Bowmore 15y0 2000 Cadenhead’s

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bowmore.

Imbottigliamento: 15y 2000 bourbon single cask di Cadenhead’s, Authentic Collection

Gradazione: 58,4%

Prezzo: circa 90 €

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E’ la prima recensione dell’anno e con cosa possiamo brindare? Beh, Bowmore è una delle nostre realtà preferite, quindi, spinti dalla sete, andiamo su Islay di corsa.
Parliamo di una distilleria che fa veramente parte della storia della Scozia: pensate che è stata fondata addirittura nel lontano 1779 da John Simpson ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri. A dirla tutta, altro che sopravvissuta! Il suo malto, dopo quello di Laphroaig of course, è il più venduto di Islay.
Artefice di questo successo, oltre ovviamente ad un whisky di qualità, è il mega gruppo giapponese Suntory, proprietario di Bowmore dal 1994, che ha saputo valorizzare la produzione della distilleria, anche a livello di marketing non dimentichiamolo.
A distinguere Bowmore dalle consorelle isolane è la torbatura dei suoi whisky, non invasiva, ma fine ed elegante. Dave Broom utilizza a nostro avviso un efficacissimo paragone musicale. Se Ardbeg, Lagavulin o Laphoraig sono gli  Iron Maiden o i Metallica, Bowmore al contrario sono i Bonjovi: una band che suona hard rock, ma capace anche di bellissime e romantiche ballate. Rende bene l’idea, no ?
La bottiglia di oggi è opera del più antico imbottigliatore scozzese, la già nota Cadenhead’s. Il whisky risale al 2000 e i Bowmore distillati nel nostro millennio godono di ottima fama, sarà vero ?  Versiamo !

P.s. Scusate la lunga assenza dovuta a impegni di lavoro e di salute. Mi sono impegnato a bere, ma non a scrivere ahimè! Miserere mei!

Colore: giallo oro.

Naso: Che profumi gente! Il fumo e la torba ci sono per carità, ma sono lì “solo” come antipasto. Poi si apre e c’è una esplosione di pasticceria con frolla, biscotti al burro e mandorle e crema pasticcera, il tutto aromatizzato alla vaniglia. Nulla di troppo dolce però, veramente ben dosata! Diamogli tempo ed ecco la frutta tropicale Bowmore-style con polpa di mango e papaya a farla da padrone. Ha poi un lato fresco che ci ricorda dell’ananas (aridaje coi tropici) marinato con della menta tritata. Aringa affumicata, gnam! C’è infine una leggera nota marsalata dopo molto tempo. Il bicchiere vuoto profuma di cenere di caminetto.

Gusto: fresco, di corpo non pesante, è solo leggermente oleoso. Beh l’alcool si sente, inutile nasconderlo, ci sono delle stilettate dovute alla gradazione che lo rendono un pò pungente, ma non è nulla di così traumatico. Limone, lemon grass e tanto peperoncino. La torba è come al naso, ovvero fine e sovrastata dal lato tropicale. Ancora ananas con anice. Tutta la frutta del profilo però è decisamente “sotto sale”, con una punta di salmastro.
L’aggiunta di acqua fa virare il profilo tropicale in arancia amara. Se si regge la carica dei 58 gradi, lo preferiamo “nature”, con una (?) eccezione che sarà chiarita più avanti.

Finale: lungo e fumoso con una punta di erba bagnata. Il sale del gusto si ripropone ancora.

Abbinamento: alla cena di fine anno presso “la Vineria” di Varese lo abbiamo servito con un risotto alle ostriche e aria di pompelmo rosa. Un matrimonio perfetto che qualcuno di noi so che rimpiange ancora. Andando nel dettaglio, come Alessandro P. ci ha fatto notare, il distillato diluito con le sue note agrumate si sposa ancora meglio!

Commento finale: se amate i Bowmore, qua ve ne potete portare a casa uno buonissimissimo ad un prezzo diremmo più che accettabile. Non gli diamo 9 solo perchè l’alcool si sente abbastanza. Certo, il problema non si pone se prima avete bevuto altri whisky che vi hanno “preparato” la bocca: in tal caso la goduriosità raggiunge nuove vette!

