Blair Athol 21y “Valinch & Mallet”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Blair Athol

Imbottigliamento: 1995- 2016, Sherry Puncheon for “Valinch & Mallet”

Gradazione: 56,8%

Prezzo: circa €  170

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Oggi andiamo in casa della signora Blair Athol a provare una nuova selezione dei nostri amici della Valinch & Mallet. Abbiamo ricevuto il campione a novembre 2016 poco dopo l’imbottigliamento, l’abbiamo fatto riposare un pò e adesso siamo pronti per aprirlo (in poche parole, abbiamo sete!). Per la nostra felicità, abbiamo una maggiorenne a tutti gli effetti, avendo passato 21 anni al sicuro in una bella botte ex-sherry.
Di Blair Athol vi abbiamo già parlato, quindi bando alle ciance e versiam!

Colore: ambrato.

Naso: inizia subito vinoso per poi dare un dolce profumo di more e fichi molto maturi. Ci sono ovviamente le note tipiche sherry con arancia e pompelmo candito. Ecco, ci ricorda gli aromi di una Flanders Red Ale, con quelle gradevoli punte di acido. Se non sapete di cosa parliamo, provate una bella Rodenbach e istruitevi, astemi!
Abbiamo poi polpa di pesca noce e una bella macinata di pepe rosa. C’è poi del profumo di malto e di….ovetto kinder! Regressione all’ infanzia? Sicuramente, ma le tasting notes ufficiali parlano di cioccolto al latte, quindi non siamo soli!
Ossigenandosi ulteriormente, abbiamo legno appena tagliato e un arrotondamento del profilo in quanto spariscono le note acidule dell’inizio.

Gusto:  ha un corpo succoso, con un attacco dolce che si mantiene a lungo. Si ripropone il cioccolato avvertito al naso, che vira in susina rossa. Davvero elegante. Poi ecco una esplosione di spezie con pepe nero, peperoncino verde e molto coriandolo che apporta freschezza al tutto. Restano poi degli elementi tanninici, e quindi astringenti, appena dopo la deglutizione, derivanti dalla botte utilizzata per il nostro whisky.

Finale: medio, leggermente secco, cioccolato opalys con una punta di vegetale e arancia amara.

Abbinamento: domani è Pasqua, quindi diamoci dentro con una colomba al cioccolato!
Se ci seguite su Facebook avrete visto “come” ce la siamo gustati.

Commento finale: V&M al solito ci riserva delle belle selezioni e questa riflette molto bene il loro stile: morbidezza ed eleganza, accompagnate da vagonate di spezie (ovviamente questa è una NOSTRA sensazione, quindi supermegampiamente contestabile!). Detto questo, il prodotto risulta veramente buono, da meditazione o, come detto sopra, da accompagnarsi al cibo.  Versatile! E quindi diamogli un bel…

Voto: 8,7

Detto questo, una piccola anticipazione! Abbiamo finalmente scelto i whisky per la prossima degustazione che terremo fra maggio e giugno: avremo con noi i single casks di Cadenhead’s, il più antico selezionatore scozzese, mica pizza e fichi. Panico paura! Seguiteci per i prossimi dettagli e….tanti auguri !

 

Highland Park 15y SMWS 4.213

Scheda Iniziale :

