Glenlivet 30y Cadenhead’s

Scheda Iniziale :

Distilleria: Glenlivet

Imbottigliamento: Cadenhead, “Chairman’s stock”, ex-sherry,  1976-2006

Gradazione: 57,1 %

Prezzo: circa 350 euro

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Uhuuu, cosa abbiamo qua oggi? Un Glenlivet di 30 anni, imbottigliato da Cadenhead! Ora, considerando che, di Glenlivet, abbiamo bevuto dei single cask molto interessanti, diciamo che siamo leggermente attratti da questa bottiglia. Di Cadenhead vi abbiamo già parlato, vi diciamo solo che questa bottiglia appartiene alla serie “Chairman’s stock”. La leggenda vuole che, sotto questa linea, vengano imbottigliati whisky dall’età importante provenienti dalla collezione privata del presidente. Non so se ci siamo spiegati.
Versa, versa!!!

P.s. ci stavamo dimenticando, complice la sete di conoscenza! Minmore, scritto sulla bottiglia fra parentesi di fianco a Glenlivet, indica il luogo dove sorge la distilleria.
P.p.s. oggi siamo pigri e quindi niente storia della distilleria, ecco!

Colore: ambra scuro.

Naso: arancia gialla, sia candita che polpa, seguita da tonnellate di pudding. Ribes rosso macerato con nosce moscata. Molto gradevole, peccato che l’alta gradazione si senta abbastanza dando comunque delle gradevoli sensazioni di frutta rossa sotto spirito. Diamogli tempo e grazie all’ossigenzione ecco della buccia di albicocca acerba, vaniglia, uva rossa te rooibois. Serge parla di fumo, noi ahimè non lo sentiamo, dobbiamo studiare e sniffare di più! Se proprio dobbiamo trovarci un lato sporco, avvertiamo una punta di canfora.
L’aggiunta di acqua copre la canfora e il tutto diventa più morbido. Ecco che appare del fumo, di sigaro oseremmo dire, leggermente acre. Non siamo da bocciare in fondo, solo rimandati! Confettura di ciliegie.

Gusto: molto coerente col naso, ha un impatto pungente e astringente, sherry of course!
E dallo sherry arrivano frutta sotto spirito legno , pesca noce e liquerizia. Toh, riecco il fumo del naso! Secco in deglutizione. Molto gradevole, ma ci aspettavamo un corpo più robusto, al contrario sembra quasi leggero.
Con acqua, sulla lingua aumenta il lato speziato con caffè espresso, chiodi di garofano e cumino nero. Appare dell’inchiostro a chiudere il tutto.

Finale: medio corto con pepe e cuoio. Tornano in seconda battuta le note sporche di inchiostro e lucido di scarpe.
Con acqua aumenta decisamente il fumo. Ehi, era proprio fumoso questo Glelivet, allora!

Commento finale: ci ha lasciato un pò con l’amaro in bocca, uffa! Le aspettative erano tante e per essere buono è buono, per carità, però non ci ha fatto strappare i capelli, sopratutto considerando il prezzo. Alle tante cose positive si affiancano dei piccoli difetti, a nostro avviso eh, che gli impediscono di entrare nella Top dei nostri cuori. Tirando le somme, nella nostra personalissima classifica, non gli diamo un brutto voto eh, siamo quasi da 8! E quindi…

Voto: 7,9

 

 

 

