Clynelish 16y MWF 2013 “Editto di Milano”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Clynelish

Imbottigliamento: OB, 1997-2013, for Milano Whisky Festival, ex-bourbon

Gradazione: 57,4 %

Prezzo: circa € 200

clynelish

Il Milano Whisky Festival è ormai alle porte e per buon auspicio tiriamo fuori dal cilindro un imbottigliamento di un Clynelish per un’edizione passata, quella del 2013 per la precisione. La selezione è stata soprannominata “Editto di Milano” dato che il famoso accordo fra Costantino e Licinio risaleva esattamente a 1700 anni prima.
Quanta cultura su queste pagine: ora apriamo la bottiglia (eh sì caro Andrea G.) e assaggiamo!

Spoiler: e’ buonissimo!

Colore: giallo chiaro

Naso: uh mamma! Sabbia, olio, legno di frassino con una spruzzata di limone e una grattuggiata di cocco acerbo. Wowowow! Ossigenandos,i esce una crema pasticcera alla vaniglia bella calda a cui si accompagna una frangipane. Possiamo dire quindi che ad un attacco fresco e sporco segue poi un’evoluzione sul dolce. A tal proposito ci sono anche delle pesce sciroppate aromatizzate alle noci moscate. Delle gocce di sciroppo di tamarindo concludono il quadro. La cera è presente, ma è molto in sordina. 
E’ molto curioso il bicchiere vuoto: sa di pasta della pizza cruda!

Gusto: dolce e pungente, da marmellata​ con succo di limoni. E’ un’esplosione di spezie varie, soprattutto pepe bianco, cui segue una pesca, coerentemente col naso, assieme a mela verde. Un pesce cotto agli agrumi? Secco e affilato in deglutizione, con una sensazione di acqua salata (che a noi fa sempre impazzire). Buonissimo, la dimostrazione che bastano poche “sfaccettature”, ma fate bene, a dare un prodotto eccellente.

Finalemedio lungo, con un’esplosione di cera, molto più che al naso. Carambola con una gradevole punta asprigna cui segue un tenue ma costante fumo, da stoppino che brucia. 

Abbinamento: un vassoio di ostriche, polipo, capesante e gamberetti, magari con del pane di segale e un bel burro salato bretone, oh my god!

Commento finale: quando assaggiammo tre anni fa questa selezione ovviamente Clynelish lo conoscevamo già. D’altro canto è stato proprio in questo episodio che nacque il nostro amore per la distilleria e riberlo oggi è stato come festeggiare l’anniversario di un matrimonio (!!??). Un whisky non per tutti per gradazione e potenza, siamo onesti, ma con un sapore disarmante da tanto è buono. Basta a rendere l’idea no?

Voto: 9,3



Tasting notes
:

Nose: sand, wax, oil, ash wood and lemon. Very Clynelish! As time goes by, vanilla pastry cream, “frangipane” and syrupy peach. Star fruit of course.
Mouth: Sweet and acid, like a jam and lemon juice together. Citrus fish? Peach, with sea water and green pepper.
Finish: medium long, with so much wax and smoke.
Comments: superb Clynelish, one of the best we have tasted.

Score: 9,3

 

 

Macduff 20y Valinch & Mallet

Scheda Iniziale :