Distilleria: Highland Park

Imbottigliamento: 1999- 2015, 1st Fill Ex-Bourbon Barrel for SMWS

Gradazione: 56,6%

Prezzo: circa €  130

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Si è appena concluso il Rum Festival di Milano (di cui a breve vi faremo un resoconto) e, da bravi figlioli prodighi, torniamo felici nei nostri territori alcolici più abituali. Ah, brutta roba la nostalgia!
Oggi il menù ci riserva un Highland Park selezionato, rullo di tamburi,  dalla SMWS, alias “The Scotch Malt Whisky Society”. Parliamo di un club segretissimo (ehm!) nel mondo del whisky, fondato ad Edimburgo nel 1983 ad opera di Phillip “Pip” Hills. In pochi anni la società si è espansa a livello mondiale, andando a coprire tutti i continenti, Antartide a parte. Si sa, ghiaccio e whisky non funzionano bene insieme!
Le selezioni del Club sono molto particolari, l’etichetta balza subito all’ occhio: abbiamo un numero seguito poi da un codice e da una breve frase.
Il primo numero rappresenta la distilleria secondo l’ordine temporale di imbottigliamento della SMWS, il codice dopo invece è il numero di single cask finora da loro selezionati. Ci spieghiamo meglio: Highland Park è stato il quarto (4) single malt imbottigliato dalla SMWS, e questo nello specifico è il 213esimo single cask sempre da loro selezionato.
QUA trovate i codici rappresentanti le altre distillerie.
La breve frase scritta sotto rappresenta una brevissima, ma efficace, analisi sensoriale della bottiglia effettuata dai selezionatori della SMWS.
Insomma, la loro idea è quella di vendere non tanto una distilleria, ma piuttosto una “sensazione”. Molto bella come cosa! Saranno stati efficaci in questo caso? Vediamo subito!

Colore: giallo chiaro

Naso: miele e paraffina, è decisamente molto più oleoso rispetto agli imbottigliamenti ufficiali. Linfa d’erba e dragoncello sembrano completare il quadro. Tutto molto bello, ma il fumo? Dov’è il fumo?! Che peccato, è un tratto caratteristico di HP che noi adoriamo e qui manca. Amen, avranno selezionato questa botte perchè era divers…oddio! Eccolo finalmente, doveva solo ossigenare ulteriormente! E’ sempre il fine fumo made in Orcadi, eppure in quantità assurde, sembra di avere un caminetto che si sta spegnendo in mezzo alla stanza. In tutta questa coltre ci sono poi dei gradevoli profumi di mela cotta, buccia di banana e pesca con una spruzzatina di narciso.

Gusto: inizia subito dolce, praticamente mieloso con vaniglia e una grattatina di pepe. E’ solo un attimo però, poi sembra di essere in una salina. Sale, sale e ancora sale!  Il lato erbaceo del naso è ancora presente in bocca, per poi cedere il posto ad un sapore di pop corn. Ora sappiamo con cosa allietare la visione di un film quando andiamo al cinema, altro che il solito cestello! Il fumo non poteva ovviamente mancare e porta con sè anche una certa sapidità. L’aggiunta di acqua va ad aumentare il lato dolce del distillato, per quanto noi l’abbiamo preferito “nature”, più sporco.

Finale: di media lunghezza, con tanto fumo. Equilibrato, non complesso.

Commento finale:  i single casks di Highland Park regalano spesso delle vere e proprie perle e questa selezione della SMWS non è da meno. Per darvi una idea, è come l’imbottigliamento di base, il 12y, ma in versione “più”: più fumo, più olio, più miele, ecc. ecc., pur mantenendo una armonia ed una eleganza davvero notevoli. Premiamo quindi questa selezione con un bel…

Voto: 8,8

P.s. sì, l’etichetta del whisky a nostro avviso rispecchia molto bene l’anima del distillato:
con termini diversi abbiamo detto praticamente le stesse cose.

Convalmore 24y Rare Malts

Scheda Iniziale :

Distilleria: Convalmore

Imbottigliamento: OB, 1978-2003, Rare Malts Selection

Gradazione: 59,4%

Prezzo
: circa € 500

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Uhuu cosa beviamo oggi, un Convalmore del 1978! Brevissima storia e poi partiamo che non stiamo nella pelle!
La distilleria è nata nel 1893 nello Speyside, zona Dufftown, ad opera della Convalmore-Glenlivet Distillery Company. Il distillato prodotto veniva utilizzato soprattuto per la produzione del blend “Black and White”. Nel corso della sua travagliata esistenza (è anche bruciata nel 1909), la distilleria ha sperimentato  l’uso di alambicchi a colonna, ma con scarsi risultati. E’ stata utilizzata anche come alloggio di truppe durante la seconda guerra mondiale, per poi capitolare durante la crisi del whisky dei recenti anni 80 e venire così chiusa nel 1985. Attualmente il marchio appartiene al colosso Diageo.
La loro gamma Rare Malts Selection raccoglie malti di distillerie, generalmente chiuse, risalenti agli anni 70, 80 e 90. Sono autentiche gemme per noi bevitori e, ahimè, anche per i collezionisti, che ne fanno ulteriormente lievitare il prezzo. In ogni caso sono quasi sempre bottiglie che danno soddisfazioni, vediamo se anche questa sarà così!