Benromach 10y vs Benromach 10y 100 Proof

Non solo il caldo non ci ferma, ma, siccome sudando si ha più sete, oggi analizzeremo non uno, ma ben due whisky! Entrambi sono stati prodotti e imbottigliati in casa di una nuova (per il nostro sito) distilleria dello Speyside, Benromach. Parliamo di una piccola distilleria fondata nel lontano 1898. Dopo varie vicissitudini, fra alti e bassi, venne chiusa negli anni della grande crisi del whisky, nel 1983. Per nostra fortuna, pochi anni dopo l’imbottigliatore Gordon & Macphail si mise in cerca di una distilleria dove poter investire e la nostra cadeva a fagiolo. Acquistata nel 1993, dopo 5 anni di lavori Benromach rivide la luce al cospetto del principe Carlo e ricominciò a produrre per i nostri palati mai dissetati.
Tornando alle nostre bottiglie, oggi proveremo il 10y ufficiale 43% e soprattutto la versione a 57%, detta “Navy Strenght”. Il perchè del soprannome?
Andando indietro nel tempo, non esisteva una strumentazione per misurare la gradazione di un distillato. Per fortuna la Marina Militare aveva scoperto questo metodo (nato per il Gin): se si univa un distillato troppo diluito assieme alla polvere da sparo, formando così una pasta, quest’ultima non avrebbe preso fuoco tramite un acciarino. La combustione sarebbe avvenuta solo in presenza di un distillato dall’elevata gradazione, a partire proprio dai 57% (equivalenti a 100 proof) di cui sopra.
Prima dell’assaggio, un grazie all’enoteca Meregalli, importatore ufficiale di Benromach, per la sample del 10y e al collega di A Song of Ice and Whisky per la sample del Navy!
E ora beviamo !

Scheda Iniziale :

Distilleria: Benromach

Imbottigliamento:  10y OB 2015 (9y 80% ex-bourbon e 20% ex-sherry con un finish di 1y in ex-sherry oloroso)

Gradazione:  43 %

Prezzo: circa € 60

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Colore: oro chiaro

Naso: il profumo iniziale è molto caldo e vellutato con albicocche disidratate, crema alla vaniglia e tanto legno di quercia. Questi profumi vanno quasi a sovrastrare un lato torbato e salino: ha bisogno di respirare. Con l’ossigenazione, polpa di albicocca e pesca cui segue un lato più particolare, ceroso e oleoso. La torba si avverte più chiaramente accompagnata da una punta di muschio leggermente umido. Per finire, mostra una curiosa anima marina con filetto di sgombro ai ferri.  Forse tabacco?

Gusto: molto dolce, estremamente facile da bere. E’ un whisky che è stato chiaramente imbottigliato con l’idea di essere…finito in fretta? E, a nostro avviso, l’obiettivo è stato centrato.  Pesca e prugna gialla, il tutto con una spolveratina di cardamomo, coriandolo e dragoncello. Ancora molto legno, anzi, uno chalet di legno (cit. Stéphanie)! Punte di affumicatura e sale. Nella sua semplicità, è veramente gradevole!

Finale: medio corto, salino con un leggero lato torbato. Resta del pepato sulla lingua.

Commento: più che buono. Se proprio dovessimo andare a cercare il pelo nell’uovo, avevamo provato una edizione più vecchia e ci sembrava meno legnosa (botti meno attive?) e quindi per noi più gradevole. In ogni caso de gustibus ecc. ecc. , a noi piacciono i whisky un po’ più sporchi, ma è un nostro gusto, per cui non sarà certo questo ad impedirci di dargli un bel…

Voto: 8,2


Distilleria: Benromach

Imbottigliamento:  10y OB 2015 (9y 80% ex-bourbon e 20% ex-sherry con un finish di 1y in ex-sherry oloroso)

Gradazione:  57 %, 100 Proof Navy

Prezzo: circa € 100

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Colore: ambra

Naso: molto più “dirty” e leggermente pungente. Sale, una torba vegetale e olio in primis, il tutto condito da una spruzzatina di sottobosco, tipo humus. Gambo di sedano bianco? Ossigenandosi, il profilo diventa più dolce e si avverte anche l’influenza dello sherry con una composta di mela renetta e limone, albicocca non maturissima e crostata vanigliata alla frutta. Pepe nero appena macinato!

