Whisky dal Sol Levante al Bar Metro con Salvatore Mannino

Ieri sabato 28 giugno si è svolta una degustazione memorabile presso il Bar Metro di Giorgio d’ Ambrosio tenuta nientepocodimenoche da Salvatore Mannino, infaticabile frontman della Maison de Whisky, Parigi. Difficile dire qualcosa su Salvatore che non sia già stato scritto. Solo una cosa: la sua profonda conoscenza dell’argomento, il suo amore per i distillati e la sua semplicità non possono non catturare un ascoltatore.

Queste sono state le bottiglie, alcune delle quali ormai introvabili, che Salvatore ha condiviso con noi:

CHICHIBU (HANYU) 8 years, Golden Horse (1980’s/1990’s), 43/44%
MARS Sherry & American white oak, 2014, 57%
NIKKA COFFEY GRAIN 12 years old, 58% (from the 70th anniversary selection)
CHICHIBU, Chibidaru Cask 2014, 53,5%
HANYU 2000, Chibidaru Cask Finish, cask N°346, bottled in 2012, for La Maison du Whisky, 58,2%

Appena il tempo ce lo permetterà posteremo le recensioni degli imbottigliamenti. Solo una piccola anticipazione: il secondo Chicibu nonostante la giovanissima età mostra una complessità da far impallidire altre produzione ” aged” .
Quindi nota per gli acquisti: buttarsi a capofitto appena uscirà un 10Y.

Dato che qua sul sito lo spazio è tiranno vi rimando alla nostra pagina Facebook per le foto dell’evento.

p.s. prima di bere gli ultimi due whisky c’è stata una “pausa- merenda” con le nostre brioches e i nostri croissants: speriamo che vi siano piaciute!
p.p.s. la degustazione ci ha dato poi qualche idea per degli abbinamenti di dolci….restate sintonizzati!

Dizionario

WHISKY: è un distillato fatto con acqua, cereali e lievito

SINGLE MALT: è un whisky prodotto con acqua, orzo maltato e lievito proveniente da un’unica distilleria

SCOTCH WHISKY: whisky prodotto e imbottigliato in Scozia che ha riposato per almeno tre anni in botte.

BLENDED: miscela di whisky single malt, provenienti da distillerie diverse, e whisky di cereali. Come esempio Ballantine’s, Chivas Regal o Johnnie Walker.

BLENDED MALT: miscela di whisky maltati di distillerie diverse. Il Johnnie Walker Green Label è un blended malt.

BATCH: tutto il whisky prodotto da un unico processo di distillazione.

NAS: acronimo di no-age statement, ovvero un whisky la cui età in etichetta non viene dichiarata. Ardbeg Uigedail è un tipico NAS.

AGED: età dichiarata in etichetta. Si riferisce al whisky più giovane usato per comporre il mix. Occorre sapere che la maggior parte delle bottiglie contiene whisky di età diverse, ma in etichetta viene riportata solo l’età di quello più giovane (eccezione i “single cask”). Per spiegare meglio questo concetto : se imbottiglio insieme un whisky di 15 anni,17 anni e 25 anni in etichetta dovrò riportare la dicitura 15 anni.

UNCHILLFILTERED: non filtrato a freddo. Il whisky se diluito con acqua fredda ( o ghiaccio ) tende a intorbidirsi, a causa dei grassi in esso contenuti che solidificano. Per prevenire questo fenomeno, si ricorre al raffreddamento del distillato per poterne poi asportare i grassi tramite filtrazione. Siccome però questi grassi concorrono alla composizione del flavour del whisky, ultimamente come garanzia di qualità vengono lasciati  nel distillato.

UNCOLORED: non colorato. E’ ammessa l’aggiunta di piccole quantità di caramello , che non altera il sapore, per ottenere lotti di produzione dall’aspetto uniforme o per conferire una “età più matura” al whisky.

CASK: una botte di quercia che, dopo aver contenuto generalmente sherry o bourbon, viene poi svuotata e utilizzata per la maturazione del whisky. In questo caso parleremo di first fill ( primo riempimento).