Colore: giallo chiaro.

Naso: parte in maniera decisamente delicata, con  limone e melone. Sembra molto fresco, e l’impressione è confermata da una punta di mela acida. Facciamolo ossigenare un pò: oh my god, ritrattiamo tutto! Tanta cera con spruzzate di gasolio e un fumo quasi chimico a circondare il tutto. Gomma di pneumatici? Eppure, nonostante tutti questi elementi “appetitosi”, riesce a mantenere un’anima fresca. Concludono il tutto bacello secco di vanigia e noci appena sgusciate. Il naso, giusto per concludere, è decisamente particolare, o si odia o si ama. In ogni caso, non è dirompente….

Gusto: …al contrario della bocca! Ha un attacco fresco e frizzante con mentolo e tanto limone. Esplode poi in bocca con ancora agrumi e soprattuto con miele millefiori e un mix pungente di pepe, peperoncino e zenzero. Al momento della deglutizione appare un lato erbaceo. Mantiene comunque delle note oleose, (op op) “paraffian style”! Forse pochi elementi, ma perfetti, nessuno è fuori dal coro. Meraviglia!

Finale: lunghissimo, eucalipto, pepe e ancora cera. Il limone del palato si ripropone e vi accompagnerà per un bel pò, vero Andrea C.?

Abbinamento: sgombro affumicato a fette, olio extravergine di oliva, pepe e finocchietto.

Commento finale: frase retorica, ma di whisky così in giro temiamo che non ce ne siano più. Veramente buono, con un profilo che abbiamo adorato: sporco al naso e e brioso in bocca. Speriamo ricapiti l’occasione di berlo. Se il naso fosse stato travolgente come il gusto, avremmo avuto un campione fra i campioni, ma ahimè dovremo accontentarci! Anche al Bevitore Raffinato è piaciuto e concordiamo con lui col voto.
Grandi whisky oggi sui nostri canali!

Voto: 9,1

p.s. sabato 1 aprile saremo al RUM FESTIVAL , che si svolgerà presso l’ Hotel Marriott di Milano, dietro allo stand degli organizzatori: urca urca! Vi aspettiamo numerosi per due chiacchiere, ma soprattutto per bere, diamine!

Arran 6y for “Milano Whisky Festival”

Scheda Iniziale :

Distilleria: Arran

Imbottigliamento: 2008 – 2014, sherry hogshead for “Milano Whisky Festival 2014”

Gradazione: 59,8%

Prezzo: circa € 99

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Eccoci qua a dare anche il nostro parere  sull’Arran, “vincitore” della serata dedicata alle selezioni del MWF.
E’ sempre un piacere vedere imporsi un whisky proveniente da una piccola realtà come Arran: rappresenta la qualità che vince sulla quantità. E in effetti -spoiler- questo imbottigliamento è veramente buono! Ora basta con i preamboli e versiamo!

Colore: ambra scura.

Naso: che esplosione! Subito tanta arancia e sherry, poi ossigenandosi ecco spuntare cioccolato jivara e legno. C’è poi un buonissimo profumo polpa di fragola calda che ha preso il sole. Scusate l’espressione bucolica, in quanto non ci veniva in mente niente di meglio! Ecco poi un bel profumo di pelletteria, ci pare cuoio marrone. Una puntina di marzapane?  A condire il tutto, una bella spolverata di pepe e chiodi di garofano macinati.

Gusto: l’alcol si sente, ma relativamente, soprattuto se guardiamo la gradazione. Sessanta gradi e non venire ustionati non è roba da tutti i giorni. E’ molto coerente con il naso, abbiamo qua un corpo potente, ricco, eppure non è oloeso. Detto in termini più pratici, va giù che è un piacere! E’ un trenino di amarena, ciliegia nera e cioccolato fondente: sembra una torta foresta nera in piena regola! Non mancano poi una marmellata di arance leggermente amare e liquirizia. Siamo di fronte sicuramente ad una botte molto attiva che però, magia, ha mantenuto l’animo di questa distilleria senza snaturarlo o coprirlo. L’avevamo già bevuto a fine 2014 e che dire? Ci pare che, dopo due anni dall’imbottigliamento, si sia affinato ulteriormente.