Gusto: parte bello salino, per poi dare spazio a dell’olio di noci: è solo il preludio prima della tempesta. Complice anche l’elevata gradazione, arriva una valanga di spezie con caffè, noce moscata, rafano, chiodi di garofano, origano e cannella. Notevoli anche i sentori di cioccolato, anzi, ci pare piuttosto cacao in polvere. Mostra decisamente un carattere da purosangue dello Speyside. Ha infine un lato dolce, legnoso e “vanilloso”. Però!

Finale: medio-lungo, torbato e leggermente amaricante. Cenere? Oddio, ci pare di sentire anche delle foglie umide: sarebbe coerente col naso, ma forse abbiamo solo bevuto troppo!

Commento: semplicemente il nostro OB a gradazione piena preferito, come il 10y, ma a tutto volume! Se cercate una alternativa ai soliti torbati di Islay, sappiate che il Navy non ha nulla da invidiare a questi, anzi. E via col voto!

Voto: 8,8

 

Octomore 4.2 Comus

Scheda Iniziale :

Distilleria: Bruichladdich

Imbottigliamento: Octomore 5y 4.2 Comus

Gradazione: 61%

Prezzo: circa 350 euro

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Ragazzi che caldo! Per raffreddarci ci concediamo un bel whisky fresco, leggero, praticamente da aperit….no ahimè, oggi tocca ad uno dei whisky più torbati in circolazione, il famoso Octomore! Sopravviveremo?
Parliamo di torba e ovviamente siamo su Islay, presso la distilleria Bruichladdich. La nostra nel suo core range possiede 3 linee di imbottigliamento:
– Bruichladdich a zero torbatura
– Port Charlotte a elevata torbatura (40 ppm), paragonabile per intenderci ad un Laphroig o ad un Ardbeg
– Octomore, la cui torba può tranquillamente superare i 200 ppm (!!).
La selezione di oggi è una delle versioni più leggere, da soli 167ppm, un 5 anni denominata Comus. Creatura nata dalla mente del mitico Jim McEwan, prende il nome dal figlio di Bacco e Circe, scelta non casuale in quanto il whisky è stato sottoposto ad un finish in botti di Chateau d’Yquem.
Un enorme grazie a Alessandro P. per il, non sa quanto, gradito sample.
Torba e sauternes, abbiamo già l’acquolina, versiamo subito!

Colore: giallo paglierino.

Naso: il pungente dell’alcool si avverte leggermente, ma viene poi subito coperto giusto giusto da un “po’” di torba, stile gommista: un bel copertone sporco d’olio, che potete trovare dal vostro meccanico per intenderci. Possiede un lato salino, marino con alghe. Ecco poi il profumo che ha la legna umida dopo che ha finito di bruciare.
Mescolando il tutto, concedeteci la sinestesia, possiamo dire che, se esistesse un odore piccante, beh, questo lo è!
Accanto a questo lato dirty  però c’è un’anima mielosa, vellutata e vinosa. Ci facciamo un bel viaggetto ai tropici con ananas disdratato, mango e polpa di pesca noce. Come condimento finale una bella spolveratina di curcuma, cannella e zafferano.
Ossigenandosi aumenta il lato vegetale, sembrerebbe quasi linfa.

Gusto: mostra un lato dolce in bocca che dura solo un istante. Poi è tutta un’ esplosione, una piccante onda di sale, pepe e peperoncino: sì, decisamente pungente! La giovinezza del malto un po’ si sente, ma non è nulla di grave. Se il profilo si limitasse solo a questo però potrebbe dare fastidio, ma no panic! Ecco che ritorna in aiuto alle nostre papille la dolcezza del finish. Si ripropone la pesca del naso (sciroppata?), frutto della passione e ananas rosso. Appena deglutito c’è dell’uva moscata, è un lampo, ma molto evidente (per noi eh!). Una punta di menta dona freschezza al tutto. Abbiamo quindi una doppia anima, coerente col naso.
L’aggiunta di acqua ne aumenta la salinità, siamo in casa dei distillatori di Port Charlotte dopotutto. Un corpo avvolgente!