SINGLE CASK: il distillato  proveniente da un’unica botte, imbottigliato in edizione limitata avente quindi caratteristiche spesso irripetibili ( nel bene o nel male ).

BOTTI SORELLE:  tutte le botti provenienti dalla stessa batch.

CASK STRENGHT: gradazione della botte. Significa che quel whisky è stato imbottigliato alla medesima gradazione della botte. Generalmente infatti il whisky viene diluito in acqua per portalo ad una gradazione di più facile apprezzamento per il consumatore medio.

ANGEL’S SHARE: è la famosa “parte degli angeli”, ovvero la parte di whisky che evapora mentre riposa in botte prima di essere imbottigliato.

PEAT: torba cioè un deposito composto soprattutto da resti vegetali  sprofondati e impregnati d’acqua che, a causa dell’acidità dell’ambiente, i batteri non possono decomporre completamente.

WORM TUB: un lungo tubo arrotolato di rame, attaccato al pot still e inserito in una larga vasca di legno riempita di acqua fredda. Prima dell’introduzione dei condensatori “shell and tube”, il worm tub era l’unico mezzo per condensare il vapore alcolico nella forma liquida. Diverse distillerie continuano a usare i worm tubs, poichè gli esperti insistono a dire che il whisky ottenuto usando il worm tube è nettamente diverso da quello ottenuto, invece, tramite raffreddamento in un condensatore moderno.

Clynelish 16y Berry Bros & Rudd

Scheda Iniziale :

Distilleria: Clynelish

Imbottigliamento:  Berry Bros & Rudd  , cask 6870            

Gradazione: 46 %

Prezzo: circa 90 euro

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L’immagine è a puro scopo informativo e non rappresenta l’imbottigliamento analizzato

A questo giro ci spostiamo a nord della Scozia, nelle Highlands. La distilleria Clynelish, nata in origine come birreria, comincia a produrre whisky già nel 1820. A seguito di lavori di ammodernamento la vecchia struttura viene chiusa per far posto ad una distilleria più moderna che viene aperta nel 1967.
Due anni dopo, nel 1969, la Clynelish originale viene riaperta (e ribattezzata Brora, stesso nome del paese vicino , per evitare ulteriori confusioni ) per produrre un whisky molto torbato destinato al blending: questo è stato fatto per coprire una carenza del whisky di Islay causata da una siccità sull’isola. Nel 1983 Brora viene nuovamente e definitivamente chiusa durante il periodo della crisi del whisky, ma Clynelish continua ancora oggi a lavorare.
Purtroppo la maggior parte della produzione confluisce ancora in un blended whisky, il famoso Johnnie Walker Gold Label, ma se serve a far cassa…si sa, non si può vivere solo di aria e amore. Peccato, perchè questa distilleria offre al suo pubblico prodotti spesso di alta qualità e meriterebbe di più. La “Berry Bros & Rudd” ha “salvato” per noi dal blending questo Clynelish distillato nel 1997 e imbottigliato nel 2014, senza aggiunta di caramello e filtraggio a freddo. Stiamo parlando di uno dei negozi di alcolici più antichi dell’ Inghilterra, è stato fondato nel lontano 1698 (!) ed è il fornitore ufficiale per la Casa Reale inglese. Vediamo se hanno scelto bene.

Aspetto: giallo chiaro

Naso: essere in una limonaia poco distante dal mare. Ecco come meglio definirlo. Subito il profumo degli agrumi e del miele che viene affiancato a quello dello iodio e delle spezie.Una torba discreta porta con sè del fumo…leggero comunque non fastidioso. Pandoro. Appare poi una nota di ananas fresco che cede il posto a note di legno dolce e vaniglia . Cocco rapè . Ci pare di sentire una leggera nota di fieno asciutto (ma forse abbiamo solo bevuto troppo!).
E’ divertente perchè all’inizio eravamo in Scozia e poi ci siamo trovati ai Tropici.

Gusto:  un attacco subito dolce , con una bella polpa di pesca matura. Affumicato  e ancora legno a cui segue un sapore di pompelmo che spezza e dona acidità e tanta freschezza. All’inizio questo whisky fa aumentare tantissimo la salivazione, poi delle note salate ci asciugano la bocca e ci portano al finale.