Finale:  medio, piccante, con una liquirizia clamorosa e crema alla vaniglia (e non è un ex-bourbon!). In sordina, si affiancano fumo e thè nero.

Abbinamento: provatelo con una mortadella di fegato, diventerà una droga!

Commento finale: come già scritto nel resoconto della serata, ecco qua uno dei rari casi dove la giovanissima età dell’invecchiamento non conta. Abbiamo un whisky  di carattere, strutturato e delizioso da bere. Non è un legnoso come, ahimè, va di moda con molti NAS. Abbiamo visto che anche ai Facili è piaciuto parecchio, insomma basta leggere e andate a dissetarvi!

Voto: 8,9

Resoconto degustazione MWF 2017

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Eccoci qua a tirare le conclusioni della prima degustazione dell’anno organizzata in pasticceria. Abbiamo avuto con noi come ospiti i ragazzi del Milano Whisky Festival,  vediamo come è andata!
Durante la prima serata è stato con noi assetati (solo di conoscenza, eh) Gervasio, mentre per la seconda ci ha tenuto compagnia Andrea: i vantaggi di essere in due.
Ognuno dei due ospiti ha dato una sua personalissima direzione alla degustazione. Gervasio ha improntato l’evento su una cosa semplice, che spesso viene dimenticata: la bontà del whisky. Ci ha insegnato  ad apprezzare il momento di pace e di appagamento che un buon bicchiere del nostro distillato può dare. Edonistico e godurioso!
Andrea, invece, partendo dalle tre bottiglie in degustazione ha dato via ad un turbine di aneddoti, episodi, racconti sulle distillerie che hanno decisamente affascinato tutti noi.
Ora bando alle ciance e fuori i voti !

GLEN ELGIN con gnocchetti al taleggio di capra, noci e timo

naso = 6,30

gusto = 6.46

finale = 6.46

ARRAN con plum-cake ai profumi di Sicilia

naso = 7.30

gusto = 7.30

finale =  8.61

CAOL ILA con croccante di sesamo e ganache al cioccolato speziata

naso = 7.23

gusto = 7.46

finale = 7.07

Cosa notiamo? Già il Glen Elgin, nonostante fosse il primo whisky della serata e quindi per definizione il più bistrattato, è stato apprezzato. A detta dei commensali, si è poi sposato alla perfezione con gli gnocchi di Davide… Insomma, promosso!
Ma il preferito alla fine è risultato comunque l’Arran. Molto interessante il verdetto per due motivi.
Innanzitutto, ha vinto un “non torbato” e considerando i gusti di noi italiani è già un colpo di scena. Se poi consideriamo che con Arran parliamo di un whisky molto giovane (6 anni, dico sei!), beh cosa dire? E’ un grande imbottigliamento: la dimostrazione che, per la gioia delle signore,  alle volte l’età è solo un numero!
Complimenti ancora ai due mattatori della serata e ci sentiremo presto per le prossime degustazioni. Abbiamo delle idee in ballo e vediamo cosa va in porto!

Stay tuned Davide & Sebastiano.

P.s. sulla nostra pagina Facebook le foto dell’evento !

Spirit of Scotland 2017

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Da un pò di anni a questa parte c’è un evento a marzo che ogni vero appassionato di whisky non deve lasciarsi scappare : parliamo dello “Spirit of Scotland”!
Vi riportiamo qua di sotto tutti i dettagli, prendete appunti mi raccomando!