Finale: lungo e torbato. Resta una sensazione oleosa in bocca come dopo una abbuffata di noci (!). Si avverte ancora il sale del palato, ma in maniera più tenue.

Abbinamento: starebbe bene, anzi benissimo, con un risotto ai frutti di mare, ma il nostro consiglio è di berlo come whisky da meditazione. In ogni caso l’importante è averne nel bicchiere!

Commento finale: una eleganza e una delicatezza che non ti aspetti. Come sapete, non siamo dei fan dei finish in vino, ma il sauternes è sempre per noi una felice eccezione.
Temevamo un prodotto troppo costruito, per feticisti della torba. E’ anche questo, chiaramente, ma è un grande whisky, punto. Se Jim McEwan ci ha messo la faccia, qualcosa vorrà dire no ?
Peccato per il prezzo, limitiamoci a dire un po’ “costruito”, perchè è veramente molto molto buono! Guardiamo questo difetto chiudendo mezzo occhio e lo premiamo con un bel:

Voto: 9,0

 

Degustazione “Cadenhead’s” maggio 2017

Nonostante il caldo, non molliamo un colpo e siamo qua a tirare le somme dell’ultima degustazione “whiskosa” prima dell’estate!
Avevamo, come anticipato, tre bottiglie, provenienti dall’ampissimo portafogli di Cadenhead’s.

 

Scriveremo di seguito una nostra piccola recensione e di seguito il vostro parere, anche per fare un simpatico confronto fra di noi. Partiam partiam!

Bladnoch 1990 23y Vol. 48,5% : naso di frutta, limone e pepe. La bocca mostra le tipiche note della distilleria con nocciola, accompagnata ancora da limone e pepe. Pera abate. Leggermente secco, forse una punta di fumo? Fresco e al contempo intrigante! Ci spiace che non sia stato apprezzato come meritava a nostro avviso, ma ahimè è il destino del primo whisky ad ogni degustazione (ed ogni bocca è bella a mamma sua!). Voto: 8,8
L’abbiamo servito con gambero rosso argentino, frutto della passione e pane carasau.
Un grazie alla Bottega del pesce di Gallarate per averci fornito il crostaceo ed averci tolto le castagne dal fuoco (chi sa, capirà)!

Naso: 5,9

Gusto: 5,6

Finale: 4,5

Clynelish 1995 19yo sherry Vol. 54,6% : subito carne, salsiccia e cuoio. Molto zolfoso, ricorda più lo stile di un Glenfarclas piuttosto che di un Glendronach, tanto per dare una idea. Al palato si sente subito lo sherry, con dei tocchi da “Mon Chéri” molto alcolico. Cera assieme a uva passa e molte spezie piccanti. L’aggiunta di acqua copre le note sporche e lo fa girare decisamente verso un profilo più fruttato e dolce. Sorprendente! Peccato per il finale un po’ troppo alcolico, gli serve una diluizione per dare il meglio di sè.
Voto 8,7

Naso: 6,7

Gusto: 7,3

Finale: 7,3

Bunnahabhain 1997 17yo Vol. 57,5%: naso elegantissimo, con una torba potente, oleosa, eppure molto fine e plasmata dagli anni in botte. In bocca limone e acqua di mare, molto gradevole da bere, sembrerebbe fresco se non fosse per i gradi (che, comunque, si avvertono relativamente). Finale fumoso con scorzette di agrumi a finire. Voto: 8,6
Qui l’abbinamento ha spiazzato un po’ tutti, l’abbiamo servito con una millestrati a base di fragola, basilico, albicocca e mandorla: speriamo che vi sia piaciuto!