Finale:  ed ecco che appare la tipica cera di Clynelish, ma non così forte e fumosa come in altri loro imbottigliamenti. Lungo e speziato.

Commento finale: a Clynelish sanno fare i compiti ,c’è poco da dire,e questo è stato svolto senza errori . Non abbiamo trovato spigoli o elementi che stonassero : va bene così ! E’ un whisky fresco e…primaverile ?

Voto:  84 con la voglia di berne ancora!

Longmorn 18y Old Particular

Scheda Iniziale :

Distilleria : Longmorn

Imbottigliamento : Douglas Laing “Old particular” 18Y old,  cask 10051               

Gradazione : 48,4 %

Prezzo : sui 120 euro

longmorn


Eccoci con la nostra prima recensione: dalla regione dello Speyside il ” gioiello nascosto “, come viene spesso definito, Longmorn. La maggior parte della produzione della distilleria confluisce nel blended whisky Chivas, ma per nostra fortuna sono in commercio anche degli imbottigliamenti sia ufficiali che indipendenti, seppur non in grande quantità (da cui il soprannome).
Oggetto del tasting di oggi è proprio la bottiglia di un indipendente, la ” Douglas Laing & Co ” di Glasgow. Fondata  nel 1948 oggi è in mano a Fred Douglas, a cui si deve la creazione della gamma “Old Particlular”, dove vengono presentati imbottigliamenti non colorati e non filtrati a freddo, in modo da mantenerne il sapore il più intatto possibile .
E’ una delle 322 bottiglie che provengono dalla botte 10051 della Longmorn. Nello specifico si tratta di un refill Hogshead invecchiato 18 anni. (In sostanza vuol dire che già la botte Hogshead aveva contenuto un altro tipo di whisky per un certo numero di anni. Poi è stata svuotata e quindi poi riempita con un nuovo whisky. Si opera in questa maniera affinchè il legno che contiene il distillato ne influenzi meno il sapore, avendo già donato molti aromi al primo riempimento. Non è una cosa positiva o negativa, è solo una questione di gusti/scelte).
Una nota storica : la distillazione di questo whisky risale al 1994, anno in cui a Longmorn abbandonano il riscaldamento diretto degli alambicchi per il più moderno riscaldamento a vapore.

Aspetto: giallo paglierino

Naso: al primo impatto miele, limone, spezie orientali, nella fattispecie zenzero, e un delizioso profumo di babà al rhum. Appetitoso!
Facendolo respirare si avverte anche del latte di mandorla, veramente molto curioso.
Il tutto potrebbe sembrare troppo dolce, ma fin dall’inizio ci accompagna una nota vegetale erbacea e una non indifferente punta di olive nere che dona contrasto e non stufa (a patto che piacciano le olive nere!).

Gusto: molto dolce ed elegante, con un incipit di pesca e miele, è quasi sciropposo. Ma è solo un attimo.
Di colpo poi effettua un cambio di rotta e vira, potremmo dire, quasi sul frizzante, diventando molto fresco. Ripropone alla bocca quello che il naso già suggeriva con un bel contrasto fra note dolci ed erbacee. Ancora limone e pepe.

Finale:  limone e zenzero, poi torna ancora l’erbaceo che lascia in bocca un amaro leggero e gradevole che ti invoglia a iniziare a bere di nuovo. Ecco: questa sensazione ricorda molto una birra IPA .

Commento finale: un whisky dalla doppia anima, molto fresco e gradevole senza risultare stucchevole.

Voto: è un bravo ragazzo questo whisky ….quindi gli diamo un meritato 82!

Un grazie all’enoteca  “Cremavini” per averci trovato la  bottiglia!

Indirizzo e immagine

Manca da fare l ‘ immagine di sfondo , comprare un dominio tutto nostro e ci siamo !

Anzi no….inaugurerei anche la sezione tasting, magari con un Longmorn 18yo Old Particular della Douglas Laing.

Domenica ci toccherà quindi bere…ah sofferenza !