Distilleria: Macduff / Glen Deveron

Imbottigliamento: Valinch & Mallet, 1997-2017, Lost Dram Collection, ex-bourbon

Gradazione: 51,3 %

Prezzo: circa € 159

macduff

Penultima recensione prima del Milano Whisky Festival, diamoci dentro con un nuovo whisky per il nostro blog: Macduff.
Parliamo di una distilleria aperta nel 1958 nel villaggio di Banff sotto il nome di Glen Deveron. Nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, giusto per confondere le idee a noi poveri consumatori. Ad oggi è stata scelta come strategia quella di chiamare sotto il nome “Glen Deveron” gli imbottigliamenti OB, mentre sotto il nome “Macduff” finiscono gli indipendenti, come il Valinch & Mallet di oggi. Per dovere di cronaca sappiate però che la maggior parte della produzione del distillato finisce nel blend William Lawson.
E’ interessante notare come la distilleria sia curiosamente dotata di 2 wash e TRE spirit stills, d’altro canto anche a Talisker fanno così, quindi facciamocene una ragione, no?Attualmente Macduff fa parte del gruppo Bacardi assieme a Aberfeldy, Aultmore (distilleria feticcio di chi scrive!), Craigellachie e Royal Brackla.
Un grazie a Davide Romano per il gentile assaggio e diamoci dentro!

Colore: giallo chiaro

Naso:  marmellata di rabarbaro, marsala sfumato in cottura (quello buono eh!), pesca gialla e guava. C’è poi un lato leggermente balsamico dato da resina e aghi di pino marittimo. In ogni caso e’ un profumo molto caldo che è difficile trovare in un bourbon. Con l’ossigenazione diventa una bomba di creme caramel alla vaniglia (t’el chi ul bourbon). The nero a cui segue un miscuglio di miele e nocciole, un croccante per intenderci. Per finire una spruzzata di agrumi, anzi cedro candito! Goloso !

Gusto: in parte diverso rispetto al naso. L’attacco è molto dolce e fruttato, poi stupisce: diventa molto fresco con coriandolo e cardamomo, limone e olio essenziale di pino. Ad aiutare un’acidità data da una bella mela renetta. Rosmarino? In deglutizione è leggermente secco, come alcuni nuovi Bowmore per intenderci, e si avverte una gradevolissima nota salata e vegetale.

Finale: medio lungo, con acqua di mare e una punta di cicoria tagliata fine fine.

Abbinamento: noi lo vediamo da aperitivo, con dei salatini al burro, alici e prosciutto crudo farete la vostra bella figura!

Commento finale: la bocca amplifica alcune note avvertite al naso. Abbiamo trovato molto interessante questo connubio fra un naso caldo e una bocca fresca con una spruzzata di sale. Adorando poi noi il salino diamogli un bel…

Voto: 8,5



Tasting notes
:

Nose: rhubarb marmalade, marsala, yellow peach. It evolves into creme caramel with vanilla. Again we have pastry with honey and hazel nut, like a “croccante” (an Italian sweet).
Mouth: very fruity and sweet, then it becomes fresh with lemon, pine essential oil, “renetta” apple and a little salt.
Finish: medium long, with sea water and finely chopped chicory.
Comments: really nice, a well-made aperitif whiskey with intriguing notes!

Score: 8,5

 

 

Degustazione Kilchoman con Peter Wills – SOLD OUT

Per l’ultimo evento dell’anno ci è stata fatta una offerta che non potevamo rifiutare (cit.)!
Come molti di voi già sapranno, giovedì 16 novembre si terrà una degustazione dei maginific torbati di Kilchoman, guidata nientepocodimeno che da Peter Wills, figlio di Anthony Wills, proprietario e fondatore della suddetta distilleria, che verrà appositamente dalla Scozia per farci conoscere i suoi fantastici whisky!
Ad affiancare Peter saraà presente Jacopo di WhiskyFacile nella veste di correlatore e traduttore (ogni scusa per bere è buona, vero ragazzi?!)
Kilchoman Range
Durante la serata vi serviremo 5 whisky:
Islay 100% 7th Ed. Vol 50%
Machir bay Vol 46%
Vintage 2009 Vol 46%
Loch gorm Vol 46%
Single cask Vol 58%
Islay e Machir Bay saranno accompagnati da una selezione di formaggi di Luigi Guffanti Formaggi 1876, grandissimo affinatore di formaggi famoso a livello internazionale, mentre il Single Cask verrà servito con una fetta del nostro panettone, per l’occasione senza canditi e con gocce di cioccolato.
In caso di non gradimento dei formaggi sarà disponibile un carrè di cioccolati scelti dal nostro pasticciere, si prega solo di avvisarci nella prenotazione.
Costo della serata? Solo 29 € per TRENTA posti disponibili !
Ci sarà anche la possibilità di acquistare gli imbottigliamenti (e di farseli autografare!) con sconti decisamenteinteressanti.
In tutto questo vi chiediamo però una gentilezza : di mettere il “partecipa” all’evento se siete su FB o di telefonare in pasticceria allo 0332 022916 e di passare a confermare con un acconto di 10€. In caso di problemi per lontananza contattateci pure in privato e troveremo la soluzione.
Vi aspettiamo, Davide & Sebastiano