Naso: 7,3

Gusto: 7,3

Finale: 7,1

Tirando quindi le somme, abbiamo servito 3 whisky molto differenti l’uno dall’altro, ciascuno, a nostro avviso, degno rappresentante della zona da cui proveniva. W il terroir!
Questa diversità ha spaccato i vostri voti, basta guardare le schede. Ci sono whisky che hanno entusiasmato e altri che hanno deluso. In ogni caso, ci pare che sia stata apprezzata la varietà delle sensazioni offerte. E’ proprio questo che rende unico, a nostro avviso, il whisky: un così ampio spettro di sapori non riscontrabile in altri distillati. Ora lapidateci pure, ma dateci un’attenuante: siamo di parte, ahimè! Detto questo, il vincitore è il Bunna torbato e non ci stupisce, è un grande imbottigliamento.
Tornando a noi, nelle prossime settimane continueremo con le recensioni e state pronti per dopo l’estate! Se tutto va come deve andare, faremo per la stagione autunnale un ciclo di degustazioni magari un pò ravvicinato, ma che porterà presso la Dolce Mente degli autentici VIP del mondo del whisky!
Stay tuned!

Davide & Sebastiano

p.s. su Facebook metteremo a breve le foto dell’evento

 

Milano Whisky Day 2017

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Scusate la lunga assenza da queste pagine, ma siamo stati veramente oberati dagli impegni. E’ ora quindi di recuperare e partiamo quindi dall’ultimo evento a cui abbiamo partecipato, ovvero il Milano Whisky Day 2017.
Per la prima volta eravamo dietro al bancone di un festival di whisky e ci sembra d’obbligo innanzitutto ringraziare Andrea e Giuseppe per l’occasione che ci hanno dato.
E’ stata una bellissima esperienza e devo dire di essermi divertito parecchio, anche grazie alla compagnia. Al mio fianco c’erano i WhiskyFacile, WhiskySucks, Uischi.it e tanti altri ragazzi che ci hanno aiutato a sbicchierare per voi. Eravamo divisi per “tavoloni”, ciascuno rappresentante una determinata zona della Scozia e a noi, nello specifico, erano toccate le Highlands.


Il resto della sala era occupato da importatori diretti del nostro caro distillato e notevole era la presenza anche dei whisky giapponesi, che, come il prezzemolo, non mancano mai!
Ho incontrato durante la giornata amici già visti in qualche altro festival e  soprattutto qualche lettore di questo blog: la cosa da un lato ammetto mi ha quasi imbarazzato, ma mi ha fatto un piacere che non avete idea! Grazie ancora!
Parlando di distillati cosa ho provato di interessante? Ve li elenco così, come mi vengono in mente:
– Caol Ila 15y sherry del MWF: torba e sherry, la goduria!
– Aultmore 15y di Cadenhead’s : tropico e sottobosco insieme, è una distilleria magari poco nota, ma che alle volte regala grandi soddisfazioni.
– Glenfarclas 15y e 17y: davvero servono parole?
– Glendronach 12y Sauternes: come sapete, non amo molto i wine finish, eppure per il sauternes faccio sempre eccezione.
– Kilkerran 8y a gradazione piena: secondo me meglio degli altri a 46°C, anzi decisamente, una bontà.
– Un Balvenie single cask da strapparsi i capelli, il che, nel mio caso, non è facile.
– Teaninich mi pare 21y  22y sherry (grazie Giorgio!) sempre di Cadenhead’s: mamma mia che bontà, liquirizia e crodino fusi benissimo. E’ stata anche la prima bottiglia che abbiamo finito al bancone, ahimè!

Detto questo, cosa dire? Esperienza formativa senza alcun dubbio, è affascinante cercare di capire cosa cerca la gente in un distillato e cosa gli può piacere, soprattuto quando queste cose alle volte non coincidono (!!).
Per finire, è d’obbligo un saluto alle nuove persone che ho conosciuto quel pomeriggio, sia del settore che non. Spero di rivedervi tutti al prossimo Milano Whisky Festival di novembre. Slàinte!

A presto!!