Voto: 8,8

Littlemill 24y Cadenhead’s 2016

Scheda Iniziale :

Distilleria: Littlemill

Imbottigliamento:  1992-2016 , 24y “Closed Distilleries” by Cadenhead’s

Gradazione:  52,2 %

Prezzo: circa € 300

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Natale è ormai alle porte e quindi  in questo clima di cibo, acquisti da urlo e spese pazze,  ci tocca aprire una bottiglia a tema, no ?
La scelta è caduta su una distilleria chusa dell’estremo sud della Scozia, la mai abbastanza rimpianta Littlemill.
Rimpianta perchè è stata chiusa nel 1994 e smantellata l’anno dopo dalla Loch Lomond Distillery Company. Come se non bastasse, nel settembre dello stesso anno ci si era messo anche un incendio a far svanire ogni sogno di riapertura della distilleria. Un vero peccato perchè il whisky di Littlemill, così fruttato, lo rimpiangiamo tutt’ora.
Nonostante venisse prodotto nelle Lowlands, si approvvigionava d’acqua dalle vicine colline Kilpatrick, nelle Highlands , come fa al giorno d’oggi la sua vicina Auchentoshan.
Altre particolarità rispetto alla “concorrenza della zona” è stato l’abbandono della tripla distillazione nel 1930 e la presenza di colonne di rettificazione stile “grain”, installate allo scopo di ottenere un whisky che maturasse più in fretta.
Il prodotto finale nel corso degli anni a Littlemill è stata molto differente, si andava dal pesantemente torbato all’unpeated, e il distillato veniva utilizzato di volta in volta o per essere imbottigliato o per andare a comporre dei blends, insomma a seconda delle richieste di mercato.
Una curiosità: non ci sono documenti ufficiali, ma forse stiamo parlando della più antica distilleria scozzese. E’ vero che è stata fondata “solo” nel 1772 da  George Buchanan, tuttavia pare che venisse praticata l’attività della distillazione nel luogo addirittura dal lontano 1300.
Detto questo,  Santa Klaus is incoming! Se vogliamo dei regali per Natale, dobbiamo sapere cosa chiedere no? Versiamo subito!

Colore: oro chiaro.

Naso: ohibò, è piuttosto chiuso. Abbiamo un miele in sordina e il profumo del gambo del prezzemolo, assieme a pesca e vinacce da grappa. C’è poi un odore di carbonato d’ammonio, che è quell’addittivo che si sente in certe merendine tipo Fiesta, e di curacao. Con l’ ossigenazione, il vegetale aumenta e compare del cioccolato bianco e del muesli. Non è un naso comunque appetitoso, il profilo resta quasi…tenuto sotto chiave?

Gusto: dolce e frizzante. E’ un’esplosione di frutta, quello che ci attende! Non lo diresti al naso, temevamo di trovare un qualcosa di spento, e invece! Polpa di pesca, miele millefiori e ananas hanno la parte del leone, giocando e stuzzicando le nostre papille gustative. Sembra quasi di avere a che fare con un sauternes! Buccia di mela gialla, cioccolato bianco e dragoncello completano il tutto. Ha degli elementi tanninici e astringenti che gli donano carattere, una bontà!

Finale: lungo con tante spezie, pepe, peperoncino giallo e zenzero candito. Ritorna ancora la pesca gialla matura.

Abbinamento: il nostro cestino natalizio di frutta secca, noci, nocciole e arachidi ha trovato il suo amico fidato !

Commento finale: Da un lato un whisky andrebbe valutato tenendo conto di tutti i suoi profili sensoriali e qui siamo tutti d’accordo.Dall’ altro però per noi alcolizzati i distillati esistono per essere bevuti, non sniffati. Lapo non sarebbe d’accordo, cercheremo comunque di perdonarlo. Detto questo, preferiamo quindi premiare il sapore di questo Littlemill, veramente veramente buono, a discapito di un naso così così.
Un grazie a Maurizio per il sample.
Un appunto finale concedetecelo: perchè? Perchè ne abbiamo comprato una bottiglia sola? Perchè??!!

Voto: 9,0 secco!