Dalmore 1992 22y Cadenhead’s

 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Dalmore

Imbottigliamento: Cadenhead, 1992-2014,  Authentic Collection, ex-bourbon

Gradazione: 59,5 %

Prezzo: circa € 130

dalmore

Il Milano Whisky Festival si avvicina: come ormai saprete, ci troverete a sbevazzar…lavorare al bancone di Beija Flor, importatore in Italia di numero marchi, tra cui “Cadenhead”. Bien, cosa c’è di meglio quindi di una selezione di questo storico imbottigliatore per cominciare a prepararci?
A fare gli onori di casa un Dalmore di 22 anni, giusto per toccarla piano.
La distilleria è stata fondata nelle Highlands da Alexander Matheson nel 1839. E’ sopravvissuta a vari cambi di proprietà, alle due guerre e alla crisi del whisky degli anni 80 per poi approdare fino ai giorni nostri.
Attualmente è di proprietà della White & Mackay Ltd ed è guidata dall’eccentrico e leggendario Richard “The Nose” Paterson.
Giusto per vedere che personaggino è il nostro Richard, date un occhio al video qui sotto!

Tornando a noi, la distilleria è praticamente un mito fra gli appassionati e i collezionisti,  alcune sue bottiglie hanno superato in asta i 30.000€ ed oltre, robetta da tutti i giorni insomma.
Generalmente Dalmore invecchia il proprio whisky  in botti sherry Matusalem, avendo la distilleria un accordo con la bodega spagonola Gonzalez Byass. Oggi invece berremo un ex-bourbon selezionato da Cadenhead: con il cambio di botte il distillato risulterà comunque gradevole? Lo scopriremo a breve, prima di iniziare però una nota di colore, quasi da Trono di spade.
Se ci avete fatto caso, sugli OB c’è il simbolo del cervo reale e il motivo è semplice. Un avo dei Mackenzie, vecchi proprietari della distilleria, nel 1263 salvò la vita al re scozzese Alessandro III, che era stato aggredito proprio da un cervo. Come ringraziamento il re concesse, bontà sua, alla famiglia del suo salvatore di utilizzare il cervo reale come nuovo emblema araldico.
E’ sempre affascinante il legame che ha il whisky con la propria terra d’origine. Detto questo, versiamo!

Colore: oro antico.

Naso: l’alcool parte in quarta, d’altro canto siamo quasi a 60 gradi, lasciamolo quindi respirare un po’! Ohoo, golosissimo! C’è una crema pasticcera calda e budino alla vaniglia appena sfornato: roba da prima colazione a mille calorie. Appaiono poi dei fichi maturi, del legno di ciliegio e cioccolato bianco. Ci sono dei fiori, spariamo del gelsomino, mughetto. Tutti questi aromi però riescono nel difficile compito di non risultare stucchevoli, anzi! Buono!
L’aggiunta di acqua fa salire lo  zolfo,  la paglia e appare una marmellata di fichi. C’è un prato fiorito?