Roma, 4 e 5 marzo 2017
c/o Salone delle Fontane all’Eur
(Via Ciro il Grande, 10)

Sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival: appuntamento per appassionati, neofiti e professionisti del whisky con eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, ospiti internazionali, cocktail bar, tornei tra bartender, area gourmet e tanto altro

Si tiene a Roma, sabato 4 e domenica 5 marzo 2017, presso il Salone delle Fontane all’Eur (via Ciro il Grande, 10) la sesta edizione di Spirit of Scotland Rome Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano. Programma completo al link www.spiritofscotland.it

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mperdibile appuntamento per tutti coloro che vivono il mondo del whisky, Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival è un evento ricco di eventi, degustazioni, masterclass, seminari sulla mixology, incontri affidati ad esperti del settore con l’obiettivo di creare appuntamenti ad alto contenuto di “single malt”. Il tutto con la direzione artistica di Andrea Fofi, affiancato dai due whisky consultant, Pino Perrone e la scozzese Rachel Rennie. La scorsa edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival ha attratto oltre 4mila visitatori, appassionati e neofiti e riunito operatori ed esperti nazionali e internazionali, con oltre 200 brand presenti, 10 masterclass, 5 seminari mixology e 10 guest internazionali del settore presenti.

La sesta edizione 2017 presenterà masterclass di brand quali Isla of Jura e Dalmore. Tra gli ospiti del mondo della miscelazione, che terranno un seminario, figurano Erick Lorincz, Head Bartender dell’American bar del Savoy Hotel di Londra; Filippo Sisti, barman di Carlo Cracco e bartender internazionale; Fabio Bacchi, bartender, bar manager e fondatore ed editore del magazine specialistico BarTales e i bartender dell’Oriole cocktail Bar di Londra, capitanato da Luca Cinalli e Gabriele Manfredi. Altro seminario previsto, Mezcal Vs Whisky(ey), che vedrà in una sorta di scontro a quattro rispettivamente Roberto Artusio eCristian Bugiada dell’Agaveria La Punta da una parte e Antonio Parlapiano del Jerry Thomas e Pino Perrone dall’altra. Il Festival darà la possibilità di degustare whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche whisky prodotto in Italia. Nella giornata di sabato 4 marzo si terrà la Balan & Partners Mixology Contest, torneo ad eliminazione diretta in cui 8 bartender selezionati da una Giuria di eccezione, tra coloro che avranno inviato la propria candidatura, si contenderanno il titolo a suon di cocktail. Gli 8 bartender si sfideranno proponendo delle preparazioni realizzate utilizzando distillati presenti a Portafoglio Balan combinandoli con ingredienti di loro gradimento. Primo Premio di mille euro al primo classificato.

Tra i cocktail bar dell’area mixology che presenzieranno: Jerry Thomas Project; Argot; Freni & Frizioni; Madeleine; Propaganda e Litro. All’interno del salone sarà allestito uno spazio dedicato alle bottiglie vintage e rare portate da un collezionista e amatore del settore che ha lavorato anche a Londra per Whisky Auction. In occasione del Festival verrà presentato come ogni anno il nuovo imbottigliamento ufficiale in serie limitata, di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, che sarà naturalmente in vendita presso lo shop. Non solo drink al festival: è prevista anche un’area gourmet e degli abbinamenti con il whisky, dalle ostriche al salmone scozzese, dal cioccolato all’haggis, con la ricostruzione di un vero e proprio pub in stile scozzese con tanto di spine.

 Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival nasce nel 2012 grazie alla passione per gli eventi di uno dei due fondatori, Andrea Fofi e per quella del whisky da parte dell’altra,Rachel Rennie ma soprattutto per la mancanza a Roma di un evento sul mondo del distillato. Oggi la compagine è allargata con l’arrivo di Pino Perrone,Emiliano CapobiancoAndrea Franco e la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale, al punto tale da poter essere annoverata tra i Festival internazionali di maggior rilievo.


La sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival è realizzata grazie alle
partnership di: Visit Scotland (Ente del Turismo Scozzese) – Partner Istituzionali Italia / Scozia; Italian Chamber of Commerce for UK – Partner Istituzionale; Glencairn Glass – Glass Official Partner; Tiuk Travel – Travel Agency Partner.