Roma Cocktail Week 3^a edizione

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Sappiamo che non fa parte del mondo del whisky, ma da appassionati, ahimè per il nostro fegato, anche di miscelazione non potevamo non segnalarvi questo evento che si svolgerà a breve a Roma. Dategli un occhio e fateci un saltino! 

Roma, 17, 18 e 19 giugno 2017
c/o Officine Farneto
(via dei Monti della Farnesina, 77)

Roma Cocktail Week
terza edizione

Con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, 6 top cocktail bar di Roma, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass, abbinamenti drink-food, mostra mercato, sfide tra bartenter, il ‘barman per un giorno’, ma anche concerti e djset.

Si tiene a Roma, presso le Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina, 77) il 17, 18 e 19 giugno 2017 la terza edizione della Roma Cocktail Week, progetto nato dal format Spirits, ideato e curato da Nufactory in collaborazione con Smash eWoow e con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, uno dei più grandi barman italiani. Il programma completo del festival al sito ufficialewww.spiritsevent.com

Un grande evento – il primo grande festival a Roma dedicato alla cultura del bere bene e all’arte della miscelazione – che prevede un’offerta vasta ed eterogenea:sei top cocktail bar, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass e degustazioni, abbinamenti drink-food, sfida tra scuole di bartending, il ‘barman per un giorno’, concerti e dj set fino a notte inoltrata. Novità di quest’edizione della Roma Cocktail Week sarà la mostra mercato, uno spazio dedicato all’esposizione e vendita al pubblico. Grande attenzione verrà rivolta al ‘bere responsabile’: far crescere la cultura e la conoscenza del ‘saper bere bene’ è infatti uno degli obiettivi della Roma Cocktail Week, evento dedicato al consumatore e rivolto a un pubblico eterogeneo, dai semplici curiosi agli amanti dell’arte della miscelazione di qualità.

Sei tra i migliori cocktail bar e speakeasy di Roma saranno ospitati per la produzione di loro cocktail e creazioni. I relativi Bartender leader, rappresentanti del top della mixology romana, creeranno drink list specifiche per la Roma Cocktail Week e ogni bar sarà specializzato in una linea di prodotto, nell’ottica del ‘tailor made’ e della sperimentazione, dalla vodka al gin, passando per vermouth, tequila e whisky & rum. Ospiti della manifestazione saranno quindi le migliori scuole di Roma per barman professionisti. Ad accompagnare la ricca offerta dedicata al beverage, la Roma Cocktail Week presenterà anche un’area food con proposte culinarie studiate per soddisfare per tutti i gusti. La domenica invece è prevista una cena gourmet con una special guest chef di uno dei ristoranti più interessanti di Roma che preparerà in esclusiva per il festival il menù abbinato a una drink list speciale (l’accesso avverrà solo tramite prenotazione).

La gara tra scuole di bartender si svolgerà nel bar centrale della location e sarà una sfida basata sulla valutazione del comportamento e del modus operandi dei bartenders durante i due giorni. I criteri che guideranno i giudici nelle valutazioni saranno dettati dal rispetto della filosofia di un bar e dei propri barman: il riguardo nei confronti del cliente è al primo posto e il bere responsabile deve guidare gli intenti professionali.

In un’area dedicata sarà possibile – previa prenotazione – diventare Barman per un giorno’, l’occasione per apprendere i segreti del mestiere del bartender in una mezz’ora di lezione individuale. Professionisti del settore terranno – sabato 17 e domenica 18 giugno – delle lezioni dedicate alla presentazione di un prodotto scelto e proposto attraverso la preparazione di diversi cocktail. A differenza di altre masterclass, queste non saranno rivolte unicamente a esperti del settore, ma anche al pubblico meno esperto che potrà degustare i prodotti oggetto della masterclass. La giornata di lunedì 19 giugno, invece, sarà interamente dedicata al trade, realizzata in collaborazione con BlueBlazer, con grandi ospiti internazionali, rivolta solo agli addetti ai lavori, con master al mattino e al pomeriggio forum di approfondimento e una tavola rotonda con tutti gli operatori delle aziende coinvolte. Ospite di spicco della giornata, William Drew, icona della critica gastronomica ed editore del ’50 Best Restaurants, che lo scorso anno decretò l’Osteria Francescana di Massimo Bottura il miglior ristorante del mondo.