Gusto: l’ alcool la fa ancora da padrone all’inizio, occorre abituarsi pian pianino. E’ molto dolce con una punta di amarognolo che smorza. Da un lato infatti abbiamo del cioccolato latte bianco (dai, diciamolo: kinder maxi! ) e crosta del pandoro, dall’altra c’è la parte bianca dell’arancia e l’arancia stessa. Bello “burroso” in ogni caso!
Con acqua, appare una sigaretta bagnata non troppo gradevole a nostro modesto avviso e della susina.

Finale: abbastanza corto con una sensazione di marmellata di agrumi acida. Lascia la bocca  piacevolmente pulita.

Abbinamento: bevuto con un formaggio grasso a pasta semidura, come un bel bettelmatt stagionato, dona un risultato veramente interessante!

Commento finale: ci piace molto, ma siamo onesti: non è per tutti. Dona il meglio di sè infatti a gradazione piena e ricordiamo che siamo quasi a 60 gradi. Se siete, ehm, esperti? non avrete però problemi, anzi!
Andiamo anche ad analizzare il prezzo (che barboni!!): andate a vedervi cosa costa un Dalmore 21y OB a 42%. Fatto? Perfetto, siete ancora fra noi? Qua, invece,  al posto della “miscela” OB abbiamo un single cask con un anno in più a gradazione piena a circa 130 euro!! No dico, lamentatevi pure! Vai col voto !

Voto: 8,7


Tasting notes:

Nose: alcohol, pastry cream, vanilla pudding and white chocolate. Ripe figs and cherry wood. In the end jasmine and thrush.
Mouth: milk chocolate, pandoro, butter, orange and plums.
Finish: short with citrus marmalade.
Comments: very good, greedy and catchy! Beware of alcohol content. The price is very very low compared to the 21y OB.

Score: 8,7

Degustazione “Valinch & Mallet” ottobre 2017

I prossimi 30 giorni saranno abbastanza intensi per noi, quindi cominciamo subito a snellire il lavoro!
Partiamo quindi con il resoconto dell’ultima degustazione con Davide Romano della Valinch& Mallet, due serate dove avete avuto modo di provare 3 stili diversi di whisky provenienti da varie parti del mondo. (N.d.a. non preoccupatevi, ci stiamo comunque adoperando per organizzarvi anche una serata giapposa, dateci solo tempo).

 

Anche questa volta scriveremo una nostra piccola recensione e di seguito il vostro parere, sempre per fare un bel confronto costruttivo!

Sour Mash Tullahoma Bourbon 5y : voci di corridoio ci dicono che potrebbe essere un George Dickel, chissà! Tanta vaniglia e cocco con chiodi di garofano. Serge parla di geranio e sciroppo d’ acero e siamo d’accordo! Uvetta? Ha un corpo leggero, ci ricorda della frutta cotta, oseremmo dire prugna. La spariamo più grossa? Crosta del plumcake! Lascia in bocca un intenso cioccolato alla vaniglia. Voto: 8,4
L’abbiamo servito con un mini hamburgher con uovo di quaglia e salsa barbecue, per un risultato molto” ammericano”.

Naso: 7, 63

Gusto: 7,13

Finale: 5,13

County Louth 14y : il nome della contea nasconde il nome della distilleria: potrebbe essere Cooley ? Sentori di thè alla pesca, cioccolato al latte con una delicata cera, quasi saponosa. In bocca è dolce e speziato, con tanto caffè e ritorna il cioccolato. Il finale è medio e lascia in bocca un aroma da torrefazione. Non ci  piacciono molto gli irlandesi a dirla tutta, ma la doppia distillazione e la botte sherry ci portano in territori scozzesi a noi più familiari e quindi premiamolo! Voto 8,6
Servito con una Opera al cioccolato, nocciola e caffè, abbiamo cercato di esaltare gli aromi dell’irlandese, il quale a sua volta donava della leggerezza a questo dolce piuttosto carico. A giudicare dai vostri piatti svuotati in pochi secondi pensiamo di esserci riusciti!