 

Biglietto:
Intero: 10 euro – da diritto al bicchiere serigrafato del Festival, alla racchetta porta bicchiere e alla Guida

Ridotto: 7 euro – per accompagnatori che non bevono o per i bambini sopra i 12 anni e non prevede le upgrades del biglietto intero.
Le
degustazioni saranno a pagamento e il sistema sarà quello dei gettoni del valore di 1 euro ciascuno. Il prezzo di ciascuna degustazione sarà a discrezione di ciascun espositore.


Per informazioni:

www.spiritofscotland.it

info@spiritofscotland.it
tel. 06 50081251

Ufficio Stampa:

Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089

Come vedete i ragazzi de Roma hanno lavorato bene, sarebbe un peccato mancare!
Noi purtroppo per motivi di lavoro (&$£$!!%)  non avremo modo di esserci, MA se qualcuno trovasse delle belle samples di whisky da farci avere per consolarci, beh…non ci tireremo di certo indietro!

Benriach 1999 for LMDW

Scheda Iniziale :

Distilleria: Benriach

Imbottigliamento: 1999- 2014, sherry cask PX per “La Maison du Whisky”

Gradazione: 53,9%

Prezzo: circa € 110

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Per ingannare l’attesa del resoconto dell’ultima degustazione, facciamo spazio in dispensa e assaggiamo un bel Benriach. Il suo nome in gaelico significa “speckled mountain”. Fondata nel 1887 da John Duff in  zona Speyside, dopo un inizio non felice venne poi ceduta alla Longmorn Distillery. Essendo Benriach dotata di pavimenti per il maltaggio,  forniva l’orzo per se stessa e i suoi compratori.
Nel 2001 passò nelle mani della Pernord Richard. Il colosso francese, non avendo distillerie su Islay, comprò Benriach per cominciare a vendere whisky torbato. Non immise sul mercato nulla perchè poi cedette la distilleria nel 2004 alla compagnia sudafricana Infra Trading, sotto la guida di Billy Walker, che le donò una seconda giovinezza.
Purtroppo dopo poco tempo vennero chiusi i maltatoi, peccato!
Dal 2016, assieme a Glendronach e Glenglassaugh,  fa parte della compagnia  americana Brown-Forman Corporation.Vedremo che sorprese ci riserverà il futuro.
Tornando a noi, Benriach è famosa per fare maturazioni nelle botti più “esotiche” come Madeira, Port, Rhum, Claret, Grappa, Limoncello ecc. ecc. (ok, gli ultimi due ce li siamo inventati noi, per ora!). Spinti da questa varietà, abbiamo optato per un ex Sherry Pedro Ximenez (!) selezionato per la Maison de Whisky Parigi. Si vede che non amiamo molto i finish moderni, vero? Nulla di grave, è solo un nostro limite ahimè.
Detto questo, in alto i calici!

Colore: ambrato.

Naso: inizia con una vampata di miele e di melone, che vira poi in prugna bianca. Dopo pochi minuti però esce dal bicchiere un fortissimo profumo di zuppa inglese (alchermes , vaniglia e biscotti savoiardi quindi) e mandorle. Mamma che buono! Caldo, avvolgente, sembra che ti abbiano messo davanti in un piatto una fetta appena tagliata di questo dessert! Il tutto è condito da un lato speziato con dragoncello, cardamomo e pepe.
Verso la fine ecco l’immancabile arancia candita.

Gusto: subito speziatissimo con pepe e peperoncino e con quest’ultimo condivide il lato dolce oltre a quello piccante. Dopo ricompare in bocca il lato mieloso del naso cui si aggiungono uvetta di corinzio, buccia di pompelmo, rhum e un astringente lato erbaceo. Dal profilo olfattivo ti aspetteresti un corpo untuoso e avvolgente,  invece risulta più leggero del previsto. Buono per carità, ma ci aspettavamo una marcia in più. L’alcool picchia parecchio, per cui consigliamo di aggiungere due o tre gocce di acqua per stemperarlo un po’.

Finale:  lungo, è un’esplosione di fumo con tanto pepe. Molto convincente!

Commento finale: buono, sarebbe strano che la Maison sbagli una selezione in effetti. Se dovessiamo però andare a cercare il pelo nell’uovo, a nostro avviso è un whisky migliore all’olfatto che al palato: comunque resta sempre un gran bel bere eh!

Voto: 8,2