Il direttore artistico – Massimo D’Addezio

Massimo D’Addezio nasce in una famiglia di ristoratori e prosegue sulle stesse orme specializzandosi nell’arte della miscelazione arrivando a gestire un suo locale fino al 2000, quando decide di intraprendere l’avventura dell’apertura dell ‘Hotel de Russie, che nei piani originari sarebbe dovuta essere un’esperienza di tre anni al massimo ma il divertimento è stato tanto e tale da farlo rimanere al timone dello Stravinskij Bar per più di tredici anni creando un ambiente cosmopolita e totalmente indirizzato all’internazionalità. Nel 2006 viene premiato con lo Stravinskij Bar come miglior Hotel Bar d’Europa.Nel 2008 è stato premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia per la guida dei ristoranti dell’Espresso. Nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Dal 2005 ad oggi  è presente sulla guida dei bar del Gambero Rosso come uno dei migliori barman in Italia. Nel 2014 apre uno nuovo concept bar “Co.So. Cocktail & Social” cocktail bar basato sulla cura della qualità del servizio e sulla scoperta da parte del cliente, di un modo di bere moderno e fuori dagli schemi. Nel 2016, il suo progetto “Chorus Café” di Roma, partito a gennaio del 2015, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo. Massimo negli anni si rende protagonista all’interno di Gambero Rosso Channel, della creazione di contenuti televisivi sul mondo degli spirits e della miscelazione, tra questi il programma Spirits – I Maestri del Cocktail.

Partner di promozione del festival sono SMASH e Woow, giovani realtà che in poco tempo sono riuscite ad affermarsi nel panorama musicale e della nightlife romani, godendo di un notevole seguito.


Orari:

Sabato 17 giugno – dalle 16.00 alle 04.00

Domenica 18 giugno – dalle 16.00 alle 23.00

Lunedì 19 giugno (brand day – giornata dedicata alle aziende) – dalle 14.00 alle 18.00

Prezzi:
Biglietto singolo: 6 euro
Abbonamento per due giorni: 25 euro (comprende anche: 2 cocktail e una consumazione food, non comprende la serata di domenica con djset)

Per maggiori informazioni:

www.spiritsevent.com
www.facebook.com/RomaCocktailWeekOfficial
www.instagram.com/romacocktailweek
tel. 06 70614597

info@nufactory.it

 

Ufficio Stampa

Carlo Dutto

cell. +39 348 0646089
carlodutto@hotmail.it

Degustazione Whisky “Cadenhead’s”

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Eccoci arrivati alla nuova degustazione! Per questo evento vi abbiamo portato tre imbottigliamenti provenienti dai magazzini di Cadenhead’s , il più antico selezionatore delle Scozia, che quest’anno festeggia i 175 anni di attività.
Durante la serata potremo degustare tutti insieme :

– dalle Lowlands Bladnoch 23yo con tartare di salmone tartufato
– dalle Highlands come solista un Clynelish 19yo sherry
– dall’isola di Islay un raro Bunnahabhain 17yo torbato con dolce a sorpresa

Avremo quindi tre whisky provenitenti da tre zone differenti della Scozia, ciascuno con un carattere differente che riflette il proprio territorio di origine.

Come ormai saprete, abbiamo organizzato due serate sempre da 16 posti, ovvero:
venerdì 12 maggio ore 21
venerdì 19 maggio ore 21 – SOLD OUT –

Costo totale: solo 29€ !
Vi preghiamo gentilmente di indicarci sulla nosta pagina FB o qua a quale serata vorrete partecipare

A presto Davide e Sebastiano