Naso: 6,50

Gusto: 7,20

Finale: 6,63

Craigellachie 10y : uhuu com’è ceroso, risulta leggermente più intenso del Clynelish 14 OB per intenderci. C’è quasi un sentore di…biblioteca? Ovviamente la vaniglia non può mancare, siamo davanti ad un first fill bourbon. Ha il profumo degli imbottigliamenti che venivano fatti una volta. Cereale e pepe bianco. Bevendolo, risulta freschissimo con una gradevole nota di agrumi, ci pare un lime acerbo. Ritorna la cera calda! Un daily dram molto, molto interessante! Voto: 8,6

Naso: 5,80

Gusto: 6,10

Finale: 6,50

L’ultimo whisky, il Caol Ila 15y,  di fatto è stato servito a parte al di fuori delle schede di degustazione, per un motivo sostanziale: era esaurito ed è stata una mai abbastanza gradita concessione di Davide l’avercelo portato! Un special guest insomma! Ehi…Tranquillo che non ci offendiamo se vorrai ripetere eh!
Una botte sorella del precedente 14y, ma con un anno di invecchiamento in più che gli ha donato un corpo più caldo. A nostro avviso, infatti, è calato leggermente il lato costiero a favore del profilo sherry. Quest’ultimo risulta morbido e avvolgente, non c’è quell’astringente che alle volte può dare fastidio. Veramente buono!! Il finale è  lungo, fumoso e “arancioso”. Alcool non pervenuto, premiamolo con un bel 8,9 !

Una nota divertente guardando le vostre schede: si vedeva tantissimo chi adorava i profili sporchi rispetto a quelli dolci. Chi ha preferito il Bourbon non ha apprezzato il Craige per intenderci, e viceversa, ma è questo il bello del mondo dei distillati.
In ogni caso l’Irlandese ha messo d’accordo tutti: tirando le somme, infatti, complimenti al County che si porta a casa l’ambitissimo premio “Best della Serata”. Ah, se avesse concorso Caol Ila!
Bien, per concludere sulla nostra pagina FB troverete le foto della serata!
A presto,
Davide & Sebastiano

P.S. LUNEDI’ 30 OTTOBRE apriremo le prenotazioni per la degustazione con Kilchoman, sia via FB che via telefono! Al mio segnale scatenate l’inferno!

 

Port Charlotte 2008 HSC

 

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: Port Charlotte , 2008-2015,  High Spirits Collection for Giorgio D’Ambrosio, ex-bourbon

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa € 100

port

In attesa del resoconto dell’ultima degustazione con “Valinch & Mallet” quale idea migliore del bere un bel whisky per combattere l’attesa? Fruga fruga fruga ed ecco che salta fuori un interessantissimo Port Charlotte: vediamo di che si tratta!
Oltre al mostro Octomore, a Bruichladdich producono un altro distillato torbato, ma più elegante, ovvero il Port Charlotte qui presente. Ideato dal leggendario Jim McEwan, è prodotto solo con orzo scozzese, con una torbatura che si attesta sui 40ppm e viene lasciato maturare nell’omonimo villagio su Islay situato vicino alla distilleria.
Già questo bastarebbe per farci salivare, ma andiamo oltre.
La bottiglia di oggi è stata imbottigliata da High Spirits Collection, marchio di proprietà di Nadi Fiori, per conto di Giorgio D’Ambrosio, Franco Dilillo e lo stesso Fiori. Parliamo di tre pionieri del whisky in Italia, le cui facce statuarie, presenti sull’etichetta, sono state stampate volta per volta a colori per indicare a chi dei tre fosse stato dedicato l’imbottigliamento. Il quarto personaggio fotografato con la cravatta è nientepocodimenoche lo stesso Jim di cui sopra.
Memori poi di un clamoroso Port Charlotte 5y ex-sherry sempre  selezionato dal trio, non possiamo non essere più che curiosi nel versarlo!
Un enorme grazie a Giorgio D’A. e a Riccardo per averci dato la possibilità di provarlo.  E andiamo!

