Claudio Riva, durante il brunch in piscina, ha battezzato a whisky il nuovo clan di Treviso, il quale va ad aggiungersi agli altri tre del Veneto. E’ importante che gli appassionati aumentino, vedremo poi il perchè! Un grazie all’importatore Beija flor per aver fornito…ehm…i liquidi per la cerimonia!
Sempre a proposito di cibo, il ristorante dell’hotel aveva preparato un menù studiato apposta per l’evento, con piatti deliziosamente abbinabili a dei whisky. Troverete delle foto sulla nostra pagina FB, in ogni caso veramente tutto molto buono. Ah, il fois gras con il petto d’anatra ci ha toccato il cuore!
Prima di potersi andare a divertire, c’è stato un “Talk Show”, dove esperti, appassionati e personalità del mondo del whisky si sono confrontati per un divertente scambio di idee e opinioni.
Finiti gli obblighi sociali, non poteva mancare un mondano “Cocktail party” in piscina, con una carta preparata da Valentina Crucil, curatrice della pagina “La ragazza che beve”. Veramente azzeccate le miscelazioni! Non è mancata neppure la musica con gruppi di jazz, ambient e simili ad allietare gli ospiti durante le serate.
Molto carina la presenza di uno stand durante tutto il festival dove si potevano acquistare delle magliette, fra l’altro di buona fattura, rappresentanti le varie zone whiskose della Scozia, alias Lowlands, Speyside, Islay ecc ecc.
Ma non parliamo delle bottiglie presenti? Arriveranno anche le loro schede, tranquilli! Solo un’anticipazione: al nostro stand spiccavano un Kilkerran 11yo sherry e un Longrow 14yo sherry entrambi a gradazione piena. Dei fuoriclasse!

stand

Un episodio a parte al di fuori della programmazione: lunedì mattina siamo andati a visitare il Blend Bar vicino alla piazza principale di Castelfranco. Ragazzi, un bar così farebbe impallidire molti locali a Milano, per non parlare della nostra Varese. Impressionante bottiglieria fra whisky OB, selezioni di Cadenhead e anche roba d’oltreoceano (Chichibu e Karuizawa, tanto per intenderci). La carta cocktail è poi qualcosa di pazzesco, con percorsi misti che spaziano dalla presentazione classica a rielaborazioni sensoriali, non so come meglio definirle, assolutamente stupefacenti. Personalmente mi sono innamorato della carta giapponese, strano eh? E l’ambiente, dove si passa dall’informale nella sala principale al raccolto con poltrone e tavolini nelle sale adiacienti, non è di certo da meno. Complimenti veramente!

botti

Tornando al discorso del festival, va detto purtroppo che l’afflusso dei visitatori, soprattuto al sabato, è stato un po’ deludente. Abbiamo visto che paradossalmente sono mancati soprattutto i cosidetti “giovani”.
Vi facciamo un esempio a nostro avviso molto illuminante: andiamo a guardare il pubblico femminile. Le ragazze presenti erano tutte nella veste di morosa/fidanzata/amica trascinata dal proprio partner. Ergo, non si sono visti i gruppetti di ragazze entrate al festival con le amiche anche solo per il fatto che è di tendenza, cosa che invece è normalissima in altre location. Milano in primis. E tenete conto che siamo in Veneto, dove, come è noto, anche il pubblico femminile può vantare…ehm…elevati gradi di assorbenza di alcolici. Ora poniamoci due domande.
Questo cosa vuol dire? Semplicemente che, dal punto di vista diciamo culturale, questa regione d’Italia rappresenta ancora un territorio vergine per il whisky. Non appare ancora come una cosa “figa”.
Cosa si può fare? Per fortuna, tante cose! Ci permettiamo di suggerirle non per supponenza, assolutamente, ma perchè abbiamo visto una grande passione da parte di tutti gli organizzatori e ci piacerebbe che questa cosa venga ricompensata come merita.
Innanzitutto la sede: siamo onesti, Castelfranco Veneto è una chicca dove, per chi viene dalla città, si può veramente “respirare”. Questo suo pregio è contemporaneamente anche il suo difetto, ovvero la scarsa densità di popolazione e quindi di potenziali clienti.
In secondo luogo, e qui mi sono trovato in sintonia con Roberto, occorre coinvolgere i locali della zona, birrifici, cocktail bar ecc. ecc. in modo tale da pubblicizzare l’evento ai loro abituali clienti.
Infine, cercare di stringere più accordi possibili con altri espositori e rafforzare gli accordi con quelli già venuti per invogliarli a ritornare. La cosa non deve essere vista come una maggiore concorrenza sul posto, ma un “far fronte comune” per attirare quante più persone possibili.
Oddio, ma questo è un problema ben noto di chi scrive, anche una maggior presenza di cibo durante il festival non farebbe male, con postazioni sia per il dolce che il salato.
Vedremo l’anno prossimo cosa succederà, le potenzialità ci sono e sono tante, ora tocca all’alunno sfruttarle!

A tal proposito, voglio ringraziare tantissimo i ragazzi del Blend Bar di Castelfranco. Sono stati veramente supergentili, disponibili e alle volte con il dono dell’ubiquità per garantire a tutti la loro presenza e il loro appoggio.
Un grazie anche a Maurizio di Beija flor,  che ci ha ospitato presso il suo stand, e a tutti i compagni della ciurma, ovvero i Facili Giacomo&Jacopo, Scott Fraser di Tomatin, Jenna di Cadenhead, David Allen di Springbank e Will Pitchforth di Bladnoch. Ci siamo decisamente divertiti insieme, niente da dire!
E posso forse non salutare Federico Bosco di Cigarslover e Giuseppe Napolitano, alias IlBevitoreRaffinato, dopo aver condiviso con loro altrettanti momenti di risate? Sono la versione alcolica di Peppone e don Camillo, poche storie. O Andrea di Monkey Club? Gettate un occhio ai suoi eventi, datemi retta, il ragazzo ha roba interessante!
Un grosso saluto a Marco Maltagliati, anche se ha cercato di fregare a chi scrive l’ultima fetta di torta a colazione, ma cercheremo di perdonarlo! Ammirazione invece per Nicolò Veronese e Matteo Zampini, che hanno condiviso con noi le gioie (!?) di una bella birra geuze post lavoro!
Un grazie a tutti gli amici che sono venuti a trovarci anche da lontano, in primis Matteo e Martina. Lo sappiamo, l’avete fatto solo per il bere, ma ad una certa età un uomo deve imparare a non formalizzarsi e a guardare il risultato, no?
Un grazie anche a mia moglie Veronica che mi ha accompagnato in questa “trasferta”. Purtroppo non le è stato possibile seguire tutto il festival: avremo possibilità di rifarci!

Detto questo, vi informiamo che troverete sulla nosta pagina FB le altre foto dell’evento, taggatevi, cliccate, fate quel che volete, basta che le vediate!

A novembre, invece, vi aspettiamo ancora per scambiare due chiacchiere davanti a un bel bicchiere di whisky al Milano Whisky Festival, stesso luogo (Hotel Marriott) e stesso bar (stand Beija Flor). Per gli eventi presso la pasticceria, non disperate, stiamo lavorando per voi!

Prox articolo su queste pagine: il resoconto della degustazione live!

A presto, Davide & Sebastiano

 

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