Colore: oro pallido.

Naso:  inizia con un bel connubio fra torba e  vino bianco, ci pare sauvignon, ma potremmo aver scritto una cavolata eh!  Abbiamo poi una sensazione di fumo che esce da un limonaia (what?!). Il lato vegetale in ogni caso si conferma quando, oltre all’ acqua di mare, appaiono un bel pò di alghe. In ogni caso siamo davanti ad una torba “pulita”, ha solo una punta dei toni di gomma di altri colleghi isolani. Con l’ossigenazione il fumo cresce e sempre nel “campo erbaceo” c’è della buccia di kiwi. Quando il naso diventa assuefatto, il profilo complessivo diventa paradossalmente molto leggero, nonostante i ppm di torba da Port Charlotte. Ohoooo!

Gusto: ce l’aspettavamo oleoso e un po’ pesante, invece è tutto il contrario, è freschissimo, con una punta leggermente dolce che ricorda lo start fruit. Ritorna il kiwi, acerbo a questo giro, oliva verde, fumo e ancora acqua di mare. Spezie sulla lingua come peperoncino e wasabi. C’è una punta di malto, probabilmente data dalla gioventù del distillato, ma assolutamente nulla di fastidioso.

Finale: lungo, con sale e tanto tanto fumo, senza essere invasivo, risultando veramente elegante. Resta in bocca una punta di pompelmo rosa.

Abbinamento: è banale, ovviamente, indicare un piatto di frutti di mare, ma quanto ci starebbe bene !? Si sente il mare, diamogli il mare, per Nettuno!

Commento finale: Senza avere chissà quale complessità, possiede però una gradevolezza di bevuta che pochi “6 anni” possono vantare! Noi poi adoriamo i whisky costieri e qua ci sentiamo decisamente a casa. Purtroppo non raggiunge i picchi assurdi del 5y sherry, ma resta comunque tanta roba, quindi…

Voto: 8,6

 

Novità doppie !!!

UDITE UDITE! Finalmente possiamo riverlarvi i due progetti che avevamo in serbo per voi da qualche mese a questa parte!

Già subito da un lato vi ringraziamo perchè siamo riusciti ad arrivare a questo traguardo solo grazie a voi e alle vostre assidue partecipazioni(e ai vostri problemi con l’alcool)! Dall’altro vi chiediamo di avere pazienza per la prima novità perchè vi dovremo “pigiare” un pò per cercare di accontentare tutti.
Ma di cosa stiamo parlando ?

– GIOVEDI’ 16 NOVEMRE ALLE ORE 21.00, presso la Pasticceria dolce Mente, si terrà una degustazione dei torbati di Kilchoman, guidata nientepocodimeno che da Peter Wills, figlio di Anthony Wills, proprietario e fondatore della suddetta distilleria, che verrà appositamente dalla Scozia per farci conoscere i suoi fantastici whisky!
Per i meno anglofoni di voi: non preoccupatevi, la degustazione sarà sia in inglese che in italiano.
L’evento, e le conseguenti prenotazioni, verrà ufficializzato 3 settimane prima!
Per ora un piccolo anticipo : i whisky saranno ben 5 !!!

– Quest’anno al Milano Whisky Festival & Fine Spirits – Ingresso gratuito la pasticceria Dolce Mente sarà presente con un proprio stand. Troverete per la gioia del palato il panettone milanese classico, quindi niente glasse o mandorle, ma aromatizzato al whisky per l’occasione! OVVIAMENTE potrete anche farvi consigliare un whisky adatto da berci assieme! Segnate sul calendario sabato 11 e 12 novembre!

Direi che abbiamo portato un bel pò di carne al fuoco, nei prossimi giorni arriveranno ulteriori